“C’è stato un momento in cui le chiamate dei miei pazienti (o meglio, dei genitori dei miei pazienti) sono diventate un vero e proprio copione già scritto. Dopo le formalità di rito, proseguivano tutte nello stesso modo: ‘Dottoressa, la chiamo perché a mio figlio è venuta l’ansia’.” A lungo considerata un problema che riguardava solo gli adulti, negli ultimi anni l’ansia si è diffusa sempre di più fra bambini e adolescenti, con genitori spiazzati nel tentativo di comprendere le ragioni e la reale gravità del malessere dei figli. Ma qual è il modo giusto di valutare e affrontare l’ansia vissuta dai giovani? Come distinguere le normali paure adolescenziali da quelle patologiche? Stefania Andreoli, tra le più brillanti psicoterapeute dell’adolescenza italiane, in questo volume esamina le molteplici cause di stress a cui sono sottoposti i nostri ragazzi: competitività diffusa, modelli di successo irraggiungibili, una situazione economica in continuo mutamento. Ma anche genitori che – spesso con le migliori intenzioni – offrono ai figli protezione e libertà molto ampie nell’infanzia, aspettandosi poi risultati immediati e spesso irrealistici nell’adolescenza. Facendo riferimento a storie ed esempi tratti dall’esperienza con i suoi pazienti, Stefania Andreoli mostra l’inevitabile distanza tra i punti di vista di ragazzi e genitori, e indica i comportamenti da seguire per gestire lo stress dannoso e costruire il giusto equilibrio in famiglia. Per crescere figli sereni e in grado di affrontare le complessità che la vita comporta.
Un libro da leggere per chi vuol fare conoscenza con l’ansia, ma è ancora più bello per chi l’ansia ce l’ha già.
Mi sono ritrovata spiegata in ogni pagina.
La Margherita liceale, la Margherita 19enne che non si è iscritta all’università, la Margherita 23enne a cui scoppia l’ansia dopo la laurea triennale, la Margherita 26enne che crolla dopo la magistrale.
“Dal conto loro, i ragazzi sentono che i media e la cronaca li descrivono in modi ingiusti e sommari, perlopiù facendo delle generalizzazioni (cosa che l’adolescenza non perdona); oltre a sentirsi definire come degli ospiti un po’ indesiderati, devono quindi fare i conti con il fatto che, nonostante di loro parliamo male e a volte pensiamo peggio, comportandoci di conseguenza, loro debbano comunque miracolosamente diventare delle belle persone, degli adulti risolti, sani e responsabili; il tutto mentre sono alle prese con gli ormoni, i compiti evolutivi tipici di questa fase della vita, i primi amori, l’uccisione (simbolica) dei genitori e del loro figlio bambino e con il fatto che mai come in questa fase evolutiva staranno bene e allo stesso tempo male in un modo che mi spingo a definire archetipo, ovvero esemplare di tutte le situazioni in cui staranno sia bene sia male durante il resto della loro vita.”
Andreoli ci spiega cosa significa avere ansia ed attacchi di panico negli adolescenti: la prima , in particolare: “ha una funzione molto precisa: porta un messaggio personale, rivolto proprio a noi” ed arriva proprio quando “le difese e l’attivazione emotiva e cognitiva sono basse”. Emozioni e sentimenti che sono stati accantonati in un angolo, perché non ancora pronti per essere affrontati, di colpo chiedono di essere considerati con urgenza, inviando come messaggeri prima l’ansia e in caso non fosse sufficiente anche il panico.
Grazie a molti esempi diversi tratti dalla sua esperienza e dai colloqui avuti nella stanza delle parole, ci è chiaro che l’ansia ed il panico sono dovuti a questa nuova condizione di benessere in famiglia, in cui si esaltano i sentimenti e le emozioni positive e si evitano a tutti i costi conflitti e litigi: “questa operazione di evitamento della frustrazione che crediamo di fare per il loro bene in realtà la compiamo per noi stessi (per essere migliori dei nostri genitori)”. Abbiamo millantato loro infinite possibilità, tra cui quella di poter diventare chiunque avrebbero voluto, ma questo è vero per pochi, tutti gli altri hanno si accorti ben presto che non era vero. In quest’ottica, l’ansia ha sostituito il conflitto e per questo deve essere accolta benevolmente dai genitori: “se avete un figlio che soffre di ansia e attacchi di panico, sta succedendo qualcosa. Significa che è vivo e che, quando guarirà, potrà farlo ancora meglio.”
Andreoli ci aiuta a definire delle strategie per aiutare gli adolescenti nella prevenzione dell’arrivo di questi disturbi: “stare con la persona che siamo, con il tempo che abbiamo, con il figlio che è nostro figlio. Senza memoria e senza desiderio: senza volere che siamo bravo come la volta precedente o come vorremmo che fosse, per poter tornare a casa e dire che è andato tutto bene.” Nel caso DAG e DAP compaiono, tre sono le azioni da evitare assolutamente: non minimizzare, non spronare e non pensare che passi da sola.
Seguo da tempo la dottoressa Andreoli, mi piacciono molto i suoi martedì delle parole su Ig e l’intervento del mercoledì a Catteland su Radio Deejay. Ho preso questo libro, pensando parlasse dell’ansia dei nostri figli in generale e non che avesse il focus sull’adolescenza, ma ho deciso comunque di leggerlo e ho fatto benissimo, perché l’ho trovato molto utile e con ottimi consigli da mettere in pratica.
“Insomma, intravedo una bella strada, possibile e soprattutto ampiamente rilassante nel tentativo di diventare genitori sufficientemente buoni di un figlio sufficientemente in gamba, dalla cui riuscita o meno non far dipendere il bilancio della nostra vita. In questo modo restituiremo ai nostri ragazzi l’esperienza di massima saluta psichica umanamente possibile: essere riconosciuti per chi si sentono di essere, davvero.”
Primo libro (di una lunga serie) che leggo di Stefania Andreoli, seguitissima su Instagram.
Mette luce su molti temi degli adolescenti a cui (forse) non ci si pensa e in realtà evidenzia come, già da quando sono piccoli, si può fare una grande differenza.
Che dire, forse la cosa più difficile (e vera) da accettare è che i genitori perfetti non esistono.
Nonostante io abbia fatto terapia per anni e quindi avessi già sviscerato alcuni aspetti sono debitrice dell'autrice di questo libro perché mi ha aiutato a mettere a fuoco davvero certi nodi della mia adolescenza. Ho trovato questo libro davvero illuminante non solo per la me del passato, ma anche per la me di oggi, insegnante, che i tardo-adolescenti li vede tutti i giorni. Spero che anche la me genitrice sappia far tesoro di quanto letto quando sarà il mio turno di vivere con due adolescenti in casa.
Ho scoperto Stefania Andreoli ascoltando il programma di Alessandro Cattelan un mercoledì di un anno fa ed ho scoperto che Instagram e le mie giornate sono migliori da quando la seguo. Questo è il secondo dei suoi libri che leggo e mi offre sempre spunti per cercare di districarmi in questo momento in cui mi giro e "non riconosco più l'angioletto che si aggirava per casa suscitando qualche stanchezza e nervosismo ma perlopiù grande tenerezza e amore" e mi chiedo "chi sia e da dove arrivi il ragazzo incomprensibile che occupa il bagno per ore" Il mio telefono è pieno di screenshot delle sue storie. Non finirò mai di ringraziarla per il paio di occhiali che mi dà per guardare a questo mondo con occhi diversi. Consigliatissimo a genitori, educatori ma anche ai ragazzi.. che forse trarranno qualche spunto per vivere meglio ed appieno la loro adolescenza.
La lettura di questo libro è durata un mese. Ho avuto paura. L’ho dovuto lasciare, riprendere, abbandonare e riprendere ancora. Ma tutto ha avuto un senso, poi. Ho raccolto i miei pezzi e ho deciso di affrontarlo, fino all’ultima riga. Inutile dire che l’ho terminato con commozione. Il cerchio che si chiude. La speranza, sulle battute finali, a fare da padrona. Pazzesco è dir poco. Assurdo. Allucinante, quanto il nostro vissuto- apparentemente perfetto- possa portare a queste dinamiche. Lo costudirò con estrema cura, riservandomi di poterlo sfogliare nuovamente, ogni volta che ne avrò bisogno! 5 stelle soltanto perché è il massimo che si possa dare. Ma ne vale molte, molte di più!
Stefania Andreoli è garanzia di chiarezza. Riesce, in questo libro, con parole semplici ma complesse, battute ironiche, taglienti e veritiere a farti aprire gli occhi davanti a realtà che cerchiamo spesso di nascondere. L’ansia è conseguenza ultima di altre difficoltà e Stefania Andreoli lo chiarisce in maniera approfondita in questo libro.
Libro informativo super, la dott.ssa Andreoli spiega molto bene questo sintomo ormai così diffuso che anche ai non addetti al settore risulta semplice capire. Lo fa attraverso la condivisione di casi reali che poi analizza e spiega. Lo consiglio a tutti a chi vuole saperne di più sull'argomento a chi è alle prese con l'ansia per capire i passi fondamentali da fare.
Dico solo che ho il libro pieno di sottolineature. Tratta l’ansia in età adolescenziale. Io l’ho letto come figlia che è stata adolescente. L’ansia è la cura, è questo contenitore dove abbiamo i pensieri non pensati e le emozioni non provate e a un certo punto, quando siamo tranquilli, si verifica questo blackout. Bisogna starci nell’ansia, viverla e saperla ascoltare. Non so se sono stata completamente Narciso o Edipo, penso di essere stata a metà tra questi due tipi. Preziosi i consigli nell’ultimo capitolo, le possibilità su come si possa rimediare e le descrizioni dei Super Genitori. Bellissimi i paragoni con il Simposio, gli esempi veri della stanza delle parole. Veicola un’idea sana di genitore. Lo rileggerò un domani quando sarà il momento, probabilmente con un’occhio di riguardo in qualità di genitore e non come figlia.
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In questo libro Stefania Andreoli affronta il tema dell’ansia adolescenziale attraverso casi clinici concreti di ragazze, ragazzi e genitori in terapia e riflessioni più ampie, il tutto in un linguaggio divulgativo e accessibile. Gli aspetti più legati all’ansia sembrano essere spesso il "troppo" amore genitoriale, l’iperprotezione e la paura di deludere, che portano l’adolescente a sviluppare questa sintomatologia. Il libro invita i genitori a riscoprire il proprio ruolo educativo, offrendo guida e confini senza sostituirsi ai figli nelle difficoltà. Un testo ben scritto, chiaro e utile per genitori, educatori e professionisti che desiderano comprendere meglio l’ansia giovanile. Forse in alcuni punti appare un po’ ripetitivo negli spunti di riflessione ma risulta un testo interessante e di piacevole lettura, nonostante il tema tutt’altro che leggero.
Seguo il lavoro della Dott.ssa Andreoli da diverso tempo ormai e ne sono riconoscente, soprattutto per la capacità di ponderare e scegliere con cura le parole da utilizzare per esprimersi. Grazie a questo romanzo ho avuto modo di incontrare la me adolescente, alle prese con uno dei lavori più difficili: crescere. La Andreoli affronta il tema dell'ansia riportando degli esempi concreti, di conversazioni avvenute nella sua stanza delle parole (è una psicoterapeuta) e lo fa con una verità disarmante. Ne consiglio la lettura a chiunque svolga un ruolo di educatore, ma anche a chi desidera capirne la complessità. Vi auguro di arrivare alla fine di questo libro considerando l'ansia come un'amica, da accogliere e ascoltare.
Di solito non lascio recensioni, ma per questo libro devo. Ho trovato per caso il profilo della dottoressa su Instagram e ho deciso di seguirla. Ogni suo intervento è interessante e mi ha aperto gli occhi su un sacco di cose. Ho così deciso di iniziare a leggere i suoi libri. Libro divorato in pochissimo tempo. Ottima lettura anche per chi non ha figli, la mia preoccupazione era fosse prettamente solo per genitori ma non è affatto così... è utilissimo anche per i figli.
Libro veramente bello. La scrittura é da favola, si riconosce la profondità di linguaggio e pensiero che contraddistingue la dottoressa Andreoli, ma il tutto scorre veramente facilmente e il messaggio arriva chiaro.
In merito ai contenuti, sicuramente é un libro più rivolto ai genitori, ma secondo me, letto da figlia, porta comunque delle utilità a chiunque. In ogni caso, porta inevitabilmente a riflettere sugli aspetti della propria adolescenza.
Un libro che ho trovato illuminante. Conoscendo l'autrice mi aspettavo un libro ben scritto e che potesse fornire delle basi scientifiche e degli spunti di riflessione considerato il lavoro che svolge ma non mi sarei mai immaginata una qualità così alta. Cita anche diversi autori che ho trovato nel mio percorso di studi e che trovo dei luminari.
Super interessante per chi abbia figli o figlie che si stanno per affacciare al periodo della adolescenza. Un compendio utilissimo per capirli meglio e per provare ad agire per il loro bene, magari facendo un passo indietro anziché due avanti.
Libro che chiunque dovrebbe leggere, pur non avendo figli. Serve a renderci più consapevoli dell’impatto che noi adulti abbiamo sui bambini e su quanto essi siano di responsabilità della collettività. Scritto davvero molto bene e scorrevolissimo, ricco di spunti di riflessione.
Che sia una guida per TUTTI, grandi e non. Che TUTTI possano capire l'ansia e saper (o almeno tentare consapevolmente) di stare accanto a chi ne soffre. Perché se questo libro lo avessero letto i miei genitori a suo tempo, forse oggi mi sentirei io stessa meno sbagliata a sentirmela dentro.
Incredibilmente interessante, a tratti commovente - soprattutto perché parla di amore. Non ero interessata in maniera specifica al l’argomento ansia nell’adolescenza, ma ho scorto comunque spunti du riflessione. Ho imparato parecchie cose. Mi sono fatta domande, anche scomode.
Un libro da leggere, sia per chi soffre di ansia e panico ma anche per chi sta accanto a chi ne soffre. Offre consigli concreti e riporta esempi reali in cui si ha la possibilità di rispecchiarsi e sentirsi un po’ meno soli. Grazie Doc!
Stefania andreoli é una certezza. Consiglio questo libro a chiunque, perché tutti prima o poi incontriamo un adolescente e possiamo tutti dare una mano a non peggiorare le cose. Come? Leggete questo libro 4,2⭐️
Davvero ben fatto! L'ho letto con gli occhi dei miei pazienti (genitori di figli ansiosi o direttamente i proprietari dell'ansia in questione) e non quelli della terapeuta e devo dire che mi è stato utilissimo,lo consiglierò senz'altro a qualcuno di loro. Ottimo!