“Queste sono storie che consistono in una cosa sola: basta prendere un ambiente conosciuto (banale e quotidiano), se ci buttiamo dentro un elemento estraneo, è come buttarci dentro una bomba! Una bomba di fantasia…Ho conosciuto un tale, un tale di Macerata, che insegnava ai coccodrilli a mangiare la marmellata. Le Marche, però, sono posti tranquilli: marmellata ce n’è tanta, ma niente coccodrilli. Quel tale girava per il monte e per la pianura, in cerca di coccodrilli per mostrare la sua bravura. Andò a Milano, a Como, a Arezzo, ad Acquapendente: tutti posti bellissimi ma coccodrilli niente. È ancora lì che gira, un impiego non l’ha trovato: sa un bellissimo mestiere, ma è sempre disoccupato.”
Italian journalist and writer, particularly famous for his children books, which have been translated in many different languages but are not well known in the English speaking world. In 1970 he was awarded the Hans Christian Andersen Medal for children's literature.
Un libro molto interessante, che ci permette di capire un pò del "come" Rodari ha creato i suoi racconti. Tecniche, idee, spunti, e un paio di appendici che sono quasi la parte più stimolante del libro, insieme ovviamente alla trascrizione dell'incontro con i bambini di Arezzo.
Non do il massimo dei voti perchè, come ahimè osservato in altre edizioni curate di altri autori, anche qui il curatore dilaga con la sua prefazione ben oltre il necessario, quasi volesse essere lui il protagonista. Troppo! Qualche pagina di introduzione e poi lasciate spazio all'autore. Se volete scrivere un saggio, scrivetene uno vostro, non sfruttando il nome famoso dell'autore per farvi leggere.