Berlino, estate 1936. Le Olimpiadi sono alle porte. Goebbels ha avuto ragione delle resistenze iniziali di Hitler e della sua Hitlerjugend e tutto è pronto per lasciare il resto del mondo a bocca aperta davanti alla potenza e alla maestosità del Reich. Ai vertici della complessa e ambiziosa organizzazione dell’evento c’è un uomo, anzi un soldato: Wolfgang Früstner. A poche settimane dalla cerimonia inaugurale, però, un giornale denuncia le sue origini ebraiche e l’immediata conseguenza è la destituzione dall’incarico. Da deus ex machina con pieni poteri, Fürstner si ritrova in un angolo: è rispettato dai veterani che hanno combattuto con lui nella Prima guerra mondiale ma deve ora subire l’umiliazione delle giovani leve naziste e solo l’intervento di un ex commilitone gli permette di restare al Villaggio Olimpico, sia pure con un ruolo di secondo piano. A Berlino accorrono giornalisti da ogni parte del mondo e le telecamere fortemente volute dal Führer e da Leni Riefenstahl portano le Olimpiadi per la prima volta sul piccolo schermo. E mentre Jesse Owens entra nella storia con le sue quattro medaglie d’oro, il maratoneta coreano Son Kitei è costretto a vincere per il Giappone e si disputa Austria- Perù, che Eduardo Galeano definirà “la partita di calcio più emozionante di tutti i tempi”, Fürstner si aggira come uno spettro in una città vestita a festa. Non riconosce più il Paese che ama, né la donna che ha sposato, e forse nemmeno se stesso. Nel suo primo romanzo, scritto a quattro mani con Paolo Frusca, Federico Buffa mette il suo inconfondibile stile narrativo al servizio di una storia vera e ci racconta non solo tante straordinarie pagine di sport, ma anche la parabola di un uomo, di una capitale e di un Paese sull’orlo dell’abisso.
Federico Buffa (Milano, 28 luglio 1959) è un giornalista e telecronista sportivo italiano. Oltre alla sua attività di telecronista di basket e commentatore sportivo, Buffa ha condotto alcune trasmissioni antologiche sempre a tema sportivo, nelle quali ha dimostrato - secondo Aldo Grasso - di "essere narratore straordinario, capace di fare vera cultura, cioè di stabilire collegamenti, creare connessioni, aprire digressioni" in possesso di uno stile avvolgente ed evocativo.
La prima è il mio interesse per la Storia contemporanea: azzarderei l’utilizzo del termine “passione” se non fosse che la ricerca storiografica e il sentimento vanno poco d’accordo. In ogni caso, sono da sempre convinto che tornare indietro di settanta o cento anni aiuti moltissimo a capire cosa cavolo stia succedendo oggi.
La seconda è l’amore per le storie di sport: con il tempo – e con delle belle letture – mi sono scoperto a verificare quanto dell’animo umano, delle caratteristiche di una nazione e del suo popolo, di un’epoca (eccoci qua) storica si possa capire guardando con un filo più d’attenzione gli eventi occorsi su un campo di pallone, sotto un canestro e una retina, tra le corsie di una pista d’atletica.
La terza è quest’uomo qui: uno che ascolterei per ore perfino se mi declamasse la lista della spesa, uno che vorrei sentir parlare fino a perdere l’udito, uno che ho avuto l’onore e la fortuna di frequentare grazie a una favorevole congiuntura lavorativa.
Ecco: fai la somma di storia + sport + Federico Buffa (qui coadiuvato dall’ottimo Paolo Frusca) ed esce fuori un memorabile racconto delle Olimpiadi del 1936 in forma perfettamente romanzata, con personaggi che appartengono all’Eden degli Eroi Sportivi (uno su tutti, Jesse Owens) e altri che si arrendono alla tragica piccolezza di una ideologia senza senso.
Aggiungi all’equazione un genio con i capelli ricci che associa un nome che dovrebbe dirle poco alle mie passioni e me lo fa trovare sulla scrivania e… si, con “L’ultima estate di Berlino” si raggiunge un momento di purissima felicità.
Il libro è un piccolo gioiello, e a dispetto dal titolo, non è rivolto solo agli appassionati di sport. Non è una cronaca delle Olimpiadi del '36, è un racconto particolareggiato di un evento così straordinario da contenere al suo interno tantissime storie. La bravura degli autori è stata quella di non fossilizzarsi su Jesse Owens e la sua straordinaria storia d'amicizia con Jung, ma di raccontare tante altre vicende particolari di quelle Olimpiadi. Ho apprezzato particolarmente il punto di vista di uno dei due protagonisti, Wolfgang Fürstner, un tedesco che vive la trasformazione della sua patria dall'interno e pian piano si rende conto dell'andazzo che la storia prenderà.
Arja ġdida, arja friska fil-letteratura Maltija. Traduzzjoni brillanti. Mingħajr tqanżiħ, kliem konżiż u jekk tekniku miktub sew u professjonali. Sfortunatament kont ili kemxejn ma nixtri u naqra xogħol bil-Malti. Dan il-ktieb ħajjarni anke fuq suġġeriment ta' wħud, xtrajtu l-Ġimgħa u llum l-Erbgħa ta' wara lestejtu. Ma tlaqtux minn idi. Proset!
Buongiorno a tutti. In realtà', essendo io uno degli autori di questo romanzo, mi sono iscritto a goodreads (anche) per ringraziare espressamente tutti coloro che in questi anni (dal 2015!) hanno continuato a leggerlo e a commentarlo. Grazie davvero a tutti e sono felicissimo che vi sia piaciuto. pf SPOILER: A breve ne uscirà' un altro... (
Mil-lat tat-traduzzjoni nagħtih 5 stilel. L-għażla tal-kliem hi mirquma u koerenti ħafna. Min-naħa l-oħra l-plott nagħtih 4 stilel minħabba li fil-bidu rajtu ftit staġnat u ripetut, iżda jispiċċa verament emozzjonanti. Għaldaqstant, l-istil laqatni ħafna bl-użu tal-analessi u t-tibdil alternat tan-narratur. Ktieb bi storja sabiħa immens u traduzzjoni eċċezzjonali. Prosit!
Federico Buffa (of Sky Italia fame) ia a truly great storyteller. With the (in)famous 1936 Berlin Olympics as the main backdrop - Hitler's ruthless ambition to show the German organisational perfection, Leni Riefenstahl's propaganda, etc - he narrates two polar perspectives. That of the Head of the Organising Committee, Wolfgang Fürstner (really existed), who on the verge of the Opening Cerwmony is outed for his Jewish roots. And if a fictional American journalist. He intertwines ideologies, history, famous sports personalities (Owens, Lung) and the atmosphere already boiling three years before the Great War. Make no mistake: Fûrstner is the central character of this very beautiful novel.
Vincitore del Premio CONI per la letteratura sportiva nel 2016, il libro intreccia sport, politica e dramma personale sullo sfondo delle Olimpiadi di Berlino del 1936, l’evento che il regime nazista di Adolf Hitler volle trasformare in una vetrina della “grandezza” del Reich, prima delle ombre della Seconda Guerra Mondiale. Da appassionato spettatore/lettore dei lavori di Federico Buffa ho trovato quest’opera meno coinvolgente di altri suoi lavori: decisamente meglio a teatro ed in TV che nei suoi lavori letterari. Comunque da consigliare agli amanti della storia sportiva, che mescola fatti documentati e finzione per denunciare le storture del totalitarismo nazista.
Correva il lontano 1936. In Europa iniziava a soffiare un sanguinoso vento di guerra che, in pochi anni, avrebbe coinvolto e travolto decine di nazioni scrivendo una terribile pagina di storia del Novecento. Nel '31 la capitale tedesca si era aggiudicata l'organizzazione dell'undicesima edizione delle olimpiadi moderne. In cinque anni il panorama europeo cambiò radicalmente: in Germania era salito al potere Hitler e i giochi a cinque cerchi divennero, con l'aiuto del ministro della propaganda Joseph Goebbels, l'occasione perfetta per mostrare al mondo la potenza e l'orgoglio della nazione tedesca.
L'ultima estate di Berlino ricrea l'atmosfera di quella controversa manifestazione unendo sport, storia e un pizzico di immaginazione. Federico Buffa racconta quei lontani giorni di competizione e tensione attraverso gli occhi di Wolfang Frustner e Dale Warren, un personaggio realmente esistito ed uno di finzione. Il primo è il responsabile del villaggio olimpico, un progetto ambizioso che viene però segnato in maniera sinistra da alcuni articoli di giornale che portano alla luce la sua parentela con un ebreo. Warren, invece, è un promettente giornalista sportivo incaricato di documentare l'avventura della squadra statunitense. Due sguardi differenti, due esperienze agli antipodi.
La storia ben evidenzia gli obiettivi e le preoccupazioni dei narratori e delle loro nazioni di appartenenza, inquadrando perfettamente la vicenda nel periodo storico grazie a importanti riflessioni sul vero significato dei giochi, non più intesi come occasione di confronto e scambio ma come evento in cui dare dimostrazione di supremazia. Le grandi imprese di personaggi come Jesse Owens, Son Kitei, Ondina Valla e molti altri si intrecciano con la quotidianità di Frustner e Warren fatta di piccoli incontri e rivelazioni, gesti criptici e segnali allarmanti circondati da un velo di paura e incomprensione.
Una lettura coerente, avvincente e coinvolgente che senza dubbio fa riflettere sul passato e sul ruolo dello sport nella società. I due protagonisti vengono introdotti gradualmente e la loro 'evoluzione' viene seguita episodio dopo episodio. Impossibile non creare un forte legame con entrambi per differenti motivi. Emozionante, invece, la possibilità di 'conoscere', anche se solo attraverso le pagine di un ottimo romanzo, alcuni grandi atleti divenute leggende dello sport.
Mix tra storia vera delle olimpiadi di Berlino e romanzo, purtroppo, non mi è piaciuto, le perle sportive di buffa si perdono nel dover racontare una storia vera avvenuta in un periodo difficile
Una Piccola, drammatica storia nell'inferno dei totalitarismi. Peccato non averne visto la versione teatrale, sicuramente più efficace. Mi ha commosso l'epilogo e il fato dei vari personaggi (reali)
Forse rende meglio come spettacolo teatrale che come libro. E lo dico da persona che venera Federico Buffa e il suo modo di raccontare. Scoperto grazie a un dialogo con Sergio Tavčar e con il suo libro sulle Storie Mondiali. Quasi mi ha spinto a fare un abbonamento a servizio di streaming pur di ascoltare le sue storie.
Il libro è ambientato durante le Olimpiadi di Berlino del 1936 e gli eventi vengono raccontanti attraverso due punti di vista: da un lato Wolfgang Fürstner, il comandante del villaggio olimpico e quindi realmente esistito; dall'altro, un giornalista americano di finzione.
E le parti di Fürstner superano di gran lunga quelle del giornalista. Per contenuti e per la storia che racconta. A parte lo stile, tremendo: frasi brevissime e paragrafi cortissimi. I primi capitoli sono stati un po' difficili da leggere, prima che mi abituassi allo stile. D'altro canto, il giornalista si limita ad andare in giro con una tipa e a fare paragoni tra gli Stati Uniti e la Germania nazista.
Direi che non sono tre stelle pienissime ma possono andare lo stesso. Molto curiosa di leggere l'altro libro di Paolo Frusca, quello dedicato al calcio jugoslavo.
“L’ultima estate di Berlino” di Federico Buffa e Paolo Frusca è un racconto intenso e affascinante che si svolge nel pieno delle Olimpiadi di Berlino del 1936, in un clima di tensione politica e sociale. Al centro della narrazione ci sono due personaggi: Wolfgang Fürstner, il comandante tedesco del villaggio olimpico, e Dale Warren, un giornalista americano.
Buffa riesce a intrecciare perfettamente la storia personale e politica, mettendo in luce non solo i fatti, ma anche le emozioni e i drammi di quel periodo. È un libro che, oltre a raccontare lo sport, parla dell’essere umano, delle sue debolezze e del suo coraggio.
Se, come il sottoscritto, si ama la storia e lo sport, “L’ultima estate di Berlino” è capace di far rivivere un periodo cruciale del Novecento, restituendo il senso profondo che lo sport può avere nel contesto sociale e politico. Un’opera imperdibile, soprattutto per chi apprezza lo stile narrativo di Buffa, sempre impeccabile e avvincente.
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Avvincente come un documentario di Buffa, con quel ritmo coinvolgente ma non frettoloso, che ti fa calare appieno nell'atmosfera della Germania nazista. Ho trovato il libro scorrevole e molto interessante. L'intreccio tra storia e sport, forse la parte più affascinante del romanzo, è ben reso dal racconto delle Olimpiadi, la manifestazione forse più coinvolgente che l'uomo abbia mai inventato, capace di immergersi nella quotidianità estiva e di riunire il mondo intero. Tutto ciò emerge dalle pagine de 'L'ultima estate di Berlino', intrise di storia ma mai troppo pesanti o didascaliche, con la giusta dose di nozioni storiche tutte funzionali al racconto. La capacità narrativa di Buffa, per iscritto come a voce, non delude mai
Un romanzo storico, un romanzo che con grande umanità tratteggia le vicende di alcuni personaggi chiave che con diversi ruoli parteciparono alle Olimpiadi di Berlino del 1936. In una Germania già fortemente militarizzata, che cercava di autocelebrarsi davanti al resto del mondo con questa manifestazione sportiva organizzata con meticolosità, con ostentazione di ricchezza e di modernità. Una lettura super adatta per il periodo.
Buongiorno a tutti. In realtà', essendo io uno degli autori di questo romanzo, mi sono iscritto a goodreads (anche) per ringraziare espressamente tutti coloro che in questi anni (dal 2015!) hanno continuato a leggerlo e a commentarlo. Grazie davvero a tutti e sono felicissimo che vi sia piaciuto. pf SPOILER: A breve ne uscirà' un altro...
Un libro che ho trovato bellissimo, ben scritto e incalzante al punto giusto. Anche toccante, direi. La mescolanza tra fatti realmente accaduti è non è stata sapiente. Davvero una piacevolissima lettura. Forse anche troppo breve.