Ferrara, inverno 1349. Un’inquietante processione di gente incappucciata si aggira nelle selve vicino alla città, terrorizzando chiunque abbia la sfortuna d’imbattervisi. E mentre si diffondono voci su riti satanici e segni dell’apocalisse, c’è chi scorge in quelle apparizioni un astuto complotto. Tra loro anche l’impavido cavaliere Maynard de Rocheblanche che, con l’appoggio della Santa Inquisizione, intraprende un’indagine per cercare di far luce sulla verità. L’impresa si rivelerà tuttavia più difficile del previsto, perché sono molti i prelati più interessati ai suoi segreti che a risolvere il caso. Maynard è infatti l’unico custode del mistero più grande della cristianità, la leggendaria reliquia attribuita a Gesù, il Lapis exilii. E questa volta, privato dell’appoggio dell’abate di Pomposa, potrà fare affidamento solo sulla sorella, la monaca Eudeline, per difendere se stesso e i propri amici e cercare di svelare l’intrigo che lo coinvolge…
Ex archeologo, laureato in Lettere, svolge attualmente il lavoro di bibliotecario. Ha pubblicato diversi saggi storici, soprattutto per la rivista specialistica Analecta Pomposiana. Molte delle sue ricerche riguardano l'abbazia di Pomposa, con speciale attenzione agli affreschi medievali che raffigurano scene del Vecchio e del Nuovo Testamento e dell'Apocalisse.
Sul fronte della narrativa ha partecipato all’antologia 365 racconti horror per un anno, a cura di Franco Forte. Altri suoi racconti sono usciti per la rivista letteraria Writers Magazine Italia[3].
Il suo primo romanzo, Il mercante di libri maledetti, è un thriller medievale che ruota intorno alla figura di Ignazio da Toledo, mercante di reliquie mozarabo, e a uno sfuggente manoscritto intitolato Uter Ventorum, in grado secondo leggenda di evocare gli angeli. In realtà questo volume è uno pseudobiblion come il Necronomicon citato da H.P. Lovecraft[4]. Per il successo conseguito da questo romanzo l'autore ha ricevuto il 24 novembre 2011 il premio What's up Giovani Talenti per la cultura[5].
Nell'ottobre del 2012 pubblica La biblioteca perduta dell'alchimista con protagonista ancora il mercante Ignazio da Toledo e a partire dall'agosto dello stesso anno Rex Deus. L'armata del diavolo, ebook a puntate poi pubblicato in cartaceo con il titolo L'isola dei monaci senza nome.
Nel tempo libero Simoni organizza eventi culturali di taglio letterario.
Bellissimo capitolo finale, come i precedenti una scrittura fluida e una storia molto interessante fanno di questo libro e di tutta trilogia un ottimo esempio di scrittura. Marcello Simoni ha un modo unico di trasportare il lettore nel periodo storico e nel luogo che ha scelto in modo tale da farti sent parte della storia. Consigliatissimo.
Uno straordinario romanzo ambientato nel 1350. L’attenzione ai dettagli di Simone è ammaliante e la sua scrittura coinvolgente. I personaggi vivono tra le pagine e le storie si intrecciano le une alle altre in un susseguirsi di eventi burrascosi. Davvero bello
“cosa sono le menzogne, se non il corredo funebre che rimettiamo ai morti?” nonostante ci abbia messo anni a finire questa trilogia, ne è valsa la pena.
Il bravissimo Simoni ci riporta nel Medioevo, negli anni dopo la peste nera, per riprendere le fila di una storia avvincente con un giusto mix di mistero e intrigo. Una storia dal ritmo incalzante che si legge con trepidazione pronti a seguire i personaggi che si muovono sempre spinti da sentimenti fondamentali come l’amore, l’onore, l’amicizia, l’odio, la vendetta e il desiderio di libertà. Simoni racchiude i vizi e le debolezze più profonde dell’animo umano, sfaccettature che non hanno età o epoche particolari, ma che si ripresentano puntualmente sotto forme diverse. Ogni romanzo della trilogia è indipendente, può essere letto a prescindere dai precedenti o successivi: valore aggiunto che favorisce la diffusione dei lavori di Simoni. Proprio perché non obbligati ad acquistare l’intera saga, i lettori sono invogliati ad acquisire i tre volumi al completo. I collegamenti con i due capitoli precedenti, presentati in modo chiaro e preciso durante la narrazione, permettono una lettura accattivante e senza particolari difficoltà di comprensione anche chi si avvicina per la prima volta a questa trilogia. È un thriller storico che ho letto con vivo piacere. Simoni non si perde in inutili giri di parole e con un ritmo intenso ci racconta una storia che sembra vivere di vita propria. La profonda conoscenza storica del periodo e dei luoghi d’ambientazione rende reale il tutto lasciando al lettore un’unica possibilità: immedesimarsi nei personaggi provando tante emozioni. Ho apprezzato l’intreccio tra elementi autentici e altri frutto di fantasia. Tempi duri, pestilenze, intrighi, omicidi, ma Marcello Simoni spinge con tutte le sue forze verso una soluzione positiva, una visione non catastrofica del futuro. È una lezione valida per il presente: l’umanità ne ha passate tante e tante ancora riuscirà a superare. Nonostante tutto. Per quanto riguarda lo stile di scrittura, il libro si presenta scorrevolissimo e fluidissimo; non ci sono parti lente o prive di moto narrativo; la storia continua imperterrita pagina dopo pagina, capitolo dopo capitolo, invogliandoti a continuare la lettura. È proprio l’autore che ti spinge a continuarla; il modo in cui vengono narrate le vicende è molto avvincente, non vedi l’ora di leggere il capitolo successivo, vuoi riuscire ad arrivare fino alla fine.In questo romanzo non c’è un attimo di pace. Alti Prelati e nobili signori si sfidano per la conquista del potere, nessuna esclusione di colpi, nessuna pietà. Intrighi e tradimenti rendono la realtà mutevole velocemente corrotta da inganni che si nutrono delle debolezze umane. In questo terzo volume della saga ho potuto apprezzare l’avvincente ricostruzione della Ferrara medioevale, Simoni descrive attentamente ogni angolo della città. Anche l’abbazia di Pomposa è parte viva in questo romanzo con i suoi affreschi sull’Apocalisse e con i monaci amanuensi che vi risiedevano. Avete notato come il numero cento sia presente nel titolo dei tre libri della saga? In un’intervista lo scrittore spiega che cento erano i monaci presenti nell’abbazia nel suo periodo più florido. Seguirono poi anni di decadenza sia spirituale che economica. Per quanto riguarda lo stile di scrittura, il libro si presenta scorrevolissimo e fluidissimo; non ci sono parti lente o prive di moto narrativo; la storia continua imperterrita pagina dopo pagina, capitolo dopo capitolo, invogliandoti a continuare la lettura. È proprio l’autore che ti spinge a continuarla; il modo in cui vengono narrate le vicende è molto avvincente, non vedi l’ora di leggere il capitolo successivo, vuoi riuscire ad arrivare fino alla fine. Ho appena concluso la lettura eppur già sento la mancanza della fiera Eudeline, del coraggioso Maynard, dell’orgoglioso Gualtiero, dell’intraprendente Isabeau. Tutti hanno affrontato momenti difficili in cui ogni cosa sembrava persa per sempre. Da loro un grande insegnamento: quando tutto sembra perduto bisogna sempre trovare la forza nel proprio cuore per dare ai sogni la possibilità di diventare realtà.
Terzo libro della saga del codice millenarius, l'abbazia dei cento inganni è un romanzo storico dove il protagonista, Maynard de Rocheblanche, si trova ad indagare su un caso alla corte estense che appare sovrannaturale ma in realtà è ordito ad hoc per poterlo accusare di eresia. Tale situazione nasce dalle vicende narrate nei due precedenti libri della saga, dando così un senso di continuità alla storia; se però, come me, non avete letto i primi due romanzi della saga, non disperate, perché i rimandi alle vicende narrate in precedenza sono comunque pochi e non pregiudicano la comprensione di un testo che è, per così dire, a sé stante. La vicenda è incentrata prevalentemente sulla figura del cavaliere, affiancato da un prete dell'Inquisizione, che ha tutti gli interessi a studiarlo da vicino, e spazia poi sulle vicende della sorella e di una giovane coppia di promessi sposi i cui destini sono inesorabilmente a loro legati. A volte un po' prolisso, in generale il romanzo è scritto bene e non mancano vocaboli più ricercati che contribuiscono all'ottima resa dell'ambientazione medievale. L'unico neo che fa abbassare il voto è il ritmo, a volte troppo lento e a volte troppo rapido, che non fanno apprezzare al massimo la totalità della storia.
Un altro centro perfetto per Marcello Simoni! Con "L'abbazia dei cento inganni", l'autore ci regala un'avventura mozzafiato che conferma ancora una volta la sua maestria nel genere del thriller storico. Simoni riesce a tessere una trama avvincente, ricca di misteri e colpi di scena, che tiene il lettore incollato alle pagine dall'inizio alla fine. L'ambientazione, come sempre curatissima, catapulta il lettore in un medioevo vivido e suggestivo, fatto di segreti celati tra le mura di antiche abbazie e personaggi indimenticabili. La scrittura è fluida e coinvolgente, capace di creare la giusta atmosfera di suspense e di far immergere completamente nella storia. Consigliatissimo a tutti gli amanti del giallo storico e a chiunque cerchi un libro capace di far sognare e, al tempo stesso, di far riflettere.
Romanzo avvincente. Lo stile di scrittura è scorrevole, nonostante vengano usati termini abbastanza desueti. Rappresentazione degli scenari accurata. La descrizione delle scene d'azione ben argomentata; risulta facile immaginare i movimenti dei personaggi. Il finale un pochino affrettato. Il cardinale esce di scena senza farci assistere alle sue reazioni. Il duello tra i due contendenti che sembra durare ancora per un bel po', termina di netto. Consigliato a chi ama i misteri ambientati nel medio evo, ricchi di azione, complotti e misticismo.
Io sono stracarico di pregiudizi. Se mi avessero detto - prima di cominciare la lettura - che avrei assegnato le cinque stelle, mica ci avrei creduto. E invece. È la trama, la capacità del creare interesse, di coinvolgere. E in questo terzo volume, pure una frase da sottolineare, semplice; esatta esatta non la riporto, vi toccherà trovarla nel libro, ma ha a che fare con la neve e con gli odori che cancella. Che nome bello è Eudeline l’ho già scritto?
Romanzo ricco di colpi di scena, ben ambientato nel Medioevo e abbastanza attinente con fatti realmente accaduti nell'Italia di quell'epoca. Storia, intrighi e patos si intrecciano abilmente portando il lettore a seguire con interesse fino alla fine.
Bellissima trilogia. Marcello Simoni è davvero bravissimo a descrivere sia i personaggi che il periodo storico. Presto visiterò l'abbazia di Pomposa (spero)...dalle descrizioni fatte mi sembra di conoscerla già. Un bel thriller ...non riuscivo più a smettere di leggere!!
Decisamente un buon libro assieme a tutti gli altri due della sua collana. Ambientazione storica accurata e cura nei dettagli dei personaggi si abbinano a una trama intrigante.
Marcello Simoni è sempre una garanzia nel suo genere. Non ricordo se ho letto gli altri libri della trilogia, forse il primo, comunque il testo è ugualmente piacevole.
Che dire, ho trovato questo libro a tratti un po’ noioso, quasi lo lasciavo dalla disperazione, menomale che c’erano dei punti nel racconto che mi hanno spinto a continuare. Molti, quando ambientano i loro libri nel passato, tendono a inventarsi totalmente o quasi personaggi, casate e quant’altro, in questo libro invece si vede la ricerca di personaggi esistiti, o comunque sia di vicende accadute veramente, ovviamente “ridipinte”.
Quello che ho amato di più di questa serie è il modo in cui l’autore immerge il lettore nell'atmosfera medievale, rendendo il più vivida possibile l’ambientazione. In particolare in questo terzo volume siamo immersi in una Ferrara medievale sconvolta dalla peste che ha appena mietuto un’infinità di vittime, che non solo è perfettamente raccontata storicamente attraverso descrizioni di edifici, ma anche con la presenza di personaggi reali, presi dall'autore da libri e documenti storici e trasportati nei vari ruoli dei personaggi della storia.
Personaggi che ho trovato ben costruiti, approfonditi e soprattutto ben pensati, con i protagonisti di cui vengono esaltati virtù e difetti per far maggiormente passare l’idea al lettore della piramide sociale e dei modi di fare e di agire del periodo. In particolare Simoni mette in risalto il ruolo predominante della Chiesa negli affari di qualsiasi settore, con ecclesiastici che tirano le fila di una rete d’inganni e sotterfugi che governa la città e sottomette anche i signori più potenti.
Tra i protagonisti del libro, uno dei personaggi più forti e determinati che combatte contro le ingiustizie dettate dalla società è sicuramente Eudeline de Rocheblanche, una donna che nella vita ha subito alcuni tra i peggiori scherzi del destino fino a farla diventare la glaciale, fredda calcolatrice sempre pronta di fronte a qualsiasi situazione. In particolare, mi è piaciuta l’immagine di questa donna impassibile all'esterno, ma con una tempesta nell'animo che mette in riga chiunque cerchi di far del male a lei o alla sua famiglia.
Fratello di Eudeline è infatti Maynard Rocheblanche, cavaliere protagonista delle peripezie più coraggiose e delle situazioni più assurde. Con lui non ci si annoia mai! Sempre in azione, è stavolta alle prese con un caso di omicidio da risolvere e smascherare, mentre cerca di proteggere le reliquie di cui è custode. Tutto ciò, incastrato tra le fauci dei più potenti tessitori di inganni della città, sfruttato come strumento e pedina a sua insaputa. Un uomo d’onore che fino all'ultimo mantiene la propria dignità, difendendo non solo il proprio giuramento, ma anche le persone che lo hanno aiutato e che più gli stanno a cuore. A un certo punto del libro ho temuto per lui, ma il quarto cavaliere del suo sogno è arrivato e con lui anche la speranza di un futuro più sereno…che i due Rocheblanche si meritano decisamente, poracci..!
Ma quello che più intriga di questa storia sono i pezzi del puzzle che alla fine si ricongiungono spiegando ogni minimo particolare e soprattutto chiarendo ogni dubbio. Se inizialmente infatti gli eventi si susseguono in ordine temporale, passando da uno scenario all'altro, da un personaggio ad un altro ancora, nelle ultime pagine gli indizi raccolti si uniscono come cocci di uno stesso vaso rendendo semplice la soluzione del mistero che si intreccia tra le pagine di questo libro. Un thriller storico che non solo riporta indietro nel passato, ma che permette al lettore di svelare la soluzione pian piano, mentre ci si avvicina al gran finale.
Adoro i thriller e amo i libri che mi riportano al passato, tra ambientazioni, atmosfere e personaggi talmente vividi da renderli autentici, e L’abbazia dei cento inganni, ma in generale la Codice Millenarius Series, unisce le due cose alla perfezione regalandoci un vero gioiello del genere.
La mia valutazione per L’abbazia dei cento inganni è di 5/5…intrigante, pieno di mistero, ricco di colpi di scena, ma autentico in ogni dettaglio, non penso di aver letto thriller storico migliore di questi e spero di aver modo di leggere anche gli altri libri dell’autore per poter rivivere emozioni simili, tra inganni, duelli e misteri! :)
Ostatni tom juz za mną! Musze przyznać, że ten tom również mnie zaskoczył było mniej zaskakujących wątków, więcej zaś rozwiązań zagadek, które były w poprzednich tomach. Zakończenie było dosyć przewidywalne, lecz miało coś w sobie. Myślę, że ocena 7/10 będzie dosyc adekwatna, lecz lekko naciągana. Jednak osobiście polecam zapoznać się z całą trylogią ponieważ całość jest po prostu cudowna! ❤
Si conclude splendidamente la trilogia Codex Millenarius, Simoni ancora una volta ci mostra la sua bravura nel racconto di romanzi storici, ogni libro ha sempre un qualcosa di particolare in più e la sua scrittura risulta fluida, consapevole e saggiamente ambientata alla linea temporale della storia. La descrizione dei luoghi, dei costumi e dei modi di fare prettamente caratteristici del medioevo sono assolutamente attendibili, in ogni pagina si può sentire come Simoni riesci a farci catapultare nel periodo storico in cui avvengono le vicende. In questo libro, terzo e ultimo della trilogia, ci sono personaggi che passano da secondari a principali, giustificando il numero di persone coinvolte nei intrighi dei precedenti libri; ho apprezzato tantissimo l'evoluzione della sorella di Maynard, Eudeline che finalmente dimostra qual'è la sua vera natura cioè non la vita da suora di clausura. Il finale ha una marcia in più perché dimostra che non serve l'uso della forza per combattere i nemici, ma serve la coralità e la collaborazione per poter sconfiggere un antagonista con poteri di gran lunga superiori ai protagonisti. Detto questo mi sento assolutamente di consigliare questa trilogia come del resto consiglio tutti i libri scritti da Simoni, rimane in assoluto uno dei miei scrittori di riferimento e preferiti! Spero in un nuovo libro a breve!
Marcello Simoni ci regala un thriller storico ben costruito, intrigante ed appassionante, in grado di legare inevitabilmente il lettore alle sue pagine. Non mancano i riferimenti artistici, ovviamente storici e anche critici di un’epoca indubbiamente affascinante, ma che – allo stesso tempo – lascia sui suoi protagonisti un pesante velo di colpe e recriminazioni. I collegamenti con i due capitoli precedenti, presentati in modo chiaro e preciso durante la narrazione, permettono una lettura accattivante e senza particolari difficoltà di comprensione anche chi si avvicina per la prima volta a questa trilogia. Una lettura che mi sento di consigliare agli amanti del genere, ovviamente, ma anche a chi è affascinato dalla storia medioevale, dai suoi misteri e dagli inevitabili silenzi delle sue imperturbabili vicende.
Era un pò che non leggevo qualcosa di suo e come sempre l'ho divorato questo libro. La storia si collega a quella raccontata nei libri precedenti l'abbazia dei peccati e l'abbazia dei cento delitti, ma non per questo necessita la lettura dei libri precedenti per comprenderne la storia. Protagonista è il cavaliere Maynard Rocheblanche, e tutti i personaggi a lui collegati partendo dalla sorella Eudeline fino al pittore Gualtiere e all'abate Andrea tutti collegati da uno stesso segreto. Mille sono le insidie e mille più sono i nemici che si nascondono nell'ombra a partire dal cardinale di Pouget al padre di Maynard pensato morto a lungo e invece ancora vivo. con questo libro tutti gli avvenimenti avranno la loro fine e finalmente il cerchio che ruota intorno ai protagonisti si concluderà.
Avventure, mistero, combattimenti, amore, inganni, una lotta continua contro il male, e non c'è da dimenticarsi che tutto ciò prende vita nell'antica Italia medievale, dove corse folli a cavallo si alternano a ingiustizie e pesti mietitrici. Un testo impregnato di intrighi dall'accento latino, i cui personaggi si schiereranno su un campo destinato ad ospitare morti e vittoriosi. Una lettura che metterà in moto la vostra mente e che vi distrarrà dalla calura estiva. Quest'estate passatela tra affreschi, monaci e segreti. Se come me non potete andare in vacanza, almeno viaggerete con la mente! Recensione: http://chelibroleggere.blogspot.it/20...
“L’abbazia dei cento inganni” è un thriller storico che ho letto con vivo piacere. Simoni non si perde in inutili giri di parole e con un ritmo intenso ci racconta una storia che sembra vivere di vita propria. La profonda conoscenza storica del periodo e dei luoghi d’ambientazione rende reale il tutto lasciando al lettore un’unica possibilità: immedesimarsi nei personaggi provando tante emozioni. [...]
Sicuramente, quest'ultimo libro nella trilogia e' il migliore. Qualche sub-plot viene lasciato in dietro ma la storia principale e' avvolgente.
Simoni ha fatto una grande quantita di ricerca per far entrare i lettori nel pieno ambiente medieovale. Chiunque si interessa di storia aprezzera' questo romanzo.
Wow. Avvincente in ogni sua parte, sa trascinare e invogliare la lettura fino all'ultima pagina. Mai banale e ti lascia sempre con quella sensazione di aver vissuto la storia appena letta. CONSIGLIATO!!!!
Deluso. Rispetto al primo e secondo volume c'è troppa dispersione negli accadimenti paralleli al filone principale. Viene dedicato pochissimo invece al finale e a fornire tutte le spiegazioni utili al lettore che magari si è perso nel frattempo.
Trilogia favolosa, colpi di scena, ambientazioni e contesto storico descritti in maniera minuziosa, personaggi caratterizzati e ognuno con una propria storia, consigliato