Ho regalato alla mia bambina questo librino, per coltivarle un po' di curiosità, anche se ha già una piccola idea su quel che è stato e quel che ha rappresentato -per l'Europa e il mondo intero-il Muro di Berlino.
Gliene parlai diffusamente l'anno scorso, dopo aver guardato con lei il film Good-bye Lenin ma, temendo che se ne fosse dimenticata, ho nuovamente rincarato la dose.
Lei è convinta che la Storia con la esse maiuscola sia fatta solo di eventi lontani, da sfogliare sul sussidiario, e quando scopre che anch'io (e tutti i parenti "grandi") ho vissuto la Storia, sconfina sempre in una sorta di velato sarcasmo (Uuuh, vecchi siete!). So per esperienza, del resto, che per i bambini la materia è ostica, riconducibile spesso ad una sequela di avventure senza tempo. Si trattasse di Carlo Magno, Napoleone, Garibaldi o Andreotti, quante volte mi sono sentita porre la famigerata domanda: tu c'eri? Lo hai conosciuto?
Sugli eventi dai Cinquanta in poi, adesso, sono in grado di rispondere veramente "Sì, io c'ero, lo ricordo" e l'effetto che colgo nei piccoli interlocutori è lo stesso che provavo io alla loro età. Lieve, solo lieve, stupore. Quasi un'ovvietà. I grandi tutto sanno e tutto conoscono, per definizione.
Esterhazy è una tenera storia di conigli scritta a quattro mani da Hans Magnus Enzensberger e Irene Dische, splendidamente illustrata da Michael Sowa, pittore e designer tedesco, a cui si devono, tra l'altro, i magici ritratti surreali realizzati per arredare la camera della favolosa Amelie.
Un incanto.