Rispondendo alle sollecitazioni di un giovane critico francese, Frank Barat, Loach abbozza una riflessione formale sull’arte cinematografica e sulle proprie scelte estetiche, nella costante aspirazione alla coerenza tra forma e contenuto. Le sue convinzioni politiche traspaiono sempre nei film. “Prima di tutto, siamo dei cittadini. Dobbiamo riappropriarci delle nostre vite”; per farlo, occorre combattere quei poteri che controllano la vita delle persone comuni e stabiliscono cosa è giusto fare e pensare.
Le storie che sceglie di raccontare hanno qualcosa in comune: si prestano a essere esemplari, “un sassolino che produce tante onde… un microcosmo che illustra lo stato generale del mondo, mette in luce il funzionamento della società mostrandone derive e disuguaglianze”.
Sottolinea la differenza che passa fra il “fare film politici”, come accade spesso a Hollywood, e “fare della politica attraverso il cinema”, che è poi il suo obiettivo. Il casting è perciò fondamentale. Ne discende la credibilità del film. “Cerco le persone alle quali gli spettatori sono disposti a credere. Ora, saranno meno inclini a credere a un attore famoso perché in lui vedranno prima la celebrità e solo dopo il personaggio”...
Kenneth Charles Loach is a British film director and screenwriter. His socially critical directing style and socialism are evident in his film treatment of social issues such as poverty (Poor Cow, 1967), homelessness (Cathy Come Home, 1966), and labour rights (Riff-Raff, 1991, and The Navigators, 2001).
Loach's film Kes (1969) was voted the seventh-greatest British film of the 20th century in a poll by the British Film Institute. Two of his films, The Wind That Shakes the Barley (2006) and I, Daniel Blake (2016), received the Palme d'Or at the Cannes Film Festival, making him one of only nine filmmakers to win the award twice. Loach also holds the record for most films in the main competition at Cannes, with fifteen films.
Libretto di circa 40 pagine che si divora in un'oretta. Alcune interessanti riflessioni sul cinema e la società da parte di Loach. Invita ancora di più ad approfondire.
Espectacular librito que se lee en una sentada. Varios ensayos de dos a cuatro páginas que hablan sobre el cine en tanto arte, industria, en tanto herramienta cultural y política. Además habla sobre temas relacionados a la causa socialista y la necesidad de revolución.
Tiene además algunas pequeñas reseñas a otros trabajo como un documental palestino que espero ver luego, algunas guiños a la política británica, la relación con Irlanda, como funciona la censura y además llamados a la acción y la organización. Bellísimo libro. 10/10