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La felicità delle piccole cose

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Parigi. La neve cade dolcemente sulla città, ammantando di bianco la Tour Eiffel, Notre-Dame e il Panthéon, come in una cartolina. Un uomo passeggia lungo la Senna diretto verso casa, un elegante palazzo sull’Île Saint-Louis. È Frédéric Solis, avvocato di successo con la passione per i quadri impressionisti. Affascinante, ricco e talentuoso, Frédéric sembra avere tutto quello che si può desiderare dalla vita. Gli manca una famiglia, ma dopo essere stato abbandonato dal padre molti anni prima, ha preferito circondarsi di oggetti lussuosi e belle donne piuttosto che mettere ancora in gioco il suo cuore ferito. Fino a quando, un giorno, scopre di aver ricevuto una strana eredità, che consiste in una manciata di misteriosi biglietti e in un disegno che ha tutta l’aria di essere una mappa. Cosa nasconderanno quegli indizi? Convinto di essere sulle tracce di un quadro dimenticato di Monet, Frédéric decide di tentare di decifrare la mappa. Grazie all’aiuto della giovane e stralunata assistente Pétronille, inizia così un viaggio lungo i paesaggi innevati del Nord della Francia, tra i luoghi prediletti dai suoi amati impressionisti: Éragny, Vétheuil, il giardino di Monet, con una tappa d’obbligo al Musée d’Orsay. Di incontro in incontro, di sorpresa in sorpresa, torneranno a galla ricordi che Frédéric credeva di aver dimenticato, e un tesoro ben più prezioso di qualsiasi ricchezza.

218 pages, Paperback

First published September 20, 2013

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About the author

Caroline Vermalle

46 books47 followers
Caroline Vermalle was born in France in 1973 to a family whose French roots go back at least as far as the 16th century. Yet, she is a vegetarian who can’t cook, doesn’t drink, finds berets itchy and unpractical and would rather eat yesterday’s snails than jump a queue.

After graduating from film school in Paris, she became a television documentary producer for the BBC in London and travelled the world, at speed and off the beaten tracks, in search of good stories. In 2008, then on maternity leave, she penned her first novel « George’s Grand Tour », whose international success allowed her to quit her job and indulge in her three passions : books, interior design and travel - slowly this time.

After writing 7 novels in different genres and different languages, going on a world tour with her family and building a wooden house in a forest, Caroline now lives between a small seaside town in Vendée (France) and a small seaside town in the Eastern Cape (South Africa) with her son, a black cat and her husband, South African architect-turned-author Ryan von Ruben.

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Community Reviews

5 stars
190 (21%)
4 stars
269 (30%)
3 stars
306 (34%)
2 stars
99 (11%)
1 star
19 (2%)
Displaying 1 - 30 of 116 reviews
Profile Image for Sara.
60 reviews
February 10, 2015
La parola giusta per questo libro è: Delicato.
Non so se sia per le parole francesi che ti fanno sentire raffinato o se sia per la storia in sé ma sta di fatto che viene quasi voglia di leggerlo coi guanti bianchi.
La storia è molto di più di quello che ci vuole far credere la trama, secondo me si potrebbe definire il pretty little liars francese, nulla è lasciato al caso e i personaggi sono tutti legati tra loro.
Non gli do 5 stelle semplicemente per una mia lacuna ovvero non ho capito quali sono le piccole cose per cui si dovrebbe essere felici perché i temi trattati sono tutto tranne che piccoli. Rimane comunque un ottimo libro che consiglio ad ogni fascia di età.
Profile Image for Emanuela.
764 reviews40 followers
February 27, 2022
Frederic è un giovane uomo che ha rinchiuso la propria vita in un cassetto: è un affermato avvocato ma che sta lasciando andare alla deriva il proprio lavoro, è pieno di debiti a causa della sua inspiegabile ricerca di dipinti dei più famosi pittori impressionisti, ha lasciato andare via l’amore della sua vita per non dover pronunciare la parola “per sempre” a causa di una promessa fatta a se stesso quando, da bambino, il papà Ernest Villiers, creatore di calendari ispirati alle più famose opere d’arte e che gli ha trasmesso la sua passione, è improvvisamente sparito un Natale, e la mamma gli ha solo detto di dimenticarlo perché aveva fatto una cosa terribile.
Improvvisamente, alla morte di un uomo per lui sconosciuto, riceve un’eredità consistente in una strana mappa fatta a mano e tre biglietti del treno che sembrano portarlo a trovare un misterioso quadro.
In questa occasione assegna alla sua giovane segretaria Petronille, una ricerca che la conduce a scoprire qualcosa su Fabrice Nile, il misterioso donatore, ed anche su altre persone che hanno avuto a che fare con lui, ma proprio poco dopo essere stata da lui licenziata a causa del suo fallimento economico.
Così cominciano le due ricerche parallele di Frederic e della ragazza, che li porteranno a scoperte inattese ad ogni angolo e a piccole conquiste personali e a evoluzioni inaspettate delle loro vite.

Posso affermare senza esagerare, di aver semplicemente adorato questo libro.
Di solito amo i libri che abbiano come protagonisti grandi artisti e le loro opere d’arte, in particolare come in questo caso gli impressionisti, che ho sempre apprezzato.

In più questo libro ha al centro una ricerca che, se da un lato è di un dipinto, dall’altro è soprattutto di risposte e finisce per essere anche un ritrovare se stessi.

“Sai cosa mi piace di più di quel dipinto? Tutti guardano la gazza, io invece guardo le impronte nella neve. Sì, i passi che iniziano nell’ombra della gazza ed escono dalla tela. Da bambino per me quei passi erano i tuoi. Solo nella neve si vedono le orme delle persone che se ne sono andate.”

Questa ricerca è costruita intorno ad un mistero e riesce ad essere una sorta di giallo dove ad ogni capitolo c’è un nuovo colpo di scena che tiene avvinti fino all’ultima pagina portando a chiedersi cosa succederà dopo e cosa ci sarà dietro a tutti quei misteri, dalla scomparsa del padre alla recente eredità.
I due protagonisti non sono stati i miei preferiti mentre invece trovo che i personaggi secondari appaiano molto meglio caratterizzati e con più sfumature.

“Sa, a volte nella vita bisogna cercare la propria verità personale. Conosce Platone, il filosofo? Lo stiamo studiando a scuola. I miei compagni si lamentano che è difficile, secondo me invece è interessante. Platone dice che tutti noi viviamo in una caverna e quello che vediamo sono solo ombre. Solo ombre, e non ha mica torto. È più facile gestire le ombre che la verità. Ma ognuno deve cercare la propria verità personale al di là delle ombre. Lo dice Platone.
Mi sarebbe bastato convincermi che un bel giorno avrei visto mio padre. Si dice sempre domani. Conosco bene questo atteggiamento di rimandare tutto. Ma a volte nella vita capitano delle cose che ti rimettono in riga.”
Solo allora Frederic si accorse che sotto il berretto il giovane era pelato.

In questo contesto troviamo tutta la combriccola dell’ospedale con la meravigliosa idea della costruzione della mappa della propria felicità, che porta a cercare un senso dentro di sè, anche, e in particolare, quando la vita sembra diventare più dura, quindi nel momento più difficile e doloroso.

“Peccato che non possa fermarsi per il corso, Petronille. Solleva il morale.”
“Sul serio? Non è deprimente immaginare una vita che non avremo mai?”
Maurice la guardò raggiante.
“Si sbaglia di grosso. Nel momento in cui si mette su carta diventa reale. Glielo assicuro, è così.”
Petronille gli lanciò un’occhiata scettica.
“Però sono necessari due presupposti. Primo, bisogna rappresentare sulla mappa del tesoro la vita che vorremmo vivere veramente e non quella che pensiamo sia la più adatta a noi. E secondo, bisogna crederci.”

I capitoli brevi aiutano a macinare pagine fino ad arrivare al punto in cui ti rendi conto di starti avvicinando alla fine e vorresti rallentare per non farlo più finire ma anche riuscire a sapere come si concluda.
Purtroppo ecco che la conclusione svela una amara verità che porta al centro il tema delle scelte nella propria vita e del capire che ne abbiamo una sola che non durerà per sempre e che non ci darà quindi sempre la possibilità di cambiare idea.
E, per questo motivo, diventa molto importante anche la ricerca della propria felicità e del comprendere in cosa consista realmente per noi.

“(…) A 45 anni ci siamo sistemati, ma sentiamo che in un certo senso la nostra vita è sbagliata, che ci manca qualcosa.
Se invece ci fermiamo e disegniamo la nostra mappa del tesoro…Nell’ambiente protetto del corso, ognuno rappresenta la propria felicità. (…) Se siamo motivati a realizzare la nostra felicità personale, quella su misura per noi, svanisce il desiderio di avere una macchina più bella di quella dei vicini. La mappa del tesoro indica una strada al cervello, che adesso è programmato per imboccarla. Ed è quello che succede. Una mattina ci svegliamo, e i sogni contenuti nella mappa del tesoro sono diventati realtà. Fine.”
Guardò furtivamente quei volti gentili e aggiunse, come tra sé:
“Io preferisco dire che bisogna crederci. Non è granché crederci, possono farlo tutti: basta metterci un po’ di buona volontà, far tacere il rumore intorno, aprire gli occhi e vedere la propria buona stella. (…) Al mondo siamo in sette miliardi, eppure, per una sorta di miracolo, basta una voce, un cuore, un certo modo di vedere le cose per illuminare tutto di colpo. Ho conosciuto alcune persone speciali che brillavano persino quando nessuno le vedeva. Sono state talmente importanti per me che sono diventate la mia Via Lattea, la mia famiglia. Ma sto diventando melodrammatico. Quello che volevo dire è semplicemente che, per i miei pazienti, crederci e avere fiducia è tutto ciò che resta, ed è già tanto.”

Ma, oltre a questo aspetto, diventa rilevante anche il tema della diversità, delle discriminazioni e di come queste possano distruggere la vita delle persone.
Non posso negare di aver pianto calde lacrime in diversi momenti del libro, soprattutto verso la fine, dove ci si deve scontrare con la realtà che non sempre le cose vanno come vorremmo e come sarebbe giusto.

“(…) Incontriamo le persone che amiamo solo di passaggio.”
“Forse il tesoro è nascosto proprio lì, nei giorni che restano”

Una Parigi invernale e i suoi splendidi musei, la casa di Monet e le sue opere, quelle di Sisley e di altri pittori contemporanei, fanno da sfondo a queste storie, ma per me ne diventano anche i protagonisti, con le loro mille sfumature e i significati e le emozioni che veicolano.
Superfluo dire che dopo questa lettura mi è venuta una immensa voglia di visitarli tutti!
Profile Image for Francyy.
679 reviews72 followers
March 1, 2019
Sono tentata a dare la quarta stella, ma effettivamente non la merita, anche se è stata una lettura molto più che piacevole, permeata dai quadri impressionisti e da Parigi. Purtroppo ci sono alcune banalità, che lo fanno restare un romanzo "rosa"
Profile Image for Ric.
24 reviews1 follower
September 2, 2020
Libro piacevole, poco impegnativo, che si legge velocemente, anche in parallelo con altre letture. Per i miei gusti, un po' troppo fiabesco, della serie: "...e vissero tutti felici e contenti".

Da apprezzare la componente artistica che emerge all'interno del libro come passione approfondita e conoscenza del protagonista verso le grandi opere dei pittori impressionisti. Anche se rischia di diventare un po' monocorde, questa non risulta mai noiosa.

Motore trainante della storia è il rapporto padre-figlio che, seppur ben costruito evitando stucchevolezze e banalità, resta un po' troppo sulla superficie, senza avere la forza o l'intenzione di scavare ulteriormente.

A tale riguardo la frase più bella del libro:
"Appena lo vedrai [tuo figlio], scoprirai la paura di perderlo, e quella paura non ti abbandonerà mai. Da quel momento la tua vita non apparterrà più soltanto a te, sarai legato a lui per sempre. Non importa cosa succederà, se tuo figlio sarà vicino o lontano o se non ci sarà più, tu resterai padre fino alla fine dei tuoi giorni".
Profile Image for Antonella Imperiali.
1,272 reviews144 followers
February 28, 2022
Lettura tutto sommato gradevole.
A causa di una singolare eredità, il protagonista, non propriamente simpatico, è costretto a ripercorrere il proprio passato e a far rivivere momenti della propria vita che pensava aver cancellato. Per lui è come muoversi su un campo minato, dove ad ogni passo rischia di far saltare un ordigno, mandando in fumo il suo già precario mondo.
Abbandonando i falsi ideali con i quali è cresciuto e si è corazzato, si ritroverà ad apprezzare la semplicità di una vita “normale” in cui sono le piccole cose a fare quella differenza chiamata felicità.
Alcuni cliché, tipici dei romanzi rosa, si fanno perdonare di fronte al panorama artistico rappresentato, anche se senza tante pretese, dai pittori impressionisti, Monet su tutti.
Una bella passeggiata nell’Arte, che ho apprezzato.
Con un certa discrezione fanno capolino anche altre tematiche: la diversità, il razzismo, la malattia, la vecchiaia, la solitudine.
Non male: 3,5/5


📖 Tema del mese (feb/22)
This entire review has been hidden because of spoilers.
Profile Image for Ness Parker.
183 reviews7 followers
March 19, 2018
Una settimana fa mi trovavo a Napoli e oggi sono a Parigi. Qualcuno pensa che per viaggiare si ha bisogno di un aereo, ma non è sempre così.
Caroline Vermalle ha avuto la capacità di teletrasportarmi esattamente a Parigi, una città che non ho avuto ancora la possibilità di visitare ma che oggi mi sembra di conoscere, come se fossi appena tornata da un breve viaggio.

Frédéric è un famoso avvocato di Parigi, laureato a pieni voti, ha avviato la sua attività molto velocemente. Negli ultimi tempi però tutto sta andando a rotoli. I debiti aumentano e i clienti diminuiscono e proprio in questo periodo di scoforto che riaffiorano i ricordi. Ricordi di una vita passata, di un bambino che è cresciuto senza un padre. Ricordi di opere, di emozioni e di calendari, l’unica eredità che suo padre gli ha lasciato prima di sparire. Frédéric, grazie al padre, è anche un collezionista, brama diverse opere d’arte così come suo padre le utilizzava per progettare i suoi calendari.

Quasi come una coincidenza Frédéric riceve una telefonata dal notaio, qualcuno gli ha lasciato un’eredità e deve presentarsi per ritirarla. L’avvocato si aspetta un po’ di soldi, ma non è così.

Frabrice Nile è un senza tetto e prima di morire ha lasciato a Frédéric, senza molte spiegazioni, dei biglietti del treno. Frédéric non conosce quest’uomo, ma dai biglietti deduce che Nile vuole portarlo in alcuni luoghi che richiamano le opere degli impressionisti, proprio quei pittori che l’avvocato vorrebbe collezionare.

Da questo momento in poi, il libro narra le vicende di Frédéric che segue i biglietti come se avesse a che fare con una caccia al tesoro. Di Jamel che condivide la stessa passione per le opere d’arte, di Pétronille che lavora come segretaria ma che fa i bignè più buoni di Parigi. Di Ernest che si aggrappa ai ricordi e che prova felicità nel raccontarli e a Marcia che sogna di dare a suo figlio la vita che merita.

Storie che s’intrecciano, un po’ per caso, un po’ perché Jamel è un bravo burattinaio e riesce perfettamente a muovere i fili di tutti. Storie d’amore che vi renderanno il cuore leggero. Storie di felicità raggiunte e di riflessioni su come raggiungerla.

Tutto questo con uno sfondo bellissimo e pieno di colori, quello del giardino di Giverny. Monet lo raffigura in mille modi e da tutte le angolazioni. Un giardino che trasmette un po’ di malinconia, ma anche felicità e speranza.

Leggete questo libro, vi cambierà la giornata.
Profile Image for Novella Semplici.
428 reviews9 followers
August 30, 2019
Classico testo "edificante", trionfo dei buoni sentimenti. Ma mi ha fatto passare qualche ora di lettura attenta in biblioteca, perché mescola il tema della caccia al tesoro (e quindi un piccolo mistero da risolvere) alla tematica dei dipinti impressionisti che io adoro. Lo stile è molto semplice, a tratti davvero banale, ma tutto sommato fa passare il tempo piacevolmente. Una lettura zuccherosa, parigina, innocua, inoffensiva, disimpegnata, piuttosto carina.
Profile Image for Giuls.
1,802 reviews137 followers
October 15, 2018
L’impressionismo è una delle mie correnti artistiche preferite, e Monet è uno dei tre pittori che più amo, assieme a Leonardo e a Van Gogh, per cui non ho potuto che comprare questo romanzo dopo aver letto la trama.
Peccato che alla fine abbia avuto a che fare davvero con tutt’altro.

Questa è una storia di redenzione e di rinascita in grado di catturare il lettore, nonostante nel suo complesso presenti degli alti e bassi, con molti dettagli campati per aria e davvero poco realistici.
Più che altro il mio problema con questo romanzo è stato lo stesso che ho riscontrato in molti libri letti ultimamente: la prima metà l’ho trovata lentissima, ho faticato davvero ad andare avanti con la lettura, e solo dopo tantissime pagine ho iniziato ad apprezzare il racconto, ritrovandomi a divorare la seconda parte del romanzo, e passando dallo sbuffare dalla noia e dall’addormentarmi a piangere per tutte le emozioni che il finale mi ha fatto provare.
Quest’odio che ho avuto nei confronti della prima parte è molto legato al fatto che per lungo tempo non riuscivo a capire dove volesse andare a parare il libro, ogni pagina mi sembrava avesse meno senso della precedente.
Inoltre mal sopportavo il protagonista, Frederic. Non che alla fine i miei sentimenti nei suoi confronti siano cambiati, nonostante il personaggio si sia molto evoluto. L’ho trovato molto ombroso e scontroso, troppo interessato ai quadri per vedere il resto del mondo che lo circonda. Ha un passato difficile, sì, ma questo non giustifica molte delle sue scelte.
Profile Image for Ruby La Belva.
727 reviews158 followers
May 5, 2016
Ho preso questo libro solo perché in copertina c'era la Torre Eifelle sono sincero ma ho trovato una storia molto bella , toccante , ricca di buoni sentimenti e l'ambientazione parigina sotto la neve aiuta tantissimo. Alcune parti secondo me potevano essere approfondite meglio però resta comunque un libro che merita di essere letto.
Consigliatissimo soprattutto sotto Natale.
Profile Image for Gabriella.
128 reviews5 followers
April 20, 2020
Avevo comprato questo libro alcuni anni fa quasi per caso, attirata dal titolo poco pretenzioso. Devo dire che è stata una lettura più bella di quanto immaginassi, che unisce l'amore per l'arte e in particolar modo per gli impressionisti (che guarda caso io ho sempre apprezzato da quando li ho studiati la prima volta) alla riscoperta di "piccoli" valori che spesso si danno per scontati.
Così si snoda questa ricerca per i dintorni di Parigi, scandita dalla riscoperta dei soggetti dipinti da Monet, mentre il protagonista cerca di scoprire sia una verità che gli è stata da sempre nascosta sia la strada giusta verso la sua felicità.
Profile Image for Mrs Darcy of the House Stark.
260 reviews1 follower
December 9, 2020
Una lettura leggera ricca di frasi da baci perugina. La storia ha elementi che potevano renderlo un capolavoro ma dovevano essere sfruttati molto meglio. È una caccia a tesoro che in alcuni punti è purtroppo sconclusionata...
Non fraintendetemi, mi è piaciuto comunque leggerlo ma non brilla per emozioni.
Profile Image for Elisa.
952 reviews12 followers
September 7, 2021
Un libro carino e scorrevole, da leggere tutto d filata.
Viene voglia di una visita al Museo d’Orsay, al giardino di Monet e a Parigi.
Bello il finale e il filo conduttore della storia: i quadri di Monet.
8 reviews5 followers
April 20, 2015
La Felicità Delle Piccole Cose di Caroline Vermalle

La felicità per molti è una ossessione,
per alcuni eletti una caccia al tesoro.


- Quando è perchè ha deciso di diventare scrittrice? -

- Avevo Otto anni. Contemporaneamente ho deciso che sarei stata un' esploratrice, una regista, un' arredatrice e un' archeologa. Oggi ho 41 anni, ho spuntato un po di cose di questa lista, ma non ho ancora finito. -

Già, detta così la felicità potrebbe apparire come una lista di cose da fare, che si è buttato giù tra una merendina e una discesa sullo scivolo quando si aveva appena otto anni, perseguendole ostinatamente, fino al raggiungimento delle medesime.
Ma la vera domanda è : - Perché non dovrebbe essere così? -

La Felicita delle Piccole Cose è un romanzo per la memoria, anzi un pro-memoria. Ci mette in guardia dal dimenticare che " è attraverso lo studio delle piccole cose che noi raggiungiamo la grande arte di subire la minor infelicità e di godere della maggior felicità possibili " ( S. Johnson )

Il Libro è la storia di Frèdèric Solis avvocato di un rinomato studio legale Parigino; uomo dai lineamenti marcati e con una espressione da divo del cinema d'altri tempi, coltiva una grande passione ereditata fin dalla più tenera età, quella per l'arte, ma sopratutto per i quadri degli impressionisti e per le loro opere aventi come soggetto i paesaggi innevati.

Questa passione-ossessione lo porta ad investire ed indebitarsi pur di entrare in possesso di un opera di uno di questi artisti. L'acquisto di quest'opera non è che l'inizio di una serie di eventi e circostanze che sciamano con forza all'interno della vita impeccabile dell'avvocato. Bastano una eredità ed una mappa che sembra tanto di un tesoro, di piccoli enigmi scritti su biglietti anonimi del treno e di musei, una segretaria fin troppo sensibile e zelante e la compostezza emotiva e le certezza di Fèdèric evaporano. L'assioma, successo uguale felicità, aveva da sempre retto al richiamo di un passato famigliare oscuro e di un amore perduto perché andare oltre avrebbe significato commetter il peggiore dei crimini cioè la perpetuazione di altre creature destinate a soffrire. (Schopenhauer dixit)
ma questa volta il centro dell'attenzione è sulle piccole cose, su quei piccoli oggetti e simboli enigmatici che incuriosiscono l'avvocato e alimentano la sua passione-ossessione per l'arte degli impressionisti poiché tutto spinge in quella direzione.

Caroline Vermalle non dipinge un romanzo impressionista, non ci catapulta nella seconda metà dell' Ottocento, ci porta invece in una Parigi Natalizia e contemporanea, la cui presenza e atmosfera viene ovattata da una sferzante tormenta di neve. Tuttavia vuoi l'ambientazione, vuoi la scrittura l'impressionismo letterario c'è eccome; la Vermalle riproduce la vita per quello che è, e la ricerca della felicità è una caccia ad un tesoro che non può essere fatta da soli mentre nulla può essere lasciato al caso e nessuna coincidenza va persa.

C'è chi trova la propria felicità nel preparare un dolce o nel leggere un bel romanzo e c'è chi invece trova la felicità facendo pace con sé stesso, che forse è una felicità piccola ma fa parte di quelle cose che sono molto più grandi di noi.



Recensione Sensoriale

Vista: Solo nella neve si vedono le orme delle persone che se ne sono andate

Udito: April Come She Will by Simon & Garfunkel ( perché anche le stagioni hanno la loro felicità )

Tatto: Vernice

Gusto: Armagnac

Olfatto: Pasta Frolla


Voglie Impulsive

Visitare il Musée D' Orsay

Dormire su un dondolo

Parigi


Peso in Valigia: 318 Grammi
Profile Image for Cristina Ciprianetti.
14 reviews1 follower
March 6, 2018
Consigliato perché è in qualche modo diverso da come te lo aspetti (o almeno è diverso da quello che IO mi aspettavo)
E poi...Parla di Parigi e degli impressionisti, di rapporti familiari e d’Amore... poteva essere brutto?!
Profile Image for Silvia Devitofrancesco.
Author 22 books132 followers
February 5, 2017
Recensione presente nel blog www.ragazzainrosso.wordpress.com
Frédéric Solis è un avvocato di successo, vive in una casa elegante e colleziona quadri impressionisti. La sua esistenza scorre tranquilla tra il lavoro, l’amore per l’arte e relazioni senza impegno, ma tutto cambia quando un giorno un notaio gli consegna una scatola contenente una strana mappa e alcuni biglietti. Ha iniziato per Frédéric una particolare caccia al tesoro che lo porta nei luoghi dei suoi amati pittori fino a una sconvolgente sorpresa.

“Io preferisco dire che bisogna crederci. Non è granché crederci, possono farlo tutti: basta metterci un po’ di buona volontà, far tacere il rumore intorno, aprire gli occhi e vedere la propria buona stella. Le persone non credono più alla loro buona stella, ed è un peccato. Si sbagliano, non c’è dubbio: lei c’è per tutti, bisogna solo prendersi la briga di cercarla. A volte brilla dentro alle piccole cose, cose minuscole. In una presenza, per esempio. Al mondo siamo in sette miliardi, eppure, per una sorta di miracolo, basta una voce, un cuore, un certo modo di vedere le cose per illuminare tutto di colpo. Ho conosciuto alcune persone speciali che brillavano persino quando nessuno le vedeva. Sono state talmente importanti per me che sono diventate la mia Via Lattea, la mia famiglia…”

Romanzo dalla struttura narrativa decisamente originale, si serve dell’arte per parlare di tematiche socialmente d’impatto come l’amore padre – figlio e il peso dei segreti nella vita umana.

Frédéric è un uomo che sembra aver ottenuto tutto dalla vita. Ha potuto frequentare l’università di Harvard grazie a una borsa di studio, è riuscito a mettere su un’attività di successo, ha rapporti con personaggi dello spettacolo e della politica ed è riuscito a diventare collezionista d’arte. Freddo e distaccato, Frédéric ben presto scopre anche cosa significa perdere tutto: il successo, i soldi, i clienti, gli appoggi e persino la casa. Sarà in questo momento di sconfitta che l’insolita caccia al tesoro gli donerà nuova vita ponendolo dinanzi ai fantasmi del passato e costringendolo a proseguire, scavando a fondo, fino a riscoprire se stesso. È un processo di profonda crescita quello che affronta Frédéric, un mettersi a nudo dinanzi alle debolezze per riconoscere i propri errori. Sarà proprio dalla presa di coscienza dei propri sbagli che l’uomo ripartirà costruendosi un nuovo futuro.

L’autrice sceglie una prosa semplice, fluida, delicata, connubio tra narrazione e descrizione, capace di rendere appieno gli stati d’animo dei personaggi e i loro turbamenti interiori senza mai far perdere al lettore l’interesse per gli eventi. È un lettore che, catapultato nella narrazione, diviene parte integrante della vicenda attraverso ipotesi e domande che lo portano a essere parte attiva dell’insolita caccia al tesoro.

Un romanzo intrigante, sicuramente imprevedibile. Una lettura che insegna a stupirsi delle piccole cose delle quali l’esistenza umana è ricca, ma che sempre più spesso l’uomo, attratto dall’enormità, tende a ignorare.
Profile Image for Ingrid Fasquelle.
917 reviews34 followers
March 31, 2014
Une collection de trésors minuscules est le dernier roman en date de Caroline Vermalle. Auteure de L'île des beaux lendemains publié en 2013 aux éditions Belfond et de Sixtine, premier tome d'une série jeunesse publié chez Hachette Blackmoon, Caroline Vermalle revient avec un très beau livre inspiré des scènes d'hiver des toiles impressionnistes de Claude Monnet.

Si vous aimez les paysages de neige, les frimas de l'hiver et les jolis contes de Noël, vous ne pourrez que tomber sous le charme douillet et réconfortant du roman de Caroline Vermalle.

Une collection de trésors minuscules est avant tout un roman d'ambiance, pétillant et merveilleux, qui emporte le lecteur dans une improbable chasse au trésor sur fond de toiles impressionnistes. Si l'on croise au fil des pages les tableaux impressionnistes les plus célèbres de Claude Monnet, on y découvre aussi quelques unes de ses toiles moins connues comme La pie. Dans une balade enchantée et enchanteresse, Caroline Vermalle, à n'en point douter passionnée de peinture, nous invite à découvrir (ou redécouvrir) d'une bien jolie façon ces toiles qui font partie de notre mémoire collective...

Brillant avocat, Frédéric Solis collectionne les succès et les tableaux impressionnistes. Un jour, il touche un héritage, mais tombe de haut quand il constate qu'il s'agit de quelques billets de train, d'une entrée pour la maison de Monet à Giverny et d'une étrange carte au trésor. Au même moment, la chance tourne : il fait de mauvaises affaires et perd son emploi. Désavoué, Frédéric se retrouve seul et démuni. Il ne lui reste plus alors qu'à suivre la piste de ce mystérieux héritage. Sa secrétaire Pétronille se décide de l'aider dans cette étrange quête. De rencontre en rencontre et de surprise en surprise, le jeu de piste légué par un défunt bienveillant lui permettra de regarder, enfin, la vie au fond des yeux... Car au terme de cette quête aussi improbable qu'incroyable, Frédéric apprendra qu'il est des trésors moins coûteux que des tableaux impressionnistes et infiniment plus précieux...

Une collection de trésors minuscules est un roman lumineux et poétique sur le passé, le bonheur et l'urgence de trouver sa vérité personnelle. Un roman magnifique et chaleureux qui rappelle le pouvoir des petites choses de la vie...
Profile Image for Suni.
549 reviews47 followers
December 2, 2015
Letto nonostante titolo italiano e copertina rendessero chiaro fin da subito di cosa si trattasse. Non so, mi illudevo di potermi fidare delle recensioni positive e della casa editrice.
Errore mio.
Per carità, è una letturina leggera e veloce in ebook che ho alternato (a letto) al bel libro "di carta" che sto leggendo in questi giorni, ma nulla di più. A dirla tutta non è neanche buona chick-lit, perché la storia d'amore non c'è, cioè c'è ma viene imbastita in mezza riga, quando per tutta la prima parte l'autrice ci fa guardare in un'altra direzione, ossia a un'altra ipotetica coppia.
Quindi cosa resta? La strana caccia al tesoro in cui viene coinvolto il protagonista, che si traduce nel recupero del suo passato, di tutto quello che ha voluto dimenticare o non sapere dopo che un giorno di dicembre del '79 suo padre non ritornò a casa. Ma anche qui non c'è molto da salvare: un mare di situazioni improbabili (ad esempio tormente di neve che impediscono gli spostamenti ad alcuni personaggi mentre altri vanno dove vogliono neanche ci fosse il teletrasporto), fiumi di melassa, montagne di cliché.
La seconda stellina è per la parte "artistica", quella relativa ai quadri impressionisti e a Monet, che non è certo un approfondimento di chissà quale valore ma ha un suo perché.
Profile Image for Ilaria Calamai.
121 reviews11 followers
May 15, 2017
L'unico aggettivo che mi sento di usare per descrivere questo libro è: improbabile.

Ovviamente, non mi aspettavo una storia impegnata, ma nemmeno una così trascendentale. Ho scelto di leggere questo libro perché avevo voglia di una storia semplice e romantica che mi liberasse la mente. Non ho trovato nulla di tutto ciò.

L'unica cosa positiva è la scrittura abbastanza concisa e diretta. Infatti, ho apprezzato la divisione in piccoli capitoli, perché mi hanno aiutata a concentrarmi di più (visto che, ogni due righe, mi sorprendevo a pensare ai cavoli miei o a cosa mangiare per pranzo).

Per il resto, non ho nemmeno voglia di elencare i mille motivi per cui questo libro risulti improbabile. L'elemento più inverosimile è sicuramente Il rapporto padre-figlio. Non intendo solo il rapporto tra Frédéric e suo padre Ernest, ma anche quello tra Frédéric e il suo stesso figlio Oscar. Difatti, F. deciderà di prendersi cura del figlio solamente in sala parto, dopo un incontro illuminante con il padre Ernest (ah sì, un padre che non vedeva da 17 anni).

Ovviamente, queste sono le mie opinioni. Non sto giudicando la qualità dell'autrice, ma quella della storia. Perciò, è una revisione esclusivamente soggettiva.
This entire review has been hidden because of spoilers.
Profile Image for Carla.
38 reviews
September 2, 2017
libro per persone a cui piacciono le storie leggere, con una trama di quelle che si leggono nei libri per ragazzi (ne ho letti tanti cosi alle mie figlie). ci sono anche molti filn xhe trattano del ravvedimento di chi ha pensato a nutrire solo il portafogli della sua vita, ma che poi attraverso quelle porte emozionali/temporali all'improvviso vedono. insomma niente di nuovo.
1 review
July 10, 2022
Ich habe noch nie ein so wundervolles Buch gelesen. Die Handlung war von vorne bis hinten stimmig und die Geschichte hat mich in ihren Bann gezogen. Die Worte der Autorin sowie der Übersetzung sind wie ein Gedicht, sehr poetisch aber dennoch leicht zu lesen. Sie schafft es mit ihren Worten wunderschöne Bilder zu malen.
Profile Image for Sara.
17 reviews11 followers
October 22, 2016
A volte la felicità sta lì, sotto il naso, e non la sappiamo vedere. Cerchiamo sempre la perfezione, ma poi per cosa? Un gesto, un ricordo, il perdono, l'amore è tutto ciò che conta.
Profile Image for Laura.
402 reviews18 followers
February 4, 2017
Libro molto bello e molto appassionante. Ci insegna ad apprezzare le piccole e semplici cose. Lo consiglio a tutti perché è un libro molto leggero e scorrevole
Profile Image for Diletta Nicastro.
300 reviews1 follower
May 28, 2025
Un libro che all’apparenza sembra interessante e molto colto, con l’impressionismo che fa da sfondo e i luoghi più belli di Parigi, la neve, il sentimentalismo che fanno da cornice. Confezionato come se fosse un inno alle piccole cose, all’amore, alla dolcezza. Copertina che fa sognare. Un quadro di Monet sul retro.
Un pacchetto che induce a pensare che si ha tra le mani un romanzo se non eccezionale, almeno caldo e dolce con un pizzico di originalità.
Ma ci si sbaglia. Ci si sbaglia enormemente.
Sorvolando sui personaggi, stereotipati e poco sfaccettati in cui è impossibile immedesimarsi e su azioni improponibili e immaginarie che la mente non riesce a giudicare realistiche, sottolineiamo in primo luogo che a Caroline Vermalle manca la regola d’oro di chi scrive: il corteggiamento all’argomento. I giudizi non devono essere formulati dall’autore, devono essere raccontate delle situazioni. Sarà poi il lettore a decidere cosa pensare. Solo così li si coinvolge completamente. Non mi si deve dire che un personaggio è buono o che quello che fa è eroico. Scrivi le sue gesta e se esse sono eroiche, sicuramente il lettore si immedesima, e piange o ride, soffre o gioisce. I sentimenti non si impongono, si suscitano…
Premesso questo, racconto il sunto del libro (spoilero tutto, così non vi viene voglia di sapere come finisce). Il padre di Frédéric, Ernest, se ne è andato quando lui aveva otto anni, dall’oggi al domani. I nonni e la madre gli hanno detto che è andato in prigione. Il padre non torna più. Frédéric cresce con questo vuoto enorme che lo spinge ad isolarsi e a non prendersi responsabilità. La madre muore quando lui ha circa 20-22 anni, dopo averlo tirato su da sola ed essersi spaccata la schiena per dargli da mangiare ed un futuro, tanto che riesce a pagargli la retta ad Harvard.
Che fine ha fatto il padre Ernest? Ha deciso di abbandonare la moglie e il figlio perché si è innamorato di un altro uomo (in 12 giorni) e dovendo scegliere tra la famiglia e il figlioletto che lo adora, sceglie di andarsene con Simon. Per 30 anni non manda un soldo alla ex-moglie, ma solo un biglietto all’anno a Natale (che la moglie regolarmente rispedisce al mittente). Scrive una lettera al figlio dopo che la ex-moglie è morta (che Frédéric rispedisce al mittente). Punto. Non fa altro. Si gode la vita con Simon. Ora Simon è morto e lui sta per morire e vorrebbe salutare il suo amato (?) bambino. La mappa del tesoro che ha ereditato Frédéric dovrebbe portarlo diritto in ospedale da lui.
Alla fine i due si rincontrano. Si abbracciano. Il padre muore. Frédéric si assume le sue responsabilità, riconosce il bambino avuto dalla sua ex-fidanzata Marcia, che sposa, e vivono tutti felici e contenti.
La morale che il libro vorrebbe imporre, ripetendolo svariate volte, è che la vittima di tutta questa storia è il povero Ernest, padre ‘costretto’ ad abbandonare il figlio per colpa della società cattiva. Ma non è che se una cosa si ripete all’infinito diventa vera.

Un romanzo che esalta l’egoismo e l’egocentrismo e mai si preoccupa di coloro che bisogna veramente proteggere nella società: i bambini. Non sono loro a dover capire le pulsioni e i capricci degli adulti, ma sono gli adulti a dover accompagnare e proteggere i bambini. Diffondere con una riga, un capitolo, un libro intero questa tendenza, non è fare cultura, ma un’esaltazione di modelli di comportamento privi di valore e la sublimazione del vuoto che avanza (preannunciato con lungimiranza da Michael Ende ne 'La storia infinita'). Non so dire se lo abbia fatto perché crede veramente in quello che scrive o perché è ‘politicamente corretto’ farlo. Ma, quale che sia la risposta, non ha importanza. Il risultato è un asservimento ingiustificato e ingiustificabile.

Voto reale: 0 spaccato.
Profile Image for Claudia Tarquini.
22 reviews2 followers
March 2, 2025
Per trovare la felicità basta creare la giusta mappa del tesoro. Molti credono, erroneamente, che il concetto di felicità sia univoco per tutti: avere una bella casa, una bella macchina, soldi, amore etc... Spesso si fa a gara a chi ha di più. Lo sbaglio sta proprio qui. Ciò che rende felice me, può non rendere felice un’altra persona. Pensiamo ad un esempio banale, a me può non interessare un fico secco di avere la macchina più bella del vicinato. Magari a me renderebbe felice avere la biblioteca più bella di tutte all’interno di casa mia. Ed è proprio secondo questo concetto che i malati dell’ospedale di Pontoise creano delle vere e proprie mappe del tesoro. Su un foglio bianco incollano ritagli di giornale o fotografie che rappresentano visivamente ciò che desiderano. Ogni mappa è diversa dalle altre, non ne esistono due uguali. I “residenti” dell’ospedale hanno avuto modo di riflettere a lungo e di scavarsi dentro per scoprire cosa è davvero importante per ognuno di loro.
Un giorno uno dei pazienti, Fabrice Nile, muore e la sua mappa del tesoro verrà lasciata in eredità a Frédéric Solis brillante avvocato divorzista. Frédéric ultimamente sta perdendo la bussola e anche parecchi soldi. Rincorso dai creditori non sa a chi dare i resti e tutti gli oggetti da lui posseduti, rischiano di essere confiscati. Tra questi un paesaggio invernale di Sisley.
Ed è così che comincia una vera e propria caccia al tesoro tra i luoghi dell’impressionismo di Claude Monet: Eragny, Vétheuil, Giverny e il Musée d’Orsay. Frédéric ha una passione per i pittori impressionisti che gli è stata tramandata dal padre Ernest Villiers. I due non si vedono da un sacco di anni. A quanto pare Ernest ha fatto qualcosa di molto brutto per cui è stato arrestato, lasciando una moglie e un bambino di 7 anni da soli senza troppe spiegazioni. Chissà che questa caccia al tesoro non possa svelare il mistero celato dietro la “scomparsa” di Ernest.
Una storia delicata che scalda il cuore.
Profile Image for Lia Crisiani.
36 reviews1 follower
April 8, 2021
affronta temi che riguardano un po’ ognuno di noi nella suo piccolo, accostandoli all’arte, in particolare a monet, il pittore impressionista francese.

frédéric è il protagonista, un avvocato freddo e distaccato che colleziona quadri impressionisti, non è legato sentimentalmente e sembra avere la vita perfetta. A un tratto questa cambia drasticamente, in peggio, e gli fa scoprire cosa significa perdere tutto. inaspettatamente, gli viene recapitata una scatola contenente una mappa e dei biglietti, così parte una sorta di caccia al tesoro che lo conduce fra i luoghi cardine dei suoi amati pittori.
in un momento così delicato e di sconfitta, frédéric trova una nuova vita grazie a questa caccia al tesoro, che lo costringerà ad affrontare i fantasmi del passato e a scavare a fondo nella sua interiorità, portandolo a riscoprire se stesso.

nonostante il romanzo sia ambientato a parigi, non tratta la solita storia d’amore cliché di una coppia, ma parla del legame e dell’affetto tra padre e figlio.
come dicevo all’inizio del post, vermalle scrive una prosa molto semplice e la narrazione scorre veloce, descrive accuratamente gli stati d’animo dei personaggi e i loro tormenti interiori senza risultare mai noiosa.
ho molto apprezzato il fatto che il lettore venga coinvolto nella vicenda attraverso la scrittura, che lo spinge a creare ipotesi e porsi domande rendendolo parte integrante di questa caccia al tesoro, che passa per luoghi artistici simbolici, come il musée d’orsay e il famoso giardino con le ninfee, situato nella casa di monet, a giverny.

come dice il titolo, spesso la felicità sta nelle piccole cose, anche se noi non ce ne accorgiamo.
This entire review has been hidden because of spoilers.
Profile Image for Alessia .
59 reviews
April 10, 2024
Frederic è un avvocato di successo. Dopo essere stato abbandonato dal padre in tenera età, ha preferito circondarsi di cose lussuose piuttosto di crearsi una famiglia tutta sua. Purtroppo quel successo che aveva non durò per sempre.
Un giorno ricevette in eredità , dei biglietti ed una strana mappa. Con l’aiuto della sua assistente petronille , cercheranno di risolvere il mistero che si cela dietro quella eredità.
Ma la soluzione ce l’ha proprio davanti ai suoi occhi, ricordi e quadri di grande valore faranno sì di divagare nel passato e trovare la soluzione giusta.

Il romanzo è molto leggero e scorrevole, anche abbastanza corto quindi si fa leggere con molta velocità .
Trama e personaggi sono collegati fra loro, così come i paesaggi e le immagini dei dipinti vengono ben rappresentati dalle parole dell’autore. Tutto questo fa sì di ritrovarsi di fronte la scena che vuole rappresentare.

L’autore cerca in questo romanzo di far percepire al lettore che non tutte le cose brutte devono per forza avere un finale orribile, ma che se ci si impegna a trovare anche solo un lato bello, la vita prenderà sicuramente il verso giusto delle cose.
Non bisogna sempre guardarsi e rimpiangere ma bensì scegliere il meglio per noi, e in questo romanzo ci è riuscita molto bene.

Consiglio la lettura dando 4 stelle e mezzo
🌟🌟🌟🌟
Profile Image for Giulia 🐉.
73 reviews
July 15, 2020
Un libro dolce, appassionato, effimero.

Parigi sotto la neve a fare da cornice al quadro dipinto con sapienza in questo libro, che racchiude una trama intensa, che incuriosisce, incalza e stuzzica.

La retorica mai banale affronta un argomento che potrebbe considerarsi filosofia spicciola, ma fortunatamente viene trattato nella maniera più delicata e efficace: la ricerca della felicità.

I personaggi ci vengono presentati senza fretta; la loro caratterizzazione è ragionata, dettagliata, intelligente, mai scontata. Mi è stato impossibile non affezionarmi pressoché subito a Pétronille.

“La felicità delle piccole cose” è un libro che fa felice chi come me è appassionato di arte impressionista francese, ma non solo. È un libro che trasmette una joie de vivre incredibile, nonostante gli ostacoli che la vita ci pone davanti, nonostante ciò che le persone pensano di noi, nonostante tutto. Questo libro fa bene al cuore, fa spazio a quelle piccole cose preziose che normalmente trascuriamo perché presi dalla frenesia della quotidianità, come una brezza fresca in un pomeriggio afoso d’estate o delle impronte nella neve in primo piano in un quadro che raffigura una Gazza.

E comunque non piangevo così tanto dalla morte di Albus Silente in Harry Potter e il Principe Mezzosangue.
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