Era Il 12 settembre del 1940. Virginia Woolf sta ancora rivedendo il manoscritto di quello che era il suo ultimo romanzo, "Tra un atto e l'altro". In quegli stessi giorni abbozza per divertimento lo schema di questo breve testo, qui tradotto per la prima volta in Italia da Abramo. La Woolf pensa a un nuovo libro di critica, una storia della letteratura inglese da scrivere con leggerezza e gusto eterodosso. "Mentre raccoglievo more, mi è venuta l'idea di un libro divulgativo di storia - leggere dagli inizi la letteratura, biografia compresa, e divagare a piacere, senza interruzioni". Come "Tra un atto e l'altro", "Anon" celebra la grandezza e il valore di un'intera tradizione culturale e letteraria. Ma diversamente da quel romanzo, e dalla sua opera critica passata, in "Anon", per la prima volta, la Woolf si interroga sulla 'natura' della letteratura inglese, e non più solo sulla sua adeguatezza come forma di rappresentazione. L'autrice scopre così che fin dalle origini questa letteratura si alimenta di forze antiretoriche e sorgive - l'anonimato della cultura popolare, il pubblico del teatro elisabettiano - che in seguito essa emargina con una violenza non dissimile dalle distruzioni della guerra, da cui in quegli stessi giorni la grande scrittrice, rifugiatasi in campagna dopo aver perso sotto i bombardamenti tedeschi la sua casa di Londra, aveva rischiato di essere travolta e annientata. Un piccolo e prezioso libro che contiene pagine intense e di grande profondità. Le riflessioni sul senso della letteratura di un genio della scrittura del '900 lucidamente conscio dei tempi e prostrato dagli orrori del mondo, nel disagio di vivere che di lì a poco condurrà la Woolf alla decisione finale del suicidio.
(Adeline) Virginia Woolf was an English novelist and essayist regarded as one of the foremost modernist literary figures of the twentieth century.
During the interwar period, Woolf was a significant figure in London literary society and a member of the Bloomsbury Group. Her most famous works include the novels Mrs. Dalloway (1925), To the Lighthouse (1927), and Orlando (1928), and the book-length essay A Room of One's Own (1929) with its famous dictum, "a woman must have money and a room of her own if she is to write fiction."
E' un vero peccato che Virginia Woolf non sia riuscita a terminare questo libro. L'ambizioso progetto di scrivere una storia della letteratura inglese si sposa alla ricerca delle sue origini nonché una riflessione sul contributo del lettore alla letteratura. Pone molti interrogativi interessanti e apre mondi vasti e sconcertanti. Forse non sarebbe riuscita a fondare un nuovo metodo critico come si era prefissata, ma conn questo libro avrebbe senz'altro cambiato il modo di vedere la letteratura. E allora, forse è giusto che di questo libro resti appena un abbozzo, visto che la letteratura è "un mondo dove nulla è mai concluso".