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L'adultera

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Linda è una quarantenne bella e indipendente, che viaggia per lavoro attraverso l’Italia come rappresentante. Su di lei, nelle ventiquattro ore durante le quali si svolge il romanzo, si scagliano immagini dal passato e inquietudini del presente, mentre trascorre la notte nel vagone del treno che da Milano deve portarla a Napoli. Un marito grigio e arido, un amante vuoto e svagato, un molestatore tra i sedili, un furto ai suoi danni, le rimembranze dei torti inferti e subiti. Laudomia Bonanni racconta una figura femminile dell’Italia anni Sessanta e sgretola il mito dell’adulterio come topos letterario e cinematografico, caro alla narrativa di penna maschile. Una prosa mordace e perturbante che spiccò ai tempi per l’incredibile modernità, consacrando l’autrice come una grande scrittrice italiana, vincitrice di alcuni dei più importanti premi letterari italiani. Uscito nel 1964 per Bompiani, il libro fu selezionato per il Premio Strega e finalista al Premio Campiello e infine tradotto in Francia.

123 pages, Paperback

First published January 1, 1964

71 people want to read

About the author

Laudomia Bonanni

12 books6 followers
Italian writer and journalist.

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Displaying 1 - 7 of 7 reviews
Profile Image for Gabril.
1,063 reviews265 followers
December 22, 2021
Linda è un’adultera contenta. In una Milano che si avvia verso l’ebbrezza degli anni 60, con la memoria della guerra appena dietro le spalle, questa donna si muove, agisce, pensa (?) solo in virtù delle sue pulsioni sensuali, pienamente identificata con il suo corpo.
Libera? Direi di no. Felice? Nemmeno. Semplicemente un corpo che sente e vuole la vita dell’attimo presente. “Era di nuovo il gusto della giornata come un seguito di piaceri da soddisfare”.

Linda sembra essere indifferente al mondo, agli affetti, ai legami famigliari e amorosi. Solo il suo corpo è brivido, tensione, inquieto movimento verso la soddisfazione dei desideri. Adulterio è un termine astratto, per lei, sostanzialmente vuoto: di sicuro privo di un contenuto di possibile colpa.
Una figura alquanto desueta, dunque. Controcorrente rispetto al modello femminile del tempo (in Italia poi). Purtroppo però non ispira alcuna simpatia. Le sue scelte istintuali non la porteranno molto lontano e tutto sommato possiamo perfino essere d’accordo.

Quando il romanzo uscì, nel 1964, suscitò un certo clamore, più che altro per la scrittura che allora appariva decisamente nuova: sincopata, veloce, trascorre con disinvoltura dal presente al passato in uno stile che potremmo definire modernista.
Oggi però tanti passaggi e cambi improvvisi, situazioni non spiegate, frasi nominali, flussi di coscienza aperti e subito chiusi creano più che altro disorientamento (al limite del fastidio). Per il resto, un’opera coraggiosa, giustamente disturbante.

(Per inciso: sono al terzo libro consecutivo dove le protagoniste femminili sono figure negative, per un motivo o per l’altro. E mo?)
Profile Image for Mighty Aphrodite.
627 reviews62 followers
July 8, 2025
Qual è il destino delle adultere? Che siano donne appassionate in cerca dell’amore, che siano ciniche e dedite alla passione oppure malinconiche, sembra non ci possa essere altra soluzione alle loro vite se non nella tragedia, quasi portassero sulle loro spalle non solo il peso della loro colpa, ma quella dell’intero genere umano.

All’apparenza Linda sembra una donna risoluta, pratica, non incline a facili sentimentalismi. Il filo che la lega a suo marito e alla figlia è sottile, sfilacciato. Di loro le piace la sicurezza di una vita ormai avviata, di una quotidianità alla quale ritornare dopo i suoi brevi soggiorni nel sud Italia come commessa viaggiatrice.

Durante uno di questi viaggi notturni verso Napoli, incapace di prendere sonno, Linda rivede con gli occhi della mente tutta la sua esistenza, in un flusso di coscienza confuso e inarrestabile, nel quale il passato sembra presente, come se – riflette per un attimo quasi con scaramanzia – fosse sul letto di morte e la sua vita (aggiunge lei, la sua vita sessuale) le scorresse davanti agli occhi in tutti i suoi più oscuri segreti.

C’è qualcosa di diverso, però, in questo viaggio, una nota stonata che risuona costantemente tra i pensieri di Linda, un tarlo che la divora, ma al quale non sa dare un nome. È forse la scomodità del posto a sedere? Sono forse i due uomini davanti a lei che cercano di dormire e continuano a girarsi e rigirarsi senza requie alla ricerca della giusta posizione sul sedile? È la donna che la guarda di sottecchi?

continua a leggere qui: https://parlaredilibri.wordpress.com/...
Profile Image for Eustachio.
707 reviews72 followers
October 17, 2021
Linda ha quarant’anni, vive a Milano col marito Antonio e la figlia piccola, Nina. Commessa viaggiatrice di mestiere, facciamo la sua conoscenza proprio in procinto di un viaggio di lavoro alla volta di Napoli, che però è solo una scusa per incontrarsi a Roma col suo amante, soprannominato Norman.

Siamo negli anni Sessanta, quando l’adulterio era ancora punibile per legge, ma Linda non è lacerata dal senso di colpa né dalla paura. I suoi incontri occasionali con Norman, un militare cinquantenne, hanno il solo scopo di soddisfarla (“Era stato un approccio di strada, ma con una intesa fisica immediata” e “Finallora era stato senza importanza, come consumare dei pasti fuori di casa”), e qualsiasi sentimentalismo da parte sua, come da parte del marito, la scoccia (“Ricordò di aver provocato un coro di risa, da Ortensia, definendo l’amore il terzo incomodo”).

Linda – sensuale, bella, formosa, dalla pelle bianchissima e dai capelli neri – si fa guardare, apprezza la libertà del nuovo decennio e non ha intenzione di farsi rovinare da nessuno:
Non ci casco, si sa come vanno a finire le infatuazioni, dopo si rimane alla mercé di un uomo come nei vecchi romanzi, oggigiorno non ci cascano neppure le ragazzine. […] Questi tipi che pretendono di farti bovarineggiare e ti condurrebbero alle estreme conseguenze.
Il matrimonio in cui si trova è stato affrettato, avrebbe voluto che Antonio non tornasse dall’India, e la gravidanza non l’ha desiderata. Sono questi e altri i pensieri che le corrono in testa nello scomodo viaggio in treno: la guerra, un aborto, la vendita della casa paterna, il periodo a Roma, il trasferimento a Milano.

Bonanni restituisce i pensieri di Linda senza virgolette, unendoli al resto della narrazione e mischiando presente e passato in una scrittura incredibilmente immersiva e moderna (“Non c’è di peggio che cominciare a rimestare nel passato, ogni cosa rimuove un’altra cosa e se la trascina appresso”). Quando Linda ripensa, Bonanni riporta i ricordi come guizzi di scene, battute e osservazioni, col ritmo che è tipico dei pensieri.
Per esempio, qui, ancora in guerra, Linda resta incinta di un soldato tedesco e ha bisogno di trovare qualcuno che la faccia abortire. È difficile scegliere un estratto solo, sarebbero da copiare pagine intere, ma mi accontento di un paragrafo:
Arriva sfaccenda e racconta, sempre scalmanata arruffata e allegra. Pure da noi qualche sbandato con le vesciche rotte ai piedi, non gli vuoi dare un catino d’acqua e pezze pulite. E alle nausee: niente niente. Una ragazzetta cresciuta dentro la guerra, quindici anni già sfioriti e l’esperienza dei bassi di una città invasa. Rendersi conto per prima che la cosa non poteva andare avanti. C’è una donna pratica in un vicolo. Sta zitta. Corre a reggerle la fronte. Su su, dice, non t’impaurire, dice che è capitato a tante, con aria d’innocenza, il faccino appuntito e scaltrito. Ci sono cascate tante, coi soldati in giro succede. (Ortensia dice: lo facciamo un po’ tutte.) Ci capitavano le sposate e anche le bambine. Giustificata. C’è una donna pratica… Smettila. Sai signora si fa, una che conosco io l’ha fatto. Quell’impressione di non stare a sentirla. S’infila un ferro, un ferro da calza va bene lo stesso, s’infila e si lascia dentro, lavora da solo. Basta, vattene. L’indomani ritorna. Sfaccenda e sbircia con gli occhioni ammaccati.
Nelle ventiquattr’ore di L’adultera è condensata una vita intera, lo spaccato di un’epoca. Linda non ha nulla da invidiare alle altre grandi adultere della letteratura, eppure Bonanni è caduta nel dimenticatoio.
L’adultera – selezionato per il Campiello e lo Strega – è stato ripubblicato nel 2016 da Elliot (ora al 50% di sconto su IBS) e quest’anno, sempre per Elliot, è stato incluso in un volume formato e-book a cura di Giulia Caminito con due romanzi di altre due autrici italiane.
Non so come altro dirtelo, fatti un favore e recuperalo in qualche modo.
Profile Image for EMILIO SCUTTI.
244 reviews23 followers
December 12, 2025
Un romanzo o racconto lungo scritto con grande maestria in cui l’autrice si cimenta in una figura femminile che rompe con una certa idea di donna e con certi valori. Siamo negli sessanta ed il ricordo della guerra nei sogni dei protagonisti e nei ricordi sono ancora presenti e Linda la protagonista si fa portatrice del nuovo, del boom economico e dell’emancipazione femminile. Tutto si svolge tra Milano, Napoli e Roma Linda ed il suo amante non sono sereni, lei non è serena tutto fa presagire un finale drammatico proprio quando la protagonista si rende conto che l’avventura amorosa sta di nuovo diventando qualche cosa di prevedibile noioso e paralizzante. Il finale è amaro sullo sfondo c’è una società che comincia a modernizzarsi ma i modi di pensare sono quelli del maschilismo e del cattolicesimo anteguerra dove per una donna che tradisce il marito non c’è neanche la pietà riservata ai defunti .
37 reviews1 follower
December 2, 2023
Mi spiace molto dare solo due stelle a questo libro che aveva in apparenza tutti gli elementi per piacermi. Anni 60, Linda é una quarantenne inquieta, stretta dentro i ruoli di madre e moglie, ma è soprattutto una donna desiderosa di libertà, esperienze, carnalità.
La storia si snoda nell’arco di pochi giorni, alternando cronaca, ricordi e pensieri.
Ho trovato questi passaggi tra piani diversi estremamente confusionari, in una narrazione piatta, monocorde. Non ho affatto sentito risuonare in me la voce della protagonista.
4 reviews
April 19, 2022
Linda, commessa milanese, parte per un finto viaggio di lavoro alla volta di Roma, dove incontrerà il suo amante per giungere infine a Napoli. Il movimento discendente nord-sud, centro-periferia, ricalca l'archetipo di un recupero del selvaggio/fuori dagli schemi/liberatorio. Il viaggio, però, è inaugurato da un gesto di violenza, la stessa che, operando in modi diversi, assilla di continuo la mente di Linda durante l'intero viaggio...
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