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The Slave

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Silvia, mooi, intelligent en rijk, wordt de slavin van Margaret, een gevierde Italiaanse filmster. Uit dit merkwaardige gegeven schiep Ghiotto een wereld van erotische fantasie, een hoogtepunt in de nieuwe Italiaansse romankunst.Hoe moet men die boek beoordelen? De recensenten verwezen naar Freud, Jung en het surrealisme, citeerden de sadomasochistische literatuur, trokken vergelijkingen met Bergmann en Fellini. Over één ding is met het Ghiotto is een openbaring.Reden waarom Michelangelo Antonioni dit meesterwerk verfilmd, reden waarom u het niet ongelezen kunt laten!

336 pages, Paperback

First published January 1, 1967

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Displaying 1 - 2 of 2 reviews
Profile Image for Svalbard.
1,147 reviews68 followers
November 21, 2020
A giudicare dal risvolto di copertina, questo libro, pubblicato nel 1967, ebbe un grandissimo successo e fu anche finalista al premio Strega. Anche i giudizi positivi della quarta di copertina ne rivelano l’età, essendo pronunciati da nomi di intellettuali piuttosto inattuali (Garboli, Zincone, Bo). Interessante la decisione di ripubblicarlo oggi, in una veste tipografica moderna, con tanto di donna “piedi nudi e scarpe in mano” in copertina, cosa invece alquanto attuale in campo editoriale (e, paradossalmente, con un significato che va al di là della moda grafica del momento, come vedremo fra breve). La vicenda: Silvia, una giovane donna, io narrante che si descrive molto bella, ricca, elegante, di gusto e sensibilità rare, decide di mettersi al totale servizio di un’altra donna, un’attrice inglese di qualche anno più giovane di lei, con l’intento premeditato di vivere nei suoi confronti un rapporto di sottomissione. Beninteso, non si tratta di uno schema meramente sadomaso, ma di qualcosa di estremamente più sottile e, per certi versi, più perverso; lei cerca in tutti i modi una sottomissione psicologica, che raggiunge trasformandosi ora in un oggetto, ora in un animale… Il tutto è vissuto ad un livello ferocemente cerebrale - i repertori classici BDSM, per quanto immaginati e fantasticati dalla protagonista, hanno pochissimo o nessuno spazio in questo scenario - e i vissuti mentali sono descritti con grande precisione ed amplissimo respiro - forse anche troppo, in quanto un limite che ho trovato in questo libro è proprio questa dimensione emotiva estremamente rarefatta, che forse per essere apprezzata fino in fondo richiederebbe una lettura continua ed ininterrotta, e non frammentaria come quella che mi posso permettere io… Il succedere poco o niente, il parlare continuamente delle proprie percezioni e delle proprie sensazioni, se lette frammentariamente, rischia di indurre alla noia, mentre forse sarebbe stata più meritata una lettura riflessiva, quasi una meditazione che induca e consenta di permanere negli scenari descritti, la ricchissima villa-tana dell’attrice, circondata da una devota servitù in cui la protagonista cerca di farsi oggetto, animale o semplicemente nulla per assecondare la sua padrona, e i suoi stessi desideri fantasticati… La scrittura, peraltro, è modernissima, e non risente affatto del mezzo secolo di età; paradossalmente proprio l’erotismo così ferocemente cerebrale, pervicacemente lontano da qualsiasi descrizione pornografica, con pochi veri rapporti sessuali e sempre descritti con molto distacco, costituisce l’originalità di questo libro, che fa passare quello che vuole dire - la morbosità di una sottomissione di intenzioni ed atteggiamenti, più che di atti e di parole - come un fatto possibile e naturale, privandolo dell’etichetta della “perversione autorizzata” sotto cui in tempi più vicini a noi viene incasellato - e in un certo qual modo reso accettabile - qualsiasi atto apparentemente deviante o deviato dal “mainstream” vaniglione. Interessante tra l’altro la forte dimensione di feticismo dei piedi e più spesso delle scarpe, mai definita come tale (altra etichetta saggiamente evitata) ma massimamente presente nelle descrizioni e nelle situazioni: ad esempio l’obbligo per Silvia e per le altre donne di servizio di portare sempre scarpe con tacchi altissimi mentre la loro padrona è perennemente in eleganti pantofole, o il suo prestarsi a fare da tappeto per i piedi della padrona... Complimenti all'autore anche per aver saputo descrivere assai bene dall'interno percezioni e punti di vista squisitamente femminili.
Profile Image for Kiss of a sniper.
120 reviews13 followers
November 21, 2013
Getrieben von irren Phantasien, die sich um ein imaginäres Beziehungsdreieck drehen, und auf der bekannten Suche „nach sich selbst“, begibt sich Silvia, eine noch junge und doch schon erfahrene Frau (geschieden, verschiedene Studien, Zeit im Ausland...) in Margarets Dienste, die, gefeierter Kinostar, von ihr vor allem eines verlangt: „Sie gehorchen und bewegen sich nicht; Sie denken nicht, Sie verhalten sich ruhig, wenn Sie mit mir zusammen sind, und ich sehe und höre nichts von Ihnen“
Silvia akzeptiert die altmodischen Bedingungen, betrachtet sich dabei als im Selbstversuch befindlich und verfolgt einen Plan, der vereinfacht mit „Wer wird gewinnen“ benannt werden könnte.

Dies sind die Ausgangsdaten einer unwirklichen Geschichte mit unzähligen Ent- und Verwicklungen, mit vielfältigen Stadien einer Zweierbeziehung, an der Drittpersonen, zumal Männer, nur ganz am Rande teilhaben, immer nur als Personal oder als Werkzeug im großen Spiel der weiblichen Phantasie.

schöner könnte man es nicht sagen
This entire review has been hidden because of spoilers.
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