Può capitare di sentirsi terrorizzati in mezzo alla gente, in spazi chiusi o aperti: si tratta di agorafobia e claustrofobia. Succede di non riuscire a prendere un volo o salire sulle scale mobili, o di non poter vedere un gatto senza rabbrividire. Sono fobie che possono dar luogo al disturbo da attacchi di panico: il battito cardiaco accelera, il respiro si fa affannoso, si ha la sensazione di perdere il controllo, si cerca rifugio nell’evitamento dei supposti rischi. La paura è però un’emozione fondamentale e ragionevole, dal momento che innesca i meccanismi di attacco o di fuga quando ci troviamo in pericolo. Può dunque salvarci la vita, mentre ciò che può rovinarcela è la paura della paura, il timore preventivo delle reazioni psicofisiologiche che il nostro organismo può avere di fronte a ciò che percepiamo come una minaccia. Occorre allora rimettere nella giusta prospettiva questa emozione per tornarne padroni. Ma qual è la via d’uscita dal circolo vizioso della fobia che si autogenera? Non serve una lunga psicoterapia, secondo Giorgio Nardone, quanto invece una strategia paradossale che ci guidi a fronteggiare la paura, anzi ad accrescerla sino al punto di annullarla. Per guarire dagli attacchi di panico basta infatti una terapia breve mirata, fondata sul linguaggio logico e insieme suggestivo del terapeuta, su inconsueti compiti che il paziente deve svolgere alla lettera, sull’idea che bisogna “spegnere il fuoco aggiungendo la legna”. Grazie al resoconto di alcuni casi di dialogo terapeutico, in questo libro si dimostra che è più semplice e rapido di quanto si possa immaginare emanciparsi dal panico. L’importante è farsi aiutare da chi sa come fare.
Giorgio Nardone (Arezzo, 23 settembre 1958) è uno psicologo e psicoterapeuta italiano. È il fondatore insieme a Paul Watzlawick del Centro di Terapia Strategica di Arezzo (ove svolge la sua attività di Psicoterapeuta e coach) ed è considerato la figura di maggior spicco della tradizione della scuola di Palo Alto. È autore di numerosi saggi tradotti in varie lingue e di libri di carattere divulgativo destinati al grande pubblico.
Non mi è piaciuto molto, immaginavo una cosa completamente diversa. Secondo me è un libro per psicologi oppure per persone che se ne intendono della materia perché trovo che ci siano troppi tecnicismi per una persona al primo approccio con libri sul tema psicologico o che non ha una conoscenza approfondita di determinati temi. Anche la parte dei casi clinici non è stata un granché a mio parere, pezzi di terapie un po' buttati lì con qualche spiegazione ma niente più, inoltre veniva spiegato quello che si era appena letto e che veniva già anticipato nei trafiletti acconto il dialogo. Non è stato neanche portato un caso in cui la terapia sia fallita (tiriamocela meno dai). Nel complesso questo libro non mi è piaciuto molto, alcune cose potrebbero tornarmi utili nell'affrontare il mio panico (hence la seconda stella), però in generale per me questo libro è un grande NO.
Questo manuale spiega con chiarezza le strategie utilizzate dalla terapia breve strategica per il trattamento degli attacchi di panico, nonché dei disturbi d'ansia e dei disturbi fobici. Le principali strategie proposte sono "la mappa dei limiti","la peggiore fantasia" e l'utilizzo, da parte del terapeuta, di uno stile comunicativo suggestivo-analogico che porti il paziente a superare le sue resistenze rispetto al percorso di cambiamento terapeutico. Inizialmente avevo valutato questo libro con 4 stelle, ma poi ho cambiato idea, mettendo 3 stelle: il libro è sicuramente scritto in maniera chiara, ma alcune strategie terapeutiche proposte da Nardone non mi hanno pienamente convinta. Alcune mi sembrano molto valide, ma altre, seppure siano state validate empiricamente, penso possano rivelarsi perfino controproducenti in ambito clinico, in certi casi, come ad esempio, la "peggiore fantasia", che rischia di diventare una "profezia che si autoavvera".