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In giardino non si è mai soli. Diario di un giardiniere curioso

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Architetto dei giardini, collaboratore di giornali e riviste d'opinione e specialistiche, vicepresidente per l'Italia della International Dendrology Society, Pejrone dedica questo libro all'amore, la disciplina, l'arte di badare a orti e giardini, all'arte di capire le piante. Offre molti esempi del "ben fare" ma anche numerosi esempi del "mal fare", trasferendo nel testo anche una buona dose di polemica, fra politica, estetica e lavoro sul campo.

197 pages, Paperback

First published January 1, 2004

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Paolo Pejrone

18 books2 followers

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7 (12%)
1 star
1 (1%)
Displaying 1 - 11 of 11 reviews
Profile Image for Katherine Wyvern.
Author 13 books20 followers
March 30, 2015
Ho un rapporto di amore-odio con questo libro. Ogni anno (da anni e anni) verso metà marzo mi vine voglia di rileggerlo, e i primi capitoli mi danno questo gran senso di gioioso ritorno... verso metà libro mi pento della mia debolezza e alla fine sono disgustata, e i libro torna in cantina (non nella libreria), dove so già che l'anno prossimo mi toccherà andarlo a scovarlo ancora.
Due stelle forse sono poche, ma faccio fatica a darne di più.
Primo problema, certamente, l'editing. Dopo aver letto 30 pagine di Pejrone vorrei impiccare l'inventore dei superlativi e anche l'inventore della parola "allegro"; allegro/a/i, allegria, allegramente, allegrissimo/a/i (!) sono usati fino alla nausea (mi pare di ricordare un singolo paragrafo dove apparivano 3 volte!). Anche il punto esclamativo ha fatto gli straordinari in questo libro, spesso preceduto da puntini di sospensione per enfasi, una combinazione da terza elementare che francamente... Insomma, se un buon editor (nel senso inglese del termine) avesse spazzolato il libro per bene, sarebbe certamente più leggibile.
Un altro grande problema, comune a molti della sua generazione, è che per Pejrone i fiori antichi sono sempre belli mentre i fiori moderni sono sempre volgari. Tranne quelli che piacciono a lui, ovviamente. Mentre ammetto che di fiori volgari oggi se ne vedono molti, la verità è che i fiori volgari (e non) ci sono sempre stati e sempre ci saranno, e che talvolta (spesso) le specie botaniche sono ben scialbe, e gli ibridi più vistosi sono molto più desiderabili. Non sempre "l'uomo pasticcia", come dice Pejrone... che comunque nel suo giardino, mi pare di capire di ibridi vistosi ne ha parecchi. Comunque. Vecchi o nuovi, i fiori che piacciono a lui sono belli, quelli che non gli piacciono sono brutti.
Che è un peccato, perchè molte delle piante raccomandate da Pejrone sono davvero interessanti e se l'autore non fosse così snob, il libro si leggerebbe più volentieri.
Come manuale d'orticoltura il libro è di utilità dubbia, visto che i consigli che contiene, anche se buoni, sono pochi e sparsi qua e là un po' a caso, ma insomma Pejorne di piante ne sa e qualche perla di saggezza certamente la troverete.
E meno male.
Perchè il punto più dolente del libro è la fine, "il bello della polemica". Che davvero non è poi così bella, soprattutto quando non è costruttiva. Ai tanti problemi (reali, non ne discuto) che affliggono il verdde publico italiano Pejrone ha una sola soluzione: andate a vedere cosa fanno in Francia e in Inghilterra. Sicuramente in Inghilterra e in
Francia (dove abito, quindi lo so bene!) le cose si fanno meglio, ma alcune affermazioni mirabolanti tipo che qui "gli alberi non vengono potati... mai!" fanno perdere ogni credibilità a un autore. Le potature a massacro vengono fatte anche qui (e in Gran Bretagna) eccome. Ma è più facile dire cose del genere che dare consigli concreti. Stesso dicasi per le polemiche sulle rotonde. Pejrone condanna le rotonde Italiane, poi si chiede, leziosamente, dove si potranno mai trovare esempi di buon design per questi spazi, lanciando l'idea di concorsi ecc.... ma mi pare di leggere nella sua biografia che Pejrone lavora come "architetto di giardini" (che espressione! oibò!), quindi perchè non suggerisce lui, visto che ha tanta fretta di scagliare la prima (e secconda e terza...) pietra?
Le critiche di Pejrone sono corrette, ma sarrebbero più utili se seguite da discorsi più costruttivi e realistici.
Insomma un libro potenzialmente utile e gradevole (che belli i capitoli sui giardini della memoria!), ma scritto con malagrazia... peccato.
Profile Image for Chiara Facchetti.
47 reviews1 follower
August 29, 2025
Difficilmente abbandono un libro dopo averlo iniziato e aver superato la metà, ma purtroppo qui non ho potuto fare altrimenti.
Un libro noioso, a metà tra un diario intimo sul proprio amore per le piante, un prontuario di giardinaggio e una guida ai giardini secondo l'autore più meritevoli.
il risultato è un libro in crisi di identità, che salta da una pianta all'altra, da un'esperienza all'altra e tra vari argomenti (la stagionalità? le piante aromatiche vs. le piante fiorite?) senza mai concludere né approfondire.
Mi aspettavo un diario caldo e intimo sul giardino, sul rapporto tra uomo e fuori e sulla bellezza della natura...mi sono ritrovata a leggere un minestrone di contenuti, frullati a casaccio e buttati giù senza la minima cura.
30 reviews
July 11, 2024
Ho visto una recensione che criticava la prosa di Pejrone (soprattutto l'utilizzo ripetitivo di certe parole e di superlativi) e la sua punteggiatura (l'uso frequente di puntini di sospensione e di esclamazioni). Invece, guarda un po', a me è piaciuto anche per quello. Certo, può risultare pesante a chi non ama il giardinaggio, però il lessico semplice me lo ha reso molto gradito. Ho adorato anche il fatto che vedesse ogni specie vegetale come un'anima a parte, personificazioni che vivacizzano molto un ambito che a molti sembra popolato solo a creature immobili. Consiglio
4 reviews1 follower
April 10, 2019
Consigliato solo per veri amanti delle piante, altrimenti può risultare noioso. Pochi consigli pratici e sparpagliati, simpatica la successione delle stagioni nei vari capitoli. Se non altro può aiutare ad ampliare la conoscenza di nuove specie di piante.
Profile Image for Andrea Fiè.
4 reviews3 followers
September 12, 2017
Meraviglioso!
Tratta di piccoli espedienti per prendersi cura delle proprie piante e di tutte le fioriture divise per stagioni dell'anno
Profile Image for Flavia.
170 reviews
Read
April 25, 2021
"I tesori vanno protetti: gli alberi devono essere conosciuti. La conoscenza è l'anticamera dell'amore."
Profile Image for Charlotte.
61 reviews
August 28, 2010
2002

In Giardino Non Si E’ Mai Soli is the sort of book that once you’ve read, you keep around for reference. All sorts of useful little tricks, i.e. the propagation of iris; how to treat hydrangeas; euphorbia to ward off the mole; oleanders; pruning; watering …

I particularly enjoyed the sections dedicated to the seasons. Here Pejrone gives very accurate, detailed descriptions of a number of flowers, shrubs and trees. I helped myself along with Guida agli Alberi e Arbusti d’Europa, Oleg Polunin (Zanichelli 1992); Che Fiore E’? Aichele/Schwegler (Sonzogno 1990) and English equivalents. A very enjoyable form of relaxation.

The sections Giardini della Memoria and Giardini e Orti da Curare I enjoyed much less. Here Pejrone talks about gardens of friends and/or people in the know. Not nearly as engaging. It was done more effectively in his Gli Orti Felici with Dario Fusare’s photos (Mondatori 2009; I libri di VilleGiardini)- a beautiful collection of prints of kitchen gardens.

Towards the end, in the section Il Bello Della Polemica and in Giardini Offesi, Pejrone talks a little about our modern urban surroundings and what could/should be done. However, he only just touches on the subject and fails to develop it satisfactorily. Superficial.

The last chapter ( p.175) is dedicated to books on the subject of kitchen gardens; at the very back there is a list of greenhouses in Italy and a couple in France.

Books to look into:
L’uomo che piantava gli alberi, Jean Giono;
Orto di casa, antico segno alpino della famiglia Contadina tra ortaggi, piante aromatiche ed ornamentali, Aldo Molinengo;
*Il Manuale dell’Ortolano, i fratelli Roda;
World Dictionary of Plant Names
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