Mandarin impérial, Tân administre une province reculée du Vietnam qui manque de livres et de documents. Pour s'en procurer, il se rend à Thang Long, capitale de l'Empire, avec Minh, son fidèle assistant. Arrivé à bon port, il est reçu par le prince Bui dont le fils, assassiné quatre ans plus tôt, était dans sa classe. Au palais, il retrouve Kiên, autre compagnon d'études devenu chef de quartier du prince, qui prépare l'exécution de la famille d'un haut dignitaire coupable d'avoir soutenu une rébellion paysanne. L'un des meneurs, Cosse de riz, a été arrêté. Kiên suggère de le relâcher pour éviter d'en faire un martyr. Quand on retrouve Cosse de riz assassiné, ventre béant dans la boue, c'est le début d'une série de meurtres que Tân va devoir élucider. Après Le Temple de la grue écarlate, le subtil et déductif Mandarin Tân est de nouveau à l'ouvrage. À partir d'une captivante intrigue, les soeurs Tran-Nhut font revivre la société féodale vietnamienne du XVIIe siècle. Un excellent polar historique! - Claude Mesplède
Questo romanzo, ambientato nel Vietnam medioevale, fa parte di una serie di gialli storici le cui autrici sono due sorelle vietnamite, trapiantate in Francia, che usano lo pseudonimo Tran Nhut. Il protagonista è il Mandarino Tan, giovane magistrato di origini contadine che, attraverso lo studio nelle scuole imperiali, ha raggiunto una carica prestigiosa e ottenuto il governo di una provincia. In questo libro, Tan si trova fuori dal suo territorio, in viaggio con l’amico e assistente Dihn e l’invadente dottor Porco (molti dei nomi propri sono tradotti in questo modo). Arrivati nella capitale dell’impero, i tre cominciano a trovare sulla propria strada misteriosi delitti, in apparenza frutto di strani rituali.
Tan, malgrado la sua giovane età, si è fatto la reputazione di persona intelligente e acuta, per questo viene incaricato delle indagini. Nel seguire la scia dei morti, la sua intelligenza e la sua logica verranno messe a dura prova ma, a poco a poco, egli dovrà rendersi conto che in quegli efferati delitti si nasconde un segreto che riguarda il suo passato di studente. Il disegno dell’assassino è tortuoso e perverso, affonda le sue radici nel rancore e nel disprezzo. Una tragedia avvenuta anni prima è la chiave per capire gli eventi, ma risolvere quell’enigma inciderà profondamente l’animo di Tan.
La narrazione delle due autrici è coinvolgente e suggestiva. Tramite un connubio di abili pennellate e poetiche similitudini, scorrono davanti ai nostri occhi paesaggi e atmosfere dove non manca mai un certo sapore d’Oriente. Allo stesso modo, tra le pieghe della narrazione vengono inserite note di costume che ci danno un’idea delle usanze e delle dinamiche sociali dell’epoca. Il Mandarino Tan non è l’unico a ricoprire incarichi di responsabilità pur essendo di umili origini, ma assistere ogni giorno all’arroganza dei nobili, alla loro incapacità di prendersi cura del bene del popolo (un dovere al quale sono totalmente indifferenti) provoca risentimenti, sete di giustizia, moti di ribellione. Viene citato più volte quel principio del confucianesimo che impone ai governanti di preoccuparsi del benessere dei sudditi, principio che i nobili dell’epoca disattendevano ampiamente. Verrebbe voglia di dire “tutto il mondo è paese”…
In questa storia di odio, di intelligenza frustrata, di ambizione e manipolazioni, Tan dovrà fare ricorso alla propria forza interiore, al raziocinio e alla fiducia nel futuro per superare la tragedia in cui si troverà coinvolto. Ma non è possibile dimenticare il passato.
Cinque stelline. Copia acquistata. (Fernanda Romani per Babette BrownBlog)