Wir kämpfen mit aller Kraft um Erfolg, Geld und Glück. Was aber tun, wenn das Talent nicht ausreicht und Fair Play zu nichts führt? Wie viele Niederlagen sind nötig, bis sich eine Taube in einen Falken verwandelt? Die Verschwörung der Tauben erzählt die Geschichte einer solchen Verwandlung. Alfredo Cannella ist der Sohn eines reichen venezianischen Unternehmers, Donka Berati ein mittelloser Albaner, der mit einem Stipendium im selben Jahrgang wie Alfredo an der Mailänder Wirtschaftsuniversität Bocconi studiert. Beide sind brillant, ambitioniert, entschieden, sich zu nehmen, was sie glauben zu verdienen. Zwischen ihnen erwächst eine Freundschaft, die sie auf ihren zunächst parallelen, dann immer häufiger auch kollidierenden Werdegängen begleitet, die gespickt sind mit Finanzspekulationen, kleinen Betrügereien und großen Immobilienprojekten. Beide gehen ihre Karriere wie einen Wettstreit an: Alfredo, um seinem Vater zu zeigen, wie er sich irrt, den Sohn für unfähig und verwöhnt zu halten, Donka, um gegen ein scheinbar vorgezeichnetes Schicksal anzugehen. Doch aus einem unfairen Wettstreit geht derjenige als Sieger hervor, der die wenigsten Skrupel hat. Vor dem Hintergrund eines aus wirtschaftlichen Gründen vereinten Europas und in einem von tiefgreifenden urbanen Transformationen gezeichneten Mailand erzählt Vincenzo Latronico überzeugend und mit Verve von Leidenschaften. Er berührt dabei ein moralisches Problem im Herzen unserer Gesellschaft: die Gründe, Ausflüchte und Entschuldigungen, mit denen wir denjenigen verraten, der uns vertraut.
Ausgezeichnet mit dem Premio Bergamo 2012 und dem Premio Napoli 2012!
Nasce a Roma e si laurea in Filosofia all'Università degli studi di Milano con Paolo Valore (con una tesi riguardo agli argomenti ontologici a sostegno dell'esistenza di Dio). Lavora come traduttore a opere di P. G. Wodehouse, Hanif Kureishi (con Ivan Cotroneo), Daniel Spoerri, A.R. Ammons, Max Beerbohm, Francis Scott Fitzgerald e Rudolf Carnap (con Renato Pettoello).
Nel 2008 pubblica il romanzo d'esordio Ginnastica e Rivoluzione (Bompiani), cui segue La cospirazione delle colombe (Bompiani 2011).
Sempre per Bompiani ha pubblicato, nel giugno 2009, un testo teatrale: Linee guida sulla ferocia, con Rosella Postorino e Chiara Valerio. In inglese ha pubblicato i libri Remedies to the absence of Reiner Ruthenbeck (Archive Books, 2011) (tradotto anche in tedesco ed italiano) e Criticism as fiction? (Kailedoscope press, 2011).
Ha condotto per un anno una rubrica satirica, dal titolo Mai più soli, su Radio Onda d'Urto, all'interno della trasmissione di libri Flatlandia, rubrica ispirata da Kurt Vonnegut. Ha curato una sezione letteraria nell'edizione 2010 di Artissima. Ha scritto di arte su Domus, Kaleidoscope, Flash Art e frieze, e collabora con La Lettura del Corriere della Sera.
Suoi racconti ed interventi sono stati scritti per la Rivista italiana di filosofia analitica junior, Fondazione Novecento, Centro per l'Arte Contemporanea Luigi Pecci di Prato, Agenzia X, Io Donna, Il primo amore, Nazione indiana, il manifesto.
Latronico è uno dei protagonisti del romanzo dello scrittore portoghese João Tordo Il buon inverno, edito da Cavallo di Ferro nel 2011. Latronico, che nella storia è dipinto come arrogante e malefico, si è difeso sulle pagine della rivista letteraria "doppiozero" raccontando l'accaduto.
Questa sulla copertina e quella che segue sono foto di Bruno Muzzolini.
Romanzo di stampo pressoché classico: intreccio narrativo coinvolgente coniugato con riflessioni su vari temi. Il che lo rende “rassicurante” come guardare una serie TV. Sia la trama che le opinioni proposte funzionano da buoni ganci (agganci) e la lettura ne risulta trascinata in avanti al punto che a tratti è stato difficile metterlo giù. Se non che Latronico spinge il pedale più sulla corsia della sociologia che della psicologia, i suoi personaggi devono corrispondere a una tesi. Quella che il romanzo sviluppa, e in qualche modo, risolve. Il che non costituisce novità per me, in quanto anche il seguente Le perfezioni ha questa stessa caratteristica.
Dopo una cinquantina di pagine arriva un colpo di scena per me del tutto inaspettato: mi ero illuso che il racconto fosse a cura di un narratore in terza persona, e invece all’improvviso esce fuori un io-narrante e si scopre che in realtà a scrivere e raccontare è un personaggio imprevisto, che man mano emerge e prende spazio, senza mai essere invadente, e andando a somigliare sempre più allo stesso Latronico. Un io-narrante birichino, che ne sa più di quanto dovrebbe: ma la cosa non disturba, anzi, diverte.
Questo io-narrante risulta determinante nel finale e regala al romanzo una marcia in più. Ma di suo, questo romanzo ha già sufficienti marce per progredire nella lettura con interesse e diletto. Aprendo porte che, con gioco di parole, fanno pensare alle sliding doors – il concetto più che il film – e a Crash - il magnifico film.
Il cinismo è il tratto caratteriale che accomuna tutti i personaggi, ma Latronico sa trattarlo riuscendo a regalare “calore” e un’anima a ciascuno di loro. Ci si inoltra nel mondo della speculazione finanziaria, quella che rende il mondo, da globalizzato a piccolino, unisce e cuce ogni luogo e ogni evento. È il trionfo del capitalismo del terzo millennio – trionfo più in quanto tema centrale che per l’esito finale – che si vorrebbe definire post-capitalismo, ma quel post, purtroppo, mi sembra molto prematuro. È il capitalismo tout court, capace di cambiare vesti, di trasformarsi, ma di non recedere mai. È il capitalismo, in grado di trasformare le colombe in falchi, le prime agendo in collettivo, i secondi invece anche individualmente.
Latronico si conferma scrittore che apprezzo e leggo con vero piacere: tre titoli nel giro di pochi mesi e tutti più che piaciuti. Evviva. Quattro stelle e mezzo.
kurz und ohne Spoiler notiert: gut konstruierter Wirtschaftskrimi; anfangs der Charaktere, später der Handlung wegen spannend. Philosophie und narrative Kniffe sind behutsam, aber wirkungsvoll eingeflochten. kleine Parallelen zu den "Perfektionen".
Nach 10 Jahren im Bücherregal, endlich erlöst und gelesen!
Wir tauchen hier ein in die Immobilienwelt und wie sich zwei Freunde nach ihrem Studium entfremden - Platzhirsch-Gehabe und Hochmut zahlen sich nicht immer aus.
Fand es eine unterhaltsame Lektüre und bin froh, dass Buch doch einmal in die Hand genommen zu haben.
Ho comprato il libro dopo averne letto sul blog di Luca Sofri, e leggendo e apprezzando il buon Sofri sia nel suo ultimo libro che in svariati anni di blog, ho creduto di non sbagliare nell'acquisto. E le aspettative non sono rimaste deluse. Il titolo lo trovai ambizioso come affascinante, l'abstract potenzialmente eccessivo, ma il modo in cui l'autore ha raccontato della vita, dei sogni e delle paure dei personaggi della cospirazione delle colombe e dei falchi è stato piuttosto convincente. Ci ho ritrovato un accenno alla filosofia morale di Sandel, un pizzico di humor alla Massimo Coppola, un sano razionalismo alla Sofri, e una piacevole narrativa alla Federico Baccomo, il tutto amalgamato dal linguaggio di questo mondo piatto, senza dimenticare il dialettismo ostentato di certe regioni del nord; oltre, ovviamente, ad un elemento tutto suo, che anche nella scelta dell'elemento autobiografico mi ha sorpreso: gli studenti di filosofia, si sa, se la tirano; se poi si dilettano a far gli scrittori, è noto, risulteranno oltremodo antipatici, figurati se hanno passato un anno a Cambridge. E il volersi cimentare, già nel titolo e nel prologo, in un racconto sull'elité che pensa a come conquistare il mondo a partire da Harvard e dalla Bocconi (con tutto ciò che ne consegue, dai baronismi accademici ai soliti trucchetti finanziari), non deve aver reso le cose più semplici. Vincenzo Latronico però il suo compito lo ha portato a termine, e lo ha fatto piuttosto bene.
Lottiamo con ogni forza per inseguire il successo, il denaro, la felicità. Ma cosa fare quando il talento non basta e il gioco pulito non conduce a niente? Quanti fallimenti ci vogliono perché una colomba si trasformi in falco? "La cospirazione delle colombe" è la storia di questa trasformazione. Alfredo Cannella è figlio di un ricco imprenditore veneziano; Donka Berati è un orfano albanese, approdato all'Università Bocconi con una borsa di studio. Sono ambiziosi, decisi a prendersi tutto ciò che credono di meritare: fra loro nasc un'amicizia che li accompagnerà lungo traiettorie parallele ma spesso sovrapposte, costellate di speculazioni finanziarie, rischiosi passi falsi, truffe e grandi progetti immobiliari. Entrambi affrontano la propria carriera come una sfida: Alfredo per dimostrare al padre quanto si sbagli a considerarlo inetto e viziato, Donka per ribellarsi al destino in apparenza già segnato. Ma quando una sfida non finisce nel migliore dei modi, chi vuole vincere deve ricorrere ai peggiori. Sullo sfondo di un'Europa unita dai flussi economici, e una Milano dalle colossali trasformazioni urbanistiche, Vincenzo Latronico intesse un racconto di ampio respiro, animato da grandi passioni - l'ambizione, l'invidia, l'amore -, che tocca un problema morale al cuore del società contemporanea: le ragioni, le giustificazioni e le scuse per cui tradiamo chi si fida di noi.
In verità Vi dico che le stellette dovrebbero essere due e mezza. L'avvio era promettente, molto promettente, con personaggi ben delineati e disegnati. Poi ci si avviluppa tra finanze casalinghe, tra arrivisti in cravatta, tra il conflitto mai sopito tra padre e figlio ma soprattutto con l'ennesimo triangolo amoroso (qua addirittura tra amici) di cui non se ne può veramente più.