Dall’autrice de Il giallo di Ponte Vecchio e Quel brutto delitto di Campo de’ Fiori
Febbraio 1990. Giuliano Neri, restauratore fiorentino, arriva a Venezia per lavorare sui dipinti della collezione di Alvise Volpato, un noto psichiatra con la passione per la pittura. Questo è il motivo ufficiale. Quello reale, invece, è l’indagine condotta da Chantal Chiusano: alle orecchie del commissario è giunta l’eco della fama di Neri nel risolvere casi complicati. E quello che ha tra le mani è senza dubbio complicato: Otis Moore, un magnetico bluesman afroamericano, soprannominato “il Moro di Cannaregio”, si era trasferito in città di ritorno dal Vietnam ma, soggiogato dalla laguna, non era mai riuscito a ripartire. E ora è morto. Scavando nella vita di Otis, il commissario è spinto ben presto a indagare sulla criminalità legata al mondo dell’arte. Forse il musicista non era estraneo a certi affari illeciti. Così come non lo erano le famiglie dei Favero, dei Volpato e dei Luni, tutte legate in qualche modo alla band di Moore. Proprio quando Chantal e Giuliano pensano di aver trovato una via per risolvere il caso, ecco che le acque restituiscono il corpo seminudo e straziato di una donna…
Un omicidio che ricorda un odio familiare che non conosce fine. Una verità nascosta tra le nebbie della laguna.
“I delitti della laguna” è il terso romanzo con protagonista il restauratore Giuliano Neri che in questo caso incontra e collabora con un altro personaggio protagonista di un'altra serie di romanzi della Triches, il commissario Chantal Chiusano. I personaggi sono ben descritti e risultano tutti piuttosto ambigui, con un lato oscuro che li rende probabili colpevoli, senza alcuna esclusione. Il ritmo è incalzante, anche se in apparenza la narrazione è lenta. Il lessico è semplice, rendendo il racconto piacevole. Ancora una volta i luoghi appaiono cupi e rispecchianti le atmosfere noir della storia ma anche i sentimenti privati del protagonista. Il romanzo, ancora più dei precedenti, è piacevole per via della narrazione scorrevole, senza troppi riferimenti alla vita precedente del protagonista e per la costruzione della trama ideata dall'autrice che si conferma ancora una volta una maestra nella scrittura di libri gialli.
Gradevolissima lettura, come tutti gli altri. Giuliano Neri è un personaggio molto interessante. La pecca di questo terzo libro, come nel primo, è la vaghezza con cui viene trattata la storia d’amore con Stella, così come veniva trattata superficialmente la fine del matrimonio con Alma. Comunque godibilissimo.
In questo terzo romanzo della serie il protagonista si dedica ormai solo all'indagine, anche se la sua competenza da restauratore è indispensabile per la risoluzione del giallo che ha continui rivolgimenti. Ho apprezzato la descrizione di Venezia e, da archivista, la visita ad un archivio che consente di individuare l'assassino.
È un giallo scritto bene, anche la trama, e il finale in particolare li ho trovati un po' forzati, ma mi succede spesso. Ho qualcosa di irrisolto coi finali. Venezia è molto bella in questo libro, è uno dei motivi per cui l'ho scelto all'inizio. Sembra autentica, viva.
I delitti della laguna è un giallo intriso di arte e di dettagli che mi hanno ammaliata. Oltre a scoprire i misteri della trama con i suoi omicidi, ho conosciuto meglio la laguna, le sue isolette e particolarità, ed è davvero un mare di storia e di fascino che sono molto lieta di aver scoperto. Però, sì, c’è un però, tutta questa ricchezza di informazioni secondo me ha frenato il ritmo delle vicende che in alcuni momenti faticavano a procedere.
L’autrice ha creato un giallo che si districa tra diverse famiglie, tanti personaggi, e seguirli è stata una vera impresa, capire chi celava ombre nella sua vita è stato difficile come lo è stato per il commissario Chantal Chiusaro e il restauratore, improvvisato investigatore, nonché protagonista della storia Giuliano Neri, che come nelle migliori serie si trova a collaborare con la polizia quando si tratta di "delitti d'arte". Inoltre, l'uomo, approfittando del viaggio a Venezia, si riavvicinerà a una vecchia amicizia: Stella, donna intraprendente e decisamente utile alla risoluzione del caso.
Un testo ricco, fruibile, ma da prendere con calma perché tutto è delineato e accurato.
L’epilogo un po’ mi ha sorpresa, non sono riuscita a inquadrare subito colpevole e movente e questo è stato anche motivo di attaccamento al testo, perché nulla è banale, nulla è da dare per scontato.