Quattro giovani amici appassionati di storie horror si ritrovano a passare la notte in una grotta sulla collina, in campagna. Il loro scopo è affrontare una prova di coraggio. Attendere le due per poi scendere in paese e intrufolarsi in casa della "monaca pazza", finita sotto i riflettori della cronaca quindici anni prima per un raccapricciante fatto di sangue di cui è stato vittima un bambino. Contemporaneamente, un uomo sulla trentina si aggira per gli stessi luoghi e sembra cercare di incontrare i ragazzi. Cosa lo spinge?
Perché nonostante i suoi sforzi pare non riuscire a incrociare i quattro? E chi, o cosa, è la presenza che tutti stanno avvertendo? Scopritelo in questo mistery dagli spiccati richiami a Stephen King.
Quando si apre un fumetto - preso perché la copertina era più o meno interessante e perché era a metà prezzo - e si scopre che le tavole sono digitali... Ma nel senso peggiore del termine: disegni semplicistici, con pochi dettagli, con dei colori poco brillanti e linee piuttosto spesse. Senz'anima.
E la storia? Come ha fatto notare un'altra recensione, rimanda a Stand by me, solo molto meno interessante. Quasi al punto di risultare noioso. I quattro ragazzi, con personalità minime tanto che non riuscivo mai a capire chi fosse chi, vanno in cerca di che? Non lo sanno neanche loro perché prima parlano del fantasma di un monaco, poi si rifanno a un vecchio caso di cronaca nera del paese. Tanto che la storia del fantasma non ha motivo di occupare pagine per niente.
Il caso di cronaca aveva il suo perché ma gli autori non sanno sfruttarlo. La camminata notturna, che dovrebbe far un po' di paura, è solamente lunga e non si sa neanche bene se ci sono elementi soprannaturali o meno. Il tutto con un finale... meh!
Ho letto questo fumetto in poco tempo in quanto molto corto. Inizio con il dire che le tavole non mi sono affatto piaciute. Mancano di dettagli. Questa potrebbe essere una scelta artistica comprensibile, ma in questo caso sono così imprecise che a volte si faceva fatica a distinguere i personaggi. Passiamo ora alla trama. I quattro ragazzi non sono caratterizzati quasi per niente, fino al punto di diventare stereotipati. Abbiamo il secchione so-tutto-io, il ragazzo goffo e timido e quello mezzo bulletto cresciuto senza genitori. Inoltre ricordano molto i personaggi di "stand by me", così come la storia: quattro amici vivono una notte di avventure insieme per consolidare la propria amicizia prima di un addio. Per quanto riguarda le storie di paura non ho apprezzato quella sul monaco senza testa: è raccontata molto frettolosamente e non ha nessuno scopo ai fini della trama. Inoltre la parte sulla casa della strega è risultata alquanto superficiale: alla fine lo spirito maligno si rivela un ubriacone. Il finale avrebbe potuto salvare il libro, ma non lo ha fatto. E' un palese tentativo, fallito, di un finale filosofico pieno di morale, in cui il nemico è il tempo. Oltre a non condividere questo punto di vista, penso che venga spiegato anche questo troppo velocemente. Avrei apprezzato tutto molto di più se fosse stato il doppio più lungo, in modo da caratterizzare meglio i personaggi, spiegare l'avventura con più calma e valorizzare il finale.
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Mm. Sarò sincera, mi aspettavo una storia molto più sinistra, più "horror" con i suoi tipici tratti che sono-o-non-sono-realistici? E' reale o solo un prodotto della mia immaginazione?
Dopotutto la premessa del cliché dei film horror c'era, un gruppo di ragazzini delle medie di nascosto decidono di vedersi di notte in un bosco e andare all'avventura, con sottofondi musicali che creano la giusta atmosfera e ritagli di giornale di cronaca nera. Incontreranno lo spirito del prete basiliano la cui testa fu mozzata dai nemici saraceni? O il fantasma della suora Agata, arrestata per aver ucciso un bambino del paese?
Fosse stato un vero horror, per me ci sarebbe voluta la componente "paranormale", la parte irrazionale difficile da spiegarsi, che ti suggestiona e mette i brividi e ti fa accapponare la pelle. Per la prima parte la storia è stata abbastanza intricata, era in continuo crescendo verso un'esplosione che non mi è mai arrivata e la conclusione, per quanto inaspettata, si è rivelata più blanda e sciapa del previsto.
Le tavole calzavano a pennello, si adattavano man mano che la storia si sviluppava alternandosi tra la cronaca del passato e le avventure del presente. Lo consiglierei come storiella a cui dedicarsi per una mezz'oretta durante il periodo di Halloween.
Una graphic novel, che è in realtà un vero e proprio romanzo di formazione. Quattro ragazzi appassionati di storie horror trascorrono le ore della notte su una collina, in attesa di introdursi in un'abitazione in cui si dice che ancora dimori il fantasma della "vecchia pazza" che l'ha abitata. Tra rumori spaventosi e visioni inspiegabili, i quattro sono costretti ad affrontare le paure primordiali dell'essere umano e ne scoprono i sentimenti più profondi. Al mattino nulla sarà più come prima: il rito di passaggio dall'adolescenza all'età adulta si è compiuto, ma per avere piena consapevolezza di ciò che esso davvero comporta i ragazzi dovranno attendere ventotto anni e ritrovarsi ancora di notte su quella collina. Tavole splendide che incuriosiscono e appassionano il lettore; parole che lo commuovono nel viaggio verso la perdita dell'innocenza e la scoperta dei valori fondamentali dell'esistenza.
Leggendo la sinossi, questo graphic novel prometteva di possedere richiami a Stephen King e, devo ammettere, che le mie aspettative non sono state per nulla deluse.
Gli stessi autori giocano molto con questa somiglianza e ho trovato le battute a riguardo davvero divertenti. La storia dunque, oltre ad essere un mistery dalle atmosfere cupe e dai toni a volte ironici, può anche assomigliare ad un vero e proprio romanzo di formazione. I protagonisti assoluti sono infatti un gruppo di ragazzi in piena adolescenza, alle prese con i dolori e le delusioni dell’imminente età adulta.