Uno spaccato della cultura e della tradizione yiddish e chassidica attraverso il racconto fatto da Joshua della propria infanzia a Leoncin, un paesino rurale sperduto nella Masovia, tra la fine del XIX secolo e l'inizio del XX. Attraverso la lievissima e gustosa narrazione di personaggi ed eventi della piccola comunità ebrea polacca, Singer ci restituisce l'immagine di un mondo che non c'è più, perché spazzato via e bruciato nei forni crematori di Oświęcim, ma già intaccato dal secolarismo e dalla modernizzazione. E' quasi un piccolo trattato etnografico e storico religioso del mondo yiddish, scritto in una maniera leggera, brillante, briosa, divertente ed ironica fatta da Joshua, figlio di una serie interminabile di rabbini, che si affaccia alla vita in una piccola comunità rurale, rigorosa e scrupolosa osservante di norme religiose che regolano ogni aspetto del vivere umano. Un figlio di rabbini che però ha in uggia lo studio dei commentari religiosi e preferisce le corse nei campi e i giochi con i più scapestrati amici. Nel racconto di Joshua si mette in moto una sarabanda di personaggi eccentrici e curiosi, come, mendicanti, venditori ambulanti, guaritori e ciarlatani, ladruncoli e predicatori chassidici, ma anche sarti, fornai, macellai kosher, e maestri di cheder, e rabbini, rabbini e ancora rabbini, studiosi di Torah, Talmud e Mishnah e Ghemarah, devoti scrupolisissimi e santi lunatici. E poi guardiani dei bagni rituali, e goyim polacchi e russi più o meno antisemiti, perché l'antisemitismo, dietro la briosità e l'ironia del racconto è sempre presente, come lo il costante timore degli ebrei verso i goyim. La discriminazione nei momenti critici della storia può infatti trasformarsi in furia cieca e distruttiva verso i figli di Israele, in pogrom che spazzano via individui e comunità.
Fu pubblicato postumo, nel 1946, e non ho capito se doveva essere la prima parte di una sorta di autobiografia. Non so neanche se Singer fu pienamente a conoscenza della distruzione degli ebrei d'Europa. Intuì qualcosa, ma forse non seppe di Oświęcim.