Il quieto settembre loanese viene spezzato da un evento drammatico e teatrale: il cadavere della proprietaria di un negozio per animali viene ritrovato su un balcone di Palazzo Doria, sede del Comune. Il maresciallo Marmotta non ha un compito facile: deve scoprire, oltre al movente, anche come la vittima possa essere finita in un posto apparentemente così inaccessibile. Per sua (s)fortuna, collaboreranno alle indagini la cocciuta settantenne Berta Riccardi, il suo fascinoso ma sfigato figlio Davide Traverso e l’amico giornalista e palloniforme Marco Castello. Attorno a loro, una variegata umanità che parte da una ex fiamma olandese di Davide, passando da un cugino scroccone ed anticonvenzionale, per approdare ad un mondo caleidoscopico di metallari di provincia. E – sullo sfondo – il gerbillino Roddy li osserva tutti, sorridendone con la sua bonaria arguzia da roditore. La Loano post-vacanziera, archiviata la leggerezza del periodo balneare, si trova alle prese con inspiegabili delitti cui volge la propria attenzione, mai dimenticando la semplicità dei gesti, la familiarità dei luoghi e la genuinità dei piatti della tradizione, siano essi più elaborati oppure cibo da strada, come i cartocci pieni di deliziose frittelle di baccalà.
La protagonista de La legge del baccalà, che definirei un “giallo culinario”, è Berta Riccardi, ultrasettantenne con lo spirito di una ragazza, che abita a Loano, in Liguria. Con lei il figlio Davide, quarantenne non ancora cresciuto, e una piccola ma curiosa serie di personaggi simpatici che vivono nella cittadina di provincia, messa in allarme da un omicidio piuttosto plateale. Sulle tracce dell’assassino si mettoeranno, oltre alla protagonista, anche l’amico giornalista Marco e il maresciallo Marmotta. La trama si sviluppa agevolmente in un intreccio di storie parallele, tra Britte , l’olandesina in stato interessante, che arriva a sconvolgere il tranquillo tran tran di Davide e della Berta, le incursioni del maresciallo Marmotta, del brigadiere Lo Prete e del collega altoatesino, le surreali conversazioni con Gennaro Cruocolo detto “U Genna” e l’adorabile gerbillo Roderico detto Roddy.