Springfield, Massachusetts. L'agente dell'Fbi John Bay, entrato in crisi dopo la morte in un incidente della moglie Lucy, sembra avere trovato un nuovo equilibrio, anche grazie ai successi professionali raccolti insieme al collega Simon Lower. Ma i tormenti non sono finiti: ad attenderlo ci sono l'improvvisa morte di Simon e le indagini sull'Annegatore, uno spietato serial killer ossessionato dall'acqua. Un folle che vuole "purificare" le sue vittime dalle loro colpe, e per il quale lo stesso John diventerà il bersaglio più importante.
Ho vinto questo libro in un giveaway indetto dalla pagina facebook della Leone Editore e sono molto soddisfatta di questa lettura. Ringrazio vivamente la casa editrice per avermi permesso di scoprire e leggere questo libro e di conoscere un autore emergente meritevole di fiducia.
L'ultimo respiro è un thriller ben pensato e costruito. Nulla è lasciato al caso, tutte le domande trovano risposta capitolo dopo capitolo. La trama è intrigante e lo stile di scrittura coinvolgente e mai pesante. Le descrizioni sono accurate ma non eccessive e permettono di immaginare la situazione descritta fino all'ultimo dettaglio. Sono stata positivamente sorpresa dalla precisione con cui l'autore ha narrato la storia! John è un protagonista davvero ben caratterizzato ma, devo essere sincera, in realtà tutti i personaggi mi hanno convinta. Ho letto molti thriller fino ad ora e, proprio per questo, sono diventata molto esigente. È facile che le trame siano accattivanti ma che si perdano nella realizzazione finale e mi deludano. In questo caso, trovo che Luigi sia stato davvero bravo. Anche se l'identità del killer non mi ha colto completamente di sorpresa, ho apprezzato molto il modo in cui la verità è stata rivelata. Tutte le tessere del puzzle hanno trovato il loro posto... tutte tranne una. Il libro, infatti, ha un finale che lascia la porta socchiusa. Che questo lasci ben sperare in un possibile seguito? Se così fosse, non me lo lascerei assolutamente scappare!
Un thriller ben costruito, con un intreccio che parte in sordina, lento e scandito in modo regolare, per poi divenire più incalzante nelle ultime fasi: aspetto tipico del thriller. Un bel colpo di scena finale. Qualche luogo comune soprattutto nei capitoli iniziali.
Siamo a Springfield in Massachusetts - no non siamo alle prese con una vicenda di Homer Simpson, lo so che lo avete pensato - l'agente dell'FBI, John Bay, sembra essersi da poco ripreso da una grave crisi in cui era sprofondato dopo la morte della moglie Lucy, per un incidente. Sopravvivere non è facile, vivere quotidianamente il presente diviene un incubo reale, il nostro protagonista sembra soffocare negli eventi e solo grazie ai colleghi di lavoro sembra piano piano riprendersi. Ma l'universo a volte tende a giocare brutti tiri, dopo che ne aveva già dati e il brutto tiro che gioca a John è un nuovo tipo di dolore, la morte del collega e amico fraterno Simon.
Come se non bastasse il nostro protagonista è alle prese con un caso abbastanza difficile, è sulle tracce di uno spietato serial killer, individuo folle ossessionato in maniera perversa dall'acqua. Il soggetto ignoto sembra in realtà seguire una sua logica, un suo schema rituale; i suoi omicidi sono frutto di una missione, come l'angelo della morte, deve compiere quegli atti per un rituale specifico e solo in quel modo c'è la possibilità di trovare la pace.
Ma quando il male mette gli occhi su di te? Pagina dopo pagina non sembra esserci via di uscita quando il nostro protagonista si ritrova a diventare il bersaglio dello stesso serial killer, se da una parte c'è il dovere di trovare e fermare quel folle sadico, dall'altra c'è il bisogno di trovare una soluzione per salvarsi, nonostante tutto. Il romanzo sembra essere un continuo sussurro, sembra ascoltare tantissime voci rischiando di portarci fuori strada. L'abilità di Luigi Martinuzzi è quella di creare fili sottilissimi di imbrogli e sotterfugi, di insinuare dubbi nella nostra testa, di darci false certezze che vengono poi subito smontate poco dopo. Nulla è come sembra in questo romanzo e l'autore sembra farsi beffa di noi.
John aveva intuito bene; quella telefonata era proprio per lui. Dall'altra parte c'era l'assassino che stava cercando. I suoi nervi erano tesi come le corde di un violino. Stringeva la cornetta così forte che sembrava potesse frantumarsi da un momento all'altro.
Il gioco che si crea tra protagonista e antagonista è interessante da visualizzare, ci si scontra e incontra tra dialoghi brevi e descrizioni molto dirette. Il ritmo è un continuo altalenarsi tra voglia di continuare a leggere per capire la soluzione e voglia di non finirlo troppo in fretta. Appassionante, interessante come un autore al suo primo esordio abbia creato uno schema mentale, una figura precisa di un killer che lascia il segno in maniera cruda. Appassionante la visione di come l'acqua venga utilizzata come arma di tortura e assassinio.
L'ultimo respiro ci lascia senza fiato in un thriller adrenalinico, che per un attento lettore si può leggere tranquillamente in poche ore. Il ricordo che rimane, la sensazione che ci attende è la voglia di scoprire nuove trame e intrighi dell'autore, la voglia di conoscere affondo la sua follia e la sua magia.
"Cambiavano i volti, cambiava il sesso, cambiava il luogo sul quale erano state sistemate le vittime, ma non cambiava assolutamente l'effetto che faceva vederle la, ridotte in quel modo ."
L'agente dell' FBI John Bay insieme al suo collega e amico Simon Lower sono i migliori agenti del FBI di tutta Sprigfield. Hanno risolto innumerevoli casi. Questa volta però John Bay dovrà cavarsela da solo nel risolvere un caso davvero difficile perché Simon è costretto a volare in Spagna perché il suocero non sta bene.
A Springfield c'è un nuovo serial killer chiamato l'annegatore. Riuscirà la squadra dell' FBI di John Bay a catturarlo?
Questo è il primo libro di Luigi Martinuzzi e si nota una certa maturità nella stesura della storia. Ogni tassello è ben studiato, scelto accuratamente in modo da tenere il lettore attaccato alle pagine.
Le pagine finali sono incalzanti ricche di colpi di scena e suspense. La scrittura è pulita, senza descrizioni superficiali tutto ciò che è stato scritto serve alla storia e ai personaggi, affinché si capisca la loro evoluzione e il modo di ragionare per raggiungere la verità. Si percepisce tutto il lavoro che c'è stato dietro la stesura di questo romanzo.
Un thriller che manca di un pizzico di adrenalina ma che stuzzica la curiosità del lettore.
Il finale è una bomba e vi lascerà a bocca aperta.
Sono molto curiosa di leggere il prossimo libro di questo autore italiano! Ci sono autori italiani che sono molto bravi però secondo me non vengono notati abbastanza.
Ho appena terminato questo libro pieno di suspence e mi è piaciuto molto. È un thriller avvincente che ti lascia con il fiato sospeso dall'inizio alla fine. Lettura scorrevole, belli i personaggi in particolare John Bay e finale decisamente a sorpresa. Ho già letto "la ragazza nello specchio" dello stesso autore e li consiglio entrambi! Buona lettura!📚📚📚
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L'ultimo respiro di Luigi Martinuzzi è un ottimo thriller da leggere sotto l'ombrellone. John Bay vi terrà compagnia durante i pomeriggi afosi in riva al mare ma non preoccupatevi... ci penserà l'Annegatore a rinfrescarvi con un bagno da lasciarvi senza fiato.
Un thriller ben costruito, con un intreccio che parte in sordina, lento e scandito in modo regolare, per poi divenire più incalzante nelle ultime fasi: aspetto tipico del thriller. Un bel colpo di scena finale. Qualche luogo comune soprattutto nei capitoli iniziali.