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La strada del ritorno è sempre più corta

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L'estate in cui Vera ha cinque anni è una girandola di avventure. Vera è sfacciata e sognatrice: gioca a nascondino con l'amico immaginario Ringo Starr e da grande vuole fare la camionista, come il nonno, per scoprire dove finiscono tutte le strade del mondo. Oltre ai capelli rossi – della stessa tinta con cui i bambini colorano i cuori –, ha ereditato dal papà libraio la passione per le storie: riempie pile di fogli di una scrittura immaginaria per raccontare favole di calzini parlanti e piante grasse dimagrite. Quella dei suoi cinque anni è anche l'ultima estate che trascorre insieme al padre Giordano. Oggi Vera ha trent'anni, ed è una celebrità della tv: inventa oroscopi irriverenti e graffianti, specie per i nati dello Scorpione, segno zodiacale dell'ex fidanzato che l'ha appena lasciata, mettendola di colpo davanti a tutte le sue fragilità. Perché Vera è cresciuta senza un genitore, ed è come se fosse a metà: ha avuto in dotazione un solo braccio e un solo orecchio, una sola gamba e un solo occhio, e ha riempito tutto quel vuoto di sarcasmo e finta imperturbabilità. Di suo padre non sa nulla: la madre Lia, credendo di proteggerla e di proteggersi, ha preferito dimenticare. Ma quando riceve un centinaio di pagine scritte da Giordano durante gli ultimi mesi di vita e che parlano proprio di lei, dell'eccentrica Lia che si è ribellata alle leggi ancestrali della provincialissima Campobasso, e della nonna Santa, che ha consacrato la propria vita ai figli, Vera è investita da una sfida: il libro è senza finale. Lei adora gli inizi e odia la responsabilità della fine, eppure è la sola che potrebbe completarlo, è un'occasione unica per incontrare tra le pagine quel padre mancato, e per capire cosa accadde quell'estate in cui tutto è cambiato. La strada del ritorno è sempre più corta è un romanzo pieno di luce e di ironia, che racconta l'amore, la perdita e la trasformazione. La giornalista Valentina Farinaccio, qui al suo folgorante esordio narrativo, racconta con una lingua cangiante come attraversare il dolore sia l'unico modo per uscire salvi e interi, dall'altra parte. Ma questa storia è anche una dichiarazione d'amore per i libri e le eredità che vi passano attraverso, un atto di fiducia nell'eternità della letteratura.

216 pages, Paperback

First published August 30, 2016

3 people are currently reading
90 people want to read

About the author

Valentina Farinaccio

8 books16 followers
Valentina Farinaccio, nata a Campobasso e residente a Roma, è giornalista e critico musicale. Lavora per Auditorium TV, la web tv dell'Auditorium Parco della Musica di Roma, e collabora con "Il Venerdì di Repubblica". È autrice del libro-intervista La sindrome di Bollani (2009) e di Yesterday. Storia di una canzone (2015).

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1 star
4 (3%)
Displaying 1 - 26 of 26 reviews
Profile Image for Lorena.
228 reviews
December 29, 2019
Un libro tristón, bien escrito, pero que no me ha parecido gran cosa. La historia de una familia y sus desgracias narrada desde tres puntos de vista, y que se hace algo lenta y repetitiva.
Profile Image for Antonella Imperiali.
1,271 reviews143 followers
May 10, 2019
Quando metti al mondo un figlio pensi soltanto a una cosa, che farai in modo che le pene e le paure e le debolezze non lo tocchino mai. E poi scopri che anche i bambini hanno da portare in spalla la loro parte di sofferenza. Che a ciascuno spetta la sua dose di dolore: a una madre, quella sbagliata di perdere un figlio; a una moglie, quella eterna di veder morire un marito; a una figlia, quella ingiusta di crescere senza un padre. In tutti i casi la certezza, imprevista, di tornare soli.

Nonostante abbia letto molte recensioni che hanno letteralmente stroncato questo romanzo, in tutta franchezza devo dire che a me è piaciuto, e molto.
Mi è piaciuta la scrittura e mi è piaciuta l’ambientazione inconsueta: Campobasso, in Molise.
E ho consumato qualche fazzoletto, lo confesso, perché le vicissitudini narrate mi hanno toccata da vicino.

Solo un tratto della storia, verso la fine, e comunque non le ultimissime pagine, mi ha disorientata (e ha fatto calare di una stella la mia valutazione): una situazione che ho trovato leggermente (ad esser gentile) paradossale, assurda, un po’ (tanto) tirata per i capelli, come fosse stata partorita da una mente distorta. O forse l’autrice ha voluto intendere che da alcune persone, in particolari momenti, puoi, anzi devi aspettarti di tutto. Anche quello che qui viene raccontato.
Tutti sapevano, nessuno sapeva...
Ma il dolore (e la speranza) fanno compiere azioni strane; poi, quando la fine giunge ed è irreversibile, generano dolorose accuse senza senso.
Sofferenza su sofferenza, quindi.

Forse è per questo che Lia, uno dei personaggi principali, preferirebbe dimenticare... perché c’è una bella differenza fra il dimenticare e il non voler ricordare. C’è di mezzo un mare che si chiama dolore. E questo dolore Vera, sua figlia, lo vuole conoscere. È un braccio di ferro, è uno strazio, ma alla fine la storia, quella di Lia e di Giordano, delle loro famiglie, del loro amore, del loro calvario, inventata o reale che sia, viene fuori, perché proprio Vera deve scrivere la fine del libro del padre rimasto incompiuto.
Ed è necessario sapere perché ci possa riuscire. Dura, molto dura.

Rimane il fatto che questo romanzo mi ha fatto passare brutti momenti, ma mi ha fatto ricordare anche molte cose belle. E a questo ho voluto aggrapparmi nel leggere: alle cose belle. Così a volte sono riuscita anche a sorridere per la leggera ironia che si incontra di tanto in tanto o a imbestialirmi per alcuni atteggiamenti dei personaggi.

Un’altra cosa: in questo romanzo si parla tanto di musica, di canzoni... ma soprattutto di libri. Se ne parla con amore e con tutto il rispetto possibile per la letteratura.
Vi pare poco?


🇮🇹 LdM 2019 - Regione: Molise
🔤 RC 2019 - Scarabeo (strada)
🤔 RC 2019 - Esimio sconosciuto
📚 Biblioteca
Profile Image for Sara maria Serafini.
Author 8 books41 followers
May 21, 2020
Non avevo letto nulla di Valentina Farinaccio. Mi è venuta voglia leggendo i suoi post su Facebook, così ho scelto "La strada del ritorno è sempre più corta" (Mondadori) e dentro ci ho ritrovato quella capacità che mi aveva affascinato: riuscire a raccontare il semplice, la bellezza delle cose piccole.
Un libro che parla del dolore della perdita, della famiglia e dei modi buffi che a volte i famigliari hanno per ignorare questo dolore.
Profile Image for Martola.
90 reviews10 followers
December 8, 2016
...credo che se da un libro ci si aspetta tanto, se si pretende che arrivati all'ultima sillaba, si avverta un cambiamento e non sempre ciò accade, quando si trova quello che fa scattare la molla, beh, allora vale la pena raccontarlo e consigliarlo.

E niente, cominciamo. Ci sono tre donne. E un uomo.
La prima a prendere la parola è Vera, la terza donna innamorata dello stesso uomo: Giordano, suo padre. E' un amore che fa costantemente a pugni con l'odio, il suo. A cinque anni, come a trenta, quando sarà costretta a rimettere insieme i pezzi del puzzle della propria vita.
La seconda donna è Lia, che poi è anche la seconda innamorata dello stesso uomo: Giordano, suo marito. Lei costumista, lo conosce durante una serata a teatro, e dopo il primo ciao, per anni proverà per lui solo amore, fino alla fine.
La terza voce è quella di Santa, la prima donna innamorata dello stesso uomo: Giordano, suo figlio.
Giordano Lorenzini fa da sfondo a tutto questo. Un po' come Campobasso, la città in cui si svolgono le vicende narrate. Giordano resta dietro, sfocato, eppure è il protagonista. E' lui il padre che se n'è andato quando sua figlia aveva appena cinque anni, che l'ha lasciata crescere a metà, con un solo braccio, un solo orecchio, “una chiappa a scelta e il piede col callo”. Perché è così che si sente, Vera.

Parla di Amore, di amore vero, storto. Non c'è niente di perfetto, niente di allineato, in questa storia. Amore di tutti i giorni. Che a volte non siamo bravi a riconoscere e che altre, invece, vorremmo tanto non dover riconoscere. Di quello che fa male, che non comprendiamo, di quello che pensiamo ci stia logorando, di quello che spesso ci sembra non sia abbastanza. Di gesti innati, come mani che spostano un ciuffo di capelli che cade di continuo sulla fronte; e poi amore che rende liberi, che sa lasciare spazio alla solitudine che arricchisce.
Parla del fatto che quando finisce ci lascia stremati sul divano per intere serate, senza neanche aver voglia di alzarci per lavare i denti. Di momenti infiniti in cui stiamo fermi....

continua su: http://sullungomaredellibro.blogspot....
Profile Image for Stefania Crepaldi.
232 reviews44 followers
January 9, 2018
Primo romanzo dell'anno a cui assegno cinque stelle.
Questa storia ha talmente tante caratteristiche interessanti che ho dovuto lasciar sedimentare un po' la lettura, per mettere in ordine i pensieri.

Non conoscevo l'autrice, né mi ero mai imbattuta prima in questo titolo in qualche libreria fisica. Quindi ecco che, come al solito, alcune delle migliori esperienze di lettura si vivono grazie al passaparola di amiche preziose, buongustaie e raffinate selezionatrici di opere meritevoli.

La storia è ambientata in una delle regioni meno rappresentate in letteratura d'Italia: il Molise.
Quindi primo punto a favore: ambientazione assolutamente originale, presentata da una scrittrice autoctona, che restituisce al lettore una visione soggettiva - e per questo motivo altamente preziosa - di Campobasso e del territorio circostante.

Il romanzo si apre con una prima parte che il lettore non capisce appieno, perché sembra dare un determinato taglio alla storia che poi in realtà si perde e si confonde con la seconda parte. All'inizio infatti il lettore conosce la voce di tre donne: Vera, una bambina di cinque anni; Lia, la madre, una donna di trentacinque anni; Santa, la nonna, sessant'anni. Sullo sfondo Giordano la figura maschile, il figlio, l'amato marito, il padre, destinato ad incontrarsi con la morte nel massimo della vita.

Conosciamo Giordano attraverso le parole delle donne che lo hanno amato in modo incondizionato per gli anni che hanno potuto, che lo restituiscono al lettore con i difetti, i pregi, le virtù e i tradimenti.

Nella seconda parte invece, inizia la vera storia, il viaggio dell'eroe che vede protagonista Vera, ormai trentenne, che si ritrova a fare i conti con una vita a metà, con un'assenza che nel tempo è diventata odio, incertezza, dubbio.

Vera, che è un personaggio televisivo di spicco, sarà costretta a tornare indietro nel tempo e con la memoria per completare il manoscritto che il padre aveva iniziato a scrivere poco prima della sua morte. E così la protagonista proverà a conoscere il padre per la prima volta, riscoprendo sprazzi di memoria dei suoi cinque anni che credeva sepolti per sempre.

Ad aiutarla in questo lungo e doloroso viaggio ritroviamo Lia, una madre eccezionale, coraggiosa, che si mette totalmente a nudo, restituendo al lettore una testimonianza di amore realistico, concreto, assoluto.

Una donna che rimane vedova così giovane dell'amore della sua vita è una protagonista intensa, che commuove e insegna: "Perché quando una persona se ne va, non ti manca mai la sua figura intera, ma il dettaglio. E del dettaglio, la sua vicinanza."

Dal punto di vista tecnico questo romanzo diviene fondamentale per tre motivi principali:

- Il primo è l'ambientazione. Come ho detto in apertura, non occorre ambientare la storia a NY per dare completezza e respiro al mondo narrativo. Il segreto sta nel restituire al lettore un mondo che si conosce bene, perché lo si è vissuto, lo si porta dentro tatuato nella carne.

- Il secondo è la struttura. Proseguendo nella narrazione si comprende infatti che la prima parte è il manoscritto impostato da Giordano che arriva come eredità alla figlia. Il lettore si ritrova a mettere a confronto la realtà della morte dell'uomo con la resa fantastica che aveva scelto di restituire al pubblico. Molto interessante il cambio di stile e la capacità dell'autrice di scrivere in modo diverso le due parti, creando una cesura netta.

- Il terzo è il messaggio. Raramente ho letto romanzi che parlano di morte e che risultano al tempo stesso intelligenti, interessanti senza mai scadere nella banalità. Questa storia fa riflettere sulla fugacità, sulla concezione del tempo, sull'intensità dell'amore che nonostante l'assenza rimane, penetra nella pelle e si cela in un angolo del nostro essere fino a quando un ricordo, un sogno, un dettaglio, lo riporta alla memoria e ci restituisce la persona amata, consolandoci almeno temporaneamente della sua assenza.

Questo è un romanzo che parla di identità, radici e maschere. Maschere che indossiamo quando non vogliamo scendere a patti con il dolore, maschere che portiamo per non riconoscere la nostra vera natura, perché cambiare radicalmente la nostra vita, abbandonando la via facile mostrerebbe al mondo il fallimento degli anni passati a rincorrere un miraggio.

Assolutamente consigliato.

Profile Image for Mariaelena Di Gennaro .
524 reviews141 followers
January 4, 2026
"Quando si fanno i conti con la morte di qualcuno, quel male, quell’angoscia che preme sul respiro non è altro. È solo paura di dimenticare.
Pure nel dolore, siamo egoisti."

"La paura di entrare con tutto il corpo nella sofferenza, che è l’unico modo che c’è per attraversarlo, il dolore, e uscire salvi e interi, dall’altra parte."

4,5⭐️ per un altro libro che ho amato tanto nel mio 2025 di letture❤️

Una delle cose che amo di più nei libri è questa: la capacità di sorprendermi.
Ed è proprio quello che ha fatto questa storia, scritta magnificamente da Valentina Farinaccio e piombata nella mia vita di lettrice per caso, grazie al consiglio prezioso di una collega libraia.

Mi ha fatto tanto male, ma nel modo più giusto del termine, se posso dire così. Ho accarezzato la sofferenza insita in queste pagine mescolandola alla mia, senza strazio, senza strepito, solo con una struggente delicatezza e un'impagabile sensazione di "sentirsi capita". Ecco cosa mi è successo.
Ho compreso e visto il cuore lacerato di Lia, la rabbia di Vera, ho guardato da vicino senza poter capire del tutto il dolore di Santa rivedendoci quel buio che ho scorto per due anni negli occhi stanchi di mia nonna e dal quale fuggivo, impaurita.

Ma ci sono anche risate in questa storia e, soprattutto, un amore sconfinato che trabocca da ogni pagina.
Che bellezza❤️
Profile Image for Carmen.
6 reviews
November 18, 2023
Vera, appassionata scrittrice di storie che si guadagna da vivere inventando oroscopi, un giorno riceve un manoscritto che le stravolgerà la vita: un'autobiografia familiare che il padre, Giordano, aveva iniziato a scrivere poco prima della sua morte.
Per portarla a termine, Vera dovrà tuffarsi negli abissi del suo passato scoprendo verità nascoste e inaspettate legate all'estate in cui, a soli cinque anni, ha perso suo padre.
Un romanzo commovente in cui Valentina Farinaccio esplora diverse sfaccettature dell'amore.

_"Lascio quasi tutto nella tazzina, ora, dopo appena un sorso... E svuoto quel che resta nel lavandino. Svuoto anche me, da quel ricordo. Che uno si dice addio, in un giorno d'ottobre che pare estate, e poi passa dei mesi lunghissimi a fare i conti con tutto quello che dell'altro ha imparato. Poi rovisto nel borsone, recupero il manoscritto di mio padre. Cerco di trovare la forza di dimenticare l'uomo che amo, leggendo meglio il modo in cui Giordano e Lia si amarono."_
Profile Image for Massimo.
317 reviews
May 23, 2019
E' un libro originale che narra la stessa storia (gli ultimi giorni e la morte di Giordano) vista dal lato della madre, della figlia e della moglie.
La prima parte mi è piaciuta di meno: è un pò didattica, costruita a tavolino.
La seconda è molto più "avvincente", con piccoli colpi di scena che ti coinvolgono e ciò che sembra chiaro non lo è più, fino ad arrivare al finale quasi a sorpresa!
Lo stile mi è piaciuto di meno, è diretto, troppo di condivisione dei sentimenti ed emozioni dei protagonisti.
Profile Image for Marius Romano.
67 reviews3 followers
June 16, 2018
Basta comprare libri sulla spinta di blogger entusiasti.
Il romanzo aveva del potenziale, ma non è stato sviluppato in modo interessante.
Lo stile è frettoloso, i personaggi poco approfonditi e la prosa noiosa.
Fra l'altro l'autrice deve migliorare nell'uso del linguaggio e delle metafore, poiché i capelli color salsa di pomodoro sono terrificanti.
Meglio dimenticarsi di questo romanzo.
Profile Image for Sugar Free.
222 reviews4 followers
December 16, 2017
Ho comprato il libro in versione epub.
Inizio col dire questo perché sono sempre più sconcertata dalla differenza di prezzo fra le case editrici “famose” e le case editrici “new entries”.
Non sono differenze da poco se due libri di 200 pagine vengono venduti uno al prezzo di 18,00 euro copia cartacea (questo qui ad esempio) e l’altro a 12 euro.
Secondo me c’è qualcosa che non va nei prezzi.
Detto questo, salto la copertina perché un materasso rosa shocking su sfondo azzurro cielo mi fa venire gli occhi del porca troia: le solite copertine cazzute alla Banana Yoshimoto che non dicono niente.
Ma un libro non si giudica dalla copertina, dunque via nelle vicende di Vera che perde il padre (scrittore fallito che continuerà a perseguitarci come un fantasma per tutto il romanzo), che inizia a odiare Campobasso e la madre tiranna, che se ne va in città ma “la città è cattiva e gli amori sono sbagliati” e da qui via in una vita da giornalista che ama fare oroscopi e odia a morte gli Scorpioni perché il suo ex era dello Scorpione (sottotitolo: e allora? A me stan sul culo i Gemelli, ma non ne faccio un dramma)..
E poi la riscoperta, il mistico riscatto nel ritorno alla fulgida provincia coccolosa che risolve ogni problema e ridà amore, speranza e vita.
Tutto quanto strasimile al vissuto dell’autrice: Valentina è di Campobasso, è andata a vivere a Roma, ha avuto delle storie finite male (una con un tipo dello Scorpione), è appassionata di oroscopi, fa la giornalista e ha riscoperto la natia Campobasso.
Vera idem, con aggiunta scenica della prematura morte del padre.
Se questo libro fosse una canzone sarebbe “I provinciali” dei Baustelle (morire la domenica, provincia storica...), se fosse un’imitazione di sicuro diventerebbe una scopiazzatura di “Alla ricerca del tempo perduto” di Proust, se fosse un film sarebbe “Bridget Jones abita a Campobasso ma non becca dei gran bei manzi come Darcy”.
Un appunto però devo farlo sullo stile: ma cos’è questo abuso di virgole e punteggiatura?
I revisori non esistono più?
Certi autori devono rendersi conto che troppe virgole appesantiscono la lettura, unite soprattutto ad una scelta di narrazione da scuola elementare.
Stesso effetto di “I love shopping”: senza infamia e senza lode.
216 pagine che se ne vanno così, senza lasciare una vera impronta, come fanno tanti romanzi editati in questi ultimi anni.
E ciò che mi resta davvero sullo stomaco sono due cose.
La prima è l’incipit, brutta ripresa del capolavoro di King “Stand by me”; la seconda era se nel racconto inserire questa similitudine fosse proprio necessaria:

“Di lui ricordo i capelli, rossi come i miei. Accesi, come una macchia di sugo sulla tovaglia bianca della domenica.”
Profile Image for Roberto Buono.
105 reviews4 followers
June 6, 2017
Ho conosciuto Valentina Farinaccio per mano di Erica Mou, nota cantautrice italiana che, tra le tante, ha anche scritto una canzone su questo libro, dall'omonimo titolo. Su un noto social network, la cantante pugliese consigliava caldamente questo manoscritto perché scritto in modo sincero, sentito ed appassionato.

Incuriosito da questo commento, ho deciso di acquistare il libro e di assistere alla presentazione dello stesso in una nota libreria napoletana. Lì l'autrice molisana ha iniziato a leggere qualche passaggio del suo capolavoro e a rispondere alle domande dei fan più accaniti. Che dire, è stato amore sin dal primo momento.

Il libro narra le vicende della famiglia Lorenzini e dei rapporti fra le tre donne che la compongono (Santa, Lia e Vera) dopo la morte del suo capostipite, Giordano, per mano di un tumore allo stomaco.
L'incipit del libro si incentra sul passato di queste tre donne, facendo comprendere al lettore i comportamenti e i caratteri delle protagoniste e le vicissitudini che queste hanno affrontato durante la propria esistenza.
La seconda parte del libro, invece, si focalizza su Vera, figlia di Lia e Giordano e nipote di Santa, ormai cresciuta (al principio del libro, infatti, Vera ha cinque anni, mentre adesso ne ha compiuti ben trenta).
Vera ha vissuto un amore longevo ma fallimentare e non riesce, dopo ben dieci mesi, a superare questa crisi amorosa. Come se non bastasse, un bel giorno riceve un manoscritto firmato dal padre defunto, che egli ha consegnato in punto di morte a suo padre, il nonno di Vera. Giordano, infatti, ha chiesto a Gesualdo, suo padre, di consegnare tale documento a Vera nel momento più idoneo, e cioè dopo vent'anni dalla sua morte. Vera, quindi, attraverso le narrazioni della madre che mostrano una Campobasso pettegola e sadica, verrà a conoscenza di una parte della morte di suo padre, che lei ignorava. Questo passaggio permette a Vera di comprendere la differenza fra "DIMENTICARE e NON VOLER RICORDARE". Nell'ultimo capitolo, il libro presenta una storia nella storia, poiché c'è un mistero che aleggia sulla morte di Giordano Lorenzini.

Questo libro mi ha fortemente toccato perché più sfogliavo le sue pagine e più mi sentivo il protagonista della storia. L'opera, di fatti, tratta i temi più disparati: la morte di un genitore, la fine di una storia e la passione per la lettura (Giordano possedeva una libreria nel pieno centro del capoluogo molisano dove sono ambientate alcune storie del libro).

"L'unico modo per superare un dolore è affrontarlo."
Profile Image for Gabriel Rolland.
113 reviews5 followers
June 1, 2017
La tragica morte di un giovane uomo vista attraverso gli occhi delle sue tre donne: la figlia, la moglie e la madre.
Il romanzo è piacevolmente ricco di citazioni letterarie e musicali.
Profile Image for Francesca .
175 reviews
May 9, 2019
Recensione completa https://tiserveunlibro.blogspot.com/2...

" Non avrei trovato i colori giusti w il colore, quando sei bambino, prescinde dalla realtà: fotografa l'anima con un'esattezza disarmante."

" La paura di entrare con tutto il corpo nella sofferenza, che è l'unico modo che c'è per attraversarlo, il dolore, e uscirne salvi e interi, dall'altra parte."

" E fu il periodo migliore, per noi due: il momento in cui colui che ami scende finalmente dall'alto dei cieli per incarnarsi in uomo normale e darti la tua dose di banalissima e pure noiosissima felicità."

" Quando metti al mondo un figlio pensi soltanto a una cosa, che farai in modo che le pene e le paure e le debolezze non lo tocchino mai. E poi scopri che anche i bambini hanno da portare in spalla la loro parte di sofferenza. Che a ciascuno spetta la sua dose di dolore."


Vera è una bambina di cinque anni quando, in un'estate dei primi anni Novanta, resta orfana di suo padre Giordano, portato via da uno spietato tumore al cervello.
Vera ha ricordi confusi e spezzettati di quei giorni, e ormai adulta vorrebbe rimettere insieme i pezzi di un puzzle accantonato troppo a lungo, ma per farlo le occorrono i racconti di Lia, la sua stravagante madre.
Le voci di tre donne si alternano nel raccontare la malattia e gli ultimi giorni di Giordano, giovane bibliotecario amato da Lia sua moglie, Vera sua figlia, e Santa sua madre.

Valentina Farinaccio, al suo primo romanzo (uscito per Mondadori nel 2016), affronta tematiche serie come la malattia, la morte, la perdita di una persona cara in giovane età, in un modo mai stucchevole, mai pesante, mai angosciante.
La sua scrittura vola leggera come le note musicali delle ricercate canzoni che cita (Farinaccio è una giornalista musicale), dà voce ad una bimba di cinque anni, ad una giovane donna innamorata rimasta vedova troppo presto, ad una madre un pò arcigna che perde un figlio; e lo fa sempre con un velo di ironia, ma con una finezza rara nel descrivere stati d'animo e punti di vista tanto diversi quanto vicini, perchè legati da un comune denominatore che è l'amore. Un amore mai perfetto, ma non per questo meno importante, un amore che dovrebbe avvicinare e invece spesso allontana, a volte inesorabilmente e per sempre.

(continua su tiserveunlibro.blogspot.com)
Profile Image for El Marcapaginas Rojo Lourdes Rao.
142 reviews27 followers
June 23, 2019
Gracias al sello editorial Grijalbo he podido leer la última novela de la escritora italiana Valentina Farinnacio, El camino de regreso siempre es más corto. He de decir que normalmente huyo de novelas que tratan sobre las penas de la vida cotidiana. No es que no me gusten, pero muchas veces encuentro en la lectura una forma de escape por lo que la vida de personas "normales" no suele ser mi primera elección. Sin embargo, su título me atrajo y decidí nuevamente enfrentarme a otro tipo de lectura. Y nuevamente me encuentro un libro que me ha dejado un buen sabor de boca.
La novela nos acerca a la vida de tres mujeres de una misma familia. Vera una joven que perdió a su padre con 5 años. Un padre del que tiene un recuerdo muy difuso, prácticamente creado a base de lo poco que le han contado. A sus 30 años recibe la novela inconclusa de su padre y será el momento en el que se reconciliará con su madre Lia. Por otro lado, Santa ha perdido totalmente la relación con su nuera, a la que acusa prácticamente de ser la culpable de la muerte de su hijo.
Sus personajes, muy bien elaborados, son profundos, cercanos, reales al más no poder. Nos encontramos ante un libro en el que prácticamente no existen diálogos, pero no os asustéis, para nada se hace aburrido, es tan cercano, tan natural que no hacen que la lectura pesada, sino todo lo contrario.
La historia se centra en la vida de las tres protagonistas. Vera, Lia y Santa. Cada una nos contará su visión, su manera de sentir la muerte de Giordano. Tres puntos de vista distintos, el de hija, el de esposa y el de madre.
Una novela que habla sobre la vida misma. Nuestra manera de comportarnos ante situaciones que no sabemos afrontar como la muerte. Los secretos de familia que marcan nuestras vidas. El miedo a los recuerdos y a no tenerlos ante la pérdida de un ser querido.
Destaco la manera de escribir de la autora, natural, sencilla, que hace que sin apenas diálogos te introduzcas poco a poco en la vida de cada una de las protagonistas. Si es cierto que en algunos momentos se me ha hecho un poco monótona, ya que creo que alarga algunas partes innecesarias. Una novela que te hace pensar, en el dolor y las alegrías de la vida, de la familia, de lo que somos.
Una novela que encantará a aquellos que les gusten las historias humanas, sobre la familia, los valores que nos transmiten y nosotros a los demás. Una novela con la que entenderás la manera de actuar de cada una de estas mujeres ante la pérdida de un ser querido.
NOTA: 3,5/5
Profile Image for Karen.
251 reviews24 followers
June 8, 2019
3.5 estrellitas.
Por dónde comenzar, cuando leí las primeras páginas de este libro, me emocioné, tiene ese matiz que sabes se va a tornar sentimental y te hará reflexionar acerca de muchas cosas, pues no me equivoqué, a medida que iba leyendo me di cuenta que iba a ser justo como lo imaginaba.
Vera, la protagonista principal, ha recibido un manuscrito inacabado que dejó su padre antes de morir, su madre Lia le ayudará en el recorrido para desenterrar verdades ocultas que le servirán para escribir un final, tanto para ellas como para el libro.
Ambas nos guían por la historia de sus vidas, desde que Lia conoce al amor de su vida, hasta que su relación se desmorona un poco a causa de la traición y finalizando con la muerte de su esposo. Vera no se queda atrás, no puede olvidar a Fabrizio, y es así cómo se unen por el dolor, juntas lograrán poner fin a un ciclo tormentoso.
La relación entre nuestras protagonistas es caótica pero llena de amor, porque a veces así es con los padres, una historia muy bonita y humana.
Profile Image for Francesca.
354 reviews26 followers
January 24, 2019
cercavo un libro leggero e scaccia pensieri. E ho trovato tutt'altro. Forse non è stato il momento migliore per leggerlo, ANZI. Non mi aspettavo sinceramente una trama del genere e un sottofondo del racconto triste e drammatico. Ma tant'è. Alcuni guizzi narrativi sono molto belli e profondi, che meritano riflessioni. Il libro si fa leggere, perchè di fondo la struttura prende il lettore e cattura la sua attenzione. E poi vuoi sapere come andrà a finire. Lo consiglio, il libro merita, dal mio punto di vista. Ma ecco, occhio solo al periodo in cui vi immergete nella lettura. Se siete già tristi, preoccupati per qualcosa, pieni di pensieri, in ansia....ecco evitate. Rimandate.
Profile Image for Donatella Zuccaro.
270 reviews1 follower
November 14, 2021
Non male come lettura. Non avevo mai letto nulla di questa autrice e per curiosità ho cominciato a leggere questa storia, una storia familiare, con sentimenti e parole che attraversano anche il velo dell'aldilà. Con le parole di Giordano, Vera scopre e riscopre pezzi della sua storia, di quella di Lia, la madre, e di nonna Santa tre donne intense, estreme, ognuna a modo proprio. Alcuni tratti sono commoventi, altri hanno uno strato di umorismo cosparso sopra vicende o anche descrizioni di una Basilicata che Vera riscopre. Una lettura gradevole, non complicata (magari alcuni paragoni sono... così e così, ma nel complesso non disturbano, io li ho letti in chiave umoristica).
Profile Image for Margareth York.
83 reviews3 followers
March 18, 2018
Penoso.
L'ennesima storia di prpvincia che occhieggia "Il ragazzo della via Gluck" versione femminile.
Un libro che sembra scritto da una bambina dell'asilo e non da una persona adulta.
I capelli color salsa di pomodoro, quelli non li dimenticherò mai.
Profile Image for Ofelia Deville.
18 reviews1 follower
March 29, 2018
Ho comprato questo libro dopo una recensione entusiastica di una blogger abbastanza nota.
Peccato, perché ho buttato via tempo e soldi.
Il libro non comunica niente, è scritto in modo parecchio infantile, non è fresco e non mi ha emozionata.
Non lo consiglio.
Profile Image for Jacopo F..
69 reviews3 followers
August 10, 2018
Ci sono modi diversi di parlare di un lutto.
Si può fare un diario, un romanzo epistolare o un romanzo di formazione come questo che però ha la pecca di perdersi in momenti di calma piatta e banalità linguistica.
L'autrice poteva fare un lavoro migliore.
Profile Image for Alice. .
203 reviews26 followers
November 19, 2016
" Provate ad ascoltare soltanto, stando muti per una volta, quel che il futuro, di incantevole, ha da raccontarvi"
501 reviews5 followers
September 8, 2021
Se nulla sappiamo delle nostre origini, come possono averci plasmato, aver fatto di noi quello che siamo?
Profile Image for Cristina Benedetti.
49 reviews8 followers
October 25, 2023
Recensione completa QUI: http://cristinabenedetti.blogspot.it/...
Tre donne, tre punti di vista, tre diversi tipi di dolore, tre vite che ruotano attorno a un uomo e alla sua morte: Vera, una figlia privata del padre a soli cinque anni, Lia, una moglie che perde la sua metà e Santa, una madre che ha fatto dei figli la sua unica ragione di essere e che si trova ad affrontare la più grande delle perdite: la morte di un figlio.
Il romanzo inizia con tre storie diverse ma uguali, tre punti di vista differenti della stessa situazione: la scoperta della malattia di Giordano e la sua perdita.
Un libro che parla di dolore, malattia e sofferenza ma anche di amore, speranza e famiglia.
Ho amato le donne di questa storia: Vera che sembra un puzzle incompleto, Lia che si arrocca in se stessa per non manifestare il dolore che prova e Santa così tenace e dura, incapace di gestire una perdita tanto grande e convinta di essere l’unica a soffrire.
La Farinaccio delinea tre figure femminili bellissime e imperfette, speciali e uniche, piene di sfumature, contraddizioni, emozioni e vita.
Personaggio principale anche se assente è Giordano, un uomo che ho adorato proprio perché prende vita grazie ai ricordi di Lia e Santa.
Taciturno e intelligente, amante dei libri e della buona musica, affascinante e sfuggente, sembra quasi irraggiungibile e misterioso e, attraverso gli occhi di Lia, lo vediamo avvolto da una dimensione speciale: quella dell’amore.
La strada del ritorno è sempre più corta mi ha veramente colpita, dalla cover non mi aspettavo un romanzo così intenso, colpisce dritto al cuore con le sue numerose verità distribuite con delicatezza tra le pagine, apre gli occhi e fa riflettere su quanto sia prezioso ciò che abbiamo: la famiglia, la propria casa, la quotidianità e i piccoli momenti di gioia unica che, a volte, ci sfuggono.
Un libro poco conosciuto ma che consiglio vivamente, una storia che, in sole 200 pagine, stordisce, emoziona, incanta e commuove.
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April 15, 2017
Un libro che mi è piaciuto molto. Un libro che deve essere per forza riletto per poter essere compreso bene.
Tre sono le donne di Giordano Lorenzini e dire che sono molto diverse tra loro è riduttivo.
Ma tutte lo amano e tutte sono comunque amate da lui.
E lo si capisce da come lui le racconta nella prima parte del libro. Ma poi in modo improvviso e sopratutto troppo veloce Giordano muore.
Ed è così che la vita sopratutto di Vera, la figlia, cambia per sempre. Perché si ritrova una mamma che non vuole ricordare, che fugge dalla sua città portandola con se. Non esistono mamme perfette ovviamente ma Lia ci mostra che sia la troppa verità che il tacere le cose può avere effetti devastanti sui nostri figli. Perché Vera è come bloccata tra chi era all'età di 5 anni e chi vorrebbe essere.
Meno male che riceve il manoscritto incompleto del papà e così si intestardisce nel chiedere la verità a sua mamma. I dialoghi tra mamma e figlia sono veramente scritto bene: incalzanti, veloci e reali.
Così come sono ben descritti i personaggi. Di loro si riesce a immaginare anche le espressioni del viso. Anche se devo ammettere che ciò nonostante mai avrei pensato a cosa sarebbe stata capace Santa, la nonna...
E pensare che tra le prime cose frasi che ho sottolineato nel libro è il racconto dei sui genitori: due persone che hanno sempre messo davanti a tutto, compreso i figli, il loro essere coppia. Ecco mi aveva dato da riflettere ma visto i risultati opterei per un modello genitoriale diverso.
Un gran bel romanzo che consiglio veramente e che non vedo l'ora di rileggere!!!
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