Il giornalista americano finalista al Pulitzer Ted Rall ha condotto un'inchiesta giornalistica per dieci anni, sul campo, in Cina, Russia, Georgia e nelle nuove repubbliche dell'ex Unione Sovietica, svelando le trame sottili dei nuovi giochi di potere per il controllo del petrolio e del gas in Asia centrale, gli interessi geopolitici dell'amministrazione USA e le strategie dell'occidente nei territori dell'Afghanistan, Turkmenistan, Kazakistan, Kirghizistan, Tagikistan, Uzbekistan. Assemblando saggio scritto, documenti fotografici e reportage a fumetto, Ted Rall dona un minuzioso reportage giornalistico dalla nuova polveriera del mondo moderno, dove gli osservatori, da tempo, intravedono una miscela esplosiva di povertà, autoritarismo e violenza che con ogni probabilità incendierà la miccia del prossimo conflitto globale.
Ted Rall is a prominent left-leaning American political columnist, syndicated editorial cartoonist, and author. He draws cartoons for the news site WhoWhatWhy.org and the email newsletter Counterpoint, and writes for The Wall Street Journal opinion pages.
His political cartoons often appear in a multi-panel comic-strip format and frequently blend comic-strip and editorial-cartoon conventions.
The cartoons appear in approximately 100 newspapers around the United States. He is a former President of the Association of American Editorial Cartoonists, a Pulitzer Prize finalist and twice the winner of the RFK Journalism Award.
Il libro è un reportage a tecnica mista (vignette, testo, fotografie, schede) dei viaggi effettuati da Ted Rall in Asia Centrale tra la fine degli anni Novanta e il 2006. Il testo riporta inoltre una serie di informazioni sull'area, che però nel frattempo sono diventate obsolete. La parte migliore resta l'esperienza autobiografica dell'autore, che anche negli episodi più tragici riesce a mantenere uno sguardo critico e ironico di chi sa non prendersi troppo sul serio.
Davvero molto interessante soprattutto perchè parla di una parte del mondo sconosciuta ai più. Tuttavia l'ho trovato frammentario e discontinuo: alcune parti, le più interessanti, ossia i reportage veri e propri dei suoi viaggi negli Stan sono davvero godibili e divertenti. Ma sono inframmezzati da estratti con notizie storico-politiche sui vari stati scritte in modo noioso e soporifero, sembrano copiate pari pari da un'enciclopedia
Il libro è del 2009 quindi al momento diverse cose sono cambiate (più volte) nei paesi dell'Asia centrale. Permette però di immergersi nel clima sociale e politico con dettagliati approfondimenti storici ed esperienze di viaggio al limite dell'assurdo.
Consigliato per chi conosce poco l'area, per aggiornarsi poi c'è Cemento podcast ;-)