Piero Gobetti (1901-1926) fu uomo politico e scrittore. Fondatore del periodico Energie nuove e del settimanale Rivoluzione liberale, fu precoce e acuto ispiratore dell'antifascismo di matrice liberale e radicale, interpretando il regime fascista come 'rivelazione' dei mali storici dell'Italia. In questa raccolta di scritti storici sull'età della formazione dell'Italia come Stato nazionale, Gobetti giudica fallito il Risorgimento in quanto, realizzato per demiurgia di capi, non si era inserito, con una riforma spirituale e con un rinnovamento di vita, nelle coscienze. Da qui la necessità che le élites intellettuali e proletarie sollecitino, contro ogni concezione paternalistica e riformistica, delle energie vive, proseguendo la missione risorgimentale. Un grande classico della storiografia italiana.
Piero Gobetti was an italian philosopher, journalist, editor, traslator and antifascist activist. He is often regarded as one of the most important italian intellectuals.
He died in France where he was in exile by complications for the wounds he suffered after being savage beaten by a group of fascists.
Pietro Gobetti nasce nel 1901 e muore a soli 25. Risorgimento senza eroi è un'opera incompiuta di "resistenza intellettuale attiva contro le oppressioni politiche". Di questo libro ho capito la prima metà (forse), la seconda diventa puro studio filosofico per me largamente incomprensibile (soffermandosi tra gli altri su Vittorio Alfieri e Giovanni Bertini).
Le domande poste: il Risorgimento italiano è un frutto originale o segue l’imitazione francese? Nasce dal tormento teorico del Settecento o è tutto nelle astuzie diplomatiche dell’Ottocento? Si può parlare di una filosofia, di una verità che costituisca l’essenza del Risorgimento?
Si sostiene la tesi di un'eresia del Risorgimento italiano: "Il problema del nostro Risorgimento: costruire un’unità che fosse unità di popolo, rimane insoluto perchè la conquista dell’indipendenza non è stata sentita tanto da diventare vita intima della nazione stessa, non è stata opera faticosa e autonoma di formazione attivamente spontanea". A frenare qualsiasi impeto illuminato, il neoguelfismo italiano.
Copio di seguito alcuni pensieri per me molto interessanti:
"Nel Settecento l’iniziativa è del principe; nell’Ottocento passa a una [questa] nuova classe politica: e perciò solo nell’Ottocento si può parlare di Risorgimento e di uomini nuovi."
"Ed io, che ero fedele ed affezionatissimo al mio sovrano, la difesi cosí bene [la buona causa] che gli ecclesiastici partigiani della Corte di Roma mi onorarono col titolo di eretico perchè, dicevano, io protestavo continuamente contro i vizi e gli abusi del nostro clero. E insomma feci il mio dovere cosí compiutamente che fui citato tre volte dinanzi all’inquisitore per imputazioni che mi restarono sempre sconosciute; ma io me ne vendicavo allegramente non andandoci. Cosi mi condannarono in contumacia, attendendo tempo più favorevole per seguire la crudele sentenza di questo tribunale." Cit. Conte Adalberto Radicati.
"L’Università è la creazione specifica della civiltà medioevale, giunta dopo il travaglio dell’Alto Medioevo ad esprimere finalmente la sua logica cattolica; la scuola secondaria col suo ideale classico è nata dall’umanesimo; la primaria e la popolare sono creazione della Rivoluzione francese; non del primo impeto rivoluzionario disordinatamente empiristico e utilitario (Enciclopedia), ma della maturazione napoleonica, che fu l’effettivo inveramento del processo rivoluzionario."
E qui copio invece due frasi di Piero Gobetti che auspico fare mio mantra quotidiano:
"Non ho mai chiesto alle idee da me professate di servirmi come pratico ufficio di collocamenteo (...) non ho mai chiesto a nessun sistema di salvarmi dal dubbio tragico del pensiero, di offrirmi soluzioni comode anche se fittizie, di darmi le penne del pavone e la pace della pigrizia."
"È tempo di lasciare da parte i programmi troppo facili e definitivi e di lavorare per creare un interesse, senza secondi fini, per la letteratura; per determinare un’atmosfera di maggior comprensione e di maggiore intimità morale."