Alle sei di mattina del Venerdì Santo viene trovato cadavere il responsabile dell'oratorio di San Sigismondo Elemosiniere, don Luciano Fontevivo. Di notevole avvenenza, don Luciano era apparentemente un sacerdote modello, ma qualcuno insinua che avesse rapporti "proibiti" con alcune giovani parrocchiane. È in quelle frequentazioni che va ricercato il movente dell'omicidio?
Dario Crapanzano è nato a Milano, dove si è laureato in Giurisprudenza e diplomato all'Accademia di Arte Drammatica di Esperia Sperani. Ha lavorato a lungo e con successo nel settore pubblicitario e ha pubblicato nel 1970 la guida sentimentale al capoluogo lombardo A Milano con la ragazza... e no. Nel 2011 ha esordito come romanziere con Il giallo di via Tadino (Fratelli Frilli Editori, riproposto da Mondadori nel 2014). Nel giro di pochi mesi il romanzo, distribuito in poche province, è andato esaurito, come pure le successive ristampe. Cinque anni e cinque romanzi più tardi, le avventure di Mario Arrigoni e del commissariato di Porta Venezia (La bella del Chiaravalle, Il delitto di via Brera, Arrigoni e il caso di piazzale Loreto, Arrigoni e l'omicidio di via Vitruvio, e Arrigoni e l'assassinio del prete bello, tutti in edizione Mondadori) hanno incontrato uno straordinario successo di pubblico e critica, rendendo Crapanzano il nuovo punto di riferimento del noir lombardo.
Giallo senza infamia e senza lode e soprattutto senza pretese letterarie. Pur essendo troppo didascalico e leggero, risulta una lettura abbastanza piacevole e diversiva (vedi la descrizione della Milano d'antan). Con uno scatto appena maggiore, i personaggi, non originali ma simpatici, potrebbero migliorare parecchio.
Un caso pieno di sospettati - dovuti soprattutto all'avvenenza della vittima, un prete, che viene sospettato di avere relazioni con più o meno tutte le parrocchiane giovani e belle - con una soluzione tutt'altro che scontata. Questa volta, visto che l'omicidio avviene durante la Settimana Santa, Crapanzano ne approfitta per raccontare le tradizioni dei milanesi durante gli anni '50 in quel periodo dell'anno. Bella lettura.
Ho apprezzato questo giallo milanese di Crapanzano, ma un po' meno dei precedenti. Come sempre la localizzazione della storia è fantastica, per chi è di Milano come il sottoscritto, ma lo svolgersi della vicenda è piuttosto lento e un po' troppo incentrato sulla figura del protagonista. Sempre una buona lettura comunque ma senza quella freschezza che avevo trovato nei precedenti episodi.
L'ennesimo caso del commissariato Porta Venezia. Per ora è il capitolo della serie che mi ha interessato meno, sia nelle fasi dell'indagine sia nelle divagazioni culturali. I personaggi di spalla non aggiungono nulla alle dinamiche già note. Carino, ma niente di più
secondo me è il migliore della serie del commissario Arrigoni. Ben definiti i personaggi e soprattutto l'ambiente che gira intorno alla parrocchia e all'oratorio
Non particolarmente coinvolgente dal punto di vista stilistico e narrativo, ma sicuramente una bella storia. Mi è piaciuto e poi è ambientato nella zona di Milano dove sono cresciuta!
Davvero forte questo personaggio uscito dalla penna di Crapanzano. Un commissario semplice, che indaga in una Milano altrettanto semplice come quella del dopoguerra e che per le sue indagini arriva ad usare tutt'al più il riconoscimento delle impronte digitali. Certo tutto sembra quasi "fanciullesco" dai personaggi ai dialoghi ma è proprio questo a rendere piacevole la lettura. Un giallo ben architettato, con il delitto eccellente, tanti possibili colpevoli e il finale per nulla scontato. Nessuna scena truculenta e magari poca suspense ma la dimostrazione che ci si può rilassare e si può sorridere anche leggendo un giallo come del resto ci ha insegnato tanti anni fa la zia Agata!
Il Sig.Dario , milanese di nascita ( e non di cognome), riporta fedelmente aneddoti e atmosfera della mia Milano anni '50.Piacevole lettura.Ciò che mi sembra stucchevole è il parlar forbito dei protagonisti.