Diario del Corpo e Diario del Cuore
Stroncato dall’AIDS a soli 29 anni, lo scrittore francofono Pascal de Duve ci ha lasciato testimonianza del suo inarrestabile distaccarsi dalla vita attraverso le poche pagine di un intenso diario di bordo, Cargo Vita, che si snoda lungo 26 giorni su una nave mercantile. Un breve lasso di tempo sulle acque dell’Atlantico in cui il giovane autore di Izo, accolto favorevolmente da pubblico e critica, abbraccia vita e malattia – l’AIDS in stadio avanzato – mescolando acute riflessioni, citazioni e brevi discorsi diretti a E., l’uomo che l’ha abbandonato non appena quel suo morbo logorante è divenuto conclamato (de Duve parla di questa dolorosa rottura come de “La mia inconsolabile pena d’amore – questo AIDS del cuore che nessun balsamo può alleviare”). Lodevole lo sforzo della Edizioni del Cardo, piccola casa editrice ahinoi fallita, nel portare all’attenzione del lettore italiano alcuni importanti scrittori contemporanei, fra cui il premio Goncourt Yves Navarre e Hakan Lindquist. E questo colto, sensibile scrittore, egittologo e poliglotta, che verso la fine di questo suo appassionato libriccino cita Rilke: “Ognuno porta la morte in sé stesso, come il frutto il nocciolo”. Ma questo nocciolo, grazie alla vita della sua opera, è già germogliato.