What do you think?


Non so
Grandi viaggi in Vespa, buona musica e un amore che dura dai tempi dell'università. È questo che unisce Giulia e Mario. Lei, di famiglia altoborghese, intelligente, affettuosa e sempre pronta a soprassedere alle continue indecisioni di lui. Lui, eterno fanciullo che sogna di lavorare per tutta la vita alla radio, rimandando le decisioni importanti e rispondendo a ogni domanda "non so". A scompaginare un equilibrio tutto sommato tranquillo arriva inatteso un figlio, Leonardo, che rivoluzionerà in modo irreversibile il loro modo di stare insieme e affrontare la vita. Un romanzo ironico che racconta nevrosi e risorse di un'intera generazione, negli anni che separano la giovinezza dall'età adulta.
248 pages, Paperback
First published January 1, 2003
About the author
Lorenzo Licalzi
16 books44 followersScrittore e psicologo italiano.
Nel 2003 il suo primo romanzo, Io no, è diventato un film omonimo, diretto da Simona Izzo e Ricky Tognazzi.
Nel 2005 è stato finalista del Premio Bancarella, vinto poi da Gianrico Carofiglio e nel 2009 ha vinto il premio Selezione Bancarella con il libro 7 Uomini d'oro.
Risiede a Pieve Ligure.
Nel 2003 il suo primo romanzo, Io no, è diventato un film omonimo, diretto da Simona Izzo e Ricky Tognazzi.
Nel 2005 è stato finalista del Premio Bancarella, vinto poi da Gianrico Carofiglio e nel 2009 ha vinto il premio Selezione Bancarella con il libro 7 Uomini d'oro.
Risiede a Pieve Ligure.
Ratings & Reviews
Friends & Following
Create a free account to discover what your friends think of this book!
Community Reviews
Displaying 1 - 20 of 20 reviews
September 21, 2012
Bel libro. La presa di coscienza della "paternità" del protagonista è davvero tenera ed emozionante.
May 23, 2014
Mah, per scorrere scorre, ma l'ho trovato un po' banalotto e adolescenziale.
October 11, 2020
Buona la prima parte, scarsetta la seconda, così così la terza.
Qualche risata e tante pagine sonore.
Abbinamento enologico: Pigato.
Qualche risata e tante pagine sonore.
Abbinamento enologico: Pigato.
November 15, 2020
Romanzo scritto in forma biografica: un uomo di Genova racconta la sua storia, con brio e umorismo, dalla nascita e infanzia vissuta in un quartiere degradato, alla progressiva borghesizzazione, al lavoro in una radio locale, fino al matrimonio con una ricca ragazza di buona famiglia e alla nascita di un figlio.
Storia scritta benino, in un buon italiano e con una discreta capacità di trasferire sensazioni e sentimenti sul lettore. Ci sono però alcuni vuoti narrativi: la ragazza che poi sarebbe diventata sua moglie resta sullo sfondo per buona parte della narrazione - di lei sappiamo che, nonostante la nascita in un milieu alto-borghese, è una persona semplice e buona, tanto da scegliere di fare la psicologa in una struttura pubblica - viene alla ribalta nel momento in cui, da poco diventata mamma, rovescia sul neo-padre la consueta accusa di non vivere fino in fondo con convinzione il proprio ruolo di padre, di farlo più per costrizione che per scelta, eccetera (va anche bene che si limita alle parole… in un altro libro, L’ubicazione del bene di Giorgio Falco, per gli stessi motivi la madre-moglie buttava il padre-marito fuori di casa costringendolo ad andare a vivere in un camper). Anche la famiglia alto-borghese viene descritta in base a stereotipi per certi versi un po’ orecchiati, e la figura del fratello di lei, aggressivo ed esplicito, è decisamente eccessiva (per esperienza personale posso dire che i super-ricchi sono talmente consapevoli della propria posizione e forza economica che non hanno mai bisogno di fartela pesare, di alzare la voce o di dire cose tipo “io sono io e tu non sei un cazzo”, tanto lo sanno già benissimo).
Come ha scritto qualcuno, la seconda parte del libro è probabile che trovi la migliore accoglienza nel pubblico femminile. Infatti l’ometto trova la metamorfosi che generalmente le donne auspicano: in seguito a un grave incidente che mette la moglie fuori combattimento per un certo periodo, e lo costringe a tutta una serie di riflessioni, ecco che lui si trasforma in padre amorevole, marito attento, e, dopo essersi impiegato nella banca del suocero e essere stato a un passo di diventare dirigente di una nuova filiale in Giappone, torna a lavorare alla radio, ma da socio, con ottime possibilità retributive, conciliando così successo sociale, economico e personale.
Per quanto… Durante la permanenza a Tokio, il protagonista conosce Naoko, una ventenne giapponese molto colta, molto saggia e sensibile, descritta in maniera magistrale tanto come aspetto quanto per il suo mondo interiore, con cui sta anche per andarci a letto. Salvo che tutto finisce malamente nel momento in cui a lui torna alla mente la moglie con tutto il suo peso emotivo (e c’è mancato poco che, per la sgradevolissima sorpresa, quando già ti immagini musica di violini e fluire di liquidi, io scagliassi il libro contro un muro). Insomma il classico “mi dispiace devo andare, il mio posto è là”. Salvo che poco dopo lui viene a sapere del gravissimo incidente della moglie (tentato omicidio da parte di un paziente) e quindi tutta la narrazione prende ben altra piega, come abbiamo detto (e poi si scopre che questa Naoko è un personaggio quasi magico, con strani poteri da sensitiva).
Storia, come dicevo, scritta in maniera più che accettabile, con dichiarati tributi a Murakami (a me ha fatto anche pensare all’Hornby di Alta fedeltà, infatti ci sono un sacco di citazioni musicali) ma anche, mi pare, con un attento occhio alle esigenze di fare cassetta. Il target mi pare quello “young adults”, soprattutto di sesso femminile.
Storia scritta benino, in un buon italiano e con una discreta capacità di trasferire sensazioni e sentimenti sul lettore. Ci sono però alcuni vuoti narrativi: la ragazza che poi sarebbe diventata sua moglie resta sullo sfondo per buona parte della narrazione - di lei sappiamo che, nonostante la nascita in un milieu alto-borghese, è una persona semplice e buona, tanto da scegliere di fare la psicologa in una struttura pubblica - viene alla ribalta nel momento in cui, da poco diventata mamma, rovescia sul neo-padre la consueta accusa di non vivere fino in fondo con convinzione il proprio ruolo di padre, di farlo più per costrizione che per scelta, eccetera (va anche bene che si limita alle parole… in un altro libro, L’ubicazione del bene di Giorgio Falco, per gli stessi motivi la madre-moglie buttava il padre-marito fuori di casa costringendolo ad andare a vivere in un camper). Anche la famiglia alto-borghese viene descritta in base a stereotipi per certi versi un po’ orecchiati, e la figura del fratello di lei, aggressivo ed esplicito, è decisamente eccessiva (per esperienza personale posso dire che i super-ricchi sono talmente consapevoli della propria posizione e forza economica che non hanno mai bisogno di fartela pesare, di alzare la voce o di dire cose tipo “io sono io e tu non sei un cazzo”, tanto lo sanno già benissimo).
Come ha scritto qualcuno, la seconda parte del libro è probabile che trovi la migliore accoglienza nel pubblico femminile. Infatti l’ometto trova la metamorfosi che generalmente le donne auspicano: in seguito a un grave incidente che mette la moglie fuori combattimento per un certo periodo, e lo costringe a tutta una serie di riflessioni, ecco che lui si trasforma in padre amorevole, marito attento, e, dopo essersi impiegato nella banca del suocero e essere stato a un passo di diventare dirigente di una nuova filiale in Giappone, torna a lavorare alla radio, ma da socio, con ottime possibilità retributive, conciliando così successo sociale, economico e personale.
Per quanto… Durante la permanenza a Tokio, il protagonista conosce Naoko, una ventenne giapponese molto colta, molto saggia e sensibile, descritta in maniera magistrale tanto come aspetto quanto per il suo mondo interiore, con cui sta anche per andarci a letto. Salvo che tutto finisce malamente nel momento in cui a lui torna alla mente la moglie con tutto il suo peso emotivo (e c’è mancato poco che, per la sgradevolissima sorpresa, quando già ti immagini musica di violini e fluire di liquidi, io scagliassi il libro contro un muro). Insomma il classico “mi dispiace devo andare, il mio posto è là”. Salvo che poco dopo lui viene a sapere del gravissimo incidente della moglie (tentato omicidio da parte di un paziente) e quindi tutta la narrazione prende ben altra piega, come abbiamo detto (e poi si scopre che questa Naoko è un personaggio quasi magico, con strani poteri da sensitiva).
Storia, come dicevo, scritta in maniera più che accettabile, con dichiarati tributi a Murakami (a me ha fatto anche pensare all’Hornby di Alta fedeltà, infatti ci sono un sacco di citazioni musicali) ma anche, mi pare, con un attento occhio alle esigenze di fare cassetta. Il target mi pare quello “young adults”, soprattutto di sesso femminile.
July 18, 2018
Che tenerezza infinita questo libro! Di Licalzi avevo già letto Il privilegio di essere un guru e all'inizio mi sono trovata un po' spaesata. Divertente, ok, ben scritto, ma mi mancava qualcosa. Poi ho capito che era proprio un'altra cosa, questo libro, che non voleva essere smaccatamente comico, che nonostante i sorrisi e qualche breve risata, la storia era comunque a un altro livello, a volte persino poetica e commovente, soprattutto verso la fine. Mi sono ritrovata molto in questi personaggi, sono cresciuta e mi sono emozionata insieme a loro e...non dico niente del finale, ma ho chiuso il libro con un sorriso sulle labbra.
Bello :)
Bello :)
September 26, 2017
La vita quotidiana di una giovane coppia viene "sconvolta" dall'arrivo di un figlio. Non ancora pronto ad affrontare questa esperienza, il giovane padre prende in qualche modo le distanze e lascia le responsabilità alla moglie. L'autore racconta i problemi e gli imprevisti della vita quotidiana di due genitori in modo ironico e divertente e giunge alla conclusione che è inutile cercare lontano quello che si vuole davvero. Basta guardarsi un po' attorno!
Un bel libro, ma non proprio all'altezza di "Io no".
Un bel libro, ma non proprio all'altezza di "Io no".
April 4, 2024
Una scrittura scorrevole e una storia più reale di quanto ci si aspetti. Mario e Giulia sono i personaggi in cui ognuno di noi si rispecchia almeno una volta nella vita, adulti ma non troppo, responsabili fino a prova contraria. Cosa succede dentro di noi quando passiamo dall'essere ragazzi al sentirci diventati grandi? Quanto siamo pronti al cambiamento? Queste pagine servono a Mario per capirlo e per trovare la sua vera strada. Non la trama più originale del mondo, ma senza dubbio pagine cariche di spunti di riflessione.
June 17, 2018
Una sequenza di luoghi comuni. Tempo perso.
February 29, 2020
Letto e dimenticato subito
March 22, 2020
Piacevole
April 17, 2020
“Tell it like it is...”
September 21, 2024
Si riprende sul finale ma l'inizio è poco piacevole
November 30, 2024
Scrittura veloce incalzante ironica agile. Bella voce. Personaggi caricaturali e simpatici. A volte facilone. Terza parte più goffa, un po’ tirata, troppo melensa, a volte banale.
August 2, 2025
divertente, leggero (almeno la prima parte). una perfetta lettura da spiaggia
October 10, 2020
Non mi è piaciuto, la storia è banale e ha stra copiato murakami quando entra in scena la ragazza giapponese.
This entire review has been hidden because of spoilers.
August 29, 2024
Avevo letto questo libro in passato e mi era parso come un capolavoro. Ora che lo riprendo in mano dopo anni, mi rendo conto di essere cresciuta e di avere uno sguardo diverso su ciò che tratta questa storia.
L'equilibrio di una giovane coppia viene sconvolto dall'arrivo inatteso di un figlio: lei, tenace e determinata, si adatta facilmente alle sfide della nuova vita che la attende; lui, il protagonista nonché Io narrante della storia, si è sempre fatto trascinare dagli eventi, assistendo e agendo da comparsa alla propria esistenza. Questo atteggiamento non muta con la genitorialità, anzi, ciò si enfatizza ancora di più, rendendo il protagonista un eterno indeciso, ospite in una vita che gli viene continuamente cucita addosso dalla moglie, dai genitori, dai suoceri, persino da suo figlio.
La prima metà del libro si sviluppa accuratamente in un susseguirsi di lamentele e mistificazione del passato, che sinceramente ho trovato noioso e snervante: mai una frase che mi abbia avvicinato emotivamente al protagonista, facendo sì che mi risultasse fastidioso, infantile e persino offensivo (soprattutto verso le persone di colore, gli appartenenti alla comunità lgbtq+ e le donne!). Posso comprendere che rendere il personaggio della moglie assillante e "cambiata rispetto ai primi anni della relazione" sia servito all'autore come espediente letterario per una resa comica delle situazioni quotidiane di cui nessuno forse ha il coraggio di parlare, ma se è davvero solo una trovata autoriale, per me è risultata troppo marcata, per nulla divertente e quasi distopica nell'arrendevolezza della moglie (che mai, MAI, reagisce davvero all'assenza del marito in casa e nella vita).
La seconda parte, che innalza i toni da comici a "pseudoriflessivi", risulta un anticipo trash dell'assurdità che spesso ritroviamo nei booktok di oggi: sparatorie improvvisate, tradimenti e soprattutto una redenzione così repentina del protagonista da sfiorare il ridicolo. Da padre quasi assente a genitore perfettamente in linea con il ruolo di caregiver, in grado di riconoscerne le difficoltà ma apprezzarne le ricompense, il tutto nell'ultimo 20% del libro.
Nonostante le potenzialità, ho trovato infine che la trama e la tutto sommato buona scrittura si siano sacrificate per la resa comica nella prima parte e per una conclusione irrealisticamente positiva e "hollywoodiana" nella seconda parte.
L'equilibrio di una giovane coppia viene sconvolto dall'arrivo inatteso di un figlio: lei, tenace e determinata, si adatta facilmente alle sfide della nuova vita che la attende; lui, il protagonista nonché Io narrante della storia, si è sempre fatto trascinare dagli eventi, assistendo e agendo da comparsa alla propria esistenza. Questo atteggiamento non muta con la genitorialità, anzi, ciò si enfatizza ancora di più, rendendo il protagonista un eterno indeciso, ospite in una vita che gli viene continuamente cucita addosso dalla moglie, dai genitori, dai suoceri, persino da suo figlio.
La prima metà del libro si sviluppa accuratamente in un susseguirsi di lamentele e mistificazione del passato, che sinceramente ho trovato noioso e snervante: mai una frase che mi abbia avvicinato emotivamente al protagonista, facendo sì che mi risultasse fastidioso, infantile e persino offensivo (soprattutto verso le persone di colore, gli appartenenti alla comunità lgbtq+ e le donne!). Posso comprendere che rendere il personaggio della moglie assillante e "cambiata rispetto ai primi anni della relazione" sia servito all'autore come espediente letterario per una resa comica delle situazioni quotidiane di cui nessuno forse ha il coraggio di parlare, ma se è davvero solo una trovata autoriale, per me è risultata troppo marcata, per nulla divertente e quasi distopica nell'arrendevolezza della moglie (che mai, MAI, reagisce davvero all'assenza del marito in casa e nella vita).
La seconda parte, che innalza i toni da comici a "pseudoriflessivi", risulta un anticipo trash dell'assurdità che spesso ritroviamo nei booktok di oggi: sparatorie improvvisate, tradimenti e soprattutto una redenzione così repentina del protagonista da sfiorare il ridicolo. Da padre quasi assente a genitore perfettamente in linea con il ruolo di caregiver, in grado di riconoscerne le difficoltà ma apprezzarne le ricompense, il tutto nell'ultimo 20% del libro.
Nonostante le potenzialità, ho trovato infine che la trama e la tutto sommato buona scrittura si siano sacrificate per la resa comica nella prima parte e per una conclusione irrealisticamente positiva e "hollywoodiana" nella seconda parte.
December 25, 2013
“Quando Giulia mi ha chiesto se ero contento di avere un figlio le ho detto che avevo bisogno di tempo per realizzare, lei pensava che mi bastasse il tempo di mettere dei piatti dentro a una lavastoviglie, ma i miei ritmi sono piuttosto lenti, così, dopo averci pensato un po', le ho risposto non so. Sono passati quasi due anni da allora e ora posso dire di aver realizzato: sono contento, decisamente, immensamente, esageratamente contento.
Eppure se mi telefonassero in questo preciso momento e mi facessero questa stessa domanda, risponderei ancora non so, ma solo perché non glielo voglio dire a quelli del sondaggio che sono contento.
Se ci mettessimo tutti d'accordo e ai sondaggi rispondessimo sempre non so avremmo fatto la più grande rivoluzione culturale del secolo. Basterebbe questo per creare scompensi inimmaginabili alla cosiddetta società capitalistica avanzata. Io non so fino a che punto la cosiddetta società capitalistica avanzata sia un buon modo per vivere, ma chi pensa che non lo sia, da ora in avanti, se gli chiedono se è contento, o qualsiasi altra cosa, faccia come me, risponda non so.”
Che meraviglia.
Faccio fatica a ricordare da quanto tempo un libro non mi prendeva così.
Finalmente una storia vera, intensa; finalmente una scrittura allegra, senza fronzoli, semplice ma appassionante.
Mario e Giulia si conoscono dai tempi dell'università.
Lui lavora in radio, è vivace, sconclusionato, il classico esempio di eterno Peter Pan, uno che ai sondaggi risponde “Non so”, perché effettivamente non sa, non è convinto, non gli va di far sapere agli altri cosa pensa. Lei è bella, intelligente, di famiglia alto borghese, seria nello studio e sul lavoro, libera e spensierata quando sta con Mario.
continua qui: http://sullungomaredellibro.blogspot....
April 3, 2008
Molto divertente e ben organizzato. Non annoia mai!
December 20, 2013
Incredibile.
Bellissimo.
Vero.
Bellissimo.
Vero.
November 6, 2015
carino, ha un bel ritmo. Un po' di scelte narrative già viste, ma si legge con piacere. Per amanti del Jazz
Displaying 1 - 20 of 20 reviews



















