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Risorgimento disonorato: Il lato oscuro dell'Unità d'Italia

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La storia si impara a scuola, ma troppo spesso la storia è un’altra. Fin da piccoli ci raccontano che le vicende dell’Unità d’Italia sono costellate di eroi, atti di coraggio e dimostrazioni di lealtà e abnegazione. Ma è così vero che nel periodo in cui la nostra identità nazionale si è forgiata tutti furono ammirevoli patrioti?
A oltre 150 anni dall’Unità, lo sguardo non ideologico di Lorenzo Del Boca si posa sul nostro passato e ci mostra come l’Italia sia nata male. E non soltanto per il modo affrettato di raggruppare regioni e tradizioni distanti tra loro, ma perché, confusi con quelli che rischiavano la vita per la nazione, si mescolava tutta una genia di arraffatori e ladri la cui principale preoccupazione era arricchirsi in fretta, di truffatori e violenti che giustificavano le proprie azioni in nome del più alto ideale di patria.
Risorgimento disonorato raccoglie le testimonianze più vere, e talvolta scomode, della nostra storia. Dalla morte di Ippolito Nievo, custode della cassa dei Mille in quanto “unico onesto”, vittima con tutta probabilità di un attentato, ad Alfonso La Marmora, che rase al suolo due quartieri di Genova; da Nino Bixio, che a Bronte fece fucilare persino lo scemo del villaggio, alla cruenta conquista di Gaeta del generale Enrico Cialdini, che sparò 500 colpi di mortaio al giorno contro i borbonici indifesi che in teoria doveva “liberare”. E poi l’ammazza-preti Callimaco Zambianchi, la tangente “tricolore” per le ferrovie di Giuseppe Mazzini e le “importantissime missioni” dell’agente segreto Filippo Curletti.
Tutti avvenimenti, questi, di un’Italia poco raccontata, che, spogliati dell’abituale mitizzazione romantico-risorgimentale, risultano, oggi più che mai, fondamentali per comprendere le lacerazioni del nostro presente.

175 pages, Kindle Edition

Published August 23, 2016

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Lorenzo Del Boca

19 books3 followers

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Profile Image for Mosco.
454 reviews44 followers
August 4, 2017
L'italia è una nazione fondata sull'imbroglio, la truffa, la malversazione, il latrocinio e qualche atto di vero eroismo. Dopo tonnellate di retorica subite a scuola e a casa, leggere questo libro mi ha, scusatemi, divertita. Del Boca scrive in modo superficiale se volete(*), ma brillante e mai noioso e sembra di leggere un qualsiasi settimanale di attualità politica dei tempi nostri e viene spontaneo fare diversi parallelismi. E che si fa? ci si indigna e ci si strappano le vesti o ci si sghignazza sopra? Ho scelto la seconda opzione.

(*) ogni affermazione è, però, corredata da note esplicative e fonti controllabili
Profile Image for Dottore.
77 reviews1 follower
August 17, 2025
Il libro è un antologia di personaggi ed eventi che contornano un quadro molto macabro del risorgimento, discostato totalmente dalla visione ideale insegnata a scuola e percepita come onesta ed intoccabile. Eroi o mercenari? Liberazione o conquista?

Naturalmente racchiude tutti i lati positivi e quelli negativi delle raccolte di storie. C’è una grande varietà, la lettura risulta quindi leggera e scorrevole. Alcune storie sono molto belle e interessanti:

Quella del cassiere dei mille, Ippolito Nievo, e il naufragio con tutti i documenti da portare a Torino. “Una strage di Stato, insomma, che si proponeva di affondare nel mare verità che era meglio non conoscere. Immaginando che l'acqua salata avrebbe conservato il segreto.”

Quella di Alfonso La Marmora e del sacco di Genova. “L'ufficiale si difese argomentando che «i soldati erano dei bei giovanotti e, in quelle violenze, le dame avevano certamente provato anche piacere». Il commento fu che: «auguravano al signor generale fortuna e piacere uguale anche alla sua moglie e alle sue figlie»”

Oppure quella di Nino Bixio a Bronte. Mi ha colpito tanto Nunzio Ciraldo Fraiunco, lo scemo del villaggio. Ho cercato online e dopo la fucilazione, sopravvivendo per miracolo, si ritrova la pistola puntata alla testa, e dice “La Madonna mi ha fatto la grazia, ora fatemela voi”. Una frase di una poesia ineguagliabile.

Tuttavia ci sono altre storie che sono dimenticabili, fino a diventare in certi punti tediose. Ad esempio quella di Mazzini o quella sull’oro di Napoli. Inoltre avrei preferito una conclusione generale alla fine, perché inizia già in Medias Res con la prima storia e finisce di botto con l’ultima. Qualche pagina che parla del risorgimento e della nuova italia nel suo complesso sarebbe stata ottima.

In conclusione “Risorgimento disonorato” è stata una lettura utile, che illumina di realtà l’unità di Italia, annientando i presunti intenti nobili dei Savoia (semplicemente desiderosi di altro potere e dominio) e dei mille (spinti dagli Inglesi e da potenziali bottini). Il sacco di Genova è uno dei tanti esempi che evidenzia come il regno sabaudo non voleva in primis la pace del popolo italiano e proteggerli dalle forze esterne. Anzi, in qualche modo voleva sostituirle. È inoltre fondamentale capire come ci siano dei veri e propri doppi standard. Pensiamo all’appellativo “il re bomba” dato ad uno dei Borboni, quando generali sabaudi fecero azioni molto peggiori.

“lo non avea scorto da nessuna parte quell'entusiasmo per l'unità italiana che, imbevuto dalle illusioni dei piemontesi,io mi era atteso di manifestarsi ovunque. Il Piemonte era guardato come uno straniero e un conquistatore.”
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