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La strada perduta (ePlesio)

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Uziel, eroe ambiguo e cinico, è impegnato in un'eterna missione solitaria.

Angelo caduto dal Paradiso Celeste, persa la sua funzione di guida spirituale, sceglie di sterminare il male.

Inizia così il suo viaggio attraverso le campagne e gli angoli più sperduti dell’Impero, dove i demoni attentano alla vita e allo spirito degli uomini. Ma la missione si rivelerà presto una lotta contro la corruzione della sua stessa anima.

356 pages, Kindle Edition

First published January 1, 2014

7 people want to read

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Alessio Banini

8 books6 followers

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Community Reviews

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Displaying 1 - 4 of 4 reviews
Profile Image for Drilli.
392 reviews33 followers
October 3, 2022
Un romanzo molto interessante che sfrutta con sapienza la scelta di un protagonista impopolare, col quale lo stesso lettore fatica a empatizzare. E dal momento che il romanzo è completamente basato sul protagonista è una scelta doppiamente coraggiosa e che ho doppiamente apprezzato.
La trama, infatti, non è altro che un susseguirsi di episodi che riguardano Uziel, angelo decaduto, e che ci mostrano lo svilupparsi della sua ossessione: la caccia ai demoni è il solo scopo della sua esistenza, missione assolutamente prioritaria e imprescindibile che lo porta a mettere in secondo piano qualunque altra cosa, con conseguenze sempre più dannose per Uziel stesso, angelo caduto che continua a cadere. Anche l'immersione nella mente del protagonista si fa sempre più profonda capitolo dopo capitolo, con crescente coinvolgimento del lettore, che vedrà aumentare la propria rabbia e frustrazione davanti alle scelte di Uziel.

Lo stile del romanzo è asciutto, limpido, privo di fronzoli, onesto e brutale come Uziel stesso; uno stile quindi sicuramente appropriato, ma che porta con sé - almeno secondo il mio punto di vista - anche un'assenza di pathos che mi ha reso poco efficaci le scene più tese.

Infine, gli episodi di cui Uziel è protagonista si fanno anche occasione per mostrare al lettore sprazzi dell'ambientazione che l'autore ha creato per i propri romanzi, tutti autoconclusivi e indipendenti l'uno dall'altro e legati tra loro solo dall'ambientazione stessa, dai luoghi in cui si svolgono e da alcuni personaggi ricorrenti. L'ambientazione è in sé molto interessante, ma ne La strada perduta ci viene spiegato molto poco, proprio perché è un romanzo completamente incentrato sul suo protagonista; trovo giusta e apprezzo la scelta (inserire "spiegoni" in questo tipo di racconto sarebbe risultato inevitabilmente forzato e avrebbe avuto quindi poco senso), ma la conseguenza è che alla fine della lettura ci ritroviamo con più domande che risposte, cosa che può non piacere a tutti.
Profile Image for Rita Arcidiacono.
Author 6 books5 followers
November 21, 2017
Un vero, puro, schietto viaggio nel personaggio. Il mondo che lo circonda viene descritto con pennellate nette, nessun giro di parola, tagliato con un'accetta come la personalità del protagonista. Nessun compromesso per Uziel, solo pura e semplicissima strada dritta, che attraversa le vite degli altri come una lama spietata. L'ho apprezzato molto.
Profile Image for manu.
34 reviews
June 2, 2017
La strada perduta è un libro particolare, tanto quanto il suo protagonista.
Uziel è infatti un angelo caduto che da centinaia di anni vaga per i territori dell'Impero nell'incessante ricerca dei demoni, creature che si è preposto di sterminare. La storia ha una struttura episodica, scandita da capitoli abbastanza lunghi che potrebbero essere considerati a sé stanti, si susseguono uno dopo l'altro nomi di villaggi e città in cui si reca Uziel, senza riuscire a capire quanto tempo passi tra una vicenda e l'altra. Quest'apparente mancanza di legame potrebbe sembrare un difetto, ma non lo è: ciò che fa da collante è la pazzia di Uziel, il resto è percepito come un surplus di contorno che si staglia su uno scenario atemporale, un po' perché Uziel vive più a lungo degli esseri umani e un po' perché la sua follia lo distanzia da tutto e da tutti.
Già nel prologo abbiamo la prova di quella che sarà la costante del romanzo:

La tua ossessione ti porterà alla follia, prima che alla morte.
Taci! Io non sono folle!
E invece lo sei. Semplicemente, non riesci ancora ad ammetterlo.
Mi hai stancato con questa storia della follia. La usi ogni volta che siamo in disaccordo. Perché dovrei crederti? Quali prove avresti?
Oh, Uziel, tante.Fammi un esempio. Sentiamo.
Per esempio, stai parlando da solo.


Per certi versi, richiama la tematica della quêteariostesca (oltre che della follia) che si protrae in una serie potenzialmente infinita di avventure ed episodi, solo che qui l'oggetto o la donna della ricerca vengono sostituiti dalla caccia ai demoni.
Alessio Banini sviluppa una galleria di personaggi articolata e variegata: sono ben caratterizzati e hanno peculiarità per non farli sembrare solo delle macchiette.
Lo stile si adegua alla materia: asciutto, a tratti crudo, restituisce l'immagine di un mondo realistico e non privo di brutalità.
Il colore che più si addice a questo romanzo è il grigio, il colore del mezzo: come la realtà, monotona e poco favolistica, mossa dalla legge del più forte; come alcuni personaggi, che non appartengono né ai buoni né ai cattivi; come la verità, che non si sa dove risieda, se nella follia di Uziel o nella sanità degli altri.
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