No, guarda, non ce la faccio a recensire questo libro. Ma come si fa, dai? Una volta detto che quest'uomo scriveva da dio, che a volte forse ci ricamava un po' sopra ma il risultato è questo... non rimane che pescare dalla coppa d'oro qualche citazione e stare a vedere se anche gli altri ne percepiscono la bellezza.
"Naturalmente non vedevo l'ora di conoscere il Maestro [Noel Coward] - e lo conobbi. Era il suo ultimo pranzo a Londra prima che si trascinasse a morire in Giamaica. La padrona di casa era Anne Fleming, vedova di Ian. Gli altri membri del cast erano Merle Oberon, Lady Diana Cooper, io e lui. Risi fino alle lacrime, e la pernice mi andò di traverso. (...) Mentre andavamo via mi disse: "Se accetta un piccolo consiglio a mo' di commiato, non si lasci mai intralciare da preoccupazioni artistiche". E' un consiglio che ho sempre seguito. "
"Werner [Herzog] condensa le sue idee in un'asserzione perentoria: "Camminare è una virtù, il turismo è un peccato mortale". (...) Werner, a quel che mi dicono, era il beniamino della Eisner. E nel 1974, quando seppe che lei era in fin di vita, si mise in marcia, in mezzo al ghiaccio e alla neve, da Monaco a Parigi, convinto che in qualche modo, a forza di camminare, sarebbe riuscito a farla guarire. Quando arrivò a destinazione, Lotte Eisner si era ristabilita; e tirò avanti per altri dieci anni."
"Altri registi, di fronte al problema di ricreare una corte africana dell'800, ne avrebbero affidato la soluzione allo scenografo e al costumista, e alla fine si sarebbero ritrovati con un falso, Werner, noleggiando una vera corte e senza modificare nulla, tranne qualche orologio di Taiwan, ottiene un'autenticità di tono che compensa largamente la mancanza di esattezza storica."
[nello Yunnan] "Guardiamo il tavolo delle signore, sull'altro lato della stanza, e siamo colpiti dalla bellezza procace e tornita delle fanciulle e dalla placida dignità delle donne più mature. Indossano tutte il costume tradizionale con i colori del cielo; azzurro e bianco. Alcune, è vero, portano il berretto alla Mao, ma la maggior parte sfoggia un copricapo blu ricurvo, molto simile a una cuffia fiamminga. Il nostro amico di Shanghai, Tsong-Zong, dice che potremmo benissimo essere scambiati per gli invitati del Banchetto di nozze di Bruegel."
"La vita di Donald Evans, per caso o di proposito, fu breve, circolare e simmetrica; la sua unica ossessione, quella di dipingere francobolli. Li dipinse nel corso di due periodi di cinque anni ciascuno: dai 10 ai 15 anni, quando era uno scolaro introverso, e poi da adulto, dai 26 anni ai 31. Il fatto che fosse convinto di aver "raggiunto il massimo" a 16 o 17 anni; che intorno ai 30 avesse rivissuto la propria infanzia; che vi siano buoni motivi per ritenere che il catalogo, ai suoi occhi, fosse ormai completo; che, dopo aver lavorato sulle zone tropicali del suo mondo, dipingesse i francobolli di una contrada polare, imprigionata dai ghiacci, quando lui stesso fu divorato dal fuoco, tutto ciò va a rafforzare l'impressione della simmetria."
[A proposito di Junger] "Per un uomo che unisce così acute capacità di osservazione a una sensibilità anestetizzata, il diario è la forma perfetta."
"Da Sydney telefonai a mia moglie e le proposi, senza esitare, un appuntamento nel Nepal. "Non posso" rispose Elizabeth con voce sconsolata. La sua zia prediletta la aspettava a Boston per festeggiare il novantesimo compleanno. "L'offerta è sempre valida" dissi. "Telefonami se cambi idea". "L'ho già cambiata".