Thway is the bestselling novel by Journal Kyaw Ma Ma Lay and one of the Burmese novels which has been translated into English. It also has the film adaption known as Blood Bond directed by the Japanese director. The touching story of two siblings, set in the later half of the 1960's, begins with the Japanese lady, Yumisan visits Burma (Myanmar) to meet her younger half-brother. Her father was a former Japanese soldier stationed in Burma and married to the Burmese woman during World War Two. When the Japanese troops withdrew from Burma, he had to leave his Burmese wife and ten-months old son. Despite the difficulties, Yumisan finally meets her brother, Maung Maung, but she learns that he is ashamed to admit his father is a Japanese and hatred for his father who abandoned his mother and him.
Journal Kyaw Ma Ma Lay is widely acknowledged as one of the greatest Burmese writers of 20th century. Her stories are known for authentic portrayals of modern Burmese society. Along with Ludu Daw Amar, Ma Ma Lay was one of a few female authors in Burma. She died in 1982 at the age of 65.
Testo molto interessante che mette a confronto due popoli diversi, quello birmano e quello giapponese, legati da una pagina sanguinosa della storia e come hanno affrontato il loro passato: la seconda guerra mondiale, devastante per entrambi, e il ruolo di carnefici e vittime per quanto riguarda l'imperialismo colonizzatore portato avanti dal sol levante. Il privato si fa politico, l'esperienza del singolo è riflesso della storia del paese, la memoria collettiva influenza quella personale e la capacità di un paese di rispondere al passato influenza le scelte dei cittadini. Molto interessante è l'aspetto psicologico dei tre attori principali, ma anche quello dei personaggi secondari, che all'inizio sembra incomprensibile, dicotomico e teatrale ma iuna volta superata la barriera culturale, quando si smette di proiettare la propria sensibilità e di ricercare comportamenti per noi logici e ci si mette in ascolto è possibile cogliere una gestione dei sentimenti e dei rapporti sociali e familiari totalmente diversa eppure ugualmente, intensamente umana, plasmata da secoli di cultura a noi lontana, codificante comportamenti e emozioni in modo ben differente. Un ottimo testo per gli appassionati di antropologia e di psicologia del trauma. Per chi lo ha letto nonostante il finale non sia aperto, io non posso che immaginarmi una continuazione improbabile ma che felice. Un allert inevitabile sulla scrittura che è leggiadra ma non memorabile, d'altronde è la traduzione dalla traduzione in francese: ma non toglie piacevolezza alla lettura