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50 pages, ebook
First published January 1, 2015
Prima di tutto, una premessa doverosa. Le fanfiction nascono come atti d’amore: scritte nel tempo libero, gratuitamente, senza alcun obbligo verso il lettore. Non sono “prodotti” da giudicare con il righello dell’editoria tradizionale, e farlo rischia di essere profondamente ingiusto (oltre che un po’ snob). Parlarne, invece, è un modo per raccontare cosa ci hanno lasciato: risate, ansia da pagina successiva, insonnia non programmata o semplicemente la sensazione di essere stati presi sul serio come lettori. Non è un giudizio sull’autore, ma sulle ore che abbiamo passato dentro quella storia. E questa è solo la mia.
E ora ridiamo di noi stessi: questa fanfiction è uscita tipo dieci anni fa… e io arrivo solo ora a leggerla...
La premessa è potente: Voldemort ha vinto, Harry non ha trionfato nella Battaglia di Hogwarts, l’Ordine è a pezzi e quel che resta del mondo magico vive schiacciato dalla violenza del regime. Draco Malfoy è diventato il braccio destro del Signore Oscuro (non per gloria, ma per sopravvivenza) e porta addosso cicatrici che non si vedono ma si sentono. Quando gli viene offerta una possibilità di qualcosa che somiglia vagamente alla redenzione, scopre che la chiave è trovare Hermione Granger, dispersa, traumatizzata e soprattutto… senza memoria.
Da qui inizia una storia cupissima, claustrofobica e sorprendentemente intima. Hermione non ricorda nulla della guerra né del suo ruolo nell’Ordine; il suo mondo è frammenti, dolore, confusione. Draco non è più un antagonista adolescente, ma un uomo cresciuto dentro la violenza, temprato dalla vergogna e dal sangue, con una moralità grigia che coincide con la mera possibilità di restare vivo. La dinamica tra i due è molto diversa dalle solite Dramione “canon alternative”: non c’è slow burn classico, ma un ricostruire il legame a partire dal nulla — o meglio, a partire da una memoria amputata.
Quello che sorprende davvero è quanto Draconian tratti i personaggi come persone, non come gusci per ship. Draco è devastante: silenzioso, pragmatico, violento quando serve e tenero quando meno te lo aspetti. Hermione è più fragile e dipendente di quanto siamo abituati — e ci sta. Chi ha perso la propria memoria perde anche la propria agency. L’assenza di spina dorsale in certi momenti non è un difetto di scrittura ma una conseguenza narrativa coerente, anche se capisco chi la preferisce più combattiva.
Il fandom la definisce “the one that ruins other fanfics for you”, e posso confermare che capisco il perché. In certi momenti sembra quasi un romanzo a sé stante: il worldbuilding è solido, la politica è credibile, i personaggi secondari sono vivi (c’è un Blaise e una Pansy splendidi, e un Harry che non ti aspetti), e l’animagus di Draco è una scelta che dovrebbero scolpire su pietra come patrimonio UNESCO del Dramione.
Io l’ho trovata una lettura che ti resta addosso, nonostante l’età del testo e certe ingenuità strutturali. È una storia che ti fa capire quanto una fanfiction possa essere potente quando smette di imitare e inizia a creare.
It's been 3 years since the battle of Hogwarts took place and Harry barely managed to survive. Ever since it's been like Voldemort has won the war.
The Order has disappeared as well as an beaten up Harry, meanwhile Voldemort's army keeps growing in numbers and he has taken control of most of Britain.
In the last 3 years Draco Malfoy's life changed drasticaly. For once he isn't the cowardly boy that couldn't kill his Headmister, anymore. As Voldemort's lead Death Eater, he now has killed so many people that he lost count.
Determined to end this war once and for all and make sure that Voldemort is the one who is going to die, he has to find Hermine Granger. The problem? Hermione Granger has been missing for 3 years, with no indication as to where she is hidden.