Una ulteriore conferma, questo terzo romanzo di Maria Luisa Minarelli.
Un giallo storico che trova nell'ambiente della musica e delle rappresentazioni teatrali (lirica e balletto insieme) la giusta collocazione.
Inutile parlare della trama, ottimamente congegnata tra l'altro, perché sono altri particolari che catturano e sostengono l'attenzione, particolari minuziosi, affascinanti e intriganti, frutto di pazienti ricerche e certosine ricostruzioni.
Costumi, abiti, locali, chiese, abitazioni, imbarcazioni, rii e fondamenta, calli, campi e campielli... ed ancora profumi, fragranze, colori, luci e ombre e sfumature che appagano appieno l'immaginazione.
E questa volta non è solo Venezia, ma anche la Dotta Bologna ad essere al centro dell'attenzione; Bologna con i suoi toni caldi e i suoi portici, i suoi canali e i porticcioli, le piazze e le strade affollate, le torri e i negozi che rimandano ad odori e sapori che ancora ben conosciamo.
Ripeto: affascinante!
Io mi ci sono sentita e mossa bene, dalla prima all'ultima riga, trama compresa, chiaramente.
Brava Maria Luisa, alla prossima!