All'inizio della serie la scrittura di Marilena Barbagallo è molto tenera, piena di sentimenti e buoni atteggiamenti. La scrittura acerba acquista maturità e spessore con l'evolversi della storia avvicinandola al suo distinguibile stile che si trova negli ultimi libri.
Le descrizioni dei luoghi e ambienti sono accurate, i personaggi hanno caratteri distinguibili senza il bisogno di nominarli e tutto viene raccontato in prima persona da Mary.
Il terzo protagonista della serie è la mafia, però non è credibile per come viene inserita nei libri: ci sono segreti, come quello del padre di Mary in missione, che tranquillamente vengono condivisi fra i ragazzi; future azioni antimafia o dei servizi segreti non trattate in ambienti sorvegliati o sicuri ma in una villetta a schiera senza protezione alcuna; oppure Ricky che è a capo di una importante familia malavitosa, riesce a non avere nessuna scorta e non destare sospetti del suo doppio gioco.
I sentimenti di Mary e Ricky sono travolgenti e potenti come solo i ragazzi della loro età possono sentire, ma l'insicurezza di Mary nel capire e decidere come gestire la figura dall'uomo che ama a tratti è un pò isterica.
Nel complesso la serie si legge bene, anche se mi sono un pò annoiata e probabilmente queste impressioni sono dovute al fatto che della Barbagallo ho letto prima i suoi ultimi libri, dove lo stile è più maturo, ruvido e molto dark.