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Storia umana della matematica

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I matematici sono uomini come tutti gli altri, alle prese con un talento spesso precoce, imperativo e solitario. Così le loro grandi scoperte sono anche vicende di padri e figli, balistica e cibernetica, amori e fallimenti, ostinazione e fortuna. Attraverso le storie di sei matematici veri e uno finto, Chiara Valerio ci racconta la seduzione della più inafferrabile delle scienze esatte.

Se la letteratura nasce quando qualcuno urla al lupo e il lupo non c'è, e la fisica comincia quando qualcuno capisce come accendere il fuoco strofinando le pietre, la matematica quando nasce? La matematica nasce perché gli esseri umani sono impazienti. Torneranno i lupi, saranno più di noi? Quanto ci vuole per accendere il fuoco con i sassi? Gli esseri umani hanno bisogno di segnare il tempo, un prima un dopo. E per segnare il tempo si sono inventati i numeri: allineare sassolini uno dietro l'altro, annodare un filo, stabilire una successione. È questa la storia avvincente e vertiginosa che ci racconta Chiara Valerio, attraverso le vite di sette matematici - sei veri e uno finto. Perché la matematica è una forma di immaginazione che educa all'invisibile, e allora ripercorrere le vite di chi ha così esercitato la fantasia ci permette di capire quella grammatica che descrive e costruisce il mondo ricordandoci costantemente che siamo umani. Per capire come János Bolyai, matematico, abbia risolto il problema delle parallele, bisogna tornare indietro di una vita, a Farkas Bolyai, suo padre, matematico. Senza Mauro Picone, giovane matematico, sull'altopiano della Bainsizza - lo stesso di Emilio Lussu - l'esercito italiano non avrebbe mai potuto fare la guerra. Se Alan Turing, il risolutore di Enigma, desiderava ardentemente essere una macchina, Norbert Wiener, il padre della cibernetica, non avrebbe mai e poi mai voluto essere un bambino prodigio: entrambi tuttavia progettavano automi. Se Lev Landau, fisico e matematico valentissimo, non muore in un incidente sulla strada che da Mosca porta a Dubna, è perché in ospedale, oltre ai medici migliori di tutte le Russie, arrivano i fisici più preparati di tutte le Russie. Chiara Valerio ci dimostra come ragione e sentimento, irrazionale e razionale, reale e immaginario non siano concetti opposti ma possibilità dell'essere. La capacità di calcolare il mondo lo determina nel momento stesso in cui lo descrive, attraversando i confini, le epoche storiche e le generazioni. La matematica nasce perché gli esseri umani sono fatti della stessa sostanza di cui è fatto il tempo.

176 pages, Hardcover

First published September 6, 2016

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About the author

Chiara Valerio

43 books310 followers
Chiara Valerio è una scrittrice, traduttrice, editor, direttrice artistica e conduttrice radiofonica italiana.

Ha conseguito un dottorato in Matematica all'Università degli Studi di Napoli Federico II. È redattrice della rivista Nuovi Argomenti e ha collaborato al blog letterario Nazione Indiana. Ha scritto per il teatro e per la radio, ha collaborato con Il Sole 24 Ore e l'Unità e con la trasmissione culturale “Pane quotidiano”, Rai 3. Per l'editrice Nottetempo ha diretto la collana "narrativa.it", dedicata ai nuovi scrittori della narrativa italiana. Con Nanni Moretti, Valia Santella e Gaia Manzini ha scritto il soggetto del film di Nanni Moretti Mia madre, con Gianni Amelio e Alberto Taraglio ha scritto il soggetto del film di Gianni Amelio, La tenerezza. Nell'ottobre 2016 viene designata direttrice culturale della fiera del libro milanese "Tempo di libri", incarico da cui si dimette l'anno successivo.

Dal 2018 è Editor-in-chief del settore “Narrativa italiana” presso l'editore Marsilio di Venezia, per il quale ha ideato la collana PassaParola.

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Displaying 1 - 30 of 33 reviews
Profile Image for Ettore1207.
402 reviews
February 21, 2018
Il titolo non deve intimorire, c'è poco di matematica in questo libro, molto di storia, e tanti interessanti riferimenti ad opere letterarie. Ci sono anche, disseminati qua e là, accenni autobiografici, sempre piacevoli ma che ho trovato lievemente eccessivi nell'ultimo capitolo. Ecco perché non ho dato 5 stelle.
Profile Image for Maria Chiara.
41 reviews12 followers
May 23, 2025
ci sono vari problemi in questo libro:
- il contenuto ha ben poco a che fare con la matematica: si accenna molto, molto vagamente a qualche idea, ma sostanzialmente questo libro è un'accozzaglia (molto più umanistica che matematica) alquanto disordinata di aneddoti su vari matematici e episodi della vita dell'autrice (addirittura racconti dei suoi gatti, o di quando suo padre è caduto da una scala), il tutto condito da varie citazioni letterarie, cinematografiche ecc. mi sembra quindi che il titolo sia alquanto fuorviante: sarebbe stato più onesto qualcosa come "appunti su vita e matematica" che non un pomposo "storia umana della matematica".
- l'autrice - ma forse questa impressione è dovuta a una mia eccessiva sensibilità in questo senso - mi pare veramente troppo narcisista e presuntuosa, in modo perfino ridicolo, al punto da enumerare le caratteristiche in comune che hanno lei e Bolyai, oppure dire, dopo una dissertazione sulle innovazioni in matematica dovute a Riemann "Ma parliamo di me. Sono sempre stata una bambina con molta memoria. Ricordavo tutto per la pigrizia di doverlo capire una seconda volta...". molto spesso evidenzia la propria intelligenza ( al liceo, mentre tutti si lasciavano spaventare dai logaritmi, io ne ero stregata). inoltre ciascun capitolo è dedicato a un matematico, di cui sono riportati nome e date di nascita e morte: Bolyai, Riemann, Laplace... e l'ultimo capitolo, intitolato "In exitu", presenta la scritta "Io. 1978 - vivente", come se l'autrice si volesse in qualche modo accostare a questi giganti.
- il libro annega nella retorica: è pieno di frasi a effetto prive di significato, che mi intristiscono sopratutto perché la matematica è una materia che insegna a parlare con cura, usando parole con un senso stabilito e condiviso da tutti, che permettono di farsi capire. invece qui Valerio non presta alcuna attenzione alla logica e alla precisione nel ragionamento, non svolge argomentazioni sistematiche e rigorose (e questo si vede perfino nei pochi casi in cui parla esplicitamente di risultati di matematica: è imprecisa nell'usare le parole): preferisce divagare tra matematica, vita personale e riferimenti culturali, usando parole che suonano bene e saltando molto spesso di palo in frasca (come emerge anche dalla punteggiatura che usa: non esistono punti e virgola, o due punti). di seguito alcuni esempi:
la matematica, e ci penso ogni volta che mi trovo davanti a un disegno su un muro, su un ponte o sull'asfalto di una qualsiasi città, è questa immaginazione che educa all'invisibile, dunque all'amore e ai morti, alle utopie e ai fantasmi (cosa c'entra l'educazione all'invisibile con gli elementi architettonici di una città? inoltre: la matematica educa all'amore?...)
parlando del quinto postulato di Euclide: il problema delle parallele che s'incontrano oppure no, dell'infinito spazio, in un mondo kantiano, sconfina nel problema dell'infinito tempo. dunque dell'eternità, dunque di Dio. [...] il problema dell'esistenza di più parallele o nessuna, è il problema dell'esistenza di Dio, più precisamente di un Dio a immagine dell'uomo. anzi, le parallele sono un esercizio, uno strumento, per raggiungere Dio. O per confutarne l'esistenza (qui non ho capito, quindi per ora mi fa rabbrividire quest'uso superficiale del "dunque")
una varietà è sostanzialmente un insieme di punti o di oggetti (non ho ancora studiato geometria differenziale, quindi mi tengo qui questa frase per capire se può essere una definizione sensata - con layman words -, anche se mi sembra troppo vaga)
i logaritmi, anche quando nessuno poteva vederle, dimostravano a tutti che c'erano più stelle e quindi più sogni (vabbè)
la differenza tra la roulette e il lotto è l'amore, perché l'amore è sempre onesto ed è in virtù di questa onestà che per amore compiamo qualsiasi nefandezza
come per le equivalenze, per l'opportunità della geometria, forse anche la vita è questione di ordine di grandezza, della velocità della luce e di proiezioni (frase che non significa assolutamente niente)
mi piaceva soprattutto che fosse un uomo colto, al contrario di molti matematici (infatti era un fisico) (qui sorvolo)
Profile Image for Luca malagoli.
131 reviews3 followers
February 24, 2022
"... allora ha ragione Simone Weil a scrivere Il limite dell'amore è che non impedisce a un essere umano di morire. Ma lo aiuta a vivere, questo vorrei dire a Simone Weil
Profile Image for Willem Hoekstra.
152 reviews10 followers
January 27, 2024
Gemengde gevoelens. De biografische en inhoudelijke stukken over de wiskundigen vond ik zeker interessant. De verbindingen die ze legde met haar eigen leven en een veelheid aan bekende en minder bekende personen en boeken kon ik niet altijd volgen.
13 reviews
January 29, 2025
Delirante. Narcisista. Con diversi errori.
Alcuni spunti interessanti e collegamenti profondi, ma con un sapore generalizzato di presa per il culo.
Profile Image for Matteo Giovannetti.
7 reviews
April 29, 2023
Interesting take on the life of both the author and the mathematician/physicist discovered through the reading. Maybe it's a bit hard to understand the subtle reference to name and theories if the reader is from outside STEM (in particular, math and physics).
Profile Image for Marcello S.
647 reviews291 followers
May 15, 2017
Capivo poco, molto poco. Che cosa fosse un’infinità continua, o un anello, a che cosa servisse un gruppo e anche perché il cielo era azzurro. La geometria mi era piú chiara, la vedevo, la capivo, muovevo figure e concetti in uno spazio sempre perfettamente cartesiano, adoravo le coniche e le quadriche, il concetto di invariante mi illuminava. Ma in questa adorazione, sentimento che ben conoscevo e che si era relegato nei romanzi, arroccato come un re minacciato, scorgevo una fame nuova che nei miei libri di prima non avevo trovato. E che, riflettendo, non poteva esserci. Era la fame degli altri. Di quelli intorno. Pure loro volevano capire, pure loro inciampavano, pure loro vedevano alcune cose ed erano ciechi ad altre, tutti però dovevamo raggiungere lo stesso risultato. Eravamo nello stesso spazio (solo a tratti cartesiano) ognuno con la propria tigre, ognuna nella sua gabbia.

Libro poco classificabile. In senso positivo, direi.
Per la CDD è un 510.92 “Matematica / Persone”.
In realtà la matematica diventa spesso un pretesto per parlare di un sacco di cose con una bella fetta autobiografica.

Per intenderci siamo dalle parti di Carrère o di L’arte di collezionare mosche di Fredrik Sjöberg, ovvero un libro che non leggi per il suo rigore scientifico o come fonte attendibile per lo studio della materia quanto per l’approccio curioso misto alle incursioni nel quotidiano dell’autore.

Rette parallele, geometria (non) euclidea, quarta dimensione.
Spazio e curvatura, probabilità, balistica e giochi d’azzardo.
Dostoevskij e Blade Runner.

Resta il fatto che, pur non sapendo nulla di matematica, trovo sia un mondo dal fascino indefinibile. [70/100]

Ecco, io non posso piú costruire una geometria non euclidea, fare un trasporto parallelo su una superficie curva. Non sono piú in grado di valutare la convergenza di una serie o calcolare una certa probabilità, non ho mai capito bene la superfluidità di Landau e non so piú descrivere matematicamente come i neuroni umani ricevono e analizzano i segnali provenienti dall’esterno e forse avrei difficoltà anche a risolvere un’equazione differenziale del primo ordine – non ci provo per vigliaccheria – ma sentivo di poterlo ancora raccontare. E cosí ho fatto, con la speranza che ancora una volta, e per me pure, tanto basti.
Profile Image for Maurizio Codogno.
Author 67 books146 followers
November 14, 2016
Lo storico della matematica Umberto Bottazzini ha stroncato questo libro. Ma secondo me c'è stata un'incomprensione di fondo. Se lo si prende come testo di storia della matematica, o per meglio dire storia di alcuni matematici, in effetti non funziona per niente. Il punto è che il libro in realtà è un romanzo con una forte vena autobiografica; la matematica e i matematici sono solo lo sfondo sul quale la Valerio si racconta. Letto in questo modo, il libro cambia completamente di aspetto, e risulta godibile anche a chi ha la fobia di numeri ed equazioni: chissà se poi riuscirà anche a cogliere qualche idea di cosa può succedere nella mente di un matematico (io non lo so, è naturale che avendo io una formazione di quel tipo trovo tutto normale, ma per l'appunto non faccio testo). Al limite è proprio l'ultimo capitolo, quello anche nominalmente autobiografico, che regge di meno: mi aspettavo che quella specie di ragnatela che l'autrice aveva costruito tra i capitoli portasse alla fine a qualcosa di più di un'ammissione "un tempo forse ero una matematica, non foss'altro che per tigna, ma oggi non lo sono più".
Profile Image for Dennis.
30 reviews2 followers
July 3, 2017
"L’importante, pensavo, era non essere tronfi nelle proprie convinzioni, come la Sfera di Flatlandia. 'L’essere soddisfatti di sé significa essere vili e ignoranti, ed è meglio aspirare a qualcosa che essere ciecamente, e imponentemente, felici.' "


Come qualcuno ha già sottolineato prima di me, questo libro non ambisce ad essere un testo di storia della scienza (e nessun professore lo inserirà mai, probabilmente, tra le letture obbligatorie del suo corso, al posto di Kuhn), come Chiara Valerio non ambisce (almeno credo) a divenire la nuova Neil deGrasse Tyson italiana. Al contrario, l'autrice racconta di sè (molto bene, a mio avviso) e della sua passione per i libri tessendo una ben strutturata rete di collegamenti tra la letteratura (moderna e non) e interessanti (perlomeno per me) episodi avvenuti a matematici che chi affronta un percorso di studi scientifico avrà di certo sentito nominare.

Per i motivi menzionati, non condivido ma comprendo la recensione poco positiva di Umberto Bottazzini ("Troppo umana questa storia", Il Sole 24 Ore): il titolo può risultare fuorviante e un lettore con aspettative sbagliate può trovarsi, alla fine, deluso.
Ma d'altro canto, immagino si tratti della delusione che un fisico in erba potrebbe provare gettandosi sul celeberrimo QED di Feynman, in cui l'autore chiede di immaginare i numeri complessi come orologi associati a particelle subatomiche, pensando di avere a che fare con un vero e proprio libro di elettrodinamica quantistica (di cui, invece, non troverà altro che concetti).

Perciò, concludendo, al contrario di ciò che qualcuno si potrebbe aspettare, il target di questa lettura, a mio avviso, non sono solo gli studiosi di scienze, ma anche (e soprattutto) chi ha intrapreso un percorso di studi diametralmente opposto (letterature, arte, storia..) e desidera avere una prospettiva più "umana", storica e contestualizzata di alcuni matematici e del loro modo di pensare, narrata degnamente da una umanista "vecchio stile" (tanto letterata quanto donna di scienza).
Motivo per cui nei prossimi mesi mi impegnerò a stressare qualche "umanista moderno" con il titolo di questo libro, per poi ascoltare le loro opinioni a riguardo.
Profile Image for Chiara F..
597 reviews47 followers
July 3, 2018
Mai avrei pensato di trovare tra le pagine di questa raccolta-saggio autobiografico, un mondo, fatto principalmente di letture e solo in un secondo momento di numeri: il titolo appare fuorviante, perché è sì vero che ogni capitolo di questo breve testo è dedicato ad una figura di spicco della matematica o della fisica (compresa l’autrice, che non è però famosa come gli altri), ma a parte qualche aneddoto biografico riferito a tali personaggi, l’intento è più quello di creare un parallelo costante con la vita e le letture di Chiara Valerio, uno zibaldone di fatti che dovrebbero trovare attinenza tra loro, pur riferendosi ad argomenti diversi; per fare un esempio: il calcolo delle probabilità, uno dei tanti argomenti di studio del genio Laplace, è usato come pretesto per citare interi passi di due opere dedicate al gioco d’azzardo (“Il giocatore” di Dostoevskij e “Il paese della cuccagna” della Serao) e contemporaneamente informare il lettore circa le arti pseudo-divinatorie della zia dell’autrice stessa.

Un poutpourri, dunque, stroncato dalla critica matematica per alcune imprecisioni e per la poca accuratezza delle fonti (pesante e dura la recensione fatta da Bottazzini sul Sole 24ore di due anni fa, che inorridiva vedendo citata Wikipedia come risorsa documentale a cui fare riferimento), sebbene scritto in un italiano colto e forbito (difficilmente ho trovato in testi d’attualità proposizioni così ricercate, del tipo: “Illuminata da una luce ctonia, verde e lisergica...” per indicare uno sguardo catatonico e vendicativo).

Che dire in conclusione? Un testo interessante, piacevole e scorrevole, intriso di letteratura, ancor prima che di matematica, dove spiccano citazioni di classici antichi e contemporanei che non fanno altro che metterci a confronto con la cultura di Chiara Valerio che ha scritto qui principalmente la sua storia umana di donna di scienza. Soprattutto in questa chiave va letto il libro, a cui va il merito di fornire una serie di titoli di opere, per lo più di grande spessore, che ci ricordano quanto sia necessario un vasto patrimonio letterario per una buona preparazione scientifica.
Profile Image for Francesca.
2 reviews
June 13, 2020
In questo libro l'autrice ci racconta di alcune personalità, più o meno note, del mondo della matematica e attraverso queste di se stessa.
Ogni capitolo ci porta nella vita e nelle scoperte/idee/ossessioni di ogni personaggio ma queste sono solo lo sfondo su cui Chiara Valerio ci racconta la sua di vita.

L'idea mi è piaciuta molto, non mi aspettavo un libro matematico e così è stato.
Quello che mi ha deluso è stata invece la forma.
Ho spesso fatto fatica a seguire il filo del discorso, sono dovuta tornare indietro di qualche pagina e in uno/due casi ho riletto l'intero capitolo (ad eccezione del capitolo su Landau che invece mi è piaciuto moltissimo).
Il tutto è organizzato come una sorta di flusso di coscienza: ogni cosa letta, vista o vissuta dall'autrice che per lei ha una qualche attinenza con l'argomento (a volte reale a volte solo sentimentale) viene messa lì in un susseguirsi di ricordi e citazioni (si citano un gran numero di opere letterarie, cinematografiche, teatrali) che a mio avviso rende il tutto un po' caotico.
In alcuni casi vengono spiegati al lettore i motivi dei collegamenti fatti dall'autrice, di alcune opere viene fatto un breve riassunto, ma di altre, forse perché ritenute più famose, no. E forse ciò che non mi ha fatto apprezzare appieno quest'opera è l'enorme differenza in termini di cultura letteraria tra me e l'autrice.
Profile Image for Laura.
119 reviews8 followers
June 7, 2022
Chiara Valerio ha un modo di scrivere per me originalissimo, a tratti impenetrabile, incomprensibile, ma per lo più acuto e geniale. Trovo che leggere i suoi libri sia una piccola sfida ma se ne esce sempre con qualcosa in più.
Questo non è un libro sulla storia della matematica (e menomale, altrimenti probabilmente non l'avrei concluso - già non faccio altro che matematica durante il giorno, leggerne pure sarebbe troppo): ogni capitolo è dedicato ad un matematico, ma in realtà la sua storia è solo un pretesto per la scrittrice per spaziare e raccontare altro che ad essa è collegato, a partire dalla propria vita personale. Sono tantissimi i riferimenti letterari, e non solo, presenti nel libro. Probabilmente la me lettrice di qualche anno fa li avrebbe trovati noiosi (non li avrei capiti), ma ora sono stati per me spunti molto interessanti.
Unica nota negativa, che non posso non citare, è stato l'utilizzo del maschile per i nomi di professioni svolte da donne (la stessa Valerio si riferisce a sé come matematico, scienziato).

In ogni caso è un libro molto interessante, di Valerio voglio recuperare al più presto anche i romanzi.
Profile Image for Maristella.
111 reviews
February 5, 2024
"La matematica [...] è questa immaginazione che educa all'invisibile, dunque all'amore e ai morti, alle utopie e ai fantasmi e che ci ha portato lontano lontano, nel tempo e nello spazio."
La matematica è linguaggio, ma è anche contenuto. La narrazione è parole, è linguaggio, è comunicazione. Quindi è naturale che la matematica parli delle storie di chi l'ha indagata, così come questa storie sono matematica.
Così, un intreccio di vita, di vite, di concetti astratti, di linguaggio tecnico, di linguaggio d'amore e sentimenti. Chiara Valerio racconta le vite di alcuni matematici (e non solo) che hanno rivoluzionato la disciplina e lo fa non con il piglio da biografa, ma quasi da poeta, intrecciando aneddoti dei geni alle loro grandi scoperte e soprattutto intrecciando il proprio vissuto personale, lei che alla matematica ha dedicato gli studi. Una autobiografia sentimentale che si scrive con le biografie dei grandi, per farci capire che la matematica è ovunque, la matematica è la grammatica della realtà che conosciamo, per questo è umana.
Profile Image for Alessandra Di Gennaro.
9 reviews8 followers
February 12, 2021
Si parla di matematica? Un po', forse. In realtà si raccontano storie, esperienze, ragionamenti; di come questi emergano, o del perché si rivelino necessari.
All'inizio mi è sembrato di entrare in una stanza disordinata. Le storie degli altri si intrecciano alle storie personali. Poi si trovano i collegamenti, la visione analitica di chi per analogia conosce il mondo. Molte le citazioni, che forse rispondono al desiderio che un libro non basti a se stesso, ma che possa portare il proprio messaggio anche grazie agli altri libri. Ed in più è una miniera di consigli letterari.
Profile Image for Cédric Genot.
12 reviews3 followers
July 13, 2023
Boek dat een doel lijkt te missen en springend tussen geschiedenis van de wetenschap, persoonlijke bespiegelingen en filosofische overpeinzingen die omkadering missen waardoor er niet altijd een touw aan vast te knopen is.

Vooral erg warrig, wat jammer is omdat duidelijk is dat de schrijver zelf een erg erudiete dame is die haar innerlijke leefwereld helaas niet weet door te vertalen naar de lezer
Profile Image for Sil.
39 reviews3 followers
May 18, 2021
3.5

Molto umana, poco matematica. Piena di spunti letterari (del tipo che mi sono segnata un bel po' di titoli da recuperare) non deve assolutamente intimorire: di matematica ce ne è ben poca, davvero. Il capitolo che ho preferito è stato quello su Landau, forse perché si tratta di un fisico, forse perché è quello che ho trovato più lineare, meno confusionario nella narrazione.
Profile Image for Lorenzo Marsicano.
39 reviews
April 2, 2023
Non lo so.

Le parti in cui parla dei matematici, delle loro vite, del loro lato umano anche non prettamente connesso alle loro ricerche, sono interessantissime e si vede che c'è stata tanta ricerca e passione.

Ma è un libro che Chiara ha scritto principalmente su di sé e per sé, e forse non è quello che stavo cercando, sfortunatamente
Profile Image for Monica Brancato.
69 reviews2 followers
May 6, 2024
Come sempre Chiara Valerio ti porta a scoprire in modo del tutto originale il linguaggio matematico, lo fa attraverso gli scienziati che l’hanno studiata.
Un saggio l, ma anche un piccolo compendio di letteratura, ma anche un piccolo manualetto di filosofia.

Mi ha fatto venire voglia di ripassare gli integrali.
Profile Image for Magnolitaz.
375 reviews13 followers
July 13, 2025
“Questo libro, più di altri che ho scritto, è dunque una fotografia con i bordi i un po' ingialliti. Vorrei guardarlo tra tanti anni e ricordarmi di com'ero, delle cose che ho amato e delle persone, dei collegamenti tra le une e le altre, come fossero viaggi esotici e itinerari cittadini e dire pure, come succede Avrei potuto, avrei dovuto.”
Profile Image for Annalisa  Ponti.
368 reviews20 followers
October 21, 2017
No, non l’ho finito. Mi aspettavo altro, e forse non capendo nulla di matematica e geometria... un bel titolo ingannatore e una lettrice questa volta sprovveduta: ma proprio non riesco a procedere. Mi dispiace.
Profile Image for Mattia.
Author 5 books5 followers
November 16, 2019
Di matematica non ce n'è molta, più che altro uno stream of consciousness di letteratura, cultura alta e bassa, matematica e, soprattutto, la biografia dell'autrice: un po' "Lessico famigliare", un po' Diogene Laerzio.
Profile Image for Emre Sevinç.
179 reviews448 followers
June 14, 2020
Niet slecht maar meer persoonlijk dan menselijk. Sommige delen van geschiednis van wiskunde was een groot plezier te lezen, maar delen over biografische details van de auteur was niet vlot genoeg denk ik. Ik kan dit boek niet voor iederen aanbevelen.
Profile Image for Giovanna.
8 reviews
October 9, 2022
Una storia personale che si intreccia con storie di matematici. Troppa prima persona. Non mi è piaciuto
Profile Image for paolopasini.
10 reviews
November 9, 2023
technically a 2/7 since i only enjoyed about that fraction of the book. the subject (except for the author's own life) is interesting but the presentation and style are unbearable.
Profile Image for Marco.
146 reviews
April 6, 2024
non mi è piaciuto lo stile ed il modo caotico di raccontare saltando di palo in frasca
Displaying 1 - 30 of 33 reviews

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