What do you think?


L'educazione emotiva. Come educare al meglio i nostri bambini grazie alle neuroscienze
Quando nostro figlio nasce, nasciamo anche noi come genitori, pieni di speranze, timori, aspettative. Il compito che ci attende ci fa sentire quasi sempre inadeguati. Eppure, per “allenare” un bambino alla vita, non occorrono competenze speciali, basta la volontà di metterci in gioco: solo così possiamo sintonizzarci con lui e aiutarlo a crescere libero e felice. Non esistono infatti ricette preconfezionate per gestire le emozioni fondamentali – rabbia e paura, tristezza e disgusto, sorpresa e felicità – che alimentano la mente del bambino, talvolta innescando disagi e conflitti. Ma alle sfide di ogni giorno possiamo rispondere accogliendo il suo stato emotivo, facendolo sentire compreso, offrendogli strumenti via via più complessi per interpretare quello che prova e attribuirgli un senso. In queste pagine, Alberto Pellai – ricco della sua esperienza di medico, psicoterapeuta dell’età evolutiva, ricercatore universitario e soprattutto genitore di quattro figli – ci racconta in modo semplice e illuminante come funziona il cervello, ci aiuta a riconoscere le dinamiche psicologiche che regolano il rapporto con i figli e ci propone consigli concreti per esserne sempre i migliori alleati. Perché se è vero che i bambini imparano quello che vivono, educarli significa aiutarli, con amore e creatività, a coltivare il desiderio di diventare ciò che sono, gettando un solido ponte tra presente e futuro.
205 pages, Hardcover
Published September 1, 2016
Ratings & Reviews
Friends & Following
Create a free account to discover what your friends think of this book!
Community Reviews
Displaying 1 - 4 of 4 reviews
July 26, 2026
Un piccolo spunto per chi non ha letto altro sul tema educativo.
Credo ci siano opere di valore molto più "pratico" e con spunti meno abbozzati e meno stereotipati.
Un po' fermo nel tempo.
Premetto che di questo professionista ho letto solo questo libro e non lo conoscevo prima, quindi potrei essere parziale e magari ingiusta. Non è chiaramente questo il mio intento.
Nel complesso ha senso.
Ho trovato inopportuno segnalare che il padre "potrebbe sentirsi trascurato" dal periodo dei primi mesi dopo il parto, soprattutto dopo il capitolo che tratta della risoluzione della cura del proprio bambino interiore, prima che diventi padre.
Mi sono quindi chiesta se l'autore crede in quello che scrive oppure si tratta solo di enunciare della teoria.
Vorrei inoltre sottolineare che di tutti gli spunti posti a domande dei genitori, a cui l'autore risponde a modi rubrica, solo UNO è posto da un padre.
Possibile che solo il papà Davide a pag. 185 abbia qualcosa da segnalare e le restanti siano una TRENTINA di donne?
Ho molta più fiducia nei padri moderni di quanta, credo, ne abbia lo stesso Pellai.
Come possono "partecipare" e "aiutare" (come suggerito dall'autore, come se invece non fosse un ruolo ben definito quello del padre) se non hanno voce neanche nella bibliografia?
Se un padre leggerà queso volume non potrà che sentirsi rappresentato dal solo Davide.
Sono un po' scettica, un po' arrabbiata: vorrei trovare più sostanza, più contemporaneità, una visione MOLTO più aperta e pragmatica da un professionista.
Credo ci siano opere di valore molto più "pratico" e con spunti meno abbozzati e meno stereotipati.
Un po' fermo nel tempo.
Premetto che di questo professionista ho letto solo questo libro e non lo conoscevo prima, quindi potrei essere parziale e magari ingiusta. Non è chiaramente questo il mio intento.
Nel complesso ha senso.
Ho trovato inopportuno segnalare che il padre "potrebbe sentirsi trascurato" dal periodo dei primi mesi dopo il parto, soprattutto dopo il capitolo che tratta della risoluzione della cura del proprio bambino interiore, prima che diventi padre.
Mi sono quindi chiesta se l'autore crede in quello che scrive oppure si tratta solo di enunciare della teoria.
Vorrei inoltre sottolineare che di tutti gli spunti posti a domande dei genitori, a cui l'autore risponde a modi rubrica, solo UNO è posto da un padre.
Possibile che solo il papà Davide a pag. 185 abbia qualcosa da segnalare e le restanti siano una TRENTINA di donne?
Ho molta più fiducia nei padri moderni di quanta, credo, ne abbia lo stesso Pellai.
Come possono "partecipare" e "aiutare" (come suggerito dall'autore, come se invece non fosse un ruolo ben definito quello del padre) se non hanno voce neanche nella bibliografia?
Se un padre leggerà queso volume non potrà che sentirsi rappresentato dal solo Davide.
Sono un po' scettica, un po' arrabbiata: vorrei trovare più sostanza, più contemporaneità, una visione MOLTO più aperta e pragmatica da un professionista.
January 14, 2023
Indicazioni utili per guidare la quotidianità con i bambini
January 29, 2024
Libro molto interessante e ricco di spunti per la fascia di età dei più piccoli. Consigliato
March 6, 2026
molto interessante e utile
Displaying 1 - 4 of 4 reviews




