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Nucleo Zero

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Le torbide e torpide pulsazioni del cuore di Roma, e per estensione dell'intero Paese, sono auscultate con la sagace pazienza di un medico di famiglia - che tutti conosce ma che è anche agguerritamente aggiornato sui progressi della sua scienza - da un'inattesa Luce d'Eramo. Dopo la grande prova autobiografica di Deviazione, eccola quasi imprevedibilmente proiettarsi nella più intima e scorticata realtà dei nostri anni, studiare romanzescamente l'atroce malanno del terrorismo. Un'opera, Nucleo Zero, nella quale tutto e nulla è vero: di una verità sfuggente e vitalistica, come quella della banda armata che, in uno sbalorditivo inizio, attua nel giro di poche ore il suo grandioso esproprio proletario (leggi: rapina) ai danni di una banca, di una gioielleria e di un ufficio postale, a pochi metri l'uno dall'altro, con protervo e meticoloso coraggio. Poi, raccolto il respiro, lo stesso combattivo plotone sequestrerà il più grande industriale d'Italia. La tensione narrativa è sempre di altissimo voltaggio, come il linguaggio che assedia fatti e personaggi colpendoli nel loro entro. Il filosofare dell'uomo in rivolta, del ribelle, viene qui osservato e analizzato simultaneamente dai diversi punti di vita dei cruenti attori. Mai analizzati, mai ridicolizzati: assurdi e insieme corposi nel loro muoversi sul filo, come acrobati, di un'allucinata ricerca esistenziale. C'è più sapienza psicologica del terrorismo in queste pagine che in cento fascicoli della magistratura e della questura. Non mostri travestiti da uomini, ma semmai l'inverso: proletari con solide e insieme avventate ragioni, intellettuali come il medico della polizia, vera e propria talpa annidata nel ganglio più sensibile del Sistema, o come la lucida ed esasperata Lorenza, tutti sorretti da un'intelligenza aguzza ma allo sbando e tutti capaci di rifondersi ogni giorno in una minima ma articolatissima
organizzazione dal passo d'orologio, senza inceppi. La tensione nevrotica è forse la spina nel loro fianco, incuneata come per caso da un avvocato d'alto bordo, motore primo della loro catastrofe. Il disegno perfetto della banda si sfilaccia in un finale di tragiche e ormai ineluttabili fatalità. Anche se del furibondo fuoco ormai estinto si ostina a vivere una piccola favilla.

320 pages, Hardcover

First published January 1, 1981

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About the author

Luce D'Eramo

25 books14 followers
Luce D’Eramo (1925–2001) was born in Reims, France, to Italian parents. She is the author of numerous works of fiction and nonfiction, including the novels Deviation (1979), a fictionalized account of her experiences during the Second World War and Nucleo Zero, (1981), about the polical terrorism in Italy of the Years of Lead.

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Profile Image for Pepe.
94 reviews3 followers
January 4, 2014
Ogni tanto incrocio autori e libri dimenticati ma da salvare. Li trovo in biblioteca seguendo il consiglio di un amico o nelle bancarelle dell'usato come nel caso di Nucleo zero: da salvare e rileggere, non solo perché è un libro dentro la storia recente del paese, pubblicato nell'80, e parla di terrorismo - fa parlare i terroristi mettendo in luce i limiti della lotta armata che non può essere la risposta degli angariati; ma anche per il lavoro di scavo psicologico che Luce D'Eramo compie sui personaggi (i terroristi di nz, l'industriale rapito, l'avvocato liberale, e delatore), per l'eleganza dello stile, per l'acutezza delle analisi.
Per un ritratto della scrittrice: http://it.wikipedia.org/wiki/Luce_d%2....
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