Traggo questa nota dal sito della Fondazione Gesualdo Bufalino
"Bugiardino
Genere - Un’escursione domenicale nei territori del giallo: è quanto ha inteso concedersi Gesualdo Bufalino , tornando in libreria dopo una pausa di felice ma fallita “apartheid”. Il risultato è un’opera che corregge volentieri la passione col ghiribizzo, lo spirito di conseguenza con le fandonie dell’immaginario. Pagine da usarsi per giocattolo, dunque, ma dove s’avverte talvolta uno smarrimento. Come quando si vedono negli specchi d’un lunapark moltiplicarsi e contraddirsi le maschere della ragione.
Argomento – Conforme ai canoni, salvi gli arbitrii dell’ironia, il libro racconta un mistero: la morte d’un editore, dovuta non si sa se a frode o a disgrazia, nella sua casa delle vacanze. Ne segue un’indagine che chiama in causa tutti gli ospiti e che la vittima stessa, attraverso postume rivelazioni, sembra voler dirigere in prima persona. Finché la sua segretaria, una nubile di poche grazie e di molte virtù, risolve o crede di risolvere il caso.
Intenzioni – Curarsi scrivendo ma, fra i piaceri della scrittura, scegliendo il più ingenuo: lo stesso di chi riempie lo schema d’un cruciverba o disegna una faccia sul rovescio d’un francobollo… Mettere alla prova la compatibilità di certi eccessi di stile con le ingegnerie dell’intreccio… Intrattenere i lettori, proponendogli burle e trucchi, personaggi e macchiette rigorosamente incredibili… Tirare a salve (è stato anche il consiglio dei medici) su una sagoma fatta a propria immagine e somiglianza…"
E' un giallo? Sì, è anche un giallo. Ma potrebbe persino esserne il requiem, del romanzo giallo (come per Friedrich Dürrenmatt "La promessa").
E' un gioco? Sì, è soprattutto un gioco. Diciamo un cruciverbone.
Dunque è un paradigma? E' sicuramente una metafora della vita. Perché ‘‘che altro facciamo, noi uomini, durante tutta la nostra vita, se non rispondere balbettando a una sfinge?’’.
In mezzo alla raffinatissima prosa di Bufalino, gran divertimento è esplorarne le citazioni, colte e meno colte. A cominciare dall'onomastica.
Il protagonista si chiama Medardo e muore per un violentissimo colpo alla testa che gliela divide in due. Dal nulla compare sulla scena "Il visconte dimezzato" di Calvino.
Il colpo mortale è prodotto dalla caduta dall'alto della statua marmorea di Eschilo del quale sono costretta a narrare la morte leggendaria. "In questo modo si narra sia morto il grande poeta Eschilo: un oracolo gli aveva predetto che sarebbe morto a causa di ‘qualcosa che sarebbe caduto dal cielo’. Così Eschilo aveva sempre timore che qualcosa potesse cadergli sulla testa, e quando camminava guardava spesso all’insù, per assicurarsi che nessun oggetto lo potesse colpire.
Aveva anche immaginato che quel ‘qualcosa’ potesse essere un fulmine, perciò non usciva mai quando c’erano i temporali. Una bella mattina di sole, egli uscì è andò in un grande campo deserto, sentendosi tranquillo per il fatto che lì nessuna cosa, egli pensava, gli sarebbe mai potuta cadere sulla testa. Si distese a riposare e poco dopo si addormentò. Ma un’aquila che teneva fra gli artigli una grossa tartaruga passò proprio sopra a quel campo, cercando, come è abitudine di questi animali, una bella pietra su cui far cadere di colpo la tartaruga, in maniera da frantumare il guscio e potersi quindi nutrire della sua gustosissima carne. L’aquila, sorvolando quel campo vuoto, fu subito attratta dalla testa di Eschilo: il poeta era calvo, e il sole si rifletteva sulla sua testa lucida, rendendola ben visibile. L’aquila fece cadere la tartaruga proprio sopra la sua testa, ed Eschilo prima di morire si rese conto che era stato assai vano cercare di sfuggire al proprio destino".
Dunque Eschilo fu ucciso da un'aquila. Medardo viene ucciso da Eschilo. E qual è il cognome di Medardo? Aquila, Medardo Aquila, ovviamente.
Il "Qui pro quo" in questo romanzo è dunque a tutto campo: l'investigatrice -una bruttina stagionata apparentemente senza arte né parte- si chiama Agatha (all'anagrafe probabilmente Agatina), Agatha Sotheby, come la casa d'aste rivale della Christie's (la più grande casa d'aste al mondo).