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Per dove parte questo treno allegro

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Un padre simpatico e cialtrone che passa da un fallimento all'altro con incosciente noncuranza e un figlio trentenne, lavativo ma perbene: sono questi i due eroi del romanzo di Veronesi. All'inizio della storia il padre propone al figlio di recuperare clandestinamente in Svizzera un bel gruzzolo di soldi, scampato al sequestro dei beni della famiglia. Comincia così un viaggio avventuroso e insensato. Eppure, nella meschina concretezza della proposta - il denaro è il reale motore della storia e dei sentimenti dei due protagonisti - questa è l'unica azione che possa smuovere la pigrizia del giovane che, sulla scia dell'esistenza scapestrata del padre e in nome di una madre perduta e bellissima, intravede l'occasione per ricomporre la propria esistenza.

186 pages, Paperback

First published January 1, 1998

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About the author

Sandro Veronesi

65 books418 followers
Sandro Veronesi, born in Florence, Tuscany in 1959, is an Italian novelist, essayist, and journalist. After earning a degree in architecture at the University of Florence, he opted for a writing career in his mid to late twenties. Veronesi published his first book at the age of 25, a collection of poetry (Il resto del cielo, 1984) that has remained his only venture into verse writing. What has followed since includes five novels, three books of essays, one theatrical piece, numerous introductions to novels and collections of essays, interviews, screenplay, and television programs.

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Displaying 1 - 6 of 6 reviews
Profile Image for Orsodimondo.
2,465 reviews2,441 followers
July 23, 2025
DIARIO DI UN MILLENNIO CHE FUGGE

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Veronesi debutta nella maniera migliore, almeno nelle intenzioni: perché si cimenta da subito con la figura del padre, un topos letterario niente male (e non solo letterario).
E lo fa accostando il genitore a Robert Mitchum, icona di una mascolinità all’ennesima potenza, addirittura ingombrante: Mitchum ha incarnato il maschio forte ma languido, crepuscolare e indifferente, indolente, distaccato, un mix ambiguo di impulsività animale e calma olimpica, correttezza morale e tensione anarchica, lealtà e individualismo. Urca che sfida!

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Durante un’estate romana (e all’epoca dell’uscita del romanzo era davvero come descritta: città afosa e sonnolenta, deserta, chiusa, abbandonata, con i pochi abitanti rimasti barricati durante il giorno, di notte in libera e vagabonda uscita), il figlio, che si è da poco trasferito a vivere a Roma (dalle finestre dell’appartamento si staglia il gazometro), vede presentarsi alla sua porta, senza alcun preavviso, il padre.
L’adulto chiede aiuto al giovane aspirante artista: dài, vieni con me in Svizzera, andiamo in una banca a prendere i soldi che sono riuscito a inguattare tra un fallimento e l’altro – mi serve che vieni con me perché tu passerai inosservato, a me, invece, che ho lasciato fallire ogni mia impresa, mi fermano subito.

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Però, se la prendono comoda, e la prospettiva del viaggio oltre confine sembra quasi una scusa per passare un po’ di tempo insieme e affrontare un inevitabile confronto da uomo a uomo.
Soprattutto c’è il tempo di un mini tour alla maniera de “Il sorpasso”: Toscana!
Prima tappa la loro casa al mare: si spalanca il pozzo dei ricordi, ma non possono entrare a causa dei guai finanziari del padre (e della Guardia di Finanza); proseguono per Viareggio a trovare l’ex fidanzata del giovane, ora sposata e mamma: anni prima, però, quando stavano insieme, lei quel bambino non aveva voluto tenerlo e…

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L’altra donna della storia, la moglie del padre, e quindi madre del figlio, è figura femminile che lascia pensare: è scappata di casa, chissà con chi, per andare chissà dove, è sparita senza dare notizie.
Tra la passività esistenziale del figlio, una vita di compromessi come quella del padre sembra scelta di gran lunga più vitale.

E quindi detour e viaggio diventano l’occasione per ritrovarsi dopo essersi persi, per tentare finalmente di capirsi.
E quindi ci sono binari, ma le stazioni non sono mai quelle previste.

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Veronesi mira alla chiave ironica, “allegra”, ma sembra essere ritroso ad adottarla davvero, quasi come si vergognasse perché non abbastanza engagé, e quindi smorza il brio risultando sfuocato, finendo col trasformare pacatezza in eccessivo distacco: il risultato è che sembra di sapere tutto sin dal principio, tutto si presenta scontato, né lettore né scrittore (né personaggi) scoprono qualcosa.

PS
La casa editrice Theoria, di Roma, tra il 1982, anno di fondazione, e il 1995, l’anno della chiusura (ma ora credo che sia tornata in attività), pubblicò gli esordi di Marco Lodoli, Sandro Veronesi qui presente, Giulio Mozzi, Sandra Petrignani, Sandro Onofri, oltre che allevare Severino Cesari e Paolo Repetti, che poi se ne andarono per Stile Libero (Einaudi).

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Profile Image for Lilyth.
382 reviews19 followers
January 27, 2019
E' il primo libro che leggo di questo autore e non so che pensare. Dal titolo e dalla sinossi mi aspettavo altro, qualcosa di allegro e invece è un viaggio attraverso i ricordi, i rimpianti e la perdita. Proprio su quest'ultimo aspetto si dipana l'intero intreccio narrativo, la perdita delle cose materiali come le case e i soldi, ma anche la perdita dell'affetto delle persone, la madre che dopo aver tradito il padre li abbandona, la fidanzata che ha finito per sposare un altro, l'allontanamento tra padre e figlio.
Il viaggio, che si svolge in pochi caldissimi giorni, è raccontato del figlio che sulla strada (ferrata) per Lugano ripercorre il passato suo e del padre e i soldi da recuperare in una banca Svizzera si rivelano solo il pretesto per compiere questo viaggio nel passato.
Profile Image for Hanneke.
43 reviews2 followers
August 21, 2020
Speciaal, gaat eigenlijk nergens heen (zoals de titel) en toch blijf je verder lezen, door de schrijfstijl, de beschrijvingen, de humor.
Profile Image for Jeanne.
74 reviews
July 15, 2023
Gaaf boek, aandoenlijk, tragikomisch en leest als een trein. Heerlijk, die Italiaanse schrijver. Vader/zoon en 'coming of age'.
Profile Image for Stef Smulders.
Author 80 books119 followers
May 12, 2016
This one was getting worse and worse, melodramatic, senseless, annoying. The reason of the son's troubled relationship with his father does not become clear and neither does his way of life. I could not relate to him at all.
Displaying 1 - 6 of 6 reviews

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