4 e ½.
Volete una recensione fatta "di pancia", sulla base delle emozioni che ho provato durante la lettura, o una più analitica, che mi permetta di analizzare in maniera quanto più oggettiva possibile pregi e difetti di questa storia? Per quanto riguarda le emozioni posso dirvi che questo libro è stato come un'onda anomala che mi ha travolta. Ho cominciato a leggerlo in un orario improbabile dicendomi: "ma sì, poche pagine e poi spengo il Kindle". Sono passate ore, ore e ore, ed ero ancora lì, incollata al Kindle senza neanche respirare per leggere quanto più in fretta possibile e sapere, sapere, sapere. Sempre più. Mi sono alzata al mattino prestissimo con un pensiero fisso: continuare la lettura per sapere cosa ne sarebbe stato di Alex e Sabrina. Un'altra ora e il libro era già finito.
Una storia dura, che non ha paura di mettere in luce il brutto della vita, delle persone, di contesti sociali e familiari. Una storia che si fa fatica a digerire per tanti, troppi, motivi. Sabrina è una ragazza giovane che non ha ancora raggiunto la maggiore età. È stata allontanata dalla famiglia perchè suo padre è un violento, adesso vive in una comunità. È una ragazza ribelle, difficile da gestire, che passa la maggior parte del suo tempo a farsi del male in ogni modo possibile. Fisicamente quanto psicologicamente distrutta, alla continua ricerca di un sostegno affettivo ed emotivo, ciò che le è sempre mancato. Alex è lo psicologo coordinatore della comunità, ma dietro questo ruolo di tutto rispetto si nasconde un'anima spezzata, esattamente come Sabrina.
Sono malati, entrambi. Distrutti. Danneggiati. Sotto ogni punto di vista.
Due personaggi che spezzano il cuore, che inteneriscono il lettore perchè bisognosi di tanto affetto e calore, oltre che di una seconda opportunità. Già, perchè la vita gli ha già tolto tanto e mostrato tutto il brutto, adesso meritano il bello, i sorrisi e l'amore. Ma sarà dura, una strada piena di salite e ostacoli. Dovranno combattere prima di tutto contro se stessi, poi contro la persona amata, per raggiungere una stabilità - neanche lontanamente vicina all'idea che ha una persona qualsiasi del termine stabilità -.
Alex è un personaggio assolutamente sopra le righe. Ha delle reazioni eccessive, spropositate; quest'uomo non conosce misure. Tutto ciò che fa e dice è troppo, tanto. I suoi metodi educativi sono a dir poco ortodossi e mostrano chiaramente che dentro ha qualcosa che lo corrode ogni giorno di più. Il mostro del suo passato non gli dà tregua, eppure sono rimasta affascinata da questa durezza, da questi suoi modi di fare "rozzi", privi di delicatezza e dolcezza. Alex è sicuramente un uomo duro dalla personalità instabile e dalle reazioni incontrollabili, di quelli che, almeno nei libri, ci fanno perdutamente innamorare (dannata sindrome da crocerossina!!!).
Sabrina è ingestibile, perchè lei per prima fa fatica a gestire il mostro che alberga nella sua anima. Legarsi ad Alex sarà naturale, istintivo. L'attrazione fisica e sessuale giocherà un ruolo di primaria importanza, soprattutto nella prima parte del romanzo. Dopodiché i due capiranno che c'è ben altro e impareranno a conoscersi meglio.
Quella che nasce come una relazione proibita, per via dei ruoli che ricoprono all'interno della comunità, diventerà qualcosa di essenziale per entrambi una volta che Sabrina compirà diciotto anni e comincerà una nuova vita lontana dal centro che l'ha ospitata e protetta.
Ho passato la maggior parte del tempo a chiedermi come avrebbe reagito Alex, quando avrebbe superato il limite, quando avrebbe ceduto alle lusinghe della ragazzina, perchè è chiaro dal primo istante che anche lui si sente irrimediabilmente attratto da lei. Avere a che fare con un personaggio così umorale è stimolante, rende la lettura più interessante e affascina. Probabilmente se l'autrice l'avesse delineato e caratterizzato in maniera diversa, questa storia non mi avrebbe affascinato così tanto. Però c'è, oggettivamente, qualcosa che non va. Analizzando più approfonditamente l'intera storia, a posteriori, devo ammettere che alcuni comportamenti di Alex sono eccessivamente sopra le righe, poco credibili. Il suo cambiamento, in primis, è stato troppo radicale e repentino per poter essere considerato credibile. Mi viene da chiedermi come sia possibile che quest'uomo così tormentato, che usa il sesso per dominare le donne, possa essersi trasformato in un uomo capace di dare amore e sicurezza alla ragazza che scopre di amare. L'Alex della seconda parte del libro è un altro uomo rispetto all'Alex conosciuto fino a quel momento.
L'ultimo capitolo prima dell'epilogo mi ha tolto vent'anni di vita, ha risucchiato ogni mia energia. Beh, sì, dai, ci sta. Ci può stare. Ma anche no. No, non lo posso accettare. Sto male. Scrivo subito all'autrice.
Non vi dico altro, non vi rovinerò la sorpresona! (Grande, Veronica!)
Un'agonia, tante emozioni, immenso dolore: DANNEGGIATA. Assolutamente consigliato.
***
«Se è sbagliato, perché sono felice? Perché mi manca il respiro e mi scoppia il cuore?»
«Perché tu e io siamo uguali. Ci piace soffrire, ne abbiamo bisogno.»
«Io ho voglia di fare l’amore con te, Alex.»
«L’amore… con me… non hai idea di quello che vai cercando. Quello che potrei darti io ti distruggerebbe. Farei di te un guscio vuoto, come me. È questo che vuoi?»
«Io voglio te.»
«Io non esisto, Sabrina. Ciò che tu credi io sia non esiste.»
«E allora… spezzami! Preferisco essere rotta piuttosto che vivere intera senza averti mai avuto.»