Sono qui raccolti, in un unico volume, tre romanzi di Laura Mancinelli in cui l'autrice trasporta il lettore in un mondo dove i sogni possono diventare realtà. Biglietto d'amore, con lo straordinario viaggio nella Germania del XIII secolo di un poeta e di un cacciatore alla scoperta di quante più possibili poesie d'amore che si trasformerà ben presto in un'affascinante iniziazione alla bellezza della natura e ai piaceri terreni; I colori del cuore, che vedrà l'intelligenza e la purezza dei sentimenti vincere sull'arroganza e la forza bruta; infine, conclusione ideale di questa trilogia, Il ragazzo dagli occhi neri, con l'avventuroso ritorno ai luoghi degli avi che sarà l'occasione, per un giovane principe, di scoprire le proprie radici e le ragioni che governano l'utopia di ogni singolo destino. Con una premessa dell'autrice.
Laura Mancinelli (Udine, 18 dicembre 1933 – Torino, 7 luglio 2016) è stata una germanista, medievista e scrittrice italiana. Docente universitaria, traduttrice e autrice di romanzi storici, si è laureata nel 1956 in lettere moderne all'Università di Torino, con una tesi in letteratura tedesca.
A me questo breve libro è piaciuto molto. Ha il gusto di una fiaba, con avventure e amori che forse possono apparire semplici nei loro lieto fine. Ma una cosa che lo rende speciale c'è, ed è che dietro alla scrittura appare evidente che c'è una penna di chi conosce molto bene ciò di cui scrive. Una germanista che sa descriverti in tono fiabesco la storia vera. In un mondo di tuttologi la semplicità della conoscenza fa sempre piacere.
Tre racconti, capitoli brevissimi, leggibile anche "a rate" come ho fatto io. Storie originali e medievali, diverse da qualsiasi avventura di genere storico. Si percepisce che è scritto con grande passione, anche se per me ci voleva un guizzo diverso per appassionarmi.
Il miele ha certo il sopravvento - specie nei primi tre libri, in cui tant'è tutto va come deve andare, e nella prima parte dell'ultimo, dove le coincidenze si fanno tenere ma anche parecchio forzate.
E però lo ricorderò per il finale amaro, un po' fuori posto e sospeso, autunnale perfino nel deserto.