Bastioli è il responsabile di una piccola azienda di telecomunicazioni del Nord. è affetto da sindrome da dipendenza dal lavoro: l’azienda è il suo piccolo paradiso, edificato anno dopo anno per sfuggire alla monotonia della vita quotidiana e alle responsabilità familiari. Il protagonista vive con il terrore che qualcuno possa infrangere il suo sogno. Pervaso da un generico sentimento ostile, approfittando dell’“immenso” potere concessogli, si attribuisce tutti i meriti lasciando i demeriti a chi, gerarchicamente, sta sotto di lui. Trascorre intere giornate a ideare frasi ad effetto con l’intento di tormentare i sottoposti, ingraziarsi potenziali clienti e conservare intatta la propria reputazione, trascurando il vero obiettivo per cui viene pagato: mandare avanti un ufficio. Una mattina riceve la telefonata che può cambiare radicalmente il destino della “sua” azienda: Lucio Caruso, un “illustre” imprenditore edile di origini meridionali, chiede se ci sia la possibilità di avere un collegamento ad Internet per la succursale in Eritrea...
Piacevolissima scoperta. Un libro veloce, gradevole e davvero ben scritto. Gli autori sono riusciti a creare un protagonista (il responsabile Bastioli) e un cast di personaggi di supporto in grado di dare il via ad una saga. Le quotidiane (dis)avventure di Bastioli strappano più di una risata, spesso amara. La dura realtà è che l'eroe/antieroe di questo libro si trova alle prese con un insuccesso dietro l'altro e con toppe sempre più grandi dei buchi da tappare. Le premesse per ritrovarlo nella prossima (dis)avventura, ci sono tutte. Quando la comicità incontra la tragicità, nasce la curiosità. Che fine farà Bastioli? in quali guai si andrà a cacciare? Consiglio la lettura di questo libro e attendo con impazienza il seguito.