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La disuguaglianza fa bene. Manuale di sopravvivenza per un liberista

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L’economia è come il calcio: tutti ne parlano, molti ripetono meccanicamente le idee di altri, pochi sanno descriverne davvero i meccanismi.
Nicola Porro ci mette in guardia dai rischi di un pensiero unico che non accetta voci fuori dal coro riscoprendo gli insegnamenti dei più importanti pensatori liberali, molti dei quali oggi ingiustamente trascurati. Parliamo di economisti, filosofi, statisti, persino romanzieri best seller, che nelle loro opere hanno spiegato, e in certi casi previsto, fenomeni con cui abbiamo a che fare quotidianamente.
Le tasse e l’istruzione, il falso mito dell’uguaglianza e le profezie apocalittiche degli ambientalisti: in questo libro l’economia torna una disciplina che ci riguarda molto da vicino grazie ai grandi uomini che l’hanno raccontata.
Da Thomas Jefferson a Vilfredo Pareto, dalla scuola austriaca di Mises e Hayek agli eroi nazionali Ricossa e Martino, da Houellebecq a Piketty, Nicola Porro ci conduce con linguaggio semplice, tono ironico e una punta di veleno politico, in un viaggio dentro l’attualità, che è anche un viaggio parallelo alla riscoperta dei nomi dimenticati di quella cultura liberale che ha contribuito in modo decisivo a creare l’impalcatura del nostro paese, e dell’Europa che oggi mettiamo maldestramente in discussione.

317 pages, Paperback

First published January 1, 2016

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Nicola Porro

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Profile Image for Antonio Gallo.
Author 6 books57 followers
May 5, 2017
Un libro-sintesi per chi si sente libero e liberale. Mi ha colpito una frase che può sembrare un paradosso, ma che fotografa la realtà che non tutti vedono e accettano. Una frase-provocazione, un pensiero contro-corrente, l'ignorante e l'ideologicamente condizionato la disprezza con una parolaccia, sia sul libro che su chi l'ha scritto.

Come scrive l'autore Nicola Porro quando riferisce l'episodio di quel lettore al quale la commessa delle libreria dice che soltanto uno "stronzo di destra" poteva scrivere un libro con un titolo del genere. Insomma, si scade immediatamente nella rissa tra destra e sinistra e ogni pensiero diventa straccio.

Il primo capitolo di questo libro, che aspira ad essere anche un manuale, porta in testa questa frase: "Senza un padre ricco san Francesco non sarebbe mai diventato povero". Di qui inizia il viaggio di Porro nel sentiero della disuguaglianza umana. Per me niente di nuovo. L'ho sempre pensato, non solo nella mia pochezza intellettuale, ma anche nella mia pochezza economica.

Oddio, qualcuno tempo fa mi accusò di "vacuità" del mio impegno culturale e politico. L'ho sempre saputo che siamo tutti "diversamente eguali". Chi è "vacuo" e chi è "fatuo", chi è bianco e chi è nero, chi è ricco e chi è povero. Non è colpa di nessuno.

Ma sono certo che ci potrà essere sempre qualcuno che è più "stupido" di uno "stupido" se si considera questa condizione umana in rapporto all'infinito. Per questa ragione non consiglio la lettura di questo libro a chi pensa che la disuguaglianza possa essere eliminata con l'ideologia o la religione.

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L’economia è come il calcio: tutti ne parlano, molti ripetono meccanicamente le idee di altri, pochi sanno descriverne davvero i meccanismi. Nicola Porro ci mette in guardia dai rischi di un pensiero unico che non accetta voci fuori dal coro riscoprendo gli insegnamenti dei più importanti pensatori liberali, molti dei quali oggi ingiustamente trascurati.

Parliamo di economisti, filosofi, statisti, persino romanzieri best seller, che nelle loro opere hanno spiegato, e in certi casi previsto, fenomeni con cui abbiamo a che fare quotidianamente. Le tasse e l’istruzione, il falso mito dell’uguaglianza e le profezie apocalittiche degli ambientalisti: in questo libro l’economia torna una disciplina che ci riguarda molto da vicino grazie ai grandi uomini che l’hanno raccontata.

Da Thomas Jefferson a Vilfredo Pareto, dalla scuola austriaca di Mises e Hayek agli eroi nazionali Ricossa e Martino, da Houellebecq a Piketty, Nicola Porro ci conduce con linguaggio semplice, tono ironico e una punta di veleno politico, in un viaggio dentro l’attualità, che è anche un viaggio parallelo alla riscoperta dei nomi dimenticati di quella cultura liberale che ha contribuito in modo decisivo a creare l’impalcatura del nostro paese, e dell’Europa che oggi mettiamo maldestramente in discussione.
Profile Image for Pier Francesco Berardinelli.
23 reviews5 followers
December 4, 2018
“La disuguaglianza fa bene. Manuale di sopravvivenza per un liberista” di Nicola Porro è un viaggio tra i grandi del pensiero liberale, in cui l’autore fa parlare le opere, tra gli altri, di Sergio Ricossa, Thomas Jefferson, Adam Smith, Ludwig von Mises, Friedrich von Hayek, Raymond Aron, Alessandro Manzoni, Bernard Mandeville, Francesco Forte, Dario Antiseri, Walter Block, Alexis de Toqueville e Luigi Enaidi, a cui dedica l’ultimo capitolo.

Il filo rosso del libro può essere individuato nel capitolo intitolato «Io a Capalbio non ci vado», duro attacco all’egemonia intellettuale di una sinistra che ritiene che la destra non legga.

Come è facile intuire, questo "bignami" offre numerosi spunti di riflessione che dovranno essere approfonditi negli scritti dei singoli autori.

Una nota personale. Durante tutta la lettura del libro, mi sono sentito – campanilisticamente – orgoglioso dei continui riferimenti ad una casa editrice di Macerata, la Liberilibri, che svolge un lodevole lavoro di traduzione e pubblicazione di numerosi autori liberali, contribuendo alla diffusione delle loro idee.
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