Un uomo «sempre presente a sé stesso, sempre domatore, che non s'arresta di fronte a nulla», capace di agire con coscienza e di non arrendersi alle allucinazioni collettive. A questo tipo morale si riferiva il «giovane prodigioso» Piero Gobetti, in lotta con il suo tempo. Per esplorare lo spazio della scelta, del dubbio etico, della costruzione di sé come individui, questo libro interroga storie di esseri umani di fronte a un bivio. Giovani temerari nella realtà e nel mito, figure della filosofia e della grande letteratura alle prese con decisioni radicali, estremiste, e soprattutto durevoli. Dagli interrogativi di Kierkegaard al «no» perentorio di un personaggio di Melville, da un Benjamin pressato dall'orologio della Storia a un Calvino in cerca di una strada coerente, il corpo a corpo con la propria identità appare senza uscita. E oggi? L'identità «allargata» e «aggiornabile» si traduce in un desiderio di vivere su più fronti insieme, perché scegliere davvero comporterebbe rischi e rinunce. Ma forse in ogni tempo c'è una via più difficile e impervia, per arrivare a essere, come voleva Gobetti, «sé stessi dappertutto».
Paolo Di Paolo è nato nel 1983 a Roma; scrittore, giornalista, critico, si è imposto sulla scena letteraria italiana giovanissimo. Laureato in Lettere, ha ottenuto un dottorato di ricerca in Studi di storia letteraria e linguistica italiana all’Università degli Studi di Roma III. Per Feltrinelli ha pubblicato i romanzi: Raccontami la notte in cui sono nato (2014); Dove eravate tutti (2010, Premio Mondello e Super Premio Vittorini); Mandami tanta vita (2014, Premio Salerno Libro d’Europa, Premio Fiesole Narrativa e finalista Premio Strega), Una storia quasi solo d’amore (2016), Lontano dagli occhi (2019) Premio Viareggio-Rèpaci, tradotti in diverse lingue europee. Molti libri sono nati da dialoghi: con Indro Montanelli a cui ha dedicato Tutte le speranze (Rizzoli, 2014, Premio Benedetto Croce), con Antonio Debenedetti, Dacia Maraini, Raffaele La Capria, Antonio Tabucchi, Nanni Moretti. Ha pubblicato tra l’altro Ogni viaggio è un romanzo (Laterza, 2007), per i bambini La mucca volante (Bompiani, 2014, finalista Premio Strega Ragazze e Ragazzi), ha lavorato molto per il teatro e pubblicato Istruzioni per non morire in pace (Storia e letteratura, 2016). Scrive sulle pagine culturali di diversi quotidiani e settimanali (la Repubblica, Il Venerdì, L’Espresso).
Il nostro è davvero un tempo senza scelte o non prestiamo abbastanza tempo a ciò che scegliamo? L’orizzonte di scelta è ancora possibile?
“Tempo senza scelte “è un saggio che sa di filosofia, per niente pessimista o contraddittorio, il tempo senza scelte è un alibi e la letteratura mette a fuoco il nostro rapporto con la difficoltà dello scegliere, tra desideri inquietudini e aspettative. Scegliere riguarda l’identità, la sua consistenza, la responsabilità personale, civile, il formarsi di una coscienza morale come dice Ibsen.
Paolo Di Paolo, lungo le storie di esseri umani al bivio, fa una riflessione sulla modernità partendo da una prospettiva personale e cercando nei grandi maestri del Novecento (filosofi, intellettuali, scrittori) valore e significato della scelta. Dal Pereira di Tabucchi, che guardando l’orologio ricorda a se stesso che non c’è tempo da perdere, a Renato Serra, che temendo di invecchiare fallito chiede al suo maestro, Benedetto Croce come “rompere le catene “ e poi Garcia Lorca che nel suo sentire magico afferrava l’anima delle cose In questo corpo a corpo tra scrittori c’è la sfida alla responsabilità, perché “i valori vanno cercati “, diceva Vittorio Foa. È questo, in un certo senso, il messaggio lanciato ai giovani spaventati del domani , orfani di scelte drastiche perché nella società dei consumi tutto o quasi è precostituito. Anche il decidere.
E forse, in un tempo senza scelte, dove prevalgono la retorica negativa, l’indifferenza il cinismo, il narcisismo e l’animosita verbale di chi si crea una maschera virtuale, la gentilezza è ancora una scelta radicale, di coraggio.
“Perché quando gli altri non prendono piú niente sul serio, se ne stanno al riparo dietro a un paravento fatto di irriverenza, c’è bisogno di rimettere in gioco i sentimenti, i piú nudi, i piú importanti. Scegliere di essere per qualcosa, e non contro. Scegliendo, recuperare un po’ di sincerità, anche goffa, e forse un po’ di purezza.”
Un bellissimo dialogo tra generazioni per capire il tempo che stiamo attraversando
Non è un libro ma un lungo articolo. Scritto bene ed intelligente. Soprattutto la parte finale, che sposo appieno: ci sentiamo autonomi ma in realtà siamo isolati (Bodei), tutti contagiati dal desiderio d’essere uguali a tutti ma allo stesso tempo unici (Bauman) non facciamo altro che ghignare. Paolo di Paolo è un ragazzo sveglio, pacato, non ammalato dalla ricerca di clamore che invasa anche i meno giovani intellettuali nostrani. Lo apprezzo molto. E quando si trovano libri che aprono verso altre letture e riflessioni.. beh, allora si è ottenuto lo scopo.
"Ciò che conta è trovare una verità che sia verità per me, trovare ciò per cui io voglio vivere e morire". Già letta non so dove e non so quando. Il II cap. mi ricorda che non mi ricordo poco o niente di Sostiene Pereira: non c'è scelta, tocca rileggerlo. III cap. Gobetti: "Io credo che gli studenti siano la peggior genia di fannulloni", lo sapevo che avrei dovuto fermarmi alla terza media... Cap. IV ovvero del perché pur avendolo da anni non sia mai riuscito a leggere Bartleby. Cap. V: "l'opposizione politica passa per il voto e non per una petizione", (A. Hemon; chi era costui?).
Paolo di Paolo è da sempre un toccasana per la propria riflessione di pensiero. Alla fine “scegliere” è un macro argomento che sfocia con tante piccole venature di realtà diverse. Scegliere è difficile? Quasi sempre. Ma chi saremmo senza scelte? Un mucchio accumulato di polvere. (ottimo libro per ulteriori spunti di lettura… bravo Paolo di Paolo!)
Bel saggio sulla necessità di ripristinare la Scelta con la S maiuscola, senza rimanere sempre nelle mille sfumature che oggi ci sono concesse. A tratti un po' difficile perché integra politica, letteratura e molti altri ambiti ma ugualmente piacevole e soprattutto istruttivo!
Regalo natalizio da parte di una cara amica. Che dire, non poteva capitarmi in un momento migliore. Un saggio breve ma significativo, che analizza l'individuo e il suo rapporto con le scelte, partendo da personaggi remoti arrivando fino ai giorni nostri..noi dell'era tecnologica..noi che dovremmo essere i figli dell'evoluzione..
"La grandezza non consiste nell'essere questo o quello, ma nell'essere sé stesso, e questo ciascuno lo può se lo vuole."
"D'altronde io ho bisogno di andarmene presto e anche senza esser certo del luogo in cui mi fermerò: l'essenziale per me è di rompere questa catena, e di provare qualche cosa di nuovo. Se partirò, non avrò il rimorso di essermi abbandonato pigramente al cosiddetto destino."