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La spia del mare

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Venezia, 1741. Cordelia Sheffield è una spia inglese, bella, intelligente e letale. Cassandra Giustinian invece è una nobile veneziana dalla grazia incantevole, colpita da una misteriosa malattia. Nessuno sa che sono gemelle, che dividono un'unica vita e l'amore per lo stesso uomo: lo splendido Cassian d'Armer, una spia del Doge, tormentato da un passato di guerra e violenza. Quando gli Inquisitori della Serenissima allungheranno le loro ombre sui segreti dei Giustinian, Cassian rischierà ogni cosa per salvare dalla morte la donna che ama. La lotta lo legherà fatalmente a tre uomini: un nobile francese fuggito dalla Corte di Versailles, un pari di Spagna in esilio volontario e un giovane abate, Giacomo Casanova, perfetto spadaccino e donnaiolo impenitente che li guiderà attraverso le calli e i balli fastosi, nella frenesia del meraviglioso carnevale veneziano. Agenti segreti e alchimisti, crudeli assassini coi volti della Commedia dell'Arte convergono nella Serenissima e danno avvio a un pericoloso gioco di spie, alla ricerca di un mistero sepolto sul fondo della laguna, dove una fanciulla dorme in una bara di cristallo, custode di un segreto che potrebbe far vacillare l'esistenza stessa della Repubblica di Venezia.

408 pages, Hardcover

Published October 25, 2016

8 people are currently reading
202 people want to read

About the author

Virginia De Winter

8 books327 followers
Io sono Savannah. Adoro il profumo delle pagine dei libri, l'ozio e le assurdità. Trashaholic e truzzaddicted, mi invaghisco di cose improponibili e le contemplo estasiata fino a che non trovo qualcosa di peggio.

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4 stars
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3 stars
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9 (3%)
1 star
1 (<1%)
Displaying 1 - 30 of 67 reviews
Profile Image for Angigames.
1,417 reviews
August 19, 2022
Prima Axel, poi GABRIEL, adesso Cassian … cioè io MUORO!
Virginia, con questi aitanti, eleganti, passionali, bellissimi esemplari di maschi di altri tempi, vuoi attentare al mio cuore e anche alla mia vita sociale, perché leggere in pubblico con un perenne sorriso ebete stampato in faccia non è che aiuti molto le mie relazioni…
Ma va bene, ne è valsa la pena!
Come sempre, tutto ciò che la De Winter scrive mi piace, mi piace un sacco. Amo la sua prosa, amo le sue metafore, amo il suo modo di riportarti indietro nel tempo, i luoghi oscuri ed inesplorati dove il confine tra vita e morte è sempre labile e sinistro.
Ho adorato come è stata strutturata questa storia. L’ho trovata molto dinamica, ben ponderata, macabra al punto giusto. Perfetta. Bello il personaggio di Cordelia, una spia che si butta nel suo lavoro, che combatte, che non ha paura di rischiare. Non è la tipica lady tutti busti e merletti, è una lady che sa trasformare il ventaglio in un pugnale e questo mi è piaciuto molto. Ci si immerge nella lettura in un attimo, si divorano pagine, si soffre, si rimane piacevolmente sorprese e si sospira ogni tre per due a causa di splendide creature maschili.
Devo chiederlo, devo urlarlo: CASSIAN PERCHÉ? PERCHÉ NON SEI REALE!? Il mio cuore di donzella piange calde lacrime perché una volta incontrato Cassian l’innamoramento perpetuo è assicurato. L’autrice è riuscita e dare vita ad un protagonista maschile come solo lei sa fare. Elegante, affascinante che sa colpire al cuore con un sussurro. Adoro. ADORO!
Ma ovviamente, alla cara Virginia un solo protagonista sciogliginocchia non bastava, quindi ecco che ne tira fuori altri 3-4 così anche il cuore più duro può sciogliersi candidamente.
Ve lo confesso, ho una mega cotta per Alain (che voglio assolutamente insieme a Giacomo!).
Perciò Virginia ti chiedo di scrivere, scrivere subito, scrivere tanto, perché sappiamo tutte e due che in fondo questa storia non è finita! Ci sono ancora troppe cose da sistemare e chiarire quindi no, la storia non può concludersi così. Voglio un altro volume minimo.
Scrivi Virginia, scrivi perché lo fai benissimo!
Profile Image for Marianne Moresco.
Author 1 book164 followers
February 8, 2017
Questo libro è un inno a Venezia, alla lingua italiana e alle storie magistralmente raccontate. Un romanzo meraviglioso.
Profile Image for Susi.
967 reviews97 followers
November 9, 2016
Recensione presente anche sul blog Bookish Advisor http://bookishadvisor.blogspot.it

Virginia De Winter è una delle autrici che più adoro leggere perché inizi ogni suo libro non capendo una sola parola di quello che leggi – vedi ad esempio dare un senso alle parole di uno qualsiasi dei prologhi che aprono i suoi libri – e per questo curioso più che mai a proseguire la lettura proprio perché devi dare un senso alle parole appena lette; e poi, quando tutto inizia a trovare la sua collocazione nel puzzle che mano mano si è costruito proseguendo la lettura, non potersi più fermare perché le parole del romanzo ti ammaliano, ti stregano e perché i personaggi sono un po' diventati parte di te. Si arriva così a leggere la fine con un sorriso immenso stampa sul viso e una tristezza infinita nel cuore perché si deve chiudere la storia di uno dei libri più magici si si siano mai letto e che speri – supplichi – possa presto trovare il meritato seguito.

La spia del mare di Virginia de Winter è uno YA, che ben si adatta alla lettura anche per chi ha da tempo abbandonato gli anni dell'adolescenza, dalle tinte gotiche e noir in grado di ammaliare chiunque abbia amato le vecchie pubblicazioni dell'autrice e chi cerca una lettura nuova, vibrante e che sappia sviluppare nel lettore le emozioni più forti ed intense che solo la lettura sa regalare.

Come ho già detto il libro si apre con un criptico Prologo flash forward rispetto agli eventi che aprono la scena. Un prologo oscuro e tenebroso con personaggi che già dalle prime battute sai sapranno conquistarti: El Cid, Nadir, Ermes e Monsieur, un gruppo di amici che tra avventure amorose, risse più o meno innescate consapevolmente, e la ricerca di segreti capaci di risvegliare i morti e non solo ci porteranno tra le calle di una delle città più magiche della nostra penisola, la Serenissima Repubblica di Venezia della prima metà del 1700.

Tra i vari protagonisti la voce narrante che ci accompagna per la quasi totalità del romanzo è quella della giovane Cordelia, una ragazza coraggiosa, forte, indomita, intelligente, istintiva che quando meno se lo aspetta dovrà vedersela con i turbamenti del cuore. Per quanto sia impossibile non fare un collegamento con la eroina per eccellenza della penna della De Winter, la famosissima Eloise di Black Friars, entrambe le due ragazze sono accomunate da una testardaggine che le porta a buttarsi nella mischia a costo di rimetterci la vita ma Cordelia è di più, lei è tutto quelle che le giovani ragazze vogliono in un'eroina moderna, qualcuno che sa essere una protagonista in un libro che altrimenti avrebbe visto meglio al suo posto un eroe maschile, questo sì che è la massima espressione del femminismo moderno, dimostrare che anche una damigella sa cavarsela nelle più disparate delle situazione, sempre. Cordelia è quel tipo di protagonista che finisci per amare dal primo istante perché nonostante il suo essere donna non ha nulla di meno degli uomini che la accompagnano in ogni avventura nel corso della storia raccontata ne La spia del mare: una ragazza che lotta con i pugni e coi denti – letteralmente – e che non ha paura di sporcarsi le mani, usare tutti gli stratagemmi per arrivare allo scopo desiderato e che non ha paura di sacrificarsi per un bene superiore ma soprattutto sacrificarsi per non far soffrire le persone che ama dal profondo del cuore. Adoro Cordelia, la ami così tanto che quando soffre soffri tu con lei e quasi ti si stringe il cuore nelle scene più crude della storia e in quelle dove la vedi farsi da parte perché il suo è uno degli animi più nobili che si possono incontrare in una pagina di un libro.

I personaggi secondari sono tanti e io li adoro dal primo all'ultimo in egual misura: adoro Cassian, come non si potrebbe amare un bel moro dagli occhi azzurri capaci di leggerti nel profondo dell'anima? Uno spirito che lotta contro i fantasmi del passato incantato da una musa dai capelli corvini che porta con sé più misteri di uno scrigno ma capace di custodire tra le sue mani il segreto di un sonno sereno; Manuel, spirito spagnolo alla ricerca di un posto da chiamare casa lontano dalle malelingue che lo rincorrono – e solo sa Dio quanto non vorrei leggere un libro dedicato solo a questo personaggio! - Giacomo che incarna per filo e per segno le fattezze del famoso Casanova veneziano, e il misterioso Alian che rappresenta in questo libro la inconfondibile presenza del gotico tanto caro alla De Winter. Ma non dimentichiamo di menzionare James, Cassandra e una serie di piccoli personaggi secondari che ben si fanno ricordare!

Ma cosa rende La spia del mare il romanzo indimenticabile? La risposta è nel grande lavoro fatto dall'autrice nella determinazione del world building su cui si fonda la storia:
- Il setting Venezia è così ben realizzato che davvero il lettore sembra camminare tra le calle e attraversare con le gondole i canali della Laguna. Venezia è la vera protagonista della storia capace di incantare il lettore ad ogni pagina: le atmosfere, la geografia, il meteo persino contribuiscono alla personificazione di un romanzo con uno degli sfondi più belli di sempre;
- Per quanto io non abbia mai approfondito la storia della Serenissima, perché nella più vera tradizione Napoletana siamo abituati ad approfondire altre Repubbliche Marinare, è indubbio non riscontrare la precisa ambientazione storica che tra vari accenni è ben individuabile e capace di accendere qui e lì alcuni ricordi degli studi fatti;
- La magia del romanzo che risiede nella creazione da parte della De Winter di un propria rielaborazione degli studi alchemici;
Il tutto poi viene caratterizzato da una narrazione appassionante ed intrigante e da uno stile raffinato e molto elegante che danno al romanzo qualità uniche difficilmente riscontrabili altrove.

Un romanzo molto, molto, molto romantico, non potete immaginare quante volte mi sia sciolta a leggere alcuni passi, tanto che ho dovuto rileggerli milioni di volte perché bellissimi: struggenti, dolci, romantici come solo la De Winter sa fare. Ma non parliamo delle scene che superano il romanticismo e si insinuano nel pieno romance che tra bollori, passioni e un cuore che batteva all'impazzata – quello della povera sottoscritta – fanno un baffo a milioni di libri del genere perché ricchi di emozioni che rendono un semplice bacio, un carezza, un sospiro qualcosa dell'altro mondo che non è facile spiegare a parole se non leggendo il romanzo stesso.

Non so come dirvi che io di questo romanzo mi sono innamorata e che rimpiango di averlo finito in solo due giorni perché il futuro è sempre troppo triste se non saprò con certezza che ci sarà un seguito a questo romanzo perché io voglio di più, voglio più Cassian e Cordelia ma voglio Cassandra, James, Manuel trovare il loro happily ever after.

5 Stelle
Profile Image for Laura.
880 reviews78 followers
April 18, 2017
4,5

Con la De Winter ho sempre l'innamoramento assicurato. Anche stavolta non si smentisce, creando un personaggio più affascinante dell'altro.

La mezza stellina in meno è perché mi sono persa un po' all'inizio, anche se non ho ben chiaro se dipenda dal libro o da me, perché ho avuto poco tempo da dedicargli e penso di essere rimasta una settimana ferma alle prime 60 pagine. Poi mi sono ripresa e mi sono fatta trascinare dalla trama che pagina dopo pagina mi ha conquistato sempre più.
È chiaro che l'ambientazione storica è un asso nella manica dell'autrice, ci ritroviamo nella Venezia del 1700 e la Venezia ricreata è perfetta. Descrizioni dettagliate che rendono l'atmosfera magica, ma penso che con Venezia sia inevitabile, che sia quella di oggi o del 1741. Un po' di magia c'è davvero in queste pagine, magia dettata da un mistero che affligge Venezia e dei morti che non sono poi tanto morti.

Ad indagare troviamo Cordelia Sheffield, una spia inglese che per ordine del padre indaga sulla faccenda. Come ogni spia che si rispetti, Cordelia agisce in incognito, e per il resto del tempo si fa passare per Cassandra, la sorella gemella che vive a Venezia.
Cordelia è una donna dalle mille risorse, sa combattere, usare le armi, agire in incognito e sembra non temere nulla, a parte per la salute cagionevole della sorella o Cassian, il fidanzato di Cassandra, che sembra aver fiutato qualcosa ed è una spina (affascinante) nel fianco. Cordelia è veramente un bel personaggio femminile, coraggiosa anche nelle situazioni più drammatiche, sempre decisa a cavarsela da sola e sacrificarsi. E questo è anche il suo difetto.

È un romanzo denso di intrighi e di misteri, di inseguimenti sulle gondole o sulle strette viuzze della città e di balli in maschera. Virginia De Winter crea anche stavolta un ottimo intreccio e solo alla fine se ne verrà a capo.
Tanti sono i personaggi che incontriamo, la protagonista indiscussa è Cordelia, ma a lei si affianca Cassian che non ha niente da invidiare al noto Axel o Ashton. Cassian non è solo un uomo affascinante e sulla bocca di tutta la società veneziana, ma anche un uomo misterioso, da un passato pesante che ancora lo tormenta e che gli regala notti insonni. Pochi lo conoscono veramente e sono le persone a lui più vicine, i suoi amici. Un gruppo di amici eterogeneo, che mi ha ricordato un po' la combriccola di Axel Vandemberg. A loro si aggiunge anche Cordelia, con il quale Cassian sente subito un feeling che invece con la "vera" Cassandra non sentiva. A Cassian Cordelia non può nascondere nulla, e lui è disposto a muovere mari e monti per riaverla tra le sue braccia, anche far impazzire i suoi amici con la sua impazienza.
Il lato romantico della storia sta più in secondo piano rispetto alla trama generale, fa da sfondo a queste vicende ma fa battere il cuore, sopratutto se amate le storie d'amore tormentate.
Virginia De Winter dosa bene tutti gli elementi storici e di fantasia, una storia in cui non manca l'azione e anche un po' di romanticismo - giusto per farci capitolare con tutti questi personaggi maschili che crea - e ricca di colpi di scena, soprattutto quando si iniziano a perdere le speranze.
Profile Image for Anncleire.
1,345 reviews98 followers
October 27, 2016
SONO PIACEVOLMENTE SCONVOLTA E INCREDIBILMENTE APPAGATA.
Recensione anche sul mio blog:
http://pleaseanotherbook.tumblr.com/p...


“La Spia del Mare” è il nuovo libro della divina Virginia de Winter, uscito il 25 ottobre per la Mondadori. Sono mesi che attendo incredula l’uscita del suo nuovo volume, con un’ansia e un’aspettativa altissime. Le atmosfere della de Winter sono sempre magiche e affascinanti, catturano il lettore senza lasciargli scampo. Un intreccio fantasmagorico, un ventaglio di protagonisti ben delineati e sempre perfettamente riconoscibili si uniscono per creare una storia misteriosa, unica, irrimediabilmente coinvolgente in cui perdersi e di cui innamorarsi perdutamente.

Ci sono pochi autori capaci di scatenare la mia vena fangirlante e il mio amore imperituro come Virginia de Winter e sono perfettamente consapevole di essere caduta vittima del suo fascino a tratti gotico, a tratti barocco, sicuramente sontuoso e irresistibile. Ogni volta che apro un suo libro mi ritrovo vittima di una malia evocativa che mi trascina a camminare per le strade dei suoi mondi, avvinta irrimediabilmente al protagonista maschile di turno. La forza della sua penna è tale che immaginarsi le sue città è un po’ come avventurarsi per le sue strade o come in questo caso per i suoi rii. L’attenzione quasi maniacale per i particolari si articola in una rete composita, in una trappola per lettori ingenui che si perdono nelle atmosfere cupe ma incandescenti che la de Winter tratteggia abilmente con un corredo di periodi articolati e pieni di aggettivi. E allora aprire “La Spia del Mare” è perdersi ancora nella storia di protagonisti vivi, reali, tridimensionali, che animano un settecento aristocratico e lussuoso, nel clamore del carnevale, in un periodo storico scuro e poco esplorato. Cordelia esplode nella storia in tutta la sua forza, una protagonista che non si lascia intimorire da nulla, cresciuta in un ambiente in cui i segreti sono tutti e in cui nascondersi in piena vista è l’unico asso nella manica con cui vincere. Cordelia è una ragazza piena di risorse, che vede la vita come una corsa ad ostacoli, in una guerra continua al superamento dell’ultimo baluardo, pronta a spogliarsi di qualsiasi convinzione e di qualsiasi abito. Intraprendente, coraggiosa, abile e incredibilmente scaltra, Cordelia sa a cosa va incontro ma non riesce a rendersi minimamente conto di cosa rischia. Eppure non si arrende mai, non abbandona il campo, non si lascia tramortire da niente. Eppure Cordelia nonostante il terrore cieco di perdere tutto, nonostante i suoi attimi di terrore, nonostante le possibilità di restare da sola non si arrende, affronta il suo cammino a testa alta, con il coraggio della guerriera e il cuore dell’innamorata. A farle da contrappunto, come un vero cavaliere d’altri tempi c’è Cassian d’Armer, il sopravvissuto, il guerriero tornato dall’India con un bagaglio di sensi di colpa grosso come una montagna, ma sempre la sensibilità di agire al momento giusto. Un uomo d’arme come ce ne sono pochi, generoso, leale, incapace di rimanere indietro, disposto a qualunque tipo di sacrificio per la donna che ama, Cassian è tanto bello, quanto spietato, tanto irresistibile quanto letale, tanto amabile quanto incorreggibile. Cassian ha il fascino del maledetto e i modi da nobile d’altri tempi, un uomo di cui innamorarsi senza possibilità di scampo. Nonostante il suo essere scorbutico e un solitario votato al masochismo di mesi trascorsi a rincorrere un sogno, Cassian non è solo, ma accompagnato da tre fedelissimi amici e compagni di missione, un gruppo di spavaldi giovani alla ricerca di gloria e passatempi per sfuggire alla noia. El Cid, Manuel, un giovane nobile spagnolo scappato da uno scandalo innominabile, accompagnato sempre da una schiera di Mori pronti a sfoderare rinfreschi in qualunque posto e in qualunque condizione. Un giovanissimo e impertinente Casanova, pronto a sfoderare il suo fascino per piegare la volontà di chiunque, e il mio preferito del trio, Monsieur un elegantissimo giovane francese, sempre accompagnato dai suoi spiriti, da sussurri, da modi galanti e da quella superiorità tipica dei cugini d’oltralpe che irretisce e inganna.
Venezia vive scalpitando tra le pagine di questo libro, in un meraviglioso caleidoscopio di situazioni e maschere, balli e inseguimenti, schermaglie e inganni, differite e incidenti, in una corsa continua verso la verità. Venezia emerge con un fascino antico, una consapevolezza quasi statica di un mondo che si articola intorno al potere della maschera e del Doge, in un chiaro intento di supremazia e paura. Venezia maestosa e luccicante, è immensa, ma ricca di dettagli, descritta magistralmente da una de Winter sempre più incisiva e meravigliosa. Il tocco paranormale, quei misteri alchemici che ricorrono per le pagine, aggiungono dettagli quasi grotteschi e allo stesso tempo affascinanti, i misteri e i colpi di scena si affastellano in una narrazione che procede rapida anche nelle scene più intimiste e appassionanti.

Il particolare da non dimenticare? La maschera di Colombina…

Una storia di un lirismo intenso e appassionante, che eleva ad una dimensione quasi irreale, un sogno ad occhi aperti da cui non ci si vorrebbe più svegliare. Leggere è come bere una cioccolata al Florian, un’esperienza magica e irrinunciabile. Una Venezia venata d’oro e magia, si unisce ad un gruppo di personaggi intensi e affascinanti, per una storia indimenticabile, come solo quelle di Virginia de Winter sanno essere.
Buona lettura guys!
Profile Image for Beatrice.
47 reviews21 followers
November 16, 2016
Non credevo di provare una sensazione di bruciore al cuore nel finire un libro.. Davvero.. Tanti ne ho letti... Avrei potuto leggerne di più, poco ma sicuro, ma questo c'entra poco...
Il mio discorso parte più da una bruciante sensazione di piacere che mi ha scaldato il cuore e l'anima dopo la lettura di questo libro..
Dopo essermi persa già dopo le prime due pagine nel fascino di Venezia, la mia simpatia per la protagonista, la mia indomita Cordelia, e l'amore per lo splendido e tormentato Cassian/Nadir/gnocco colossale dal cuore tenebroso e lo spirito ardente sono sbocciati nell'arco di due capitoli o poco più.
Certo la mia passione sfrenata per Venezia potrebbe avermi dato una mano a affascinarmi così immediatamente della storia, degli intrighi, delle scene e dei momenti indimenticabili ambientati nelle calle di quella preziosa città.
E siamo sinceri, io vivo a Firenze, che per me è la città più bella del mondo.......ma con questo libro un paio di pensierini sul trasferirmi per un po' a Venezia ce li ho fatti..
Quindi vorrei dare a tutti quelli che hanno letto questo libro una gran stretta di mano, e ricordarvi che ci vedremo tutti insieme all'inferno nel cerchio dei lussuriosi. Per quelli che invece sono ancora incerti: la prima cosa che dovete fare domattina è alzarvi dal letto, prepararvi per andare in libreria e infine comprare questo libro.
MERITA! Questa storia merita, questa città merita.. Meritano i personaggi (Cordelia, Cassian, che ho amato dal profondo del cuore, e poi la dolce Cassandra, James, Ermes, El Cid e Monsieur, e tutti dal primo all'ultimo), meritano le descrizioni minuziose e anche le scene storiche, i vestiti, le maschere, il periodo del Carnevale.. Meritano pure le scene più torbide (e non parliamo di quelle bollenti, perché altrimenti rischio di perdere più di qualche colpo al cuore).
Insomma, io ho preferito evitare Virginia de Winter come la peste, perché, avendo già letto le sue Fan Fiction, sapevo che mi avrebbe condannata a un'esistenza dannata.
Adesso non vedo l'ora di mettermi a leggere qualcosa di suo.
Finalmente, dopo tanti giorni senza una buona lettura, la luce in fondo al tunnel.

Oh, e un occhio va dato ai ringraziamenti.. Sono scritti in maniera tanto sincera e divertente che valgono la pena...
Che altro dire? Buona lettura!
Profile Image for Loretta.
255 reviews
May 15, 2017
Questo è il primo libro che leggo dopo una lunga pausa invernale che, tra lavoro e problemi vari, mi aveva costretta ad abbandonare la lettura. Per fortuna e ripeto PER FORTUNA, la mia buona amica Angigames mi ha sempre tenuta aggiornata sulle uscite e nel frattempo ho provveduto a rifornirmi il comodino...😀😀😀
Ora passiamo a sua Maestà Lady De Winter e a tutti gli gnocchi che ha creato in questa nuova ed entusiasmante storia dove io e la mia bava non capivamo più se dovevamo correre dietro a Cassian o a sua figaggine Giacomo Casanova...sì perché è questo che fa la signorina Virginia, ti manda in tilt tutti gli ormoni e tu ne esci fuori che non ci capisci più niente e ti ritrovi a fantasticare su calli, maschere e altro ben di Dio mentre tua madre ti chiama per cena e tu neanche te ne accorgi..poi credo che la prossima volta in cui visiterò Venezia cercherò di non guardarla più come una turista normale ma come un segugio alla ricerca della sua preda, che sia Alain, Manuel, Cassian o Giacomo non mi importa, me ne basta uno...
Passiamo quindi a lei, alla straordinaria donzella che è uscita dalla penna geniale di questa autrice: Cordelia Backson. Ritrovarmi davanti una vera donna che sa il fatto suo mi è veramente piaciuto, una che sa dare di testa e colpire sui punti fondamentali del corpo umano può convivere tranquillamente con questi quattro ma anche cinque (James non è da meno signore!!!) mascalzoni!!!!
Spero che la de Winter non mi lasci senza un vero finale per questa magnifica storia...e poi, diciamolo, c'è un evento a cui devo partecipare sicuramente...capito signorina?????!!!!
Profile Image for Ludovica Ponzo.
273 reviews7 followers
September 12, 2018
Da dove iniziare? Dal fatto che io idolatri questa autrice, perché usare il termine adorare mi sembra a dir poco riduttivo, dopo aver letto il suo magnifico Black Friars? O dal fatto che ormai lei potrebbe anche solo scrivere la Lista della spesa e io la prenderei come se avesse riscritto Le notti bianche?
Inizio dal fatto che non avevo nessun dubbio, nessunissimo, che anche questa volta sarebbe riuscita a farmi dimenticare del mondo circostante per immergermi completamente in quelle pagine, piuttosto ero preoccupata di come avesse fatto lei a concentrare tutto in un solo libro!
Già, Virginia de Winter non passerà certo alla storia per essere una scrittrice scarna ed essenziale, no, perché lei incarna perfettamente il significato di quella canzone “fanno dei giri immensi”, già le parole con lei vanno vorticosamente su, fanno dei giri larghissimi e poi ti pugnalano alle spalle, anzi al cuore.
La “mia” scrittrice si è misurata in questo libro con uno storico, ambientato in una misteriosa e conturbante Venezia, tra spie e maschere e gondole e tutto un mondo, così antico e lontano, ma che lei, attraverso uno studio approfondito della materia, ha saputo rendere alla perfezione, riuscendo a far immergere il lettore talmente nella lettura da dimenticarsi di vivere nel ventunesimo secolo.
La forza di questa scrittrice è, non me ne vogliate per il giro di parole, la sua scrittura che, lontana dall’essere lineare e concreta e stilizzata, è invece ricercata, a tratti anche difficile, se non si conosce ormai bene il suo stile, ridondante, barocca forse, ma evocativa. Un bacio? Non è mai un semplice gesto compiuto alla fine di un dialogo, uno scontro, un momento, no, è sempre l’evocazione di altro, di più grande e più catastrofico e più esemplare e più. Basta. Un bacio per lei non è mai un bacio qualunque, un bacio o dolce o passionale, no, perché Virginia De Winter anche solo per descrivere le emozioni di un bacio lo fa con la sua magistrale capacità poetica, lo fa usando ossimori che invece di far stridere le parole a contatto, l’una con l’altra, riescono a renderle ancora più armoniche:

«Infine chiuse gli occhi e rimase immobile ad ascoltare la pioggia e
l’eco della propria segreta, dolorosa felicità,
fino a quando una sensazione di vento e di acqua di mare non le toccò il viso.
Era un giardino all’inferno,
un luogo dove il sole sembrava appena tramontato per sempre,
lasciando un’eco di luce sull’orizzonte alle proprie spalle
e davanti a sé una notte sterminata e dolce di peccati.
Il suo bacio era un giardino all’inferno.
Non era un luogo creato per gli angeli,
quel piacere intriso di sofferenza,
la tenerezza di mani che avevano ucciso
e il tocco di labbra senza preghiere.»

Altra costante di questa autrice, per me, è che mentre per quasi tutti i libri che legga, che siano romance, fantasy, narrativa, libri per ragazzi, ho davvero delle difficoltà ad entrare in sintonia con le protagoniste femminili, nei libri della De Winter, invece, entrare nella storia ed immedesimarmi in queste eroine, che mantengono sempre e comunque tutta la loro umanità, è di una facilità sconcertante.
In questo libro, ambientato in una misteriosa Venezia, in cui spie si confondono a dame e pirati diventano gentiluomini (anche parecchio fighi, ahimè), sono diventata anch’io come la protagonista Cordelia che, per fare del bene ed aiutare la sua famiglia d’origine, finirà per conoscere qualcosa di spaventoso ed unico e alienante, contro cui combatterà fino alla morte, ma che la farà risorgere da morte eterna: l’amore, nient’altro che l’amore.
Certo, sfido qualunque donna a non cedere al fascino di un tipo “belloccio e maschio”, come si presenta sin dalle prime pagine il tenebroso Cassian, che di tenebroso, in realtà, riuscirà a mantenere solo lo sguardo, visto che anche lui, non potrà esimersi dal donare tutto se stesso, cuore e anima e corpo, alla nostra Cordelia (o sarà invece la sua gemella Cassandra?)
Come suo solito, Virginia mescola talmente tanti generi, fantasy-storico-noir-romance-giallo, che non posso certo scendere di più nei particolari della storia per non rischiare di togliere suspense e tensione che, invece, si avvertono in maniera pressante dall’inizio alla fine, senza nessuna sosta o riposo per i nostri poveri cuori!
Un’ultima considerazione va fatta per tutto il contorno che gravita intorno alla storia, anzi, che è la storia stessa, perché senza i compagni d’armi di Cassian, senza Alain de Mortemart o senza Giacomo Casanova o senza Manuel Perez de Guzmàn y Benavides, la storia non sarebbe stata così intensa e non ci avrebbe permesso di vedere un gruppo che si muove all’unisono verso un unico fine: salvaguardare l’amicizia, ad ogni costo e sopra ogni cadavere.
Che dire? Non ho detto abbastanza? Non ho comunicato abbastanza, attraverso tutti i canali concessimi, quanto abbia amato questo libro, quanto ami i personaggi, che ogni volta sembrano uscir fuori dalle pagine, prendere vita e godere di autonomia ed indipendenza?
Se solo i miei occhi potessero parlare ogni volta che sul mio viso si stampa quello sguardo perso che dice una cosa, una cosa soltanto: ma perché questa non è la realtà? Voglio vivere anche io lì....
Profile Image for Alexandria.
252 reviews1 follower
July 18, 2017
"Era possibile vederla soltanto nelle notti più limpide, quando la luna era alta in cielo e le correnti della laguna si combinavano in una magica armonia trasformando l’acqua in vetro. Allora si mostravano dal fondo del mare rovine di palazzi e resti di statue candide tra le incrostature di conchiglie e le chiome delle alghe. I riverberi della luna correvano lungo catene alle quali era assicurata una bara di cristallo e, tra i fregi e le nervature d’oro, appariva un volto di fanciulla che pareva immersa nel sonno.
Alcuni giuravano che fosse viva, di averne sorpreso impercettibili movimenti nelle ore trascorse a contemplarla o di averla scorta in una posa diversa, vedendola la volta successiva. Altri invece erano sicuri che fosse morta, una creatura antica che riposava, intatta, tra le rovine delle isole inabissate della laguna."

Chi è la misteriosa dama imprigionata in una bara di cristallo nei fondali della Laguna veneziana?
E’ viva? E’ morta? E’ reale?

Nel 1746 Venezia è la capitale mondiale dell'arte e vive di musica, di agi, di fasti e di ricchezze. Amata, di certo invidiata da tutta Europa, è la personificazione di una coltissima, elegantissima, ricchissima, nobilissima e vecchia signora.
E’ Doge Pietro Grimani e la Serenissima è tutta un brulicare di artisti, musicisti, letterati, attori, saltimbanchi, monaci questuanti.
Il Commediografo Carlo Goldoni mette in scena la sua "Commedia dell'Arte" e, grazie alle maschere di Colombina, Pantalone e Arlecchino, i teatri di Venezia sono conosciuti in tutto il mondo.
Cortigiane d’alto rango, invidiate pure dalle nobildonne, vestono abiti eleganti e lussuosi, coltivando amicizie importanti e frequentando l’alta società.
Tra calli, fondamente, campielli e palazzi aristocratici, risuonano le note di Vivaldi, Händel, Scarlatti, Porpora e Benedetto Marcello, fondendo le melodie degli archi allo sciabordio delle onde sugli argini della Laguna.

E’ in questa Venezia assolutamente reale che prende vita una intricata storia di spie e di scambi di persona, in un’atmosfera gothic dark in cui non può mancare il tocco fantasy di una delle più dotate scrittrici del panorama letterario italiano, Virginia de Winter.
La storia si apre nel 1746. Cassandra Giustinian è una nobildonna di fragile costituzione fisica, appartenente a una delle quattro famiglie evangeliche del patriziato veneziano.
Ha una sorella gemella, Cordelia, l’esistenza della quale è ignota a tutti a Venezia.
Cordelia è per parte di madre inglese ed è nota negli ambienti dello spionaggio con il nome di Belladonna. Come la madre è, infatti, una spia e a Venezia si trova al servizio del padre, il nobile Enrico Giustinian, con cui non ha un rapporto filiale ma proprio di committente e prestatore.
Gli affari del Senatore Giustinian sono tali che necessitano della presenza della figlia Cordelia, la quale deve necessariamente fare le parti della legittima Giustiniana, cioè Cassandra, anche con il fidanzato e promesso sposo Cassian D’Armer, affascinante nobile veneziano reduce dell’invasione di Delhi del 1739 da cui era tornato pieno di demoni e tormenti.
Cassian vive la tipica vita di un nobile veneziano: notti passate al Ridotto di San Moisè a giocare d’azzardo e a fare a pugni con altri nobiluomini della sua risma, passeggiate all’Erberia e grandi bevute di cioccolate calde servite in brocche fumanti al Florian, storico caffè situato sotto i portici delle Procuratie Nuove in Piazza San Marco.
Questa è la stessa vita che conducono altri tre giovanotti, Alain de Mortemart, un aristocratico francese fuggito dalla corte di Versailles, il giovane abate Giacomo Casanova, libertino impenitente, e un nobile spagnolo in esilio volontario, Don Manuel Pérez de Guzmàn y Benavides.
Il destino di questi quattro giovani si intreccia a quello di Cordelia Giustinian e del suo compagno d’armi James Covington, in una missione piena di intrighi e misteri, assassini, morti che non sono morti e fantasmi che popolano le notti veneziane travestiti da diavolo, da meretrice, da soldato, maschere della Commedia dell’Arte evanescenti e pericolose, killer silenziosi e senza scrupoli, pronti a gettare Venezia tra le braccia della Morte Nera, la peste.
Essendo una storia che racchiude un mistero, non è possibile scendere nei particolari, perché questo rovinerebbe la legittima suspense e il desiderio del lettore di venire a capo dell’intrigo, per cui mi limiterò a dire questo della trama generale.

Quello su cui mi voglio soffermare, invece, è come l’autrice abbia perfettamente sposato l’elemento fantastico (morti ritornati, fantasmi, magia nera) con l’elemento reale rappresentato dalla realtà storica della Venezia del tempo e dell’Europa del 1700, abilmente mescolato alla presenza di personaggi storici appartenenti alla vita culturale, politica e sociale della Serenissima, primo fra tutti l’abatino Giacomo Casanova.
Venezia, inoltre, non fa soltanto da sfondo alla narrazione, ma va annoverata tra i protagonisti, non solo per le ambientazioni caratteristiche e uniche, ma anche, ad esempio, per le spiegazioni delle usanze e delle festività che la contraddistinguono, come il Carnevale e la Fiera della Sensa (di grande pregio è il racconto dello Sposalizio del Mare, durante il quale il Doge Alvise Pisani lascia cadere l’anello dal Bucintoro, sposando ancora una volta Venezia al Mare), e per la descrizione delle prigioni, i Piombi e i Pozzi.

Tutti particolari questi che rendono questo romanzo non un semplice gothic fantasy ma uno storico a tutti gli effetti, con il pregio, soprattutto per me, dell’elemento sovrannaturale che esalta le capacità stilistiche e narrative dell’autrice, il cui potenziale era già stato ampiamente espresso nelle sue opere precedenti (la Saga di Black Friars in primo luogo e Il Cammeo di Ossidiana).

Essendo ambientato a Venezia, il linguaggio risente della nomenclatura specifica degli elementi architettonici e culturali della città, nonché dei particolari del vestiario tipico dell’epoca che a Venezia andava di pari passo alle maschere, indossate regolarmente e in modo del tutto abituale e non solo durante il Carnevale.
Lo stile, però, è fluido, non mancando di essere a tratti persino lirico, tirando fuori dalle parole immagini che nella mente prendono forma e danzano sotto l’attenta guida del Maestro di Cerimonie, come in un armonioso minuetto in uno degli splendidi giardini della Giudecca.

Fare la recensione di questo libro per me non è stata cosa semplice, dal momento che conosco bene lo stile dell’autrice e lo amo particolarmente.
Così, mi sono ritrovata a scrivere su qualcosa che considero assolutamente notevole senza poter cadere nella retorica e nella condizione di chi potrebbe anche essere considerato poco attendibile, visti i sentimenti verso l’autrice e l’opera in questione.

Invece, voglio ribadire che ciò che ho scritto corrisponde a un’analisi assolutamente critica del romanzo, indipendentemente da quanto io mi senta attratta dal modo di scrivere della de Winter.
Lo sanno pure i muri, infatti, che io di suo leggerei anche la lista della spesa (quando ricorda di farla, ovviamente), ma pure sotto tortura non potrei mai affermare che il libro non mi sia piaciuto e non meriti il mio massimo riconoscimento.
Profile Image for Aredhel.
161 reviews47 followers
June 8, 2019
Sono così emozionata, tornare a recensire un nuovo libro di Virginia de Winter sul mio Antro è una gran bella soddisfazione!
Abbiamo atteso con ansia questo suo nuovo lavoro, ci siamo innamorate della trama e finalmente è arrivato il momento di scoprire, pagina dopo pagina, quali sorpresa erano custodite tra le pagine de “La Spia del Mare”.
Direi che la protagonista indiscussa sia proprio Venezia. Città meravigliosa, affascinante, quasi dotata di vita propria. Ed è proprio così che l’ho percepita io. Sapete, non ho ancora avuto l’occasione di visitarla, tuttavia attraverso le parole fatte d’inchiostro mi è sembrato di essere lì, di vederla con i miei occhi ogni suo dettaglio e di percepire ogni minimo suono che la anima. Bisogna essere davvero bravi e ricchi di talento per far sì che il lettore abbia la sensazione di muoversi con i personaggi e provare le loro stesse sensazioni, ma Virginia lo è, e molto!
Quello che ho notato è che ha fatto un gran lavoro sul suo stile, è riuscita a renderlo più snello, senza tuttavia farlo risultare vuoto o meno evocativo! Okay, a me mancano le lunghe descrizioni de L’Ordine della Spada che adoravo, ma questo rinnovato stile rende la narrazione senza dubbio più fluida e non possiamo che apprezzarlo.
“La Spia del Mare” però ha anche tanti protagonisti, quattro dei quali avranno fatto sospirare tutte noi donzelle! Li abbiamo incontrati all’inizio del romanzo, avvolti da un alone di mistero nel loro ruolo di spie, ma abbiamo anche avuto il piacere di conoscerli com’erano cinque anni prima, di veder nascere la loro amicizia . Devo ammetterlo, adoro veder sviluppato in un romanzo il rapporto di amicizia tra uomini! Loro quattro sono tutti così diversi tra di loro e ciascuno affascinante a modo suo.
Ho adorato Alain e il suo sarcasmo, il suo apparire in superficie così marmoreo che sono certa non rispecchi ciò che ha dentro. La sua particolare abilità poi lo rende ancora più affascinante. Credo sia naturale quindi per lui essere attratto dall’irruente, sempre pronto all’azione Giacomo Casanova! Diciamocelo, la sua capacità di farci ridere anche nelle situazioni più tragiche ha fatto brillare gli occhi a tutte. Che poi sia bellissimo è solo un beneficio in più, no?
E che dire di Manuel? Il suo essere così passionale in tutto ciò che fa lo rende molto diverso dai suoi compagni e avrà fatto girare la testa a molte lettrici! Menzione d’onore per i suoi Mori sempre pronti a versare una tazza di caffè. Manuel, che ne diresti di prestarmeli per un po’? Mi sarebbero molto utili!
E veniamo anche a Cassian! Un personaggio magnetico, capace di essere freddissimo ma anche carico di passione. Il suo rapporto di amore/odio con Cordelia ci ha fatte soffrire ma anche gioire, tenendoci sempre sulle spine. Capace sì di essere violento, ma anche di mostrare un lato estremamente vulnerabile quando si tratta di Cordelia.
I due sono i protagonisti principali della storia, la loro relazione basata prima sull’inganno e poi sul reciproco amore mi ha tenuta incollata alle pagine. Ogni volta che si allontanavano l’uno dall’altra non vedevo l’ora di vederli riappacificarsi.
A quanto pare se non sono relazioni tormentate a Vy non piacciono, vero? Ma noi accettiamo volentieri di soffrire se poi il finale è dolce.
Cordelia mi è da subito piaciuta molto, anche se devo dire che qualche volta mi è dispiaciuto vederla prendere il posto di Cassandra. Ho apprezzato tanto il fatto di poter vedere il suo personaggio cambiare nel corso della storia, trasformarsi dalla fredda spia inglese, alla quale importava solo di sé stessa e della propria sicurezza, ad una ragazza che si preoccupa per chi le sta intorno. Se gliel’avessero detto all’inizio della storia, credo che Cordelia mai avrebbe creduto di essere in grado di voler bene alla sorella e di innamorarsi con tutta se stessa di Cassian!
Spero che anche Cassandra possa avere lo spazio che si merita nel prossimo libro (sì, perché DEVE esserci un altro libro, non accetto che sia altrimenti!), sono certa che sia un personaggio che ci riserva tante sorprese!
Parlando di sorprese, devo dire che ne ho avute tante di capitolo in capitolo! Non mi sarei aspettata che venissero introdotti elementi soprannaturali nella storia, perciò ne sono stata particolarmente colpita. Questo mix di spiriti, morti viventi e alchimia ha aggiunto il giusto brivido alla storia, arricchendo ulteriormente un libro perfetto.
Virginia è tornata in libreria con una storia ricca di mistero, dal ritmo incalzante e con personaggi che nessuno di noi dimenticherà! Un’ode alla splendida città di Venezia che non potrà che farvi sognare ad occhi aperti!

Profile Image for Giada.
248 reviews56 followers
March 11, 2017
Update: lo ribadisco.. cosa non è questo libro?! L'ho suggerito ad una mia amica e non potevo non rileggerlo insieme a lei. E ancora una volta mi ha risucchiato. Cassian con le sue forti dichiarazioni fa sciogliere anche un cuore di ghiaccio, Alain e il potere e il mistero che avvolgono la sua figura ti intrigano, la passione e lealtà di Manuel ti travolge e poi Giacomo. Ho adorato il suo personaggio! E soprattutto quella complicità che si instaura con Cordelia. Nel capitolo 19 è stato il migliore amico/complice che una donna possa avere in situazioni simili. Ho bisogno di un Giacomo nella mia vita.



Sinceramente non saprei da dove iniziare con questa recensione. Ho letto il libro in un soffio e ancora le emozioni sono troppo crude per riuscire a razionalizzare. L'ambientazione nella Repubblica di Venezia nel 1741-47 mi ha estasiato, gli abiti, la parlata hanno dato un tocco di fascino all'intera storia. La fanciulla in una bara di vetro, nel fondo della laguna malinconia pura. Ho ritrovato con gioia un'altra improbabile brigata maschile che può competere con quella di Black Friars, e di nuovo un'indomita protagonista, al centro di ricatti, segreti e amore travagliato.
Uno stile superbo: La de Winter ha il dono con le sue parole di stregarmi.
Profile Image for Giuls.
1,801 reviews137 followers
July 14, 2017
Questo è il classico libro della De Winter dopo un po’ di tempo passato dall’ultima volta in cui si era letto un suo libro: dopo un primo istante in cui lo stile sembra molto faticoso e si fa fatica ad ingranare, il libro prende talmente tanto che diventa impossibile staccarsi dalle pagine.
La storia è avvincente e avventurosa, ma ciò che più stupiscono sono i personaggi. Sono tutti ben caratterizzati, particolari e nessuno di questi può starti antipatico.
I quattro personaggi maschili mi hanno tutti rubato il cuore, Cassian in primis.
Devo dire che approcciandomi a questo libro avevo delle altissime aspettative su Cassian, ma anche una paura gigantesca che non fosse all’altezza di Axel e compagni. Ora, all’altezza di Axel non c’è errivato (ma è possibile? Non credo…), però è subito lì sotto, per cui non ho potuto che donare il mio cuore anche a lui.
Oltre a Cassian, la parte migliore del libro è sicuramente l’ambientazione e il modo in cui la Venezia settecentesca è stata ricostruita, ma soprattutto l’unione nelle vicende di personaggi e fatti storici intrecciati in modo così magistrale ad eventi di fantasia.
Profile Image for Annabella.
1,040 reviews
December 27, 2022
Non è stato quello che mi aspettavo, ma coinvolgente comunque
Profile Image for Matilde Graziano.
73 reviews6 followers
June 21, 2022
Era impossibile assistere a tutto quel dolore senza tentare di lenirlo.

3.75/5

Chiunque abbia visto almeno una volta Venezia, la ritroverà stampata in queste pagine. È raro trovare un’ambientazione dipinta così bene. Questo è sicuramente il punto forte de “La spia del mare” di Virginia de Winter, romanzo ambientato nella Venezia del 1746. Non è neanche facile trovare un libro con ambientazione storica che non cada nell’anacronistico, e questo non l’ha fatto.

Cordelia Backson è una spia inglese, cresciuta con la madre spia. Dopo la morte della madre si reca a Venezia, protetta dal padre Enrico Giustinian, nobile veneziano, che userà le abilità da spia della figlia per risolvere un mistero alquanto inquietante che serpeggia per la città. La gemella di Cordelia, Cassandra, vissuta da sempre a Venezia, sarà la copertura di Cordelia. Cassandra, infatti, è molto malata e costretta a letto, e Cordelia finisce per essere i suoi occhi e le sue mani nell’alta società. Nell’equazione è da aggiungere Cassian d’Armer, promesso sposo di Cassandra sin dall’infanzia, che inizia a notare le differenze tra la donna che incontra nelle situazioni mondane e la donna che va a trovare a casa Giustinian.

Gli intrighi di corte, la nobiltà veneziana, le maschere del Carnevale, sono rappresentate benissimo dalla scrittura sublime di Virginia de Winter. Per quanto sia sublime, però, è proprio la scrittura a presentare – per me – un problema. Virginia scrive bellissime, lunghissime e cariche frasi, che finchè rimangono nell’introspettivo, nei momenti di coppia, nelle descrizioni dei luoghi, funzionano benissimo. Ma quando si tratta di momenti d’azione rendono il tutto molto confuso. Infatti, questo libro ha una forte componente d’azione, con un pizzico di sovrannaturale, e a causa dei periodi molto lunghi finivo per perdermi all’interno degli accadimenti senza riuscire a capire chi facesse cosa. Questo mi ha rallentato molto la lettura (ci ho messo quasi un mese, a causa anche d’impegni universitari), e questo è un peccato. Ho trovato la parte centrale anche un po’ lenta rispetto alla fine, un po’ frettolosa.

Però il libro funziona bene: ha il suo senso e la sua logica. I personaggi sono intriganti e anche le dinamiche e i rapporti che si vengono a creare. E più di una volta mi sono trovata a sottolineare qualche frase: Virginia de Winter ha l’immensa capacità di farti venire voglia di prendere in mano una penna e scrivere, perché si sente proprio la sua passione trasparire sulla carta.
Profile Image for Ginevra.
153 reviews
December 28, 2016
Io avevo già letto e amato la serie "Black Friars" perciò quando è uscito il nuovo libro della De Winter mi sono precipitata a comprarlo e a leggerlo. E ho fatto benissimo perché questo romanzo è una vera perla italiana. La De Winter scrive divinamente.
La protagonista è Cordelia Beckson, una spia inglese che si trova a Venezia per risolvere un intrigante mistero alchemico! Mi è piaciuto tantissimo questo personaggio perché non è la solita donzella in pericolo da salvare, ma è una donna determinata, forte, intraprendente e indipendente che sa farsi valere da sola. Dolce, passionale e ribelle, così come il suo uomo Cassian D'Armer, guerriero temutissimo non solo in Italia, ma anche in India da dove è tornato con una scorta di guardie del corpo indiane! Cassian mi è piaciuto soprattutto per le scene d'amore perché è dolce e romantico e sa quello che vuole; non è il personaggio che ho preferito perché l'ho trovato troppo freddo, ma nel complesso mi è piaciuto. Un personaggio che mi ha fatto un sacco ridere è Manuel, uno spagnolo in esilio volontario (forse a causa di una relazione con la sorella Donna Jimena?) che va in giro sempre seguito dai suoi "servitori" Mori ai quali, in ogni situazione, fa portare dietro del caffè caldo, anche quando si troveranno in un cimitero lui farà servire il caffè; non so perché, ma questo mi ha fatto ridere un sacco; non è un personaggio banale, anzi, è un ottimo guerriero e amico, però è come se vivesse tra le nuvole fatte di caffè e di Jimena e mi ha fatto ridere. Altro personaggio è Alain De Mortemart che, come suggerisce anche il nome, ha una passione per i fantasmi. E' un po' inquietante il fatto che riesca a manovrare gli spiriti come fossero burattini, ma al contempo lo rende particolare. E poi, dulcis in fundo, least but not last, il mio preferito: Giacomo Casanova. Chi di voi non ha mai sentito parlare del Casanova? Agente segreto veneziano, poeta, scrittore, diplomatico, filosofo, alchimista e, soprattutto, seduttore e libertino; qui è appena un ragazzino (non ha neanche 30 anni) ribelle e affascinante tanto che nessuno, né donna né uomo può resistergli, è innamorato della bellezza stessa; Io l'ho amato tantissimo e penso che sia il migliore amico ideale. Mi piace perché è estremamente intelligente e colto (e infatti sarà proprio lui a capire una parte fondamentale del mistero), un abile spadaccino e quando si tratta di "lavoro" è sempre serio e determinato, ma dall'altra parte è un ribelle a cui piace scherzare e farsi beffe delle autorità veneziane e, ovviamente, non si fa scrupoli a concedersi i piaceri della lussuria. Lo adorerete anche voi! Sono tutti protagonisti diversi e ben costruiti; ognuno ha delle caratteristiche diverse e nessuno è uguale ad un altro. Il loro carattere e la loro psicologia è ben descritta e mai banale.
La storia è accattivante e il ritmo dolce e incalzante. Non riesco bene a definire un genere per questo romanzo perché è allo stesso tempo storico, fantasy, romance, thriller, mistery... E credo che questa sia la genialità di Virginia De Winter: mischiare tra loro più generi diversi con una maestria e un'eleganza mai viste prima in un autore italiano moderno; non risulta mai come un'accozzaglia di generi, ma è come se fosse un unico genere a sé! La trama è pericolosa e geniale; Venezia, il carnevale, l'alchimia, lo spionaggio travolgono il lettore in un vortice dal quale sarà impossibile uscire. E questo grazie, non solo alle idee della De Winter, ma anche grazie al suo stile di scrittura impeccabile. La prosa di Virginia De Winter è pura poesia; musicale e ammaliante come il canto delle sirene, in grado di ipnotizzarti e affascinarti tanto che ti viene da chiedere "ma sono finito veramente a Venezia nel 1700"? Non è uno stile aulico e pomposo, però è antico, in un certo senso; non è come leggere un classico nel 2016 che ti fa chiaramente capire di essere stato scritto in un'epoca passata, ma è come leggere un classico nell'epoca stessa in cui è stato scritto, il 1700 veneziano in questo caso. Leggendo si ha quasi l'impressione che le descrizioni di quei tempi, di quei costumi, di quei comportamenti siano perfettamente normali e consone perché il suo stile ci fa
immergere talmente tanto nel romanzo e nella storia che sarà perfettamente normale pensare di vivere in quell'epoca e in quel tempo.
Ancora una volta Virginia De Winter ha creato un capolavoro degno di essere letto. E io ve lo consiglio tantissimo perché in questo romanzo c'è tutto; qualsiasi cosa cerchiate in un libro qui c'è.
Profile Image for Ermione.
316 reviews37 followers
March 25, 2017
Un paranormal cappa e spada

Non sono poi tanto avvezza al genere, ma un cappa e spada dalle sfumature gothic-paranormal, ambientato nell'opulenta Venezia del ‘700, mi è sembrato, se non altro, piuttosto originale.
In realtà, non avevo letto con attenzione le recensioni del romanzo, quindi, quando l’ho iniziato, pensavo di avere tra le mani un “normalissimo” storico. Non avevo letto recensioni, ma le impressioni più che entusiastiche di tante lettrici su questo romanzo, ma anche sulla sua autrice, mi erano arrivate forti e chiare e, dunque, ho voluto provare.
Ho apprezzato molto lo stile, ricco, elegante e curato (nonostante qualche normale piccolo refuso, a cui non ho dato assolutamente peso), a tratti quasi lirico, ma mai artificioso; così come ho apprezzato la meticolosa ricostruzione dell’ambiente e la nitida ed efficace caratterizzazione dei personaggi…tra i quali mi sento di annoverare la stessa Venezia, per come viene minuziosamente descritta.
Quantificando il mio giudizio, le 4 stelline ci stanno tutte…ma non vado oltre, perché, nonostante tutto, il romanzo non mi ha presa e io le 5 stelline le assegno solo al quelle storie che mi prendono la pancia e mi spingono a fare nottata. Insomma, il problema è tutto mio, non del romanzo in sé. Sarà che, a pelle, non amo le eroine troppo “navigate”; sarà che l’ho trovato in molti punti piuttosto ripetitivo (feste in maschera, inseguimenti, duelli che si susseguono in modo sin troppo frequente)… non so, sta di fatto che non riprendevo la lettura con l’ansia di sapere che cosa sarebbe successo, nonostante i misteri da svelare fossero davvero tanti.
Quindi, per quanto mi riguarda, il giudizio, obiettivamente parlando, è molto positivo, ma non si tratta certo di un romanzo che rileggerei. Però, non escludo di leggere altro di questa autrice, perché, stilisticamente, mi ha fatto una buona impressione.
Profile Image for Tania.
407 reviews19 followers
January 15, 2017
Queen V colpisce ancora e di brutto anche. L'ho iniziata ad amare con la serie di Black Friars e non ha deluso nemmeno stavolta con questo romanzo ambientato nella Serenissima. Il suo stile gotico dalle sfumature dark è pura poesia. Virginia ha proprio un dono, è come una sirena che mi incanta irrimediabilmente col suo canto, una pifferaia che riesce a catturare i suoi lettori con la sua splendida melodia.
Stavolta si gioca in casa, l'autrice ci fa tornare indietro nel tempo nella nostra cara Venezia tra scintillanti balli, affascinanti spie ed emozionanti duelli. Per non parlare della bellezza dei vestiti dell'epoca, la dolcezza della cioccolata calda del Florian, l'aroma del tanto amato caffè e l'oscurità dei segreti e intrighi che vanno a condire questo romanzo.
La storia è divisa in due parti. C'è il prologo ambientato nel presente, poi la prima parte in cui si fa un salto temporale di cinque anni indietro e poi si ritorna al presente con la seconda parte.

«Le ore successive al tramonto sono incantevoli, mio signore. In effetti, sembra che per i veneziani il giorno sia quasi del tutto superfluo. Esiste forse qualcosa di più dolce della mezzanotte?»


I protagonisti di questa intrigante trama sono Cordelia, giovane spia metà inglese e metà italiana, che per un periodo scambierà la sua identità con quella della sorella gemella Cassandra. Quest'ultima è costretta a letto per una grave malattia che la divora da anni e che non le lascia scampo. Le due gemelle sono cresciute separate: una con la madre spia e l'altra con il nobile padre. Una è stata forgiata per essere una spia, una donna che sa cavarsela in ogni difficoltà, l'altra è da sempre una nobildonna malata fidanzata da parecchio con uno dei nobili più affascinanti di Venezia, Cassian D'Armer.

«Che sventura» sussurrò Cassandra. «Sono fidanzata con il giovane più bello di Venezia e posso soltanto guardarlo da lontano.»


Cassian è il classico uomo vissuto e tormentato dagli incubi causati dalla guerra. Un uomo che adesso vuole solo cercare di vivere tranquillo senza più sotterfugi ma il destino e l'amore per la gemella più intraprendente lo porteranno a diventare una spia anche lui insieme ad altri bellissimi giovani: Giacomo Casanova, lui non ha decisamente bisogno di presentazioni, l'abate più famoso di Venezia e sciupafemmine incallito; Alain de Mortemart, un gentiluomo francese scappato dalla sua patria e con il "dono" di vedere gli spiriti; e Don Manuel Pérez de Guzmán y Benavides (lo so, troppi cognomi XD) un ricco spagnolo arrivato a Venezia con sua sorella e che credo nasconda più di quello che sembra. Spero che Virginia ci possa raccontare di più su questo personaggio come altri. Insomma, il materiale per un seguito ci sta eccome, c'è solo da sperare.

Tempo prima aveva tratto da un mazzo quattro carte. La tenebra del Re di Picche e la magia oscura del Re di Fiori, un facoltoso Re di Quadri e il fascino del Re di Cuori.Li aveva visti insieme, avvicinarsi, legarsi. Confondere i loro spettri e i loro fantasmi, un buio troppo profondo per non celarlo dietro un sorriso.


Loro quattro insieme a Cordelia e al fedele amico di lei, James Covington, dovranno indagare su misteriosi morti e scoprire i sotterfugi che si nascondono dietro le apparizioni di zombie e sconfiggere un nemico potente che utilizza l'alchimia in modo indegno. Già, non si tratta di un semplice romanzo storico. Questa trama contiene anche elementi paranormali che la rendono ancora più originale e stuzzicante. Questo bel gruppetto ci terrà compagnia in questa storia ricca di amore, fede, tradimento e amicizia.
Un libro made in Italy di gran classe con tutto il necessario per far innamorare anche il più esigente dei lettori.

Cassian scostò la bocca dalla sua. «Ti ho odiata così tanto» mormorò.«Ti ho amato così tanto» rispose lei, appoggiandogli la fronte nell’incavo del collo.

Profile Image for Francesca.
469 reviews532 followers
June 28, 2021
Purtroppo non ho apprezzato questo libro quanto avrei voluto :(

L’avevo iniziato e abbandonato dopo poche pagine anni fa, quando avevo 16 anni, e nel ricominciarlo oggi speravo che mi potesse piacere più, essendo io maturata come persona e come lettrice. Quello che non mi aspettavo era di provare esattamente le stesse identiche cose (almeno per le prime 100 pagine circa).

Il problema di quelle prime pagine (e anche un po’ del resto del libro) è che ci si concentra troppo sull’azione e sugli intrighi. Io, arrivata a 100 pagine, non so praticamente NIENTE della protagonista. La sua backstory viene spiegata in due righe, ma io non conosco la sua personalità, i suoi pensieri, i suoi desideri, nulla. Anche la storia d’amore non mi ha fatto impazzire. La storia inizia che sti due sono già innamorati, ma non capisco il perché. Si, va bene, lui c’ha l’occhio azzurro, il passato oscuro, l’addominale, ma...poi? E lui, come si è innamorato di lei? Non saprei dirvelo! Altra cosa che non mi è piaciuta, il finale. Per quello che stava per succedere, davvero troppo sbrigativo e poco emozionante, secondo me.

Però, è un libro che non ha solo difetti, assolutamente! Lo stile di scrittura è davvero dettagliato, poetico, molto descrittivo. L’ambientazione, la Venezia del Settecento, prende vita non solo grazie alle descrizioni ma anche grazie a tutte le “chicche” che rimandano a quel mondo. Si vede che l’autrice si è impegnata molto da questo punto di vista. Ho visto molti rimandi ovviamente al Carnevale, le maschere, i tre moschettieri (se volevate che Milady si alleasse con i nostri quattro eroi, questo è il libro che fa per voi), a personaggi famosi di quel tempo come Goldoni, Casanova (ho notato che anche i nomi di cui si parla magari una volta sono personaggi realmente esistiti! Praticamente è un libro pieno di easter eggs).

In conclusione, è un libro pieno di avventura e intrighi, ambientato in una Venezia del Settecento ricostruita davvero benissimo, ma la caratterizzazione dei personaggi e i loro rapporti...così così.
Profile Image for Vippi.
628 reviews32 followers
November 14, 2018
Premessa: so di essere una pecora nera e ne sono dispiaciuta

Questo è il secondo libro della De winter che leggo e, come per il primo, non posso che sottolineare quanto la scrittura ricca e un po' barocca di questa autrice mi piaccia.
Anche la storia e l'ambientazione (la Venezia del 1700) sono davvero suggestive e i personaggi ricchi di meravigliosi chiaroscuri.

Alcune cose però non mi hanno convinto appieno:

1. la narrazione a tratti mi è sembrata un po' confusa;

2. l'autrice ci sa fare con le parole, e credo che questo si evinca dalla prima riga del romanzo. Alcune immagini e metafore, seppur molto evocative, però, tendono a ricorrere più e più volte e questi 'déjà vu' un po' mi hanno infastidito...

3. la De Winter pone accanto a Cordelia e Cassian alcuni personaggi molto intriganti, in primis Casanova, Alain e Manuel, ma anche James, che tuttavia restano sempre un po' in penombra, ai margini del racconto... ecco, mi sarebbe piaciuto che venisse dedicato loro maggiore spazio
per poterli conoscere un po' meglio.

Profile Image for Alice Elle.
Author 1 book37 followers
September 14, 2017
Non avevo dubbi, ma le conferme fanno sempre piacere.
Amo lo stile di quest'autrice. La sua abilità nell'intessere trame affascinanti e avvincenti, creando personaggi così vivi da desiderare di uscire a passeggiare per strada e incontrarli (magari Alain fa un po' paura, ma con Casanova due chiacchiere le farei volentieri...), affaccendati in un duello tra le umide calli veneziane.
Questo romanzo è stato un viaggio nello spazio e nel tempo, Venezia ha preso vita sotto la sapiente penna di Virginia de Winter, che ci regala, ancora una volta, una storia d'amore epica. Ma non solo. Anche se ho amato profondamente la storia di Cordelia e Cassian, è tutto quello che vi gira attorno ad avermi affascinata senza lasciarmi scampo.
Quando si legge un romanzo di quest'autrice, si entra in un mondo complesso e tridimensionale, che viene descritto con dovizia di particolari, al punto da sembrare reale.

Presto la recensione sul blog!
Profile Image for Lu Carini.
87 reviews5 followers
September 7, 2021
Chiudere un libro già sapendo che lo riaprirai, perché ne vuoi ancora

È mai possibile che Venezia sia così vicina e mi manchi già?

Eh sì, perché prima di tutto, e forse soprattutto, questo libro è un canto d'amore a Venezia. Venezia, con le sue calli e i suoi canali, con i suoi scandali e i suoi segreti, con le sue maschere e i caffè, con quella suggestione magica, inebriante e al tempo stesso nostalgica e macabra al punto giusto da rapirti e permetterti di credere che possa accadervi qualsiasi cosa.

Questa storia non potrebbe avere luogo da nessun altra parte e adoro come sia un tributo alla lingua, alla storia, alla geografia, al costume della Venezia settecentesca, con un lavoro di ricerca e ricostruzione minuzioso e affascinante che arricchisce la trama senza appesantirla per nulla.

Che cosa invece ho trovato un po' pesante è lo stile, che ha una sintassi molto densa e articolata e purtroppo ho trovato alcune immagini e metafore, soprattutto nelle parti più intime del racconto, un po' costruite e a tratti ripetitive. E' il mio primo libro di Virginia de Winter e ci ho messo un po' ad ingranare ma passato lo scoglio dei primi capitoli mi ha portata alle ultime righe tenendomi incollata alle pagine!

Unica vera pecca, se proprio devo trovarne una, è che mi ha lasciata con la sensazione di avere sfiorato le vite di una marea di personaggi estremamente affascinanti (Cassandra, Alain, Luis, Kitty, Charlotte, Casanova stesso, ovviamente, per non parlare di Colombina!!) che sono però rimasti un po' troppo sullo sfondo. Magari è una scelta di Virginia, ci può stare, ma allora avrei voluto molto molto di più su Cordelia, arrivare a conoscere meglio i suoi pensieri, le sue paure, i suoi desideri e segreti più nascosti, la relazione con i suoi genitori e con sua sorella, l'amore con Cassian crescere poco per volta e non in qualche modo essere lì e basta...

Sono quindi rimasta incerta a lungo se fosse davvero un libro da 5 stelle, e mi ero quasi decisa per il 4, poi però mi sono chiesta "Quando è stata l'ultima volta che hai chiuso un libro già sapendo che lo avresti riaperto tra non molto perché, semplicemente, ne vuoi ancora?"

E questo, credo, sia il migliore complimento che si possa fare ad un libro. E 5 stelle siano.



Profile Image for Marta.
362 reviews9 followers
September 12, 2018
Virginia de Winter è stata una vera scoperta, questo libro è veramente eccezionale, mi è piaciuto tantissimo ed è riuscito a coinvolgermi dall'inizio alla fine. L'autrice è riuscita a creare una storia originale, sia per quanto riguarda le tematiche trattate, sia per quanto riguarda l'ambientazione. Ci troviamo infatti nella Venezia del 700 ed è riuscita a descriverla talmente bene che sembrava di respirare l'aria di quegli anni e di camminare insieme ai protagonisti per quelle strade. Sono presenti diverse descrizioni sugli usi e i costumi e la città come era un tempo che a me sono piaciute veramente tanto e non ho trovato andassero ad appesantire la storia ma anzi ad arricchirla e a lasciare ancora più incantati di fronte ad una città meravigliosa, che parla da sè.
I personaggi che più mi sono Cordelia, la protagonista di questa storia, e Cassian.
Cordelia è un agente segreto, abile nel combattimento, conosce sette lingue, è una ragazza forte, con gli attributi, che sa qual è il suo obiettivo, è stata istruita dalla madre per questo, ed è pronta a rischiare tutto pur di portarlo a termine.
La trama è veramente originale, complessa, articolata e non facilmente intuibile, cosa che mi hai portato a divorare il romanzo in pochissimo tempo, romanzo che sicuramente rileggerò perché nella foga di arrivare alla fine probabilmente qualche piccola sfumatura è andata persa.
I protagonisti di questa storia sono tutti ben descritti, soprattutto quelli principali, ben definiti e riconoscibili, nonostante ce ne siano diversi secondari, ognuno ha la sua identità ed è perfettamente riconoscibile durante il racconto. Il genere storico non è esattamente quello che preferisco ma l'autrice è riuscita, unendolo ad un pizzico di fantasy, anche se forse non è la definizione più giusta, ma non voglio svelarvi niente di più, a conquistarmi.
Ho amato veramente tutto di questo libro, niente è lasciato al caso ed ogni cosa è curata nei minimi dettagli, non vedo l'ora di leggere altro dell'autrice, consigliatissimo!
Profile Image for Giusy.
31 reviews
September 11, 2020
Se cercate una storia originale tutta italiana. Se amate il fantasy dalle ambientazioni ottocentesche e gli scenari mozzafiato. Se le vibes gotiche vi affascinano e l'inquietudine vi piace.
Questa è la storia che fa per voi.
Intrisa di dettagli e ricca di colpi di scena è una storia che si concentra sulla risoluzione di un macabro mistero, ma celebra anche sentimenti nobili come amori impossibili da annullare e amicizie forti al di là dei giudizi.
Nn potrete fare a meno di innamorarvi di ogni singolo personaggio.
Nn potrete che perdervi senza ritorno tra le pagine di questo libro,che col suo stile evocativo degno dei migliori poeti vi preleverà dalla realtà per trascinarvi nella Serenissima di metà 700, tra notti all'insegna del piacere, balli dell'alta società, canali trafficati da gondole, maschere di Carnevale....e morti che inspiegabilmente tornano a camminare.
Profile Image for Amaranth Chevalier.
290 reviews7 followers
August 28, 2017
Da La Bella e il Cavaliere

Quando esce un libro di Virginia de Winter, esiste una sola priorità: leggerlo. La spia del mare è uscito lo scorso ottobre e leggerlo è esattamente quello che ho fatto. Subito. Ma il tempo è passato senza che riuscissi a condividere i miei pensieri a riguardo e poiché questo è un romanzo che merita, ho deciso di rileggerlo ed è stato, un po’ a sorpresa, un bel regalo.

Riassaporare la prosa della de Winter è un’esperienza immersiva: accomodarsi, finalmente a proprio agio, sulla poltrona preferita e sentirsi a casa ed essere trasportati in altri luoghi e tempi. Rileggere, conoscendo perfettamente l’ultima pagina, non intacca le emozioni e, anzi, permette di soffermarsi su tutti quei dettagli che rendono piacevole e unica già la prima lettura, ma che passano in secondo piano nella febbrile ansia di scoprire cosa accadrà dopo.
La spia del mare ci porta a Venezia, catapultandoci in una notte del Settecento in compagnia di quattro uomini indubbiamente affascinanti, ma misteriosi. Gli eventi risultano sulle prime difficili da inquadrare, ma l’arrivo dei quattro all’Isola di Torcello è un assaggio dell’atmosfera dell’intero romanzo.

Era possibile vederla soltanto nelle notti più limpide, quando la luna era alta in cielo e le correnti della laguna si combinavano in una magica armonia trasformando l’acqua in vetro. Allora si mostravano dal fondo del mare rovine di palazzi e resti di statue candide tra le incrostature di conchiglie e le chiome delle alghe. I riverberi della luna correvano lungo catene alle quali era assicurata una bara di cristallo e, tra i fregi e le nervature d’oro, appariva un volto di fanciulla che pareva immersa nel sonno.

Gli aneddoti e le leggende si intrecciano alla narrazione, prendendo e dandole concretezza. Ci si ritrova nella vera Venezia, tra le calli, le malvasie e i cafè in cui aspettare che arrivi il giorno, gustando una cioccolata calda.
Il prologo ci presenta Monsieur, El Cid, Nadir ed Ermes, ma fin dal primo capitolo (e del resto il titolo del romanzo già lo rivelava) scopriamo che al centro della storia vi è una donna. Giovane spia inglese, Cordelia è al servizio di Enrico Giustinian con il solo scopo di potersi riappropriare dell’eredità della madre.
Le missioni che le vengono affidate sono delicate e rischiose, ma Cordelia ha dalla sua il vantaggio di condividere lo stesso aspetto della figlia di Giustinian. Cassandra è, infatti, la sorella gemella dell’abile spia inglese ed entrambe sono figlie del nobiluomo e di Lady Charlotte Backson.
Quando veste i panni di Cassandra, però, Cordelia è costretta a condividerne anche il fidanzato, Cassian D’Armer.

Cassian D’Armer era pericoloso, si disse. Lo era ancora di più quando, a tratti, era il suo fidanzato.

Nel tentativo di sventarne il rapimento e svolgendo gli incarichi del padre, Cordelia si ritrova a raccogliere indizi, poco più che frammenti, di qualcosa di insolito. Le maschere della Commedia, guidate da un’inafferrabile Colombina, appaiono come una costante negli scontri e nei rocamboleschi inseguimenti, che spesso concludono una serata danzante.
Ma non è tutto: alle orecchie di Cordelia, iniziano a giungere storie che hanno il sapore della leggenda e del racconto del terrore come le apparizioni di persone che erano state credute morte.
Gli elementi di un romanzo capace di soddisfare il lettore ci sono tutti: il mistero e l’atmosfera spettrale, leggende che sembrano spaventosamente vere, incontri romantici e intrighi, musica, cibo (cioccolata soprattutto), vino e combattimenti.
Se i personaggi, nella migliore tradizione dewinteriana, sono bellissimi e intriganti, è a Venezia che non si può rimanere indifferenti. Le descrizioni sono un invito a partire, a passeggiare per i campielli e a smarrirsi nelle calli, affidandosi alla guida, seppur romanzata, che queste pagine sembrano offrire nel riferimento preciso a cafè storici, ai Palazzi e alle nobili famiglie che vi vissero. Il lettore non può avere dubbi sulla ricerca a cui è stato sottoposto ogni dettaglio: dal ruolo storico della Serenissima alla sua configurazione.

«È mai possibile che Venezia sia così vicina e mi manchi già?»

La stessa cura è riservata alla caratterizzazione a tutti i personaggi: dai protagonisti e alle figure che restano sullo sfondo come comparse di scena. Ognuno ha una propria storia, un passato a Venezia o, ancora più interessante, un trascorso che lo ha condotto lì. Bastano pochi accenni ed ecco che il personaggio acquista uno spessore.
Rimarrebbe ancora molto su cui soffermarsi, ma non posso trascurare Monsieur e Casanova. Il primo rappresenta, per me, il simbolo del romanzo, incarnandone la complessità, il fascino e l’atmosfera sottesa tra verosimiglianza storica e paranormale. Il secondo è, invece, Venezia stessa: un binomio che nell’immaginario di tutti è già inscindibile e che la De Winter rinsalda, restituendo alla vita una figura ai limiti del mito e arricchendolo nella sua storia di sfaccettature, luci e, inevitabilmente, ombre.

«Giacomo, a volte penso che tu non riesca a legarti a nessuna donna perché sei innamorato soltanto di Venezia.»


Leggendo La Spia del Mare, non si può che comprendere il giovane Casanova: ci si innamora di Venezia e di tutte quelle storie tanto inquietanti che si possono soltanto sussurrare.
Profile Image for Karen zi.
553 reviews23 followers
August 19, 2017
Storia interessante ma Il libro andrebbe snellito, per non rischiare di annoiare con troppi particolari
Profile Image for Romanticamente Fantasy.
7,976 reviews238 followers
April 19, 2018
Venezia dietro la riva delle Zattere galleggiava nell’azzurro simile a una flotta stravagante le cui navi avevano alberi che disegnavano di merletti il profilo del cielo.
Eccomi qua a parlare dell’ultima fatica letteraria di quella che a tutti gli effetti è una delle autrici italiane che più apprezzo, capace di avvolgermi completamente con la sua scrittura elegante e raffinata, trasportarmi nel suo mondo ricco di personaggi complessi, profondi, credibili, perfetti nelle loro imperfezioni e con le loro mille sfaccettature e debolezze.
Questa volta Virginia De Winter ci porta nella Venezia del 1700, una Venezia descritta con sublime chiarezza e realismo (frutto di un notevole impegno di ricerca), dove mescola personaggi inventati e realmente esistiti con attenta cura, al punto che si smette fin da subito di chiedersi cosa sia realmente stato e cosa no. Inoltre come se già la magia e il mistero del carnevale veneziano non fossero abbastanza, inserisce elementi fantastici che non stonano minimamente con l’atmosfera decadente della città sull’acqua, perché l’alchimia ha da sempre un fascino ambiguo e romantico che ben si intona alla città Veneziana.
In questa atmosfera baroccheggiante incontriamo Cordelia e Cassandra, due giovani donne tanto uguali nell’aspetto quanto (apparentemente) diverse nell’animo. Da un lato Cassandra Giustinian, giovane figlia di una delle principali famiglie patrizie della Serenissima, cagionevole di salute, figlia devota, timidamente fidanzata all’affascinante e ombroso erede dei D’Armer;
dall’altro Cordelia Bekson, meglio conosciuta come Belladonna, spia inglese dai molteplici talenti, cresciuta come tale dalla madre inglese che l’ha allontanata dal padre ancora in fasce.
Aveva mille nomi e soltanto al suo non aveva alcun diritto. Cordelia di Clarick, Cordelia Sheffield, Cordelia Farnese. Nell’ambiente delle spie, semplicemente Belladonna.
Cordelia, ricattata dal padre, si ritrova ad indagare su una serie di strani episodi che accadono a Venezia, questo la porta a dover frequentare Cassian D’armer, il fidanzato della sorella.
Nella confusione variopinta di abiti da sera e valletti che correvano portando biglietti, non tardò a individuare Cassian. La figura alta, le spalle larghe, i capelli neri senza cipria o parrucca spiccavano tra i damerini che, a suo confronto, sembravano solo esseri sbiaditi, rumore di fondo che tacque di colpo quando lui sollevò lo sguardo e trovò il suo.
L’attrazione è immediata ma la consapevolezza di non essere lei la destinataria dei sentimenti del giovane pesa come un macigno su Cordelia.
Per un momento, solo per un momento, Cordelia avvertì un sordo rancore nei confronti della sorella, sentendosi spregevole. Appoggiò la fronte contro la parete gelata, aprì gli occhi e le tessere del mosaico le restituirono un vortice di colori sfocati. Avrebbe desiderato anche soltanto per una volta fermarsi ad aspettare che qualcuno facesse tutto il lavoro al suo posto; dare per scontato che l’avrebbero protetta, che le avrebbero tolto dalle spalle il peso delle sue responsabilità per il semplice, acclarato motivo che non era in grado di sostenerlo. Per una sola, maledetta volta nella vita avrebbe voluto essere debole. Era sola mentre sentiva gli ospiti ridere e conversare ignari di lei e osservava un’altra se stessa andare incontro a Cassian. Notò il modo in cui il volto di lui si animava, cambiando dalla collera al sollievo. Era una sensazione inspiegabile, e dolorosa.
D’altro canto anche Cassian si trova disorientato da una fidanzata che a volte appare così diversa dalla timida fanciulla dalla salute cagionevole a cui è abituato.
Lo sguardo pieno di amore che lei gli rivolse gli provocò una fitta di rimorso. Guardare quella creatura, a cui l’assoluta caducità donava una bellezza fragilissima, gli dava una sensazione di angoscia unita a tenerezza. In quel momento giurò a se stesso che avrebbe fatto di tutto perché il suo ultimo respiro fosse lieve. Il tocco di Cassandra era debole, le sue dita fragili. In un lampo Cassian la vide a Palazzo Bolani strappare il braccio alla sua stretta con un’energia che nessuno avrebbe potuto arginare. Disorientato, indietreggiò di un passo.
Ad accompagnarli nel dipanarsi dell’intricata vicenda troviamo James, amico d’infanzia e compagno di spionaggio di Cordelia, Alain-Jean de Mortemart, misterioso spiritista esiliato da Versilles, Manuel Alfonso Pérez de Guzmán y Benavides, nobile spagnolo in esilio (forse) volontario e Giacomo Casanova, impenitente donnaiolo dall’intelligenza acuta (unico personaggio “storico” con cui l’autrice si è concessa di giocare), comprimari che finiscono, come spesso nei romanzi della DeWinter, per assumere i contorni di coprotagonisti (e chissà, forse futuri protagonisti di un eventuale seguito).
Tempo prima aveva tratto da un mazzo quattro carte. La tenebra del Re di Picche e la magia oscura del Re di Fiori, un facoltoso Re di Quadri e il fascino del Re di Cuori. Li aveva visti insieme, avvicinarsi, legarsi. Confondere i loro spettri e i loro fantasmi, un buio troppo profondo per non celarlo dietro un sorriso. Soltanto il ricordo di Giacomo Casanova aleggiava simile a una piuma luminosa su un mare notturno.
La storia quindi si muove tra balli in maschera e duelli all’ombra delle calli, assassinii nelle tenebre e cadaveri che sembrano tornare in vita, agguati, inseguimenti e cioccolate calde al caffè Florian.
Per tutta la prima parte un unico pensiero tormenta la nostra mente, chi è la fanciulla che dorme di un sonno artificiale nella bara di cristallo in fondo al mare?
Era possibile vederla soltanto nelle notti più limpide, quando la luna era alta in cielo e le correnti della laguna si combinavano in una magica armonia trasformando l’acqua in vetro. Allora si mostravano dal fondo del mare rovine di palazzi e resti di statue candide tra le incrostature di conchiglie e le chiome delle alghe. I riverberi della luna correvano lungo catene alle quali era assicurata una bara di cristallo e, tra i fregi e le nervature d’oro, appariva un volto di fanciulla che pareva immersa nel sonno. Alcuni giuravano che fosse viva, di averne sorpreso impercettibili movimenti nelle ore trascorse a contemplarla o di averla scorta in una posa diversa, vedendola la volta successiva. Altri invece erano sicuri che fosse morta, una creatura antica che riposava, intatta, tra le rovine delle isole inabissate della laguna. Sembrava una delle mille leggende che accompagnavano gli uomini di mare ma, a prestarvi attenzione, si era diffusa soltanto da qualche anno.
Sarà la seconda parte del libro a svelarci il mistero, così come ci mostrerà la natura della minaccia che incombe su Venezia e porterà allo scoperto i segreti del passato che Enrico Giustinian (il padre di Cordelia e Cassandra) ha disperatamente cercato di seppellire.
Come già detto sopra, io adoro lo stile di questa autrice, che migliora sempre più, affinandosi e alleggerendosi senza perdere quella connotazione elegante e raffinata che lo rendono unico ed accattivante.
In questa sua opera, ho molto apprezzato la bravura con cui è riuscita ad amalgamare storia e fantasia, costruendo ancora una volta una vicenda che ti cattura nelle spire del mistero e dove romanticismo ed azione si intrecciano in un connubio perfettamente equilibrato, delicato come pizzo e tagliente come acciaio affilato.
Era un giardino all’inferno, un luogo dove il sole sembrava appena tramontato per sempre, lasciando un’eco di luce sull’orizzonte alle proprie spalle e davanti a sé una notte sterminata e dolce di peccati. Il suo bacio era un giardino all’inferno. Non era un luogo creato per gli angeli, quel piacere intriso di sofferenza, la tenerezza di mani che avevano ucciso e il tocco di labbra senza preghiere.
Un bacio puro come un giglio, torbido come il sangue versato a tradimento. Il suo tocco che le aveva fatto tremare l’anima e le aveva allungato un’ombra di fuoco sulla pelle. Lui era stato l’inizio di un viaggio misterioso che l’aveva gettata in una tomba fredda in fondo al mare, sotto una lapide d’acqua e di menzogne. Con un bacio l’aveva condannata, con un bacio l’aveva risvegliata.
Non mi resta che consigliarvene la lettura, sperando che apprezzerete anche voi una delle poche autrici di romance (ma non solo) che ancora riescono a catturare il mio interesse e il mio cuore di lettrice.
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