E' possibile ritrovarsi, in una calda serata estiva, stesi sul letto con un libro in mano, gli occhi lucidi, il sorriso sulle labbra e un batticuore continuo?
Sì, è possibile.
Perchè leggere "Oh, boy!" regala la stessa emozione di un innamoramento. Una vera e propria delizia. Un impasto di una dolcezza disarmante, che ti fa ridere, commuovere, che ti strappa il cuore. L'esatto libro che da una parte non vedi l'ora di terminare per quella burrasca di emozioni che ti travolge e dall'altra vorresti che non finisse mai proprio perchè l'effetto creato da quella burrasca, in fondo, è così bello e vitale.
Siméon, Morgane e Venise. Sono tre fratelli di 14, 8 e 5 anni che, una brutta sera, toh, restano orfani. L'assistente sociale e la giudice tutelare, nell'attesa di trovar loro una sistemazione, li "parcheggia" in un orfanotrofio e i tre fratelli fanno un giuramento: qualsiasi cosa accada, non vogliono essere separati. In realtà qualcuno a cui affidarli ci sarebbe: si tratta di un fratellastro gay e irresponsabile (e che di loro non sapeva nemmeno l'esistenza) e di una sorella adottiva, disposta però a prendersi cura solo della piccola Venise, la classica bimba-bambolina che ti riempie di bacini e il cui sorriso, ahimè, ti fa sciogliere. Peccato che questi due aspiranti affidatari si detestino. E mentre la vita, cone le sue piccole disavventure quotidiane va avanti e le sorti dei tre fratelli restano incerte, ecco che il destino presenta loro un altro terribile conto: Siméon si ammala di leucemia. Una parola che fa paura a tutti, tranne che a lui. Perchè lui è un piccolo grande uomo superdotato che, col suo coraggio e la sua maturità, darà una bella lezione di vita a tutti...e si arriverà alla fine, emozionatissimi ma più contenti e sollevati di quanto credavamo.
Diversamente da quanto si possa credere, "Oh, boy!" non è un libro solo per ragazzi. E' un libro per tutti, piccoli e grandi, perchè, anche se narrato con un linguaggio non sofisticato e con un tono lieve, tocca le corde del cuore e tutti, tutti hanno un cuore. E' il racconto di una crescita, di una scoperta, di una maturazione che tocca tutti i personaggi, teneri e buffi nei momenti lieti, spaesati nei momenti delicati ma tutti così profondamenti veri, nelle loro fragilità e nella loro forza, proprio come noi.
Chi porterò nel cuore? Rispondere Venise, che se fosse vera mi salterebbe subito al collo riempendomi di bacini, sarebbe troppo semplice. Porterò nel cuore Siméon, il mio eroe. Perchè avere 14 anni e lottare contro un destino simile non è da tutti. E io sono ancora commossa!