Una narrazione claustrofobica e dai tempi veloci come quelli dell'industria che ne è motore. È raccontata una febbre, una smania che nel suo essere, forse, ostacola la lettura seppur, certamente, rispecchi una realtà vera e la corsa al benessere degli anni '50-'60.
Libro breve, nervoso, pirotecnico nel linguaggio misto-dialettale e nella narrazione, che racconta la storia dell'Italia negli anni '40 dal punto di vista di un settore particolarmente operoso, quello del calzaturiero nel pavese che da artigianato diventa industria. Il lavoro, la competizione, l'essere "stracchi", la vita personale che si mescola a quella lavorativa, la relazione conflittuale tra uomo e donna. Prima opera del 1959 di Mastronardi, scoperto da Vittorini e pubblicato originariamente sul Menabò.