Eine Buchhandlung, ein berühmter Dichter und ein verschneiter Winter in Wien: Bestsellerautorin Petra Hartlieb ("Meine wundervolle Buchhandlung") entführt uns in die Zeit des Wiener Jugendstils. Um 1910. Marie arbeitet als Kindermädchen bei einer angesehen Familie im Wiener Cottage-Viertel. Eines Tages wird sie vom Herrn des Hauses zur nahegelegenen Buchhandlung geschickt, um ein Buch abzuholen. Doch sie kommt mit leeren Händen, völlig durchnässt vom Schnee, zurück. Der Band sei noch nicht eingetroffen, Buchhändler Oskar bringe ihn so bald wie möglich persönlich vorbei. Als Oskar am gleichen Nachmittag am Haus in der Sternwartestraße klingelt, hat er gleich zwei Bücher dabei: eines für den Herrn Schnitzler und das andere für Marie, mitsamt einer persönlichen Notiz an das Fräulein. Er möchte sie gerne wiedersehen… Eine wunderschöne historische Liebesgeschichte in bibliophiler Ausstattung.
Petra Hartlieb wurde 1967 in München geboren und ist in Oberösterreich aufgewachsen. Sie studierte in Wien Psychologie und Geschichte und arbeitete danach als Pressefrau bei verschiedenen Verlagen in Wien und Hamburg, später als Literaturkritikerin für den NDR, Ö1 und die Financial Times. Seit 2001 betreibt sie mit ihrem Mann eine Buchhandlung in Wien.
Una delicia! Una maravillosa historia!⠀ ⠀ 🌸Hace unos días leí una reseña sobre Invierno en Viena de Petra Hartieb, en la cuenta de @angelicasbooks y sencillamente me dije que tenia que leerlo! Tanto así que me lancé a la búsqueda y captura del libro🤫 Y, madre del Dios Hermoso, qué historia tan maravillosamente maravillosa! ⠀ ⠀ 🌸🌸En ella, la autora nos traslada a la Viena de primeros del siglo XX, y nos muestra a nuestra heroína, Marie, que trabaja como niñera en la respetable casa del doctor Arthur Scnitzler, el famoso autor de La señorita Else. A través de ella, conocemos las calles por las que transita, los hermosos edificios adornados para celebrar la navidad, así como una librería donde conoce a Oskar, quien le regala un libro y le pide en una carta volver a verla...⠀ ⠀ "𝘼 𝙫𝙚𝙘𝙚𝙨, 𝙘𝙪𝙖𝙣𝙙𝙤 𝙩𝙤𝙙𝙤𝙨 𝙝𝙖𝙗𝙞́𝙖𝙣 𝙨𝙖𝙡𝙞𝙙𝙤, 𝙚𝙣𝙩𝙧𝙖𝙗𝙖 𝙖 𝙝𝙪𝙧𝙩𝙖𝙙𝙞𝙡𝙡𝙖𝙨 𝙚𝙣 𝙚𝙡 𝙚𝙨𝙩𝙪𝙙𝙞𝙤 𝙙𝙚𝙡 𝙨𝙚𝙣̃𝙤𝙧. 𝘾𝙤𝙣𝙩𝙚𝙢𝙥𝙡𝙖𝙗𝙖 𝙡𝙖 𝙚𝙨𝙩𝙖𝙩𝙪𝙖 𝙙𝙚 𝙡𝙖 𝙢𝙪𝙟𝙚𝙧 𝙨𝙞𝙣 𝙗𝙧𝙖𝙯𝙤𝙨 𝙮 𝙙𝙚 𝙥𝙚𝙘𝙝𝙤𝙨 𝙙𝙚𝙨𝙣𝙪𝙙𝙤𝙨 𝙦𝙪𝙚 𝙝𝙖𝙗𝙞́𝙖 𝙖𝙡 𝙡𝙖𝙙𝙤 𝙙𝙚𝙡 𝙚𝙨𝙘𝙧𝙞𝙩𝙤𝙧𝙞𝙤, 𝙡𝙤𝙨 𝙘𝙪𝙖𝙙𝙧𝙤𝙨 𝙚𝙣𝙢𝙖𝙧𝙘𝙖𝙙𝙤𝙨 𝙮 𝙡𝙖𝙨 𝙚𝙨𝙩𝙖𝙣𝙩𝙚𝙧𝙞́𝙖𝙨 𝙧𝙚𝙥𝙡𝙚𝙩𝙖𝙨. 𝙇𝙚𝙞́𝙖 𝙡𝙤𝙨 𝙩𝙞́𝙩𝙪𝙡𝙤𝙨 𝙚𝙣 𝙚𝙡 𝙡𝙤𝙢𝙤 𝙙𝙚 𝙡𝙤𝙨 𝙡𝙞𝙗𝙧𝙤𝙨, 𝙨𝙖𝙘𝙖𝙗𝙖 𝙛𝙪𝙧𝙩𝙞𝙫𝙖𝙢𝙚𝙣𝙩𝙚 𝙖𝙡𝙜𝙪́𝙣 𝙦𝙪𝙚 𝙤𝙩𝙧𝙤 𝙩𝙤𝙢𝙤, 𝙡𝙤 𝙖𝙗𝙧𝙞́𝙖 𝙮 𝙚𝙣𝙨𝙚𝙜𝙪𝙞𝙙𝙖 𝙡𝙤 𝙙𝙚𝙫𝙤𝙡𝙫𝙞́𝙖 𝙖 𝙨𝙪 𝙨𝙞𝙩𝙞𝙤". ⠀ ⠀ 🌸🌸🌸Una narración sublime, dulce, delicada como un copo de nieve al caer; frágil y a la vez invencible. Una historia que has de leer si quieres enamorarte de la sencillez y calidez de una Viena que ya sólo existe en sueños.
Una bonita y sencilla historia para ambientar la navidad, con esa Viena nevada de fondo y que busca mostrar cómo era la vida a principios del siglo XX poniéndose en la piel de una joven niñera. Tiene una pequeña historia de amor de por medio, eso sí, no es el centro de la historia, que tiene un tono más costumbirsta que otra cosa. No me cambiará la vida pero me resultó muy disfrutable.
18-year-old Marie is really lucky. Her life in 1930s Vienna seems almost like a dream: a pretty townhouse to live in, daily walks in the lovely Cottage neighbourhood, playing with children, and getting paid for it all.
Yes she is constantly stressing about being let go, because her bosses forgot to give an update on her probation status. And she frequently gets lost in depressing childhood memories. Plus recalling her near suicide attempt doesn't particularly help Marie's mindset. But other than that, she is a truly stellar nanny.
I never thought I'd say this, but: please, just stick to non-fiction, Ms. Hartlieb. Three years ago, you made me fall in love with a little private bookstore on the outskirts of Vienna. Just like you, I would eagerly await the locals' daily visits, look forward to the occasional trip to the nearby French girls' school, and gleefully take up a wet paintbrush to attack my bedroom walls...
...I'm referring to my imaginary self here. My actual self would rather put up with a weird yellow shade for 10 years. Then she'd pay other people to paint her walls white, because there's just no way she's EVER going to VOLUNTARILY agree to colored walls in this life.
But I digress... If the Vienna from this book were a holiday destination, I'd be first in line to book a plane ticket to see it. I'll be taking vaguely stalkerish pictures of every single house in the neighborhood. Possibly even try to sneak into the odd garden for best Instagram value. I'll definitely go ice skating in the park. Even if only to admire others' skating prowess... All this is not to say that present-day Vienna is not a lovely destination for a city break. It totally IS, but I'm a sucker for turn of the (previous) century winter wonderland snow globes.
I could definitely see the merit in the fragmented voyage through Marie's childhood. I'm fairly certain that I even shed a tear or two while reading about it. And the events following her first dismissal were just heart-breaking... But all this is just background noise. An extraordinarily well-crafted background noise: the perfect melody to provide the basis for our heroine's present.
The meat of the story however, is just so boring and utterly predictable. There was no excitement in waiting for the outcome of individual adventure. Since most of Marie's stories are told in the form of flashback, the reader just knew that things would somehow work out. And then the one time when things happen live, I just couldn't drum up enough interest to get truly invested in the heroine's plight.
Score: 3/5 stars
If you're in the mood for a cute, feel-good Christmas fairy tale, then by all means give it a go. It's the perfect book to curl up with, on a cold winter's evening. I for one however, won't be continuing with the sequel.
Povera me... che robetta insipida e insignificante sono mai riuscita a regalarmi per Natale...
Sin dall'inizio la scrittura si palesa parecchio ingenua (...concorso di colpa della traduzione?) ma non pareva una storia poi così tremenda. Mi aspettavo un racconto un po' all'acqua di rose ma non del tutto scadente, i primi passi facevano supporre un po' di remake di Jane Eyre, uno po' de La ragazza con l'orecchino di perla: una piacevole, mediana lettura da 3/5.
E invece ho trovato solo insignificanza. Assegno due stelle anziché una ma non so bene nemmeno io il perché. Forse potrebbe essere per il fascino dell'ambientazione, la Vienna di inizio XX sec? No, perché in realtà Vienna non viene descritta affatto, sono solo i personaggi che non fanno altro che ripetere e ripetersi quanto è bella, quanto è elegante, quanto è maestosa Vienna (classico errore da principianti, l'autrice vede la Vienna di inizio '900 non con gli occhi dei suoi personaggi ma con i suoi propri occhi e la giudica con il metro da abitante del 2020 e non del 1910). La seconda stella può stare - forse - grazie alle atmosfere pacate e rilassanti che pervadono ogni scena del racconto. O forse sono solo io che mi sento più generosa del solito.
Protagonista è una giovane domestica, Marie, che si ritrova a fare la bambinaia a Vienna e niente meno che in casa di Arthur Schnitzler. Ora, se scegli di ambientare la storia in casa di un personaggio così ingombrante, in quanto autrice sei obbligata a dargli un certo rilievo e invece il più grave difetto di questo racconto è che da queste pagine egli non emerge proprio per nulla, Dottor Schnitzler non pervenuto, è una specie di convitato di pietra, una figura maschile che più anonima non si poteva dare. Ho aspettato e sperato fino alla fine, dicevo a me stessa che forse non era ancora stato esposto niente sul famoso scrittore perché doveva arrivare il colpo di scena.
Io di Schnitzler ho letto soltanto La signorina Else che non mi era piaciuto granché, quindi questo romanzo per me poteva essere una buona occasione per conoscere e apprezzare meglio un autore che fino ad ora mi aveva fatto storcere il naso; e d'altro canto io per questo romanzo ero una cliente perfetta perché gli davo l'occasione di farmi cambiare idea, e far cambiare un'idea è il risultato migliore che un romanzo possa ottenere.
Ma questa autrice, invece di sforzarsi di spiegare e/o mostrare qualcosa a proposito di Schnitzler, dei suoi studi, delle sue attitudini, o perché no anche della sua famiglia (in fin dei conti la figlia, quella che ci viene mostrata qui come una bambina paffuta e ovviamente adorabile, è quella che neanche tanti anni dopo si suiciderà inspiegabilmente a Venezia... come si conciliano i due lati della stessa persona?), insomma invece di sviscerare un qualcosa che possa essere una spanna più profondo, preferisce raccontare la storia d'amore tra la domestica e l'aiuto libraio di una libreria del centro di Vienna: così si conferma anche il peggiore stereotipo del libretto chick-lit, che vuole che ci sia sempre di mezzo una libreria, un libraio o una libraia. Bah. Passiamo ad altro, sarà meglio.
¡Me ha encantado esta novela que se lee como un cuento de Navidad! Una historia sencilla, emotiva y muy bonita que se desarrolla en Viena (a principios del siglo XIX), en Navidad, con nieve y con libros… es decir; con los ingredientes perfectos para pasar una tarde tranquila y agradable ya que se lee en un plis plas. La narración es ágil, bonita y cuidada; y la ambientación preciosa… no sé, pero me ha recordado a los clásicos.
Viena, 1910. La ciudad amanece bajo un manto blanco que hace las delicias de los más pequeños de la casa de los Schnitzler. Desde la ventana de su habitación, Marie, la niñera y nuestra protagonista, sonríe ante la perspectiva de una pelea de bolas de nieve con el mayor o un paseo en trineo después de comer. Con este tono amable y acogedor, Petra Hartlieb nos presenta un entañable cuento invernal que he disfrutado mucho. Marie, acaba de empezar a trabajar en casa de los Schnitzler, una familia acomodada de Viena y está en periodo de prueba. Tiene a su cargo a Heini (Heinrich) de nueve años y a Lili de dos y medio. Poco a poco conoceremos los orígenes humildes de los que proviene, así como sus sueños y tristezas. Se trata de una historia sencilla, dulce y cotidiana, ambientada en un marco invernal precioso. Además hay una pequeña historia de amor que aunque queda en segundo plano, a mi me ha gustado mucho. Me parece una fábula invernal perfecta para leer un fin de semana con un chocolate caliente. NOTA: Este es el primer libro de una serie de cuatro (hay uno por estación). Se puede leer independiente porque tiene final y según tengo entendido en el resto salen los mismos personajes. 4,0 ⭐️
Was für ein schönes, stimmungsvoll winter-weihnachtliches Büchlein! Lässt sich flüssig weglesen und man taucht direkt ein in das winterliche Wien vor gut 100 Jahren, als Kutschen, Dienstmädchen und Nachrichten über den Kaiser noch zum Alltag gehörten. Das werde ich vor Weihnachten garantiert noch oft und gerne als Geschenk empfehlen...
Historia corta, bonita y sencilla como una película de Navidad. En la sinopsis la igualan a "84, Charing Cross Road", pero no, para nada. Quizá basaron la comparación en que hay libros, escritores, libreros y librerías a lo largo de toda la novela además de que las escenas más bonitas transcurren dentro de una librería, pero sin ser entrañable.
Si necesitas calentarte el corazón con un libro agradable, desprovisto (casi) de sobresaltos y grandes penurias y cargado de escenas cotidianas pequeñas y dulces como una mantita en tu regazo, elige esta obra. Contiene romance pero trasciende los límites de una novela romántica; es sencilla y humilde; y no cuenta una historia que no hayamos leído ya, pero resulta reconfortante quedarse entre sus páginas. Es la primera de una tetralogía que no necesita ser continuada con urgencia, busca sosegar al lector y transportarlo delicadamente por las cuatro estaciones del año en la recién estrenada nueva vida de una joven niñera.
Solo están traducidos desde el alemán al castellano y al inglés los dos primeros libros de la saga (Invierno en Viena y Primavera en Viena). Ojalá pronto editen los demás...
Ein traumhaft schönes Buch, das den Leser mitnimmt ins verschneite Wien, die Zeit vor dem ersten Weltkrieg zum Leben erweckt und das Herz zu wärmen vermag. Ich wünschte diese Geschichte wäre so viel länger und ich könnte Marie noch weiter begleiten, noch länger im zauberhaften winterlichen Wien schwelgen.
Sencillamente delicioso. No podía terminar el año con mejor cuento de Navidad y eso que no es un cuento de Navidad propiamente dicho. Una historia, sencilla, acogedora, llena de belleza y buenos sentimientos que me ha provocado muchas ganas de visitar esa Viena que se nos describe en ella y que, seguramente, ya no existe.
Pues... a nivel estructural y narrativo a sido una tortura. Y como historia... plano y pobre. Menos mal que era corto!!
1-La historia. Marie, una muchacha de 18 años que trabaja como niñera en casa de un escritor Vienés de apellido impronunciable. Nos cuenta un poco su vida, su pasado y el encuentro de su primer amor, el librero Oskar.
2-Los personajes. Marie, inocente y un poco tonta. Como personaje principal es muy sosa. La verdad es que están todos tan pobremente desarrollados, que poco se puede decir de ellos, a parte de que los niños Lili y Heinrich (en especial este último) son muy tiernos; Y Oskar es muy bueno y parece el hombre perfecto.
3-La narrativa, estructura y demás. Lo peor del libro, no sé si era cosa de la traducción o de la pluma de la autora. No había capítulos. De una cosa pasaba a otra dando santos anticlimáticos y sin sentido. Lo mismo contaba las cosas desde el punto de vista de Marie, que se pasaba al de Oskar. Había tiempos verbales mal conjugados. En dos páginas se repetía lo mismo pero con frases diferentes. El vocabulario daba la sensación de ser muy forzado y enrevesado y otras, muy coloquial o incluso vulgar (Ensobrar, chuscadas, badulaque, vacaburra). Todo ello le quita la fluidez y se hace muy raro de leer. Además, pasao muy poco cosa en la historia, avanza muy lento. La más interesante es cuando se pierde el niño y se soluciona en cuatro paginas. Lo mejor, que es corto y se puede leer de un tirón y en una tarde (si se consigue sobrevivir a la escritura).
4-El final. Bastante tierno con ese regalo de navidad tan especial. Fue lo más agradable de la historia, que no está más pero le falta más... sangre ( y menos horchata).
En fin, 1'5 estrellas (que se quedaran en dos) sobre 5, porque se nota la bondad y el esfuerzo, pero porque está bastante mal escrito y como historia se queda corto. (Hay 2 libros más, con una extensión parecida, pero que no tengo intención de leer por el momento).
*Popsugar 2020 categoría 16. Un libro que tenga un libro en la portada.
*Boleto 2 de Navidad grupo de lectura cafetería de Audrey nº 20217
Seguramente la autora utiliza mucho la expresión: “en lo cotidiano puede estar lo extraordinario”, ya que es la esencia de ésta novela corta. Al igual que en libro de Jane Eyre, nos describe con bastante detalle el día a día de Marie (una joven que no ha tenido una vida fácil, pero ahora parece haber encontrado un lugar en el mundo que no quiere perder).
Necesitaba una novela así, sin muchas complicaciones y con mucho amor, sobre todo de Marie, como se relaciona con todos los personajes, pero sobre todo con los niños y como ellos, Lily y Heini, le adoran. Me gusta que el romance entre los supuestos protagonistas sea lento, ya que hace que la historia sea mucho mas real. Deseando leer la segunda parte.
Es muy suavecito, para desengrasar de muertos (me chifla la novela negra) es ideal. Un pelín cursi, para mi gusto. Es la historia de Marie, una chica que entra a trabajar a una casa vienesa como niñera. Marie se sorprende de que los padres de esos niños les muestren afecto y disfruten de estar con ellos porque su familia no era muy amorosa precisamente. Y ella misma disfruta de la comodidad de vivir en una casa calentita, con comida variada, en la preciosa ciudad de Viena. Y encuentra un pretendiente en la librería a la que le manda su patrón a recoger un libro.
Ya os digo, muy soft, sin estridencias, sin muertos ni asesinados.
Preciosa novela corta que parece un cuento navideño. Narrado con delicadeza y sensibilidad nos lleva a la Viena de principios del siglo XX, pocos días antes de Navidad. La protagonista es la niñera del célebre dramaturgo austríaco Arthur Schnnitzler, mezclando así realidad y ficción en esta preciosa historia sobre una joven de vida humilde. La narración se centra en quehaceres y relaciones cotidianas, que se ven alteradas por el encuentro con un soñador y romántico librero. Una historia sencilla, con personajes adorables y un mensaje esperanzador.
Una historia preciosa. Me ha conmovido enormemente y Marie me ha ganado el corazón de inmediato; su dulzura, su humildad y bondad pese al ambiente en que crece y lo dura que ha sido la vida con ella... Oskar también es adorable; me he pasado toda la historia con ganas de abrazarlos a ambos. La recomiendo muchísimo ♥
Una dulce y entrañable història navideña que té hace sentir bien y té lleva a pasear por la Viena de principios del siglo XX, lo cual es muy estimulante.
In dem Buch geht es um Marie. Diese arbeitet als Kindermädchen. Ihr Chef ist ein Berühmter Schriftsteller. Sie muss für diesen Ein Buch in der Buchhandlung abholen. Und da begegnet sie Oskar der Buchhändler und dieser verliebt sich in sie
Bewertung: Das Cover finde ich nicht so schön. Der Schreibstil ist schön und man bekommt einen guten Eindruck von Wien. Grade wenn man selbst schon Mal da war. Zusätzlich bekommt man eine gute Eindruck von der Zeit. Und welche Sorgen eine Frau hat z.B schwanger zu werden. Was mir nicht gefallen hat war das aprubte Ende.
Ein 18-jähriges Kindermädchen mit tragischer Vergangenheit beginnt eine Romanze mit einem Buchhändler… Ein Roman, den ich innerhalb von 5 Stunden verschlungen habe aufgrund seines einfachen und flüssigen Schreibstils und weil es mich ein wenig Abstand von der Realität gewinnen lassen konnte. Der Plot ist nicht wirklich besonders, trotzdem war es eine schöne Leseerfahrung, besonders zur Winterzeit und wenn man einen kleinen Einblick in das bürgerliche Leben in Wien um 1910 gewinnen möchte. Das scheinbar offene Ende hat mir sehr gefallen.
„Ein Winter in Wien“ erzählt die einfache aber zauberhafte Liebesgeschichte zweier junger Menschen im Herzen Wiens. Auf nur wenigen Seiten schildert Petra Hartlieb die Geschichte von Marie, einem jungen Mädchen, dass dem harten Leben auf dem Land entfliehen wollte und in der Stadt ihr Glück als Kindermädchen versucht. So findet sie auch Arbeit bei einer hochangesehenen Familie und gibt dort ihr bestes, um bloß nicht gefeuert zu werden. An einem winterlichen Tag wird sie von ihrem Dienstherren zur Buchhandlung geschickt, um ein Buch für ihn abzuholen. Da dieses noch nicht da ist, verspricht Oskar, der junge Mann, der dort aushilft, das Buch am Nachmittag vorbeizubringen, was er auch tut – dabei hat er aber auch noch einen Gedichtband für Marie. Zwischen den beiden entwickelt sich eine zarte, sehr schüchterne und unschuldige Beziehung.
Was zuerst auffällt, ist die wunderschöne Gestaltung dieser kleinen Geschichte. Jeder Buchliebhaber kommt hier völlig auf seine Kosten, denn das Cover ist einzigartig und erinnert darüber hinaus auch an den Wiener Jugendstil. Auch das Lesen war ein Genuss für sich, denn Petra Hartlieb hat sich der Sprache der Zeit, in der das Buch spielt, vollständig angepasst und somit eine wundervolle und sehr stimmungsvolle Atmosphäre erschaffen. Man konnte die Schneeflocken förmlich auf der Haut spüren, das Kaminfeuer riechen und das Seitenrascheln in der Buchhandlung hören. Überhaupt fällt auf, wie liebevoll Petra Hartlieb die Personen und Situationen umschreibt – das alte und winterliche Wien erwacht zum Leben und zieht einen in seinen Bann und auch wenn ich selbst noch nie in Wien war, konnte ich mir alles so gut vorstellen und war von der ersten Seite an direkt gefangen.
Was den Charme der Geschichte ausmacht, bei mir aber dazu führte, dem Buch nicht mehr als 4 Sterne geben zu können ist die Tatsache, dass alles so klein und einfach und irgendwie auch unaufgeregt gehalten ist. In gewisser Weise ist dies das Besondere an dem Büchlein und verleiht ihm besonderen Reiz und Zauber, aber für mich funktionierte das leider nicht zu 100%. Trotz allem muss und möchte ich jedem, der etwas für weihnachtliche Geschichten übrig hat und sich dem hinreißenden Wien ergeben möchte dazu raten, zu diesem Buch zu greifen. Gerade für die Vorweihnachtszeit ist dieses Buch die perfekte Lektüre und ich werde es mit großer Sicherheit auch noch oft weiterempfehlen.
„Ein Winter in Wien“ erzählt eine fast schon märchenhaft anmutende Liebesgeschichte – nicht nur die, zwischen zwei Personen, sondern auch die Liebe zu einer Stadt und auch zu Büchern. Wer wärmenden Lesestoff für kalte und verschneite Winterabende sucht, der sollte nicht zögern, sondern sich für dieses Buch entscheiden und sich Herz über Kopf in Wien verlieben – so zumindest ist es mir ergangen. 4 von 5 Sterne.