Scritto con la mano sinistra
Una storia piccola, un finale ammiccante agli eventi recenti, un libro che sembra la pallida fotocopia dell'ultimo Foer "Eccomi".
Siamo anche qui in una famiglia debolmente legata all'ebraismo, soltanto per le occasioni ufficiali; soprattutto siamo in un nucleo di parentela variamente in crisi coniugale.
Eccoli: Matteo Zevi, simpatico personaggio negativo -, fuggito da anni negli stati uniti per via dei debiti, danni e minacce causate dai suoi afffari - scompagina le vite della sua famiglia tornando a casa dopo 16 anni.
E qui sembra che Piperno abbia pescato personaggi da un mazzo di carte: prendiamo la donna di picche (Federica, moglie fedele e sfortunatissima), mettiamoci la regina di quadri (la figlia Martina, tormentata ma se la caverà...),un paio di fanti di seme rosso (Giorgio, il figlio, Lorenzo, marito di Martina), e una carta di mistero con la regina di fiori, Benedetta, fa parte della famiglia, ma...
Scritto con la mano sinistra (stile scorrevole con frasi fatte, faciloneria, situazioni pseudo-moderne), il libro dà continuamente l'idea di scegliere le linee guida di una ricetta: un pizzico di amicizia, una bella spolverata di amore omosessuale, un consistente strato matrimoniale, condito con separazioni, riconciliazioni, ripensamenti e un dessert a base di fatti di cronaca. Un finale aperto, vagamente speranzoso.
Se fosse stato un alunno , avrebbe beccato il commento "deve impegnarsi, può fare molto meglio!"