Synesius (/sɪˈniːsiəs/; Greek: Συνέσιος; c. 373 – c. 414), a Greek bishop of Ptolemais in the Libyan Pentapolis after 410, was born of wealthy parents, who claimed descent from Spartan kings, at Balagrae (Bayda now) near Cyrene between 370 and 375.
His many-sided activity, as shown especially in his letters, and his loosely mediating position between Neoplatonism and Christianity, make him a subject of fascinating interest. His scientific interests are attested by his letter to Hypatia, in which occurs the earliest known reference to a hydrometer, and by a work on alchemy in the form of a commentary on pseudo-Democritus.
Era il caso che qualcuno scrivesse questo libro dal tono altamente goliardico. L'autore fa uso della retorica prendendo spunto esclusivamente da storie e miti dell'Antica Grecia, per argomentare la superiorità della calvizie all'opposto. Risulterà piacevole solo a chi ha potuto godere di un'educazione classica. Le tre stelle - che si goodreads hanno il significato di aver apprezzato il libro, che per l'appunto è tutt'altro che mediocre - non possono essere superate perché l'autore ripete le stesse tesi usando diverse argomentazioni e questo si rivela ripetitivo. D'altronde il vantaggio di essere pelati è uno solo: è un inestetismo che rende umili e l'umiltà è una fonte di saggezza. La folta chioma, al contrario, ha un'utilità quasi esclusivamente esteriore.
L'"Elogio" di Sinesio rientra nel genere dei "paignia", dei divertimenti, degli spettacoli comici. Si tratta di un lungo discorso ricco di arte oratoria a favore dei calvi, in contrapposizione all'"Elogio della chioma", di Dione di Prusa: insomma, un divertissement piccato che nasce dalla necessità di autoconsolarsi per la propria condizione di calvo, che Sinesio soffre dichiaratamente. Breve, simpatico e scorrevole, ma nulla più.