Una delle espressioni più comuni nella nostra epoca, per asserire che il mondo oggi va meglio di allora, è: “Non siamo mica nel Medioevo!” Eppure quel periodo definito buio non lo era poi quanto si crede e si dice. Troviamo qui le storie di venticinque donne che furono regine, sante e streghe. Quello che accomuna tutte loro è il potere, più o meno grande, che giunsero ad avere, nonostante la dominanza maschile vigente allora in quasi tutti i campi. Queste donne del Medioevo raccontano una realtà diversa da quella che viene proposta nei libri di storia. Le regine governano su vasti territori e sottomettono uomini, le sante e le mistiche sono donne di notevoli doti intellettuali che apportano alla comunità il loro sapere e indirizzano le scelte dei potenti, le streghe sono contadine che conoscono l’arte medica, e quelli che noi chiamiamo “i rimedi della nonna”. I racconti, sintetici e incisivi, mostrano come il “periodo di mezzo” debba esser conosciuto anche per la vivacità intellettuale delle donne di allora, riconoscendo la loro grande forza e importanza, in modo che si possa ristabilire, nella storia di questo periodo, il giusto “equilibrio di genere”. Prefazione di Pippo Russo (sociologo).
E' per me spontaneo definire 'libretto'questo piccolo libro. Non per il contenuto ma per l'inevitabile brevità con cui percorre secoli di regine, sante, streghe e Storia. Pieno di stimoli, mi è comunque piaciuto, mi ha lasciato nuove curiosità e sono queste, vero? che spingono a desiderare di approfondire, sapere, studiare. Nel Medioevo, dunque, 'epoca esclusivamente maschile', ci furono donne che seppero affermare la propria intelligenza e pure la personale psicopatologia, pagando un crudele scotto. Chi tra regine, sante e streghe ho preferito? ma le sante, naturalmente!
Questa è stata una lettura un po’ altalenante, nonostante non fosse chissà quale mattone (è infatti un libro molto breve). “Le Donne nel Medioevo. Di Regine, Sante e Streghe” è un libro che consiglio come punto di partenza, nel caso siate alla ricerca di qualche figura femminile da approfondire, ma per il resto mi ha lasciato abbastanza deluso. Le figure citate hanno tutte una breve biografia, ma nulla di più, anzi, alcune donne mi son sembrate messe lì giusto per fare spessore. Non perché meno meritevoli, me ne vogliate, ma perché il materiale presentato su di loro era effettivamente molto scarso. Ho apprezzato invece parecchio l’analisi che propone l’autrice nei confronti di due figure ambigue e speculari, ossia Ginevra e Morgana, e del ruolo della donna nella tradizione di origine celtica.