Le parole usate dai papi – da Gregorio VII a Francesco – sono una traccia preziosa per capire quanto profondi siano stati i cambiamenti della Chiesa nel corso dei secoli.
«Le parole usate dai papi sono importanti; tanto più in quanto il loro modo di parlare non è sempre lo stesso. Il linguaggio con cui il pastore della Chiesa di Roma si rivolge all’umanità nei momenti difficili è sempre stato espressione non solo della sua personalità individuale, ma del posto che la parola della Chiesa occupava nel mondo in quella data epoca; ed è un indizio estremamente rivelatore delle diverse modalità, e della diversa autorevolezza con cui di volta in volta i papi si sono proposti come leader mondiali. In queste pagine faremo un viaggio attraverso le parole usate dai papi nei secoli. Ovviamente la Chiesa esiste da duemila anni e nel corso di questi due millenni ha prodotto innumerevoli parole; non si tratta di renderne conto in modo esaustivo o anche solo sistematico, ma piuttosto di proporre uno dei tanti viaggi possibili, cominciando dal Medioevo per arrivare fino alla soglia della nostra epoca.»
Si laurea in lettere nel 1981 con una tesi in storia medievale all'Università di Torino. Successivamente perfeziona i suoi studi alla Scuola Normale Superiore di Pisa e nel 1984 vince il concorso per un posto di ricercatore in Storia Medievale all'Università degli studi di Roma "Tor Vergata". Nel 1996 vince il Premio Strega con il romanzo "Bella vita e guerre altrui di Mr. Pyle, gentiluomo". Dal 1998, in qualità di professore di Storia Medievale, insegna presso l'Università degli Studi del Piemonte Orientale "Amedeo Avogadro". Oltre a saggi storici, è anche scrittore di romanzi. Collabora con il quotidiano "La Stampa", e lo speciale "Tuttolibri", la rivista "Medioevo" e con l'inserto culturale del quotidiano "Il Sole 24 Ore". Dal 2007 collabora ad una rubrica di usi e costumi storici nella trasmissione televisiva "Superquark". Il governo della Repubblica Francese gli ha conferito il titolo di “Chevalier de l’ordre des Arts et des Lettres”.
Un corrispettivo molto snello alla lezione di Barbero sul tema: non aggiunge molto al podcast (se lo si è ascoltato prima), che ho trovato decisamente (e ovviamente) più godibile grazie alla verve oratoria del Maestro.
Si tratta di un numero selezionato di testi (encicliche, bolle, lettere) in ordine diacronico, che vogliono evidenziare l'evolversi della retorica politica/diplomazia pubblica del papato, stanti a significare il corrispettivo evolversi del suo ruolo pubblico e politico.
Godibile, non molto approfondito, lo consiglierei soprattutto ai fan sfegatati che di Barbero non hanno mai abbastanza (tra i quali includo me stessa).
La materia che mi ha più annoiato a scuola, da quando ho cominciato a studiarla in terza elementare, è stata storia, superata solo al terzo anno di superiori da filosofia. Se la mia posizione su filosofia resta immutata, quella su storia è radicalmente cambiata per merito di un uomo: il professor Alessandro Barbero. Starei ore ad ascoltarlo, anzi, sono già stata ore ad ascoltarlo, mentre racconta di battaglie e politica, di personaggi che hanno lasciato il segno nel corso del tempo e perfino di religione (anche questa non era nelle mie grazie a scuola, ma non la considero una materia, quindi è fuori classifica).
Ho già letto diversi suoi libri e mi sono resa conto che nella mia testa sento la sua voce che narra, con la sua cadenza piemontese e quell’entusiasmo a volte un po’ macabro che solo lui possiede.
Anche leggendo questo libro, mi è successo, anche se più nella prima parte, quando si parla dei Papi medievali, che si consideravano sovrani assoluti del mondo, perché il loro potere veniva da Dio e lanciavano strali di derivazione biblica che facevano tremare anche gli imperatori.
Mano a mano che si avanza nel tempo, il libro si fa un po’ più noioso, anche se devo ammettere che mi ha divertita parecchio la capacità dei vari Papi di arrampicarsi sugli specchi per non dover rivedere le proprie posizioni, chiaramente dimostrate errate. Interessante notare anche come ancora nel XIX secolo, i Papi si sentissero in dovere di dire che le divisioni sociali erano una cosa naturale e da accettare così com’era: insomma, se sei un poveraccio, arrangiati, non ci si può fare nulla.
Si capisce che i Papi non sono esattamente i miei personaggi preferiti nella storia? E che ho letto in fretta questo libro solo perché l’ha scritto Barbero e comunque era breve?
Purtroppo un’occasione sprecata per un tema che tanto affascina gli estranei. È il testo più o meno allungato della conferenza che gira su podcast. Assomiglia ad una tesi universitaria che non può nemmeno aspirare al massimo dei voti. Questo perché manca di citare saggi e ricerche, si pone domande facilmente risolvibili dal lettore stesso (es. perché Pio XII non ha parlato contro Hitler con la stessa veemenza di un Papa medievale?), commenta senza riferire una reazione di un contemporaneo. Amo Barbero e il suo modo divulgativo ma qui si è spinto in un ambito non suo, dato che ai papi medievali sono state dedicate ben poche pagine con una rapida conclusione di principio di autorità e altrettante pagine sono state dedicate a singoli pronunciamenti di singoli pontefici contemporanei.
Piccolo saggio che dà conto dell'evoluzione dei temi e del linguaggio delle encicliche papali dal medioevo al Novecento. Lo scopo è illustrare il cambiamento del ruolo della Chiesa in una società che cambia. Il libro è molto corto e il tono leggero: una lettura gradevole e poco impegnativa. A volte è talmente breve che fa giusto in tempo a suscitare una curiosità senza dar modo di capire davvero di cosa si sta parlando.
Purtroppo un voto basso per quel che mi riguarda. Speravo in qualcosa di più, invece è proprio una spiegazione delle diverse encicliche e parole dette dal Papa nel corso della storia. Non c'è grande contesto storico ma più una spiegazione di ciò che il Papa avesse voluto dire. Peccato
Breve saggio sul cambiamento del registro formale, dell'uso della parola e del valore semiotico operato dai pontefici sempre alle prese con il proprio momento storico. Breve compendio sulla forza della comunicazione della più influente, longeva e "discutibile" organizzazione della storia.